r.answers
Questo modulo
fornisce un'interfaccia guidata da menu da GRASS a ANSWERS
r.answers
r.answers
integra ANSWERS con GRASS. ANSWERS (Areal Non-point Source Wa-tershed
Environmental Response Simulation) è un modello parametrico,
orientato agli eventi, che è stato progettato per simulare
lo sviluppo di un sistema di distribuzione delle acque (watershed)
nel quale l'agricoltura rappresenti l'uso prioritario del territorio.
La sua principale applicazione è la pianificazione della
distribuzione delle acque e il controllo dei processi di erosione
e deposito dei sedimenti mediante la simulazione di complessi
mo-delli di smistamento delle acque e l'analisi della loro qualità
quando dovesse verificarsi l'eventualità di un forte inquinamento
da prodotti chimici.
r.answers fornisce un menu, il quale viene completato attraverso
successivi passaggi, al fine di mettere a punto l'input necessario
al lancio di una simulazione ANSWERS. Ogni simulazione è
considerata da r.answers. come un "progetto". Gli input
raccolti dai pas-saggi, che man mano sono completati, sono registrati
sotto il nome di un progetto, così che li si possa copiare
o richiamare per ulteriori completamenti o modificazioni.
Il primo menu che si incontra lanciando r.answers include le funzioni
per creare un nuovo progetto, lavorare su uno già esistente,
copiare un progetto esistente o rimuoverlo. Il menu principale
(che è mostrato qui di seguito) elenca i passaggi che devono
essere completati per preparare l'input di ANSWERS, per poi lanciarlo,
e, in più, una miscellanea di altre funzioni.
ANSWERS on
GRASS Project Manager Main Menu
Project Name: [sample]
Status Option Description
_________________________________________
0 Quit
1 Set mask, region, and resolution
2 Catalogue soils parameters
3 Catalogue land use and surface parameters
4 Identify elevation-based input parameters
5 Prepare rain gauge data
6 Identify outlet cell
7 Specify areas with subsurface drainage
8 Catalogue channel parameters
9 Define channel slopes
10 Specify BMP's in watershed
11 Prepare ANSWERS input and run simulation
12 Miscellaneous Command Menu
Option: 0____
I passaggi
da 1 ad 11 registrano e mostrano sul display il loro stato alla
sinistra del nume-ro del passaggio. Se un passaggio non è
stato ancora affrontato ed eseguito, non viene ap-puntato nulla
accanto ad esso (che è il caso del menu sopra riportato).
Se un passaggio è stato completato con successo, esso sarà
segnato dalla dicitura done. In alcuni casi, un cambiamento che
viene effettuato in un passaggio potra comportare la necessità
di lancia-re nuovamente un altro passaggio, nel qual caso esso
sarà poi segnato con la dicitura rerun. Se un passaggio
mostra una dicitura di done o rerun, nell'eventualità che
sia rilanciato presenterà la condizione precedente come
default.
Note operative sull'interfaccia
In r.answers vengono impiegati due tipi di interfaccia/input:
1) Input di
testo che può essere ogni volta completato premendo il
tasto RETURN. In molti casi, se non viene immesso alcun testo,
la domanda o l'operazione viene cancellata. Spesse volte l'input
di testo consisterà nel nome di una nuova mappa, di una
esistente o di un pro-getto; in tutti questi casi, immettendo
la parola list, si otterrà un elenco dei nomi che sono
correntemente in uso.
2) Invio di
testo o opzioni di menu che possono essere completati premendo
il tasto ESC. Questo tipo di interfaccia viene usata per mostrare
delle schermate di menu o perché si pos-sano immettere
delle tavole di parametri. Tutti i menu hanno, per default, una
risposta Exit (0), in modo tale che, premendo semplicemente il
tasto <ESC>, si può lasciare il menu di programma.
La seguente guida all'uso delle chiavi da tastiera (combinazioni
di ta-sti) è utile per sapere quando utilizzare il parametro
di ingresso che viene utilizzato in que-sto tipo di interfaccia:
[RETURN] muove
il cursore al prossimo campo
[CTRL-K] muove il cursore al campo precedente
[CTRL-H] muove il cursore all'indietro nel campo senza cancellare
nulla
[CTRL-L] muove il cursore avanti nel campo senza cancellare nulla
[CTRL-A] scrive una copia dello schermo in un file nominato "visual_ask"nella
directo-ry home
[CTRL-C] dove sia indicato (generalmente sulla linea di fondo
dello schermo) può esse-re usato per cancellare un'operazione.
Descrizione
dei passaggi del Main Menu
La sezione che segue descrive ogni opzione del menu principale.
Tutti i passaggi sono con spiegazioni e, cioè, in modalità
"verbosely" in modo da fornire informazioni per la pratica
molto immediate e dettagliate; in ogni caso, però, è
necessario che l'utente acquisti fami-liarità con le operazioni
di ANSWERS. (Si può ottenere una copia dell' ANSWERS User's
Manual (1991) da David Beasley e Larry Huggins, disponibile presso
Bernard Engel, Agri-coltural Engineering, Purdue University, W.Lafayette,
Indiana, 47907).
I passaggi da 1 a 10 raccolgono input (sia mappe dalle mapset
disponibili o altri input di testo/numerici) allo scopo di creare
o estrarre le parti necessarie a formare l'input per AN-SWERS
in quel passaggio. Dopo essere transitati per i successivi passaggi
da 1 a 10, il passaggio 11 può essere lanciato per assemblare
un file di input per ASWERS. ANSWERS può quindi essere
lanciato utilizzando gli input. I risultati di output della simulazione
sono raccolti e processati così come viene descritto nel
passaggio 11.
Passaggio 1: impostazione della maschera, della regione e della
risoluzione
Mappa di input: maschera per Watershed
Altri input: risoluzione di progetto, regione di progetto (opzionale)
Descrizione: tutti i valori raster nella mappa di input che funge
da maschera maggiori di ze-ro saranno utilizzati per creare norme
di riclassificazione per impostare la MASK di pro-getto per l'area
interessata dal Watershed. Ogni volta che il progetto verrà
richiamato, la MASK sarà impostata automaticamente. La
risoluzione di progetto in input viene stabilita in metri e viene
usata per determinare la grandezza degli elementi del Watershed
che do-vranno essere usati nella simulazione. In questo passaggio
si tenta di rintracciare la regione minima necessaria a contenere
la maschera Watershed per la risoluzione assegnata. Verrà
calcolata una regione per consentire il tracciamento di un confine
costituito dallo spessore di almeno una cella intorno all'area
Watershed. Questa regione viene, quindi, presentata in uno schermo
di input (molto simile a quello di g.region) per permettere le
funzioni di editing o di approvazione. Dopo la maschera di progetto,
vengono definite la regione e la risoluzione, le informazioni
sono registrate e vengono ricaricate in memoria automatica-mente
ogni volta che il progetto sarà richiamato. Questo passaggio
crea una nuova mappa raster nella mapset corrente intitolata [nome_del_progetto].
ELEMENT. Questa mappa ha la funzione di esercitare una sorta di
richiamo alle metodologie proprie di ANSWERS per riferirsi alle
celle raster. I valori della mappa raster indicheranno dei numeri
con le descri-zioni di categoria che forniscono i numeri delle
righe e delle colonne. Se uno degli input in questo passaggio
viene successivamente impostato di nuovo, tutti gli altri passaggi
che possono esser stati completati saranno marcati con uno stato
di rerun, perché cambiare la maschera, la risoluzione o
la regione richiederà che gli input siano nuovamente immessi.
Passaggio
2 Catalogo dei parametri di suolo
Mappa di input: suoli (soils)
altri input: parametri dei suoli, coefficienti di drenaggio, frazioni
di acqua al suolo.
Descrizione: Questo passaggio richiede il nome di una mappa del
suolo, quindi legge la mappa ed elenca tutte le categorie di suolo
rintracciate nella maschera Watershed. Per ogni suolo ritrovato
in Watershed, ANSWERS richiede i valori per i parametri che sono
riportati di seguito. Il Project Manager facilita la preparazione
dei parametri immettendoli in una ta-vola:
____________________________________________________________________
Soil parameters for ANSWERS (see ANSWERS Users Manual for more
details)
____________________________________________________________________
1 total porosity (percent pore space volume of soil)
2 field capacity (percent saturation)
3 steady state infiltration rate (mm/hour)
4 difference detween steady state and maximum infiltration rate
(mm/hour)
5 exponent in infiltration equation
6 infiltration control zone depth (mm)
7 antecedent soil moisture (percent saturation)
8 USLE 'K'
____________________________________________________________________
Dopo che i
parametri del suolo sono stati immessi, una schermata richiede
la frazione di acqua al suolo e il coefficiente di drenaggio che
sarà applicato all'intera distribuzione delle acque. Il
coefficiente di drenaggio indica il coefficiente di progetto (mm/giorno)
relativo ai canali di drenaggio in quelle aree progettate perché
posseggano quello specifico drenaggio. La frazione di acqua al
suolo è la misura di movimenti laterali di acqua al suolo
o di interfe-renze con il flusso di uscita totale.
Dopo che questo passaggio è stato completato, il programma
fornirà un'opzione per salvare in un file i parametri che
sono stati immessi o di inviarli, perché forniscano un
utile riferi-mento, ad una stampante. Gli input relativi saranno
poi estratti e immagazzinati. Questo passaggio può essere
sempre rilanciato se si desidera modificare alcune informazioni,
in maniera tale che le informazioni immesse in precedenza siano
richiamate e possano essere modificate.
Passaggio
3 Catalogo dell'uso del suolo e parametri di superficie
mappa di input: copertura del territorio/uso
altro input: parametri di copertura del territorio
Descrizione: Per ogni categoria nella mappa dell'uso del suolo
rintracciata nella distribu-zione delle acque, ANSWERS richiede
i parametri elencati di seguito. Il Project Manager facilita la
preparazione dei parametri immettendoli in un tavola.
_____________________________________________________________________
Land Cover Parameters for ANSWERS (see ANSWERS Users Manual for
details)
_____________________________________________________________________
1 short (8 characters) description of land use and management
(pro-gramm will attempt to use map category description, if any)
2 mm of potential rainfall interception by oland cover
3 percentage of surface covered bu specified land use
4 roughness coefficient of the surface (a shape factor)
5 m of roughness height of the surface profile
6 Manning's n (a measure of flow retardance of the surface)
7 relative erosiveness (function of time and USLE 'C' and 'p')
_____________________________________________________________________
Dopo che questo
passaggio è stato completato, verrà fornita un'opzione
per salvare i para-metri immettendoli in un file o inviandoli,
per riferimento, alla stampante. ANSWERS ac-cetta gli input e
questi saranno poi estratti e immagazzinati. Questo passaggio
può essere rilanciato per cambiare qualcuna delle informazioni.
Le informazioni prima immesse sa-ranno richiamate e possono essere
modificate.
