ArchigraficA

dibattito

 

 

Esperienza sul campo ...

 

 

di Maria Grazia Sabella


Ultimamente sono stata chiamata, in qualità di “futuro architetto”, al compito più crudele che ci sia, ovvero ristrutturare casa propria. Si sa, in queste circostanze si cerca sempre di attingere a piene mani a tutto il sapere immagazzinato in anni di università: riviste, libri, manuali vari, il tutto per spostare un muro, decidere il colore del bagno o al massimo costruire una cabina armadio.
Ecco, questo è quello che ho fatto.
Mi hanno dato una piantina della casa molto sintetica e semplice, per non dire striminzita, su cui erano annotate alla buona misure e altezze.
Ho il compito di rivedere un po’ il bagno, la zona giorno, trovare una buona soluzione per la camera da letto e ricavare un buco da qualche parte che funzioni da ripostiglio.
Mi armo di matita, penna, taccuino e vado a vedere il cantiere … che emozione! La mia prima volta!


Non voglio farla troppo lunga per non annoiare il lettore, arrivo subito al dunque, e lo farò in modo abbastanza sintetico.
Durante i miei primi cinque anni di studio, nessuno dei corsi da me seguiti ha ritenuto opportuno portarmi in un cantiere, nessuno.
Va bene design, storia, ma possibile che nessun docente di progettazione, di materiali, abbia sentito l’esigenza di farmi vedere un solaio in fase di costruzione? Un nodo trave/pilastro? Un semplicissimo cubetto di calcestruzzo?
Eppure con tutti i cantieri aperti a Pescara in questi anni sarebbe stato semplicissimo per i docenti uscire dall’università e portarci a vedere, a toccare con mano il nostro futuro lavoro. Non è forse vero che l’esperienza sul campo aiuta più di tutti i corsi?
Ho apprezzato il, seppur minimo, sforzo di due professori, i quali hanno fatto vedere l’uno delle prove sul calcestruzzo  e l’altro delle foto riguardanti le strutture terremotate de L’Aquila.
Per il resto, zero. Eppure ne ho visti di professori e di corsi!
L’esperienza mi ha portato durante questi anni su alcuni cantieri, ma mai assistita da un docente. Le mie uniche fonti del sapere erano esperti (e non) muratori e capi cantiere. (e forse si imparano anche più cose)
Fortunatamente ho seguito la costruzione della mia casetta, una mansarda in un nuovo palazzo nel mio paese.  La mia presenza non è stata costante e quotidiana, essendo io a Pescara, ma ho avuto l’opportunità di vedere come hanno fatto i muri coi mattoni, come han miscelato la malta, ho toccato con mano i ferri di acciaio e i tubi per i fili elettrici.
Quando sono arrivata io c’era da decidere i punti luce, dove dovevano arrivare i tubi dei gas e gli scarichi dell’acqua, per la cucina e per il bagno.
Mi sono armata di manuale e ho fatto una piantina coi contro fiocchi, con apposite campiture e appositi simboli per individuare gas, luce e acqua, cosa che all’università non ho mai affrontato. Mai cosa tanto sbagliata! Arrivata in cantiere il direttore dei lavori ha detto che serviva qualcosa di più semplice, neanche se l’è preso il mio foglio.
Torno a casa, semplifico tutto e metto dei pallini: il verde è la luce, il blu l’acqua e giallo il gas. Già che ci sono metto un pallino nero per i termosifoni, un pallino arancione per la tv e un pallino rosso per la presa telefonica.
Perfetto, l’idea piace e viene approvata da tutti con un bell’applauso e un incoraggiante “Brav’, archite’!”
Ecco un’altra cosa che ho imparato sul campo. Il capo cantiere mi ha spiegato in seguito che più è semplice la piantina, più i muratori riescono a capire meglio cosa devono fare. A volte neanche loro sanno il significato di tutti quei simboli, tanto vale fare una cosa semplice e comprensibile da tutti.  
Insomma, li vogliamo portare o no questi studenti a vedere e toccare con mano calce, mattoni e ferri??
O aspettiamo che prendano il loro primo incarico post-laurea per capire finalmente come funziona l’orditura di un solaio?

P.s. Alla fine la mansarda è venuta benissimo, l’architetto del cantiere ha apprezzato moltissimo il mio lavoro! Che abbia possibilità come architetto d’interni?

 

 

 

 

 

 

 

www.archigrafica.org
mail