Passaggio
4 Identificazione dei piani di input di elevazione
Mappe di input: pendenza e aspetto (slope e aspect)
Descrizione: al prompt, questo passaggio chiede i nomi di mappe
di pendenza ed aspetto già preparate in precedenza per
il progetto Watershed. E' importante notare che il formato richiesto
per queste mappe varia da quello creato dal programma r.slope.aspect.
La mappa di elevazione dovrebbe avere le vere elevazioni in metri.
La mappa di elevazione può essere filtrata per rimuovere
i "buchi" e quanto altro che potrebbe rivelarsi, per
AN-SWERS, come altri potenziali problemi con il programma r.fill.dir.
Il programma r.direct può essere usato per preparare una
mappa di pendenza per ANSWERS dal layer di elevazione creato da
r.fill.dir. ANSWERS richiede valori di pendenza espressi in percentuale
e poi moltiplicati per 10 (e, cioè, un valore di mappa
di pendenza di 35 indica una pendenza effettiva del 3.5%). La
mappa di aspetto costituisce un input critico per AN-SWERS, poiché
essa definisce le strade di uscita dalla distribuzione delle acque
e dovrebbe essere esaminata con attenzione poichè il programma
r.direct è incapace di creare un output senza difetti.
I programmi d.rast.arrow e d.rast.edit sono stati sviluppati per
aiutare in quest'ispezione manuale e nel processo di editing.
Quando si edita la mappa di direzione di flusso, si presti attenzione
a che:
1) le celle del bordo del Watershed confluiscano tutte nel Watershed
2) le celle che saranno individuate come "canali" confluiscano
l'una nell'altra (di conse-guenza è consigliabile che i
canali siano identificati assieme a tutte le altre azioni di questo
passaggio)
3) il flusso da due celle non fluisca direttamente dall'una all'altra
e viceversa (-][-) altri-menti queste formeranno un "corto
circuito". Nella mappa finale si dovrebbe esser ca-paci di
partire da qualsiasi cella inclusa nel Watershed e seguire le
direzioni di flusso cella per cella fino ad arrivare alla cella
di uscita.
Passaggio
5 Preparare la misurazione della pioggia
Mappe di input: aree di misurazione della pioggia (per più
misurazioni)
altri input: dati di misurazione della pioggia
Descrizione: Questo passaggio è progettato per organizzare
i dati utilizzati per descrivere le precipitazioni metereologiche
che dovranno essere immesse nel simulatore. ANSWERS permette l'uso
di più di quattro misurazioni di pioggia, ciascuna delle
quali richiederà una tavola dei dati di precipitazione
(tempo in minuti e intensità della pioggia in mm/ora) Sono
richiesti i dati di almeno una misurazione di pioggia. Se ne vengono
impiegate di più, sarà necessario preparare una
mappa dell'area Watershed per indicare quali celle sono rappre-sentate
per una data misurazione.
Per facilitare la modellazione di un certo numero di eventi metereologici
diversi questo passaggio chiede il nome di ogni singola precipitazione
che si sta allestendo per la simula-zione. I dati di tavola immessi
saranno immagazzinati nel database di ANSWERS sotto il nome dell'evento
che è stato fornito.
Le misurazioni di pioggia per ANSWERS consistono di due colonne
di numeri. La prima rappresenta il tempo (in minuti) e la seconda
rappresenta l'intensità della pioggia (in mm/ora). I valori
decimali vengono arrotondati a quelli interi più vicini.
Per immettere i dati di misurazione della pioggia al Project Manager,
si dovrà allestire un file con i dati di misurazione della
pioggia. Se vengono utilizzate più misurazioni, è
ancora utilizzato un file di input, e i dati per ogni misurazione
vengono separati ma devono susseguirsi in ma-niera sequenziale
così che i dati per la misurazione 1 rappresenti il primo
gruppo, i dati per la 2 il secondo gruppo e così via.
Esempio di
file di input di misurazione della pioggia:
_____________________________________________
una misurazione due misurazioni
_____________________________________________
00 00
103 111 dati per la mis.1
20 10 | 257
35 22 | -1 ----- delimitatore
559 00
674 154 dati per mis.2
1000 104
_____________________________________________
Questo passaggio
chiederà di determinare se saranno usati più misurazioni
di pioggia. Se è così, chiederà il nome della
mappa che rappresenta le aree da essere assegnate alle misura-zioni
fornite. Il numero di categorie e i loro valori dovranno corrispondere
ai numeri delle misurazioni di pioggia. Successivamente il programma
chiede il nome del file di misura-zione della pioggia. Il programma
legge il file e mostra sul display che cosa ha trovato per l'approvazione
da parte dell'utente. Una volta avuta questa approvazione, esso
creerà i file appropriati di input per ANSWERS.
Passaggio
6: Identificazione della cella di deflusso
Mappe di input: nessuna
altri input: numero delle righe e delle colonne degli elementi
di uscita del wa-tershed
Descrizione: ANSWERS ha bisogno di conoscere il numero delle righe
e delle colonne all'uscita del Watershed. Per facilitare la ricerca
di questa informazione è stata creata in precedenza la
mappa raster [nome_del_progetto].ELEMENT. I valori di categoria
di que-sta mappa sono celle numerate in maniera sequenziale del
Watershed. Le descrizioni di categoria sono il numero di righe
e di colonne delle celle. Utilizzando uno strumento come d.what.rast
si può interrogare l'elemento di mappa mostrato sul display.
Passaggio
7 Specificare le aree con il drenaggio di superficie
Mappa di input: Aree con drenaggio di superficie (opzionale)
Descrizione: Questo passaggio offre un menu che permette l'individuazione
di:
1) tutto il Watershed con la relativa superficie di drenaggio;
2) nessuna area con la superficie di drenaggio oppure
3) le aree con superficie di drenaggio specificata attraverso
una mappa raster (tutti gli elementi con valore più grande
di zero forniranno l'input ad ANSWERS come se avessero una superficie
di drenaggio). Nota: il coefficiente di drenaggio con aree dotate
di superficie è impostato con gli altri parametri di suolo
nel passaggio 2. Se "tutti" o "nessuno" sono
in possesso di una superficie di drenaggio, non è richiesta
alcuna map-pa di input; altrimenti deve essere usata una mappa
viene per specificare le particolari aree che posseggono una superficie
di drenaggio.
Passaggio
8 Catalogo parametri di canali
Mappa da input: Canali
Altro input: spessore dei canali e coefficiente di rugosità
per ogni categoria di ca-nale
Descrizione: Le celle del Watershed con un canale ben definito
devono essere segnalate ad ANSWERS. ANSWERS assume che il canale
abbia una sezione rettangolare e sia suffi-cientemente profondo
per permettere lo scorrimento dell'acqua.
Per preparare i dati canale per l'uso con ANSWERS, è necessario
quanto segue: un layer raster dei canali in Watershed, una descrizione
dello spessore (in metri) e della rugosità (n) per ogni
categoria di canale che sia rintracciabile nel layer.
Si suggerisce che la mappa di aspetto creata nel passaggio 4 sia
creata in congiunzione con questa mappa, poiché ANSWERS
abortirà dall'operazione se un elemento canale non flui-sce
direttamente in un altro adiacente.
Passaggio
9 Definire le pendenze dei canali
Mappa di input: Pendenza dei canali (Channel slope)
Descrizione: un input opzionale per ANSWERS è la pendenza
dei canali. Se questo input non viene fornito, ANSWERS assume
che la pendenza per il canale sia la stessa del terreno nel quale
esso è scavato.
Se lo si desidera, può essere utilizzata una mappa raster
per definire la pendenza dei canali. Per procedere in questa maniera,
dovrebbe essere preparata una mappa raster con i valori di categoria
di pendenza espresse in termini percentuali moltiplicati per 10
(per es. un valore di categoria di 31 dovrebbe indicare una pendenza
di canale del 3.1 %).
Nota: anche se si tratta di un input opzionale, questo passaggio
deve essere comunque lan-ciato anche se si vuole soltanto dire
che nessuna mappa sarà usata.
Passaggio
10 Specificare BMP nel Watershed
Mappa di input: Terrazzi fuori terra, sedimentazioni, vie d'acqua
con vegetazione e/o bordi di campi.
Altri input: vie impermeabili o bordi di campi (in metri)
Descrizione: questo passaggio fornisce un menu perché sia
possibile preparare qualcuno o nessuno dei quattro Best Management
Practices strutturali (BMPs) che ANSWERS è in grado di
riconoscere. Molti BMPs possono essere descritti ad ANSWERS mediante
il cambiamento di variabili che esprimono le condizioni di superficie
del suolo. Parti che so-no dedicate alla coltivazione, per esempio,
sono descritte nelle sezioni sull'uso del suolo e del territorio.
Strutture a precipizio così come canali di scarico possono
essere simulate me-diante la riduzione della pendenza del canale.
D'altro canto, BMPs che sono strutturali nella natura richiedono
un cambiamento nell'uso del suolo. ANSWERS, come detto, rico-nosce
quattro strutture opzionali BMPs. Anche se l'uso delle strutture
BMPs è opzionale, questo passaggio può essere lanciato
per verifica. Nota: poiché ANSWERS riconosce un solo BMP
come elemento che entri a far parte del Watershed, bisognerebbe
utilizzare il più concreto dei BMP. Quella che segue è
una breve discussione sui BMP:
1. Passaggio
a forma di terrazzo-tegola
- efficienza di intrappolamento del 90%
- Soltanto i terrazzi più bassi sono presi in considerazione
Anche, se un terrazzo esiste soltanto in una parte di un elemento,
si assume che tutto il flus-so in ingresso sia influenzato dal
BMP. In questo modo, elementi che hanno soltanto una piccola porzione
piana all'interno dei loro confini nella pratica non dovrebbero
aver in-fluenza.
2. Stagno
di Sedimentazione
- efficienza di trappola 95%
- Possono essere definiti soltanto stagni in aree alte. Se sono
inseriti in strutture di corso d'acqua essi sono trattati in maniera
diversa.
Se uno stagno esiste solo in una porzione di un elemento, si assume
che tutto il flusso in in-gresso sia influenzato dal BMP. In questo
modo, l'elemento che ha soltanto un piccola por-zione all'interno
dei suoi confini nella pratica non esercita alcuna influenza.
3. Vie d'acqua
ricoperte d'erba
- l'area ricoperta di vegetazione all'interno dell'elemento considerato
fa sì che questi non possa essere al lungo soggetto a qualsiasi
sedimentazione.
- Il modello deliberatamente proibisce la deposizione all'interno
di una via d'acqua rico-perta di vegetazione, perché ogni
elemento di questo tipo che effettivamente riuscisse ad intrappolare
sedimenti si riempirebbe subito e diverrebbe inutilizzabile.
Per ogni categoria rintracciata nel layer, sarà chiesto
lo spessore della via d'acqua.
4. Bordi di
campo
- Le aree ricoperte di vegetazione all'interno dell'elemento considerato
non sono al lungo soggette ad un processo di sedimentazione. Per
ogni categoria rintracciata nel layer, sarà chiesto lo
spessore del bordo di campo.
Passaggio
11: Prepara l'input per ANSWERS e lancia la simulazione
Descrizione: I passaggi da 1 a 10 devono avere uno stato di done
prima che questo passag-gio possa essere lanciato. (I passaggi
per gli input opzionali devono essere lanciati prima che il file
di input di ANSWERS possa ritenersi completo). Ognuno dei passaggi
precedenti avrà preparato la sua parte dell'input di ANSWERS.
La prima funzione di questo passaggio è quella di compilare
tutte le parti nel loro insieme. Una volta che il file di input
è com-pleto, la simulazione può essere lanciata.
(Nota: r.answers chiamerà il programma AN-SWERS, che deve
essere compilato come una parte dell'istallazione di r.answers.
Il codi-ce sorgente per ANSWERS dovrebbe esser parte del software
distribuito con r.answers.) I messaggi di errore che ANSWERS può
inviare all' output standard sono catturati in un file da r.answers
e mostrati sul display. Se non vi è nessun errore verrà
stampato un messag-gio sullo schermo (comunque questo non vuol
dire che la simulazione non possa essere lan-ciata senza dare
luogo poi ad errori). L'output primario della simulazione è
catturato da un altro file, quindi processato per essere separato
nelle parti componenti di:
1) testo - la reiterazione in maniera verbose degli input e il
sommario delle caratteristiche del Watershed. Questo è
utile per assicurarsi che gli input siano correttamente letti
da ANSWERS;
2) uscita per dati idrografici delle precipitazioni, deflusso
e sedimentazione. Se questi dati sono in ordine, essi saranno
processati in un formato leggibile dal programma d.linegraph per
il display;
3) elementi per la sedimentazione che mostrino la precipitazione
di sedimenti o la depo-sizione, se ve ne sono, per ogni elemento
raster nel Watershed. Anche, la deposizione di sedimenti negli
elementi canali.
Questo passo chiederà i nomi da usare per le nuove mappe
Watershed che creerà mediante l'estrazione di questi dati
dall'output. Nella simulazione se non verranno create sedimenta-zioni
o deposizioni o i canali di deflusso per l'intero scenario, la
mappa non verrà creata. Per cercare come accedere ai file
di output si segua la descrizione del passaggio 12, di se-guito.
Passaggio
12: menu di comandi di miscellanea
Questo passaggio richiama un menu che permette l'accesso ai file
di progetto nel database di progetto e alle funzioni che preparano
un sommario dello stato corrente del progetto.
Il database di progetto è il luogo dove r.answers immagazzina
tutti gli input, output ed altri dati non di mappa che sono associati
al progetto.
Le funzioni di progetto disponibili sotto il passaggio 12 creano
un utile sommario del pro-getto e quindi passano il controllo
al programma "file handler" per mostrare sul display,
copiare in un file o stampare.
torna indietro
r.average
Questo modulo
calcola la media dei valori in una mappa di copertura all'interno
delle aree che hanno assegnato lo stesso valore di categoria.
r.average
[-c] base=name cover=name output=name
In valori
di media sono immagazzinati nel file delle etichette di categoria
associato con il nuovo layer di output.
I valori dei quali deve essere calcolata la media sono tratti
da una pianta di copertura defi-nita dall'utente. I valori di
categoria per la mappa di copertura saranno calcolati fin quando
il flag -c è impostato. Se il flag -c è impostato,
i valori che appariranno nel file delle eti-chette di categoria
verranno calcolati.
La mappa di output è di fatto una riclassificazione della
mappa base (si veda r.reclass) ed avrà esattamente gli
stessi valori di categoria della mappa base. I valori di media
calco-lati da r.average sono immagazzinati nel file delle etichette
di categoria di output.
Se l'utente scrive semplicemente r.average alla linea di comando,
gli verrà chiesto l'impostazione del flag e i valori dei
parametri attraverso l'interfaccia standard di GRASS. In alternativa,
l'utente può fornire tutte le impostazioni di flag e i
valori di parametri alla linea di comando.
Flag:
-c
raccoglie la media dei valori rintracciati nelle etichette di
categoria della mappa di copertu-ra.
Parametri:
base=name
Un layer raster esistente nella mapset corrente. Per ogni gruppo
di celle cui è assegnato lo stesso valore di categoria
nella mappa base, viene calcolata la media del valore assegnato
a queste celle nella mappa di copertura.
output=name
il nome di un nuovo layer di mappa che contenga l'output di programma
(una riclassifica-zione della mappa di base). La media dei valori
sarà immagazzinata nel file delle etichette di categoria
della mappa di output.
torna indietro
r.binfer
Questo programma
permette lo sviluppo di un Sistema Esperto Bayesiano
r.binfer
[-v] input=name [outputname]
Si tratta
di una shell per l'utilizzazione di un sistema esperto nel quale
è contenuto un moto-re inferenziale basato sulla statistica
di tipo bayesiano (che, in sintesi, permette di ragionare in base
ad un'esperienza passata). Il programma è progettato per
assistere gli esperti umani in un campo di sviluppo di sistemi
esperti computerizzati per la pianificazione e la gestione dell'uso
del suolo. Questi sistemi esperti sono progettati per assistere
i non esperti nel prendere decisioni circa l'uso più appropriato
del suolo.
Nei programmi di sistemi esperi bayesiani come r.binfer, il sistema
basa il probabile im-patto conseguente a un determinato futuro
uso del suolo sulle condizioni di probabilità con-seguenti
dall'impatto di passate azioni simili.
OPZIONI
flag:
-v
permette il lancio del programma in modalità "verbosely",
in maniera cioè che l'utente sia informato da messaggi
di debugging nell'output standard. Include una lista dei simboli
uti-lizzati da b.infer.
parametri:
input=name
Nome di un file esistente contenente le istruzioni per l'analisi
output=name
Nome da assegnare al file che contiene l'output del programma
default: binfer.out
Utilizzando
la sintassi appropriata di r.binfer, l'esperto umano struttura
uno script di in-put di conoscenza/controllo con un'appropriata
combinazione di valori di categoria (layer di mappa di GRASS che
contengono dati sulla composizione del suolo, pendenza, densità,
ecc.) e attributi rilevanti per prendere decisioni (per es., caduta
della pioggia, temperatura, stagioni, giudizio soggettivo, ecc.).
Esistono opzioni per specificare un'interfaccia con l'utente e
un database contenente priorità e condizioni di probabilità
necessarie per inferire il valore degli attributi dell'obbiettivo.
L'esperto specifica anche il formato per mostrare sul display
i risultati finali (layer di mappa raster) nello scritto di input.
Vengono creati nuovi layer di mappa raster - uno per ogni possibile
valore di attributo ottenuto in conse-guenza del calcolo inferenziale
- i quali contengono i valori che caratterizzano ogni cella della
griglia calcolati secondo le probabilità.
In alternativa, viene prodotto un singolo layer di mappa raster
chiamato r.binfer (o qual-siasi nome di output venga specificato
dall'utente). Questa mappa mostra, per ogni cella, come risultato
l'attributo che possiede la probabilità più alta
di caratterizzare ogni cella, una volta che siano stati forniti
i valori delle mappe raster di input e gli attributi contestuali.
Gli scripts di r.binfer vengono stampati in un file mediante un
editor di sistema come vi e quindi forniti come input a b.infer
sotto forma di file di input alla linea di comando. Per una completa
descrizione della sintassi di input, cfr. il documento GRASS Tutorial:
r.binfer. Come esempi di scripts di b.infer si veda più
avanti. I risultati vengono utilizzati per generare nuovi layer
raster nella mapset corrente.
Come stabilito innanzi gli script di b.infer contengono le descrizioni
di due tipi di attri-buti di input. Gli attributi del layer di
mappa sono di layer attuali di GRASS. Per esempio, se l'utente
sceglie slope come uno attributi di layer, i possibili valori
per la pendenza po-trebbero essere i seguenti:
piatto (flat)
(pendenza tra 0 e 5 gradi)
basso (low) (pendenza tra 6 e 10 gradi)
medio (medium) (pendenza tra 11 e 30 gradi)
alta (steep) (pendenza più grande di 31 gradi)
Gli attributi
contestuali sono quelli che non rappresentano layer di mappa raster,
ma piutto-sto, informazioni che riflettono i criteri rilevanti
per specificare le decisioni che possono es-sere contemplate.
Per esempio, se l'utente sceglie "la quantità di pioggia
caduta" come uno degli attributi contestuali, i possibili
valori assegnati alla quantità di pioggia caduta potreb-be
esser espresso come segue:
Bassa (low)
(quantità minore di un pollice)
media (medium) (quantità tra uno e tre pollici)
alta (high) (quantità maggiore di tre pollici)
I valori degli
attributi previsti dal motore inferenziale sono specificati con
un indice di maggiore probabilità e una tavola di condizioni
di probabilità che indica la possibilità che il
valore in oggetto si verifichi quando sia verificato un certo
valore in input.
r.binfer determinerà il valore degli attribiti contestuali
chiedendoli all'utente al prompt. Il programma quindi aprirà
ciascuno dei layer raster corrispondenti ad ogni attributo di
map-pa. r.binfer quindi determinerà il valore per tutti
i valori di mappa in ogni cella della gri-glia. Utilizzando le
tavole delle condizioni, le probabilità di priorità
e il teorema di Bayes, r.binfer calcola la probabilità
di output per ogni valore e scrive le sue previsioni di pro-babilità
sotto forma di percentuali. Il programma determina anche quale
valore è più pro-babile si verifichi in quella cella
e lo scrive sul file di output.
Esempi
Lo script di esempio mostrat di seguito più avanti illustra
l'uso di b.infer solo per:
1) stimare la probabilità che una valanga si possa verificare
Alcune note sulla costruzione degli script.
1. Nessun
dato (o come comportarsi con la categoria zero)
Se la categoria zero è esclusa dall'intervallo dei valori
degli attributi di un piano, essa è trattata come no data
e la probabilità risultante e le mappe combinate rifletteranno
questa condizione di partenza.
In caso contrario, la categoria zero viene trattata come qualsiasi
altro valore di cella.
2. Intervalli
di categoria per attributi di layer
Gli intervalli di categoria sono specificati utilizzando le regole
di r.reclass. Per esempio, un elenco di valori per le pendenze
potrebbe essere come segue:
(flat [da
1 a 3], gentle [da 4 a 8], moderate [da 9 a 15], altri [da 16
a 89])
3. Domande
correlate
L'aggancio di domande può essere fornito per attributi
di contesto o valori di attributi. Se i nome sono scelti con abilità,
il menu di default potrebbe essere sufficiente.
4. Elenco
determinante
In un uso del progrtamma come quello che qui si descrive l'elenco
determinante non ha reale applicazione.
Estensioni pianificate più complesse di r.binfer ne faranno
uso.
5. Probabilità
La tavola condizionale delle probabilità è molto
importante e bisogna esser certi della sua accuratezza.
(nota: il
simbolo # indica una linea di commento nel file script e quindi
viene ignorata dalla shell di UNIX)
#
# nome del file : avalanche.binfer
# questo è uno script b.infer che effettua un calcolo inferenziale
della
# probabilità che una valanga si possa verificare, una
volta forniti
# i valori degli attributi di input.
#
# Nota: si esegua r.binfer come segue:
# r.binfer avalanche.binfer [output=name]
# se l'utente non specifica un nome per il file di output,
# la mappa combinata sarà chiamata binfer.
#
# chiavi di output del file script:
#
# CombinedMap (Colortable) - assegna alla mappa combinata
# la tavola dei colori.
# NoCombinedMap - genera soltanto mappe di probabilità
# (una per ogni valore di attributo calcolato per inferenza).
# NoProbabilityMaps - genera soltanto una mappa combinata.
#( Colortable) può essere una qualunque delle seguenti
parole chiave:
# Aspect - colori di aspetto
# grey, gray - scala di grigi
# Histo - scala di grigi per istogramma
# Rainbow - colori arcobaleno,
# Ramp - colori ramp (default),
# Random - colori random,
# RYG - red yellow green,
# Wave - colori wave,
#
#
# Inizio della sezione degli attributi di layer
#
#l ayer:
#
# l'attributo di layer #1 è aspett
#
aspect
#
# tutte le esposizioni a sud = 1
# tutte le esposizioni a est = 2
# tutte le esposizioni a ovest = 3
# tutte le esposizioni a nord = 4
# tutte le altre = 0
#
(south [16 thru 22], east [22 23 1 thru 4], west [11 thru 15],
north [5 thru 10]).
#
# l'attributo di layer #2 è la pendenza
#
slope:
#
# low (bassa) - da 0 a 9 gradi
# moderate (moderata) - da 10 a 19 gradi
# steep (appesa) - da 20 a 29 gradi
# severe (difficile) - da 30 a 88 gradi
#
(low[1 thru 10], moderate [11 thru 19], steep [20 thru 30], severe
[31 thru 89]).
#
# Fine della sezione layer
#
# Inizio della sezione contesto
#
context:
#
# la temperatura è l'attributo #1
# Nota: un menu sarà costruito utilizzando il nome dell'attributo
# e i nomi dei valori degli attributi.
# All'utente verrà chiesto di immettere la sua scelta.
Temperature:
(freezing, cold, warm, hot).
#
# L'attributo contestuale #2 è snowfall_amt (quantità
di neve caduta)
# sarà costruito un menu utilizzando l'attacco della domanda
# qui fornita.
# All'utente verrà chiesto di immettere la sua scelta
#
snowfall_amt:
(a {question "Meno di un piede."},
b {question "Tra un piede e quattro piedi."},
c {question "Più di quattro piedi."}).
{question "Quanta neve si è accumulata?}.
%
# Fine della sezione contesto
#
# Inizio della sezione inferenziale
#
inferred:
# l'attributo da inferire è avalanche.
#
avalanche
#
#valore dell'attributo inferenziale "high"
#verrà assegnata una tavola dei colori di tipo ramp (default)
#NOTA: la probabilità principale e le probabilità
condizionali sono date
#in questa sezione
#
high <0.20>
[0.0,0.50,0.20,0.20;
0.05,0.15,0.20,0.60;
0.80,0.15,0.00,0.05;
0.05,0.35,0.60;] ,
#valore dell'attributo inferenziale "moderate"
#una tavola dei colori di tipo grey sarà assegnata
#
moderate Grey <0.30>
[0.15,0.35,0.25,0.25;
0.10,0.20,0.20,0.50;
0.75,0.20,0.00,0.05;
0.005,0.35,0.60;] ,
#
#valore dell'attributo inferenziale "low"
#una tavola dei colori di tipo Rainbow sarà assegnata
#
low Rainbow <0.50>
[0.25,0.25,0.25,0.25;
0.25,0.25,0.25,0.25;
0.50,0.30,0.10,0.10;
0.10,0.40,0.50;] ,
%
#fine della sezione inferenziale
#fine dello script avalanche.binfer
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r.buffer
Questo programma
crea un layer raster che mostra le zone buffer (cuscinetto) che
circonda-no le celle che contengono valori di categoria diversi
da zero.
r.buffer
[-q] input=name output=name distance=value[,value,
] [units=name]
(1)
r.buffer crea
un nuovo layer raster che mostra le zone buffer (di "distanza"
o "prossimità") attorno a tutte le celle che
contengono valori di categoria diversi da zerto in un layer raster
esistente. La distanza delle zone buffer è scelta dall'utente.
MODALITA'
DI USO INTERATTIVO DEL PROGRAMMA
Il programma può essere lanciato in modalità interattiva
semplicemente scrivendo r,buffer alla linea di comando, senza
immettere alcun argomento ulteriore. Il programma chiederà,
in questo modo, i parametri necessari al suo funzionamento.
1) Verrà
richiesto di identificare un layer raster esistente sul quale
dovranno calcolarsi le distanze e un nome (a scelta dell'utente)
per il nuovo layer raster nel quale verrranno immagazzinati i
risultati del programma.
2) Quindi, di identificare l'unità di misura in cui le
zone buffer(e, con, precisione, le di-stanze) saranno calcolate
e la distanze di ogni zona buffer da ogni cella con valore di-verso
da zero del layer di input. Viene concessa l'opzione di identificare
fino a 60 zone continue. Le zone sono identificate specificando
il limite superiore di ognuna di esse (r.buffer assume che 0 sia
il punto di partenza). ("Continuo" viene usato nel senso
che il valore più basso di categoria di ogni zona coincide
con quello più alto della zona pre-cedente. La prima zona
buffer ha sempre distanza 0 come suo confine più basso.)
Le di-stanze possono essere immesse in una delle seguenti unità:
metri, chilometri, piedi e miglia.
3) Per ultimo, calcolare le distanze dalle celle che contengono
valori di categoria definiti dall'utente, utilizzando il metodo
"dalla cella" [Questo metodo da va da una cella che
contiene un valore di categoria dal quale le distanze vengono
calcolate e disegna la di-stanza richiesta ad anello intorno ad
essa. Questo metodo lavora molto velocemente quando vi sono poche
celle che contengono valori di categoria di interesse, ma lavora
molto lentamente quando vi sono numerose celle che contengono
valori che interessano in tutta l'area].
4) Il programma r.buffer lancia il processo di calcolo in background
e restituisce il con-trollo della tastiera all'utente. Questi
processi possono occasionalmente impiegare più di un'ora
per finire; comunque, poiché essi lavorano in background.
Si è liberi di ese-guire altri compiti nel frattempo.
USO NON INTERATTIVO
DEL PROGRAMMA
L'utente può lanciare r.buffer specificando tutti i parametri
necessari alla linea di comando secondo la forma (1).
Flag:
-q
gira silenziosamente
input=name
Il nome di un layer raster esistente nel quale le celle con valore
diverso da zero verranno circondate da zone buffer.
output=name
il nome che viene assegnato al layer raster di output
distances=value
La distanza di ogni zona buffer dalle celle che hanno valore di
categoria diverso da zero.
units=name
L'unità di misura nella quale le distanze verranno calcolate.
Scelte possibili sono: metri, chilometri, piedi e miglia. L'unità
di default sono i metri.
NOTE
r.buffer misura le distanze dal centro della cella utilizzando
la misura euclidea della distan-za nei database UTM e utilizzando,
ancora, la misura della distanza geodesica per i databa-se in
lat/long.
r.buffer calcola le distanze delle zone da tutte le celle che
hanno valori di categoria diversi da zero. Se l'utente desidera
calcolare le distanze solo da zone selezionate con determinati
valori, si potrebbe lanciare prima r.reclass facendo in modo che
tutte le categorie delle celle non desiderate siano poste uguali
a zero.
torna indietro
r.cats
Stampa i valori
di categoria e le etichette associate ad un layer di mappa raster
specificato dall'utente.
r.cats map=name [cats=range] [fs=chracter\space\tab]
r.cats stampa
etichette e valori di categoria di un layer specificato dall'utente
con l'opzione map=name all'output standard. L'utente può
specificare tutti i parametri necessari alla linea di comando
e lanciare il programma in modalità non interattiva. Se
l'utente non specifica nessuna categoria, allora tutti i valori
di categoria e le etichette del layer nominato che vi sono nella
mappa vengono stampati. L'intera mappa è letta usando r.describe
per determinare quali categorie vi sono presenti in essa. Se viene
specificato un elenco di cate-gorie allora sono stampate soltanto
le etichette relative ad esse. Il parametro cats può esse-re
specificato come una sola categoria o come un insieme di valori.
L'utente può anche (opzionalmente) specificare che un campo
separatore come uno spazio o un carattere tab può essere
usato per separare il valore di categoria dall'etichetta corrispondente
nell'output, utilizzando l'opzione fs=character\space\tab. Se
nessun campo separatore viene speci-ficato dall'utente, un tab
viene usato per separare questi campi nell'output, per default.
L'output è inviato all'output standard nella forma di una
categoria per linea, con il valore di categoria per primo sulla
linea, quindi un tab ASCII e, infine, l'etichetta di categoria.
torna indietro
r.clump
Ricategorizza
i dati in un layer di mappa raster raggruppando le celle che formano
aree fisi-che discrete in categorie uniche.
r.clump
[-q] input=name output=name [title="string"]
Il modulo
ricerca tutte le aree con valori di categoria contigui nel layer
raster di input. As-segna un unico valore di categoria a ciascuna
area ("clump") nel layer risultante. Se l'utente non
fornisce nomi per i layer di input e output alla linea di comando,
il programma li ri-chiederà utilizzando l'interfaccia standard
di GRASS.
Le distinzioni di categoria della mappa di input sono conservate.
Questo significa che se valori distinti di categoria sono adiacenti
essi non saranno ammassati insieme. (L'utente può lanciare
r.reclass prima di r.clump per ricategorizzare le celle e riassegnare
i valori di categoria.
Flag:
-q
il programma gira in maniera silenziosa senza emettere messaggi
sull'outtput standard sul proseguimento del processo.
Parametri:
input=name
Nome di un layer raster esistente utilizzato per input
output=name
Nome del nuovo layer raster che conterrà l'output del programma
title = "string"
Titolo opzionale per il layer di output che va specificato, alla
linea di comando, tra virgo-lette. Se l'utente omette di assegnare
un titolo al layer di output, dal programma non ne sarà
assegnato nessuno.
Algoritmo:
r.clump muove una matrice 2x2 sul layer di input. L'angolo destro
in basso della matrice è raggruppato con le celle sopra
a sinistra (le celle diagonali non sono prese in considerazio-ne).
NOTE
r.clump lavora correttamente con layer raster che contengono solo
aree piane (con più di una cella in spessore). Gli elementi
lineari (linee che hanno uno spessore di una singola cella) possono
o non possono essere ammassate insieme a seconda della direzione
della li-nea - linee orizzontale e verticali di celle sono considerate
contigue, ma linee diagonali di celle non lo sono e sono spezzate
in clump (ammassi) separati.
Per il layer di output vengono generati una tavola dei colori
di tipo random ed altri file di supporto.
torna indietro
r.coin
Questo programma
effettua una tabulazione delle mutue occorrenze (coincidenze)
di cate-gorie su due layer raster.
r.coin
[-qw] map1=name map2=name units=name (1)
Questo programma
effettua una tabulazione delle mutue occorrenze di due layer raster.
Nel processo vengono rispettate la regione geografica corrente
e le impostazioni di maschera.
L'utente può lanciare il programma in modalità non
interattiva specificando i flag necessari e i valori dei parametri
alla linea di comando nella forma (1).
Flag:
-q
il programma gira in maniera silenziosa e sopprime ogni messaggio
all'output standard.
-w
stampa un report in 132 colonne
default = 80 colonne
Parametri:
map1=name
nome del primo layer
map2=name
nome del secondo layer
units=name
unità di misura nelle quali si desidera il report
opzioni= c, p, x, a, h, k, m
In alternativa
si può lanciare r.coin semplicemente scrivendo r.coin senza
argomenti; in questo caso verranno richiesti i nomi dei due layer
raster. r.coin quindi tabula le coinci-denze di valori categoria
tra le due mappe e prepara la tavola di base che servirà
per la co-struzione del report. La tabulazione così effettuata
è seguita dall'indicazione di quanto lun-ga sarà
la tavola delle coincidenze. Se la tavola è troppo lunga,
si può decidere che vederla non è così importante
ed è possibile, a questo punto, cancellare la richiesta.
Assumendo che l'utente continui, r.coin permette di scegliere
una delle otto unità di misura nelle quali il report potrà
essere fornito. Queste unità sono:
c celle
p percentuale copertura della regione
x percentuale delle categorie del <nome mappa> (colonne)
y percentuale delle categorie del <nome mappa> (righe)
a acri
h ettari
k chilometri quadrati
m miglia quadrate
Si noti che
tre di queste opzioni forniscono i risultati come valori percentuali;
"p" è basato sul numero totale di celle; "x"
è basato soltanto sul totale di colonne e "y"
è basato solo sul totale di righe. Soltanto una misura
può essere selezionata per l'output del report. Ci si li-miti
a scrivere soltanto una delle lettere che designano l'unità
seguita da <RETURN>. Il report sarà stampato sullo
schermo per essere esaminato. Dopo aver visionato il report sullo
schermo, vengono fornite diverse eventualità. Il report
può essere salvato in un file e/o inviato alla stampante.
Se stampato, esso può essere steso in 80 o 132 colonne.
Finalmen-te, viene data l'opportunità di rilanciare la
tabulazione delle coincidenze utilizzando una di-versa unità
di misura.
Qui di seguito viene riportato un esempio di un output tabulare
prodotto da r.coin. La map-pa di output è stata impostata
scegliendo come untà di misura il miglio quadrato. Il report
tabula le coincidenze delle categorie contenute dei layer owner
e roads del database di esempio Spearfish. Le categorie del layer
owner, in questo caso, sia se le aree siano di pro-prietà
privata (categoria 1) che di proprietà dell'U.S. Forest
Service (categoria 2). Le cate-gorie del layer raods si riferiscono
a varie tipologie di strade (con l'eccezione della catego-ria
di valore 0 che indica "no data"; e, cioè, le
localizzazioni di mappa in cui non esistono strade). R.coin non
riporta le etichette di categoria. Si dovrebbne lanciare r.report
o r.cats per ottenere queste ulteriori informazioni.
Il corpo del report viene organizzato in pannelli. Il layer di
mappa con la maggiore quantità di categorie viene organizzato
secondo l'asse verticale della tavola; la'ltro lungo l'asse orizzontale:
ogni pannello ha un massimo di 5 categorie (9 se fornito dalla
stampante) a partire dalla sommità. In aggiunta, le ultime
due colonne riportano il totale di ogni colonne per ogni riga.
Tutte le categorie del layer organizzate lungo l'asse verticale
sono incluse in questo pannello. Viè il totale alla fine
di ogni colonna che rappresenta la somma di tutte le righe in
quella colonna. Un secondo totale rappresenta la somma di tutte
le righe che hanno valore diverso da zero. Un totale di tutte
le colonne (Table Row Total) per ogni riga appare in un pannello
separato.
Si noti come la seguente informazione può essere ottenuta
dal report di esempio.
Nel database Spearfish, nelle aree che non sono di proprietà
del Forest Service, vi sono 50.63 miglia quadrate di territorio
non utilizzato per strade. Le strade raggiungono la cifra di 9.27
miglia quadrate in quest'area. Del totale di 102.20 miglia quadrate
nello Spearfish 42.80 miglia quadrate è posseduto dal Forest
Service. In totale vi sono 14.58 miglia qua-drate di strade. Vi
sono più di due categorie di strade al di fuori del territorio
del Forest Service (2.92 miglia quadrate) di quelle all'interno
(0.72 miglia quadrate).
Quello cvhe segue è un report di esempio
COINCIDENCE
TABULATION REPORT
---------Location: spearfish Mapset: PERMANENT Date: Wed Jun 1
13:35:09
Layer 1: owner
- Ownership
Layer 2: roads - Roads
Mask: none
Units: square
miles
Window: North:
4928000.00
West: 590000.00 East: 609000.00
South: 4914000.00
Panello #1
di 1
owner Panel Row Total
Cat # 1 2 w cat 0 w/o cat 0
r0 50.63 37.49 88.12 88.12
o1 1.53 0.68 2.21 2.21
a2 2.92 0.72 3.64 3.64
d3 3.97 2.57 6.54 6.54
s4 0.65 1.36 2.00 2.00
5 0.19 0.00 0.19 0.19
Total with 0 59.90 42.80 102.70 102.70
w/o 0 9.27 5.32 14.58 14.58
Table Row Total
r0 88.12 88.12
o1 2.21 2.21
a2 3.64 3.64
d3 6.54 6.54
s4 2.00 2.00
5 0.19 0.19
Total
with 0 102.70 102.70
w/o 0 14.58 14.58
NOTE
Non è una buona idea lanciare r.coin su un layer di mappa
che ha un numero molto ele-vato di categorie (per es. un'elevazione
non riclassificata). Siccome r.coin riporta le in-formazioni per
ogni categoria, è meglio riclassificare quelle categorie
(utilizzando r.reclass) in un numero più contenuto prima
di lanciare r.coin.
r.coin calcola le coincidenze di due layer raster. Nonostante
questo programma permetta di rilanciare il report utilizzando
differenti unità, non è possibile effettuare l'operazione
con due differenti layer. In questo caso è necessario far
partire nuovamente il programma.
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r.colors
Questo programma
crea/modifica la tavola dei colori associata ad un layer di mappa
raster.
r.colors
[-wq] map=name color=type
r.colors permette
all'utente di creare e/o modificare la tavola dei colori di un
layer raster. Il layer (specificato alla linea di comando da map=name)
deve esistere nella corrente mapset. La tavola dei colori specificata
da color=type deve essere una delle seguenti:
tipo di colore
Descrizione
Aspect Colori orientati ai grigi di aspect
Grey Scala di grigi
Grey.eq Scala di grigi tipo istogramma
Gyr Verde, giallo verso colori rossi
Raibow Tavola colori arcobaleno
Ramp Color ramp
Random Tavola colori varia
Ryg Rosso, giallo verso colori verdi
Wave Colori onda
Rules Crea una nuova tavola colori basata su norme specifi-cate
dall'utente
Se l'utente
specifica il flag -w il file della tavola dei colori corrente
della mappa di input non verrà sovrascritto. Ciò
significa che la tavola dei colori è creata solo se la
mappa non ha realmente una tavola dei colori. Se questa opzione
non è specificata la tavola dei colori verrà creata
se non ne esiste già una, o quest'ultima verrà modificata
qualora esista.
Se l'utente imposta il flag -q, r.colors lavora in silenzio, senza
scrivere numerosi mes-saggi sul suo progredire nell'output standard.
Le tavole dei colori contenute nella tabella innanzi riportata
(ad eccezione di quella dell'ultima riga) sono predefinite e il
programma sa come crearle.
La tavola dei colori di tipo "rules" farà in
modo che r.colors legga le specificazioni dall'input standard
e costruisca la tavola in accordo con esse. Utilizzando questo
tipo di ta-vola, vi sono tre vie per costruirla: con una lista
di colori, mediante valori di categoria o valori percentuali.
Costruire una tavola dei colori personalizzata mediante una lista
di colori è il più semplice dei metodi: si elenchino
i colori che si desidera appaiano nella tavola dei colori nell'ordine
voluto. Si usino nomi di colori standard di GRASS: white, black,
red, green, blue, yellow, magenta, cyan, aqua, grey, gray, orange,
brown, purple, violet e indigo.
Per esempio, per creare una tavola dei colori per un layer raster
di elevazione che assegni il verde ai valori più bassi
di categoria, il marrone ai valori intermedi e il giallo a quelli
più alti, si potrebbe scrivere:
r.colors map=elevation
color=rules
green
brown
yellow
end
Per costruire
una tavola dei colori indicandone i valori, l'utente dovrebbe
determinate gli intervalli di categoria nel layer raster con i
quali la tavola dei colori verrà utilizzata. Speci-fici
valori di categoria dovranno dunque essere associati a specifici
colori. Si noti che un colore non deve essere assegnato per ogni
categoria valida perché r.colors interpolerà i colori
per definirne il valore laddove le relative specificazioni sono
state omesse. Il formato di una tale indicazione è quello
che segue:
category_value
color_name
category_value color_name
category_value color_name
end
Ogni valore
di categoria deve essere valido per il layer raster, i valori
devono essere in or-dine crescente e utilizzare soltanto nomi
di colore in accordo con lo standard GRASS (cfr. quanto precisato
sopra).
I colori possono essere specificati anche mediante il loro numero
nell'intervallo che va da 0 a 255. Il formato delle specificazioni
dei valori di categoria della tavola dei colori al posto dei nomi
è quello che segue:
category_value
red_number green_number blue_number
category_value red_number green_number blue_number
..
..
category_value red_number green_number blue_number
end
Specificare
una tavola dei colori in base a valori percentuali permette di
trattare la tavola come se fosse numerata da 0 a 100. Il formato
di specificazione di una tavola dei colori in valori percentuali
è come quello di specificazione per valori di categoria,
eccetto per il fatto che i valori di categoria sono sostituiti
da quelli in percentuale, ognuno compreso da 0 a 100, in ordine
ascendente. Il formato è il seguente:
percent value%
color_name
percent value% color_name
percent value% color_name
end
Nell'utilizzare le specificazioni di valori percentuali per la
tavola dei colori come regola, i colori possono anche essere definiti
mediante il numero di colore appartenente all' inter-vallo da
0 a 255. Il formato di valore percentuale utilizzando il numero
di colore al posto del nome è il seguente:
percent value%
red_number green_number blue_number
percent value% red_number green_number blue_number
.
..
percent value% red_number green_number blue_number
end
Si noti che
si possono anche mescolare questi tre metodi nella specificazione
di una tavola di colori; per esempio:
0 black
10% yellow
78 blue
magenta
purple
brown
100% 0 255 230
end
torna indietro
r.combine
Questo modulo
permette che valori di categoria provenienti da più layer
di mappa raster siano combinati.
r.combine
< inputfile
DESCRIZIONE
r.combine accetta comandi che sono simili a quelli utilizzati
per le operazioni booleane (AND, OR, NOT) allo scopo di effettuare
l'overlay di gruppi di categorie scelti dall'utente provenienti
da differenti layer di mappa raster. Dopo che il programma è
partito, viene ri-chiesto se si desidera un output grafico sul
monitor. Se non viene utilizzato un monitor gra-fico a colori,
l'output grafico viene mostrato sullo schermo del terminale. Questo
display, naturalmente, è del tutto grezzo. Esso consiste
di numeri che rappresentano le varie catego-rie che risultano
dall'analisi di r.combine. A seguito di questa domanda si vedrà
un [1]:. Questo è il primo prompt e indica che r.combine
è pronto a ricevere l'input dell'utente.
I seguenti comandi permettono di operare in r.combine:
COMANDO (ALIAS)
SEGUITO DA COME
NAME [name] Nome di mappa raster sandstone
GROUP [grp] Valori di categoria e una mappa raster 1 - 40 (elevation.255)
AND[&] [&&] Espressione che descrive una mappa raster
e categorie (grp 4 (soils)) (grp2 (owner))
OR [|] [| |] Espressione che descrive una mappa raster e categorie
(grp 4 (soils)) (grp2 (owner))
NOT [not] [-] Espressione che descrive una mappa raster e categorie
(grp 2 3 (roads))
OVER [over] [overlay] Mappa raster esistente e colore sandstone
yellow
COVER [cover] Mappa raster esistente sandstone
r.combine utilizza gli stessi colori per tutti i comandi operativi.
Questa è la tavola dei colo-ri di r.combine:
0 black 4
blue 8 grey 12 blue/grey
1 red 5 purple 9 red/grey 13 purple/grey
2 yellow 6 green 10 yellow/grey 14 green/grey
3 orange 7 white 11 orange/grey 15 dark grey
Si possono
immettere i comandi linea per linea oppure memorizzandoli in un
file che viene letto successivamente da r.combine mediante l'utilizzazione
del simbolo di redireziona-mento di UNIX <. Il formato dei
comandi è lo stesso con entrambe i metodi. Quello linea
per linea, comunque, non consente molta flessibilità come
quello che si basa su un file di input. Se, infatti, una linea
contiene un errore sintattico il comando viene cancellato. La
li-nea, di conseguenza, deve essere immessa interamente e correttamente.
Al contrario il file di input che dovesse contenere degli errori,
comunque, può facilmente essere modificato (anche dopo
che sia stato creato). Si comprende come un file di input sia
particolarmente vantaggioso quando una serie molto complessa di
comandi debba essere immessa in r.combine.
Il programma usa due tipi di comandi: quelli che eseguono delle
operazioni e quelli che hanno altre funzioni. r.combine può,
con molta probabilità, essere imparato meglio se-guendo
degli esempi; allo scopo si può porre una particolare attenzione
agli esempi che vengono riportati più avanti seguendo da
vicino la descrizione dei comandi operativi. Si notino due cose
in particolare:
1) Tutte le parentesi devono essere chiuse. Un nome di layer di
mappa raster deve essere racchiuso tra parentesi; ogni volta che
uno dei comandi del programma viene usato, anche esso e tutte
le sue opzioni appropriate devono essere chiusi tra parentesi.
2) Il posizionamento degli spazi è importante. Generalmente,
r.combine richiede al mas-simo uno spazio prima di aprire le parentesi
(eccetto quando si tratta del primo carattere in un'espressione).
r.combine ignora gli spazi in più e i caratteri tab.
COMANDI OPERATIVI
Di seguito viene riportato un sommario dei comandi operativi,
una descrizione di ognuno di essi e degli esempi che fanno uso
del database Spearfish.
NAME
(NAME new_map_name (Espressione))
Permette che l'output grafico sia salvato in un layer di nome
new_map_name in modo che esso sia disponibile per analisi aggiuntive
o per essere esaminato in futuro. Il risultato del calcolo dell'espressione
tra parentesi è quindi immesso nel nuovo layer raster dal
nome new_map_name. Si noti che ciò significa che r.combine
può essere usato per creare nuovi layer raster da layer
esistenti. r.combine automaticamente crea una tavola dei colori
per il nuovo layer raster; comunque, si potrebbe lanciare il programma
GRASS r.support per effettuare l'assegnazione di categorie e informazioni
di tipo history se il nuovo layer raster deve essere salvato per
un futuro uso al di sotto della mapset corrente.
esempio:
(NAME sandstone (GROUP 4(geology)))
Il comando sopra riportato darà come risultato la creazione
di un nuovo layer raster chia-mato sandstone, che annota la localizzazione
delle celle con il valore di categoria di geolo-gy pari a 4. Si
può poi lanciare il comando GRASS r.support per etichettare
le categorie presenti nel nuovo layer raster. Le categorie risultanti:
0 - black:
diverso dal valore sandstone
1 - red: sandstone
GROUP
(GROUP category_values (layer raster esistente))
Seleziona, da un layer raster esistente, le categorie che hanno
il valore desiderato il quale viene indicato tra parentesi direttamente
dopo il raggruppamento di categorie. Esso lavora anche se si seleziona
una sola categoria. Ognuno di quelli che seguono sono raggruppa-menti
di categoria consentiti:
2
1-18
1 2 5-7
Esempio:
(GROUP 1-40 (elevation.255))
Traccia soltanto l'area con elevazione a 1187 metri o inferiore
(e, cioè, solo i valori di ca-tegoria del layer di mappa
che vanno a 1 a 40). Le categorie risultanti sono:
0 - black:
elevation > 1187 m
1 - red: elevation <= 1187 m
Esempio:
(NAME low.hi (GROUP 1-40 238-255 (elevation.255)))
Traccia soltanto quelle aree con un'elevazione di 1187 metri o
minori, o maggiori di 1787 metri (categorie di elevazione 1-40
e 238-255) L'output grafico è salvato nel nuovo layer raster
chiamato low.hi. Le categorie risultanti sono:
0 - black:
elevation > 1187 m e < 1787 m
1 -red elevation <= 1187 m e >= 1787
AND
(AND (espressione A) (espressione B))
Combina due layer di mappa e ne crea uno nuovo, quando entrambe
i valori di categoria as-sociati alla stessa locazione di cella
in entrambe i layer di mappa non siano zero; in questo caso viene
assegnato un valore 1 alla cella corrispondente nel nuovo layer
di mappa. Se, comunque, entrambe i layer di mappa assegnano il
valore zero alla stessa cella, il valore di categoria associato
alla locazione di cella nella mappa risultante è anch'esso
zero.
Per esempio:
raster map
1 220
210
000 100 results
AND à 110
Raster map 2 101 000
110
110
esempio:
(AND(GROUP 4 7-9(geology))(GROUP 2(owner)))
Traccia la frequenza delle categorie 4, 7, 8 e 9 dal layer geology
ogni volta che esse capita-no nella proprietà del Forest
Service. I risultati sono mostrati allo schermo terminale. Le
categorie risultanti sono:
0 - black:
no data occourred in one or the other of the raster map layers
1 - red: la condizione AND è soddisfatta
Si noti che
se nessun layer contiene aree di "no data", il layer
risultante dovrebbe includere solo 1.
Esempio:
(NAME sand (AND(GROUP 4 7-9(geology)) (GROUP 2 (owner))))
Lo stesso come sopra eccetto per il fatto che i risultati vengono
salvati nel layer sand.
OR
(OR (espressione A) (espressione B)
Combina due layer e ne crea uno nuovo; quando uno solodei valori
di categoria associati con la stessa localizzazione di cella nei
due layer combinati è diverso da zero. Un valore di categoria
pari a 1 viene assegnato a quella cella nel nuovo layer. Se, comunque,
entrambe i layer presentano un valore zero per la stessa localizzazione
di cella, il valore di questa cella nel nuovo layer diventerà
anch'esso zero. Possono essere combinati solo due layer per vol-ta.
Per esempio:
raster map
1 220
210
0 0 01 1 1 results
OR à 1 1 0
Raster map 2 1011 10
1 1 0
1 1 0
Esempio:
(OR (GROUP 4 7-9(geology)) (GROUP 2(owner)))
Traccia tutte le occorrenze di categorie a, 7, 8 e 9 dal layer
geology e tutte quelle del territo-rio che è di proprietà
del Forest Service. I risultati sono mostrati allo schermo del
terminale. Le categorie risultanti sono:
0 - black;
this area has neither the values of 4, 7, 8 e 9 nor is it on U.S.
Forest Service propriety
1 - red: this area meets one or the other of the conditions noted
above
Si noti che
nessuna distinzione viene fatta tra quesi posti dove le condizioni
sono verificate in entrame i layer e dove esse sono verificate
in uno soltanto. Si veda il comando OVER se è necessario
operare questa distinzione.
NOT
(NOT(espressione))
Nega l'espressione allo sacopo di definire un nuoivo layer raster
che contiene l'opposto di quello che è definito da espressione.
Il nuovo layer raster conterrà valori di categoria o e
1. Il valore 0 indicherà che la condizione NOT non è
stata soddisfatta. I valori di cella pari a 1 indicheranno che
le condizioni NOT sono state soddisfatte. Allo scopo di specificare
il layer in cui salvare l'output da NOT, si usi il comando di
r.comine NAME.
Esempio:
(NAME rds (NOT(GROUP 0 (roads)))
Le aree che contengono categorie di valore zero nel layer roads
indicano quelle localizza-zioni all'interno del databse dove le
strade non esistono. Negare quest'espressione ci lascia la altre
aree- e, cioè, quelle localizzazioni nelle quali le strade
esistono. Qui, l'output grafi-co viene salvato nel layer raster
rds. Le categorie risultanti sono:
0 - black:
no roads
1 - red: roads
Lo stesso
risultato si sarebbe potuto ottenere con (NAME rds (GROUP 1-5
(roads))). NOT è molto utile in quei casi dove è
più semplice definire qualcosa in base alla sua assenza
in uno specifico posto.
OVER
(OVER color (espressione)) o (OVER rastermap_esistente color (espressio-ne))
Svolge un'operazione di overlay trasparente. Ciò significa
che quando un layer che traccia alcune caratteristiche in blu
è sottoposto ad un overlay con un altro che traccia le
caratteri-stiche in giallo, il layer che ne risulta mostrerà
le aree di sovrapposizione in verde; le aree nel due layer che
non si sovrappongono rimangono nel colore originale (e, cioè,
giallo o blu),
OVER può essere lanciato con o senza un nome di layer esistente.
Ser l'utente non specifi-ca un nome di un layer esistente, OVER
applica il colore speicificato all'espressionein pa-rentesi e
mostra i risultati. Se viene specificato il nome di un layer esistente,
OVER applica il colore all'espressione e poi sovrappone i risultati
sopra il layer esistente. Allo scopo di dare significato ai colori
che si hanno come risultato, si usino solo quelli che esistono
nei layer creati usando OVER.
OVER permette di specificare solo quattro colori:
colore valore
red 1
yellow 2
blue 4
grey 8
Questi quattro
colori sono quindi combinati per formare gli altri colori. Il
numero degli overlay progressivi permessi è limitati a
quattro (uno per ognuno dei colori di base ora elencati). Il numero
attuali di colori sulla mappa risultante, comunque, dipende dalla
di-struibuzione delle caratteristiche e dall'interazione delle
caratteristiche di ogni layer che entra a far parte dell'overlay.
Quando due o più di questi colori sono sovrapposti, vengono
creati nuovi colori. I valori numerici associati con i colori
sopra elencati sono significativi per il fatto che ogni colore
addizionale creato riflette la somma di due o più colori
dei quattro fondamentali. Questi valori dei colori di overlay
appaiono come il risultato dei va-lori di categoria delle celle.
Bisognerebbe sapere che cosa questi valori rappresentano allo
scopo di comprendere quale informazione di categoria viene associata
nel nuovo layer e per conoscere il significato di questa e delle
analisi successive che riguardano il nuovo layer.
Alcuni di questi colori e valori di categoria possono risultare
da OVER. Si noti che questo è lo stesso della tavola dei
colori elencata all'inizio.
0 black 4
blue 8 grey 12 blue/grey
1 red 5 purple 9 red/grey 13 purple/grey
2 yellow 6 green 10 yellow/grey 14 green/grey
3 orange 7 white 11 orange/grey 15 dark grey
La sintassi per il comando OVER non fa previsioni per il nome
di un nuovo layer raster. E' necessario utilizzare l'operatore
di r.combine NAME per specificare il nome di un nuovo layer raster
nel quale salvare l'output grafico generato da OVER. Se l'utente
lancia OVER senza specificare il nome di un layer raster di output,
l'output è mostrato sul display del terminale. Comunque,
questo output è disponibile per un uso futuro solo se salvato
usando il comando NAME.
Esempio:
(NAME park.or.priv (OVER red (GROUP 1 (owner))))
Il nuovo layer raster park.or.prov mostra i territori privati
(e, cioè, la categoria 1 del layer raster owner) in rosso
e mostra al display i territori dell'U.S. Forest Service (e, cioè,
le aree "no data" all'interno del layer owner) in nero.
Le categorie risultanti sono:
0 - black:
park
1 - red: private land
Esempio:
(NAME roads.or.not (OVER park.or.prov yellow (GROUP 0 (roads))))
La categoria 0 nel layer roads è sovrapposta in giallo
sul layer park.or.prov creato in prece-denza. L'output è
posizionato in un nuovo layer chiamato roads.or.not. Le categorie
risul-tanti in roads.or.not sono:
0 - black:
park; road
1 - red: private; road
3 - yellow : park; no road
4 - orange: private; no road
Esempio:
(NAME low.elev (OVER park.or.prov blue (GROUP 1-19 (elevation,255))))
Le categorie di elevazione di 1123 metri o minori del layer elevation.255
hanno attribuito il colore blue e quindi sovrapposte a park.or.prov
(generato dall'esempio precedente). Le ca-tegorie risultanti nel
nuovo layer low.ele sono:
0 - black:
park; 1123 m
1 - red: private; > 1123 m
4 - blue: park; <= 1123 m
5 - purple: provate; <= 1123 m
Si noti come
la categoria 5 sia la somma del rosso (red - 1) + il blu (blue
- 4)( e, cioè, l'intersezione delle aree che contengono
elevazione più bassa e terre private con strade).
COVER
(COVER existing_map (espressione))
Trasforma in opaca un'operazione di overlay. Questo significa
che dove la mappa che si sovrappone contiene dei "buchi"
(celle con valore di categoria pari a zero), la mappa so-vrapposta
sarà mostrata attraverso di essi. Dove la mappa che si
sovrappone contiene in-formazioni di caratteristica, essa coprirà
(sostituirà il valor di categoria di) qualsiasi cosa che
giaccia al di sotto. La mappa che si sovrappone è quella
che è definita con il termine espressione. La mappa sottostante
è existing_map; questa deve già esistere.
L'utente non deve specificare colori con il comando COVER. COVER
usa la tavola dei colori di default che si è mostrata sopra
in OVER. I colori vengono assegnati a partire dal layer inferiore.
Ai valori di categoria è assegnato un colore dalla tavola
che corrisponde ad ogni determinato valore. Per esempio, 1 dovrebbe
essere rosso; 2, giallo; 3, arancio, e così via. Muovendo
dal layer che si sovrappone COVER inizia dovunque esso ha smesso
dopo il più basso. (?) Se il valore più alto nel
layer sovrapposto era 5,allora a tutte le celle con valore diverso
da zero (e, cioè, dove esiste una caratteristica) della
mappa che si sovrappo-ne dovrebbe essere assegnato il valore di
6 (verde). Si nori che se, in questo caso, la mappa superiore
non avesse alcuna cella di valroe zero, allora l'intero nuovo
layer risultante sa-rebbe stato verde. Il layer superiore avrebbe
avuto il valore 6 ed avrebbe completamente coperto ciò
che era sotto di lui. ((rivedere il testo e chiarire))
Ciò è quanto accade:
Expression
1 1 1 0
(top raster map) 1 1 1 0
0 0 0 0 6 6 6 0 result
à 6 6 2 0
oldmap 2 5 0 0 5 5 2 2
(bottom raster map) 0 5 2 0
5 5 2 2
Si possono
sovrapporre quante mappe si desiderano. Comunque, vi è
un limite pratico al numero di layer che possono essere usate
al fine di generare un output significativo. Questo numero dipende
dalle caratteristiche coinvolte in ogni mappa e da come molte
celle all'interno delle mappe che si sovrappongono contengano
valori di categoria pari a zero ( buchi atytraverso i qualii dati
sottostanti possono essere visti).
COVER non può salvare l'output grafico. Si usi il comando
di r.combine NAME per salvare l'output in un layer raster.
Esempio:
(NAME lo.elev (COVER owner (GROUP 1-19 (elevation.255))))
Le categorie che indicano un'elevazione di 1123 metri o minori
sono posizionate sulla sommità del layer esistente owner.
L'output è salvato in lo.elev. Le categorie risultanti
sono:
1 - red: private ownership; elev > 1123 m
2 - yellow: park property; elev > 1123 m
3 - orange: park or provate; elev <= 1123 m
Esempio:
(NAME sand.lo (COVER lo.elev (GROUP 4 (geology))))
La categoria 4 del layer geology (sandstone) viene posizionata
sulla sommità di lo.elev, il layer raster creato nell'esempio
precedente. L'output viene salvato in sand.lo. Le categorie risultanti
sono:
1 - red: provate
ownership; elev > 1123 m; no sandstone
2 - yellow: park property; elev > 1123m; no sandstone
3 - orange: park or private; elev <= 1123 m; no sandstone
4 - blue: park or private; any elev; sandstone
COMANDI ADDIZIONALI
r.combine contiene anche un numero di comandi che non sono usati
per operazioni, ma servono ad una varietà di altre funzioni.
Essi sono:
comando Alias
Seguito da
QUIT quit
q exit bye
CATS categories cats Mappa raster esistente
EXP exp expr Numero di espressione
! Shell e.g. vi comb.1
< File di input esistente
WINDOW window layer raster esistente
HISTORY history hist
HELP help comando di combine sul quale l'help è necessario
ERASE rase
QUIT
Permette l'uscita dal programma ma di rimanere ancora nella sessione
di lavoro di GRASS.
CATS
Fornisce un elenco in linea delle categorie esistenti in un determinato
layer raster.
EXP
Durante una sessione di lavoro con r.combine, ad ogni espressione
e comando viene asse-gnato un numero. Questo numerto può
essere usato per richiamare l'espressione alla quale è
statao assegnato; questo significa che l'utente può sostituire
il numero dell'espressione a questa.
Si usi il meccanismo history di UNIX (spiegato successivamente)
per determinare il nume-ro speicifico associato ad una particolare
espressione nella sessione di lavoro corrente di r.combine.
!!
Permette all'utente di sospendere temporaneamente r.combine e
lanciare un altro comando, come nell'esempio che segue:
!vi input
!g.list type=rast
Fin quando
non viene specificato in maniera diversa dall'utente, quando un
file viene creato usando un editor di sistema(come vi) dall'interno
di r.combine, questo file sarà posizionato nella mapset
corrente sotto la directory COMBINE. Dopo che il comando è
stato comple-tato, il controllo ritorna a r.combine.
<<input
filename
Estrae l'input dal nome file specificato che contiene i comandio
di r.combine. L'utente, naturalmente, deve aver immesso preventivamente
i comandi nel sunnominato file. Se non viene fornito nessun pathmane,
si assume che il file di input sia contenuto nella mapset cor-rente
sotto la directory COMBINE. Per esempio, si potrebbero seguire
i passaggi che se-guono per reindirizzare i comandi del file comb.in
nel programma r.combine.
Per primo si dovrebbe creare il file:
!vi comb.in
Per secondo
si dovrebbe indirizzare r.combine ad estrarre l'input dal file:
< comb.in
WINDOW
Fornisce le informazioni sulla regione geografica in linea (window)
circa il layer raster spe-cificato (?)
HISTORY
Fornisce un elenco di tutte le espressioni complete precedenti
utilizzate nella sessione cor-rente di r.combine e i numeri associati
all'esecuzione di questi comandi.
HELP
Un'utility in linea che permette di avere informazioni soltanto
sui comandi di r.combine. Si scriva il nome del comando desiderato
dopo HELP per accedere alla voce di manuale corri-spondente.
ERASE
Questo comando cancella il monitor grafico.
NOTE
In tutti gli esempi che precedono soltanto una singola linea di
input è fornita da r.combine. Comunque, dal momento che
r.combine ignora gli spazi in più e il carattere tab, è
possibile scrivere l'input per r.combine nella maniera segnata
sotto. Gli utentu potranno trovare molto più chiaro mostrare
le relazioni coinvolte e le paranetesi necessarie. Questo può
esse-re scritto direttamenter alla linea di comando di r.combine
o rediretto in r.combine da file che già esistono.
Esempio:
(NAME good.place
(AND
(OR
(GROUP 1 2 5 (geology))
(GROUP 1-5 (elevation.255))
)
(NOT
(GROUP 1-4 (landuse))
)
)
)
In questo
modo l'input ad r.combine può essere convenientemente scritto
in un file di input utilizzando il meccanismo di reindirizzamento
di UNIX.
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r.compress
Queso modulo
omprime e decomprime i file.
r.compress
[-u] map=name [name
]
Durante la
compressione questo programma riformatta un file raster utilizzando
un algorit-mo run-lenght-encoding (RLE). Layer raster che contengono
poche informazioni (come mappe di confini, geologia, suoli e uso
del suolo) possono essere molto ridotte nelle dimen-sioni. Alcuni
layer, però, sono ridotti appena dell'1% rispetto alla
loro grandezza origina-ria. Layer raster che contengono immagini
complesse come quelli di elevazione e foto o immagini satellitari
possono raggiungere grandi dimensioni. GRASS utilizza un nuovo
formato compresso e tutti i nuovi file raster sono ora automaticamente
immagazzinati nella forma compressa (si vedano i formati discussi
in seguito). I programmi GRASS possono leggere sia il formato
di file compresso che quello regolare. Questa circostanza permette,
per i dati raster, l'uso del formato che consuma minor spazio.
Ad esempio, il layer raster owner del database Spearfish era originariamente
di 26600 bytes. Dopo l'operazione di compressione è diventato
solo 1249 bytes (25351 bytes più piccolo).
I file raster possono essere decompressi e ritornare al loro formato
originale utilizzando l'opzione -u di r.compress. Se a r.compress
viene chiesto di comprimere un file raster che sia stato già
compresso in precedenza (o, al contrario, di decomprimere un file
già de-compresso) esso informa l'utente di questa circostanza
gli chiede se si desidera compiere l'operazione inversa.
Opzioni di
programma
r.compress può essere lanciato in maniera non interattiva
o interattiva. Nell'uso non inter-attivo si devono specificare
i nomi dei layer raster da essere compressi (o decompressi) alla
linea di comando, utilizzando la forma map=name[name,
]
(dove name è il nome di un layer raster da decomprimere
o comprimere). Per decomprimere una mappa, l'utente deve includere
l'opzione -u alla linea di comando. Se questa non viene inclusa
r.compress tenterà di comprimere il layer in oggetto.
Se si scrive semplicemente r.compress sena alcuna ulteriore specificazione,
il programma interrogherà circa i nomi del layer e chiederà
se questi devono essere compressi o decom-pressi.
Flag:
-u
Se impostato, r.compreess coverte una mappa compressa in un formato
decompresso.
Parametri:
map=name
Il nome del layer interessato alle operazioni.
Formati:
Sul piano strutturale un file raster è composto da righe
e da colonne, con le righe che con-tengono lo stesso numero di
celle. Una cella consiste di uno o più bytes. Il numero
di byte per cella dipende dal valore di categoria immagazzinato.
I valori di categoria nell'intervallo da 0 a 255 richiedono 1
solo byte per cella, mentre i valori nell'intervallo da 255 a
65535 richiedono 2 byte e quelli nell'intervallo da 65535 in poi
richiedono 3 (o più) byte per cel-la.
Il formato di file raster decompressi si accompagna al formato
strutturale ora sommaria-mente descritto. Per esempio, un file
raster con 1 byte per cella che complessivamente con-siste di
100 righe ognuna delle quali contiene 200 celle, avrà complessivamente
un conte-nuto di 20000 byte. Lanciando il comando UNIX ls -l per
questo file verrà mostrata, per l'appunto, una consistenza
di 20000 byte. Se le celle fossero di 2 byte, il file richiederebbe
40000 byte e così via. I valori di categoria del layer
iniziano dalla cella localizzata plani-metricamente nell'angolo
in alto a sinistra seguita dalle altre celle lungo il confine
nord. Il byte seguente l'ultimo byte della prima riga è
la prima cella della seconda riga (muovendo-si da sinistra verso
destra). Non vi sono segnalatori di fine riga o altri codici nel
file raster. Viene usato, inoltre, uno header di cella (cellhd)
per definire come questi insiemi di byte sono distribuiti in righe
di valori di categoria.
Il formato compresso non è altrettanto semplice, ma, nel
suo disegno, può essere anche molto elegante. Esso, inoltre,
non solo richiede meno spazio sui disco per essere immagaz-zinato,
ma spesso può risultare di esecuzione più veloce
per i programmi di grafica e di analisi perché presenta
una quantità minore di ingressi ed uscite dal disco. Vi
sono due formati compressi: il formato della versione pre-3.0
(che i programmi GRASS possono leggere ma che non utilizzano più)
e quello della versione post-3.0 (che è quello usato au-tomaticamente
quando si crea un layer raster).
Formato Pre-3.0
Primi tre byte (caratteri) - Questi costituiscono un codice speciale
che identifica che i dati raster sono compressi.
Matrice di indirizzo (long) - una matrice di indirizzi (grandezza
del numero delle righe +1) che puntano all'inizio di ogni riga.
Poiché ogni riga può essere di differente grandezza,
questa matrice si rende necessaria per fornire la mappa dei dati.
Riga per riga, iniziando all'angolo nord dei dati, una serie di
gruppi di byte descrive i dati. Il numero di byte in ogni gruppo
è il numero di byte per cella più uno. Il primo
byte di ogni gruppo fornisce il numero di celle( fino a 255) che
contengono i valori di categoria dati dai rimanenti byte del gruppo.
Formato post-3.0
Il codice ora esaminato di 3 byte non è usato. Invece,
un campo nell'header di cella viene usato per indicare il formato
compresso.
La matrice di indirizzi è la stessa.
Il formato RLE è lo stesso per pre-3.0. eccetto che ogni
riga di dati è preceduta da un sin-golo byte che contiene
il numero di byte per cella per la riga.
Gli altri cambiamenti forniscono una migliore compressione che
non nel formato pre-3.0 nel 99% dei layer raster.
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r.contour
Produce una
mappa vettoriale binaria di uno specifico contorno che appartiene
ad un layer raster di GRASS.
r.contour
input=name output=name [levels=value, value,
] [minle-vel=value]
[maxlevel=value] [step=value]
r.contour
produce una mappa di contorno partendo dai livelli specificati
dall'utente con-tenuti in un layer raster. Questo programma lavora
in due maniere:
1. I contorni
sono prodotti da una lista di livelli specificata dall'utente.
2. I contorni sono prodotti per incrementi regolari specificati
dall'utente che possono an-dare da un livello minimo ad uno massimo.
Se non viene specificato alcun livello mi-nimo o massimo allora
il programma userà il minimo e il massimo dei valori dei
dati.
Parametri:
input=name
nome di un layer raster di input
output=name
nome del file vettoriale binario creato
levels=value,value,
value
una virgola separa l'elenco dei livelli desiderati
minlevel=value
valore di inizio (più basso) che deve essere usato quando
si passa attraverso i contorni. Il valore di default è
il minimo dei dati.
Maxlevel=value
valore più alto che deve essere usato quando si passa attraverso
i contorni. Il valore di de-fault è il minimo dei dati.
Step=value
incremento tra i livelli
r.contour
può essere lanciato in modalità interattiva o non,
secondo le note procedure.
torna indietro
r.cost
r.cost manda
in output un layer raster che mostra il costo cumulativo necessario
per muoversi tra differenti localizzazioni geografiche su una
mappa raster di input nella quale i valori delle celle rappresentano
costi.
r.cost
[-vk] input=name output=name [coordinate=x,y[x,y
.]] [stop_coordinate=x,y[x,y
]]
Questo modulo
determina il costo cumulativo del movimento su una superficie
di costo da una localizzazione di mappa verso un'altra le cui
coordinate geografiche sono specificate dall'utente. Superficie
di costo vuole dire che ogni cella delò layer raster che
si è preso in considerazione contiene, come valore di categoria,
il costo per attraversarla. r.cost pro-durrà, alla fine
delle operazioni di analisi, un layer raster nel quale ogni cella
avrà come valore di categoria il costo totale più
basso necessario ad attraversare lo spazio tra ogni cella e i
punti che sono specificati dall'utente. (i costi lungo le direzioni
diagonali sono moltiplicati per un fattore che dipende dalle dimensioni
della cella), Questo programma usa le impostazioni della regione
geografica corrente.
Opzioni:
r.cost può essere lanciato sia in modalità interattiva
che non. Si procederà nell'un caso o nell'altro come di
consueto.
r.cost può essere lanciato in due differenti modalità
per l'identificazione dei punti di ini-zio. Si possono fornire
uno o più punti alla linea di comando immettendo le coppie
di co-ordinate geografiche che li identificano. In luogo delle
coordinate alla linea di comando, si presume che la mappa di output
contenga i punti di partenza. Tutte le celle che non conten-gono
valori nulli sono considerate punti di partenza. Attenzione: se
si pèrocede in questa maniera si sovrascrive l'output con
i risultati dei calcoli. Se l'output esiste e i punti sono già
stati dati alla linea di comando, l'output è ignorato e
vengono usate le coordinate fornite alla linea di comando.
Flag:
-v
Il processo è condotto verbosely. Questa selezione può
far sì che il programma impieghi molto tempo nelle sue
computazioni.
-k
La mossa del cavaliere viene usata per verificare la precisione
dell'output. Nel diagramma che segue la posizione centrale (0)
rappresenta una cella a partire dalla quale sono calco-late le
distanze cumulative. Quelle celle vicine contrassegnate da una
X sono sempre consi-derate per aggiornamenti di costo cumulativo.
Con l'opzione -k sono valutate anche le celle vicine segnate con
una K.
K . .K
K . X . X . X . K
X . 0 . X
K . X . X . X . K
K . .K
Parametri:
input=name
Nome del layer raster le cui categorie rappresentano il costo
di superficie.
output=name
Nome del layer raster che deve contenere l'output. Può
essere utilizzato anche come layer che contiene l'input dei punti
di partenza. Se viene utilizzato in questo modo la mappa di input
dei punti di inizio viene sovrascritta dall'output.
coordinate=x,y[,x,y,x,y,
]
Ogni coppia di coordinate x,y fornisce le coordinate geografiche,
rispettivamente est e nord, per un punto di inizio dal quale calcolare
i costi del trasporto collettivo per ogni cel-la. Si possono immettere
tanti punti quanti si desiderano.
stop_coordinate
=x,y[,x,y,x,y,
]
Ogni coppia di coordinate x,y fornisce le coordinate geografiche,
rispettivamente est e nord, per un punto di arresto. Si possono
immettere tanti punti quanti si desiderano.
torna indietro
r.covar
Questo programma
fornisce in output una matrice di covarianza/correlazione per
un layer raster specificato dall'utente.
r.covar
[-mrq] map=name [,name,
] (1)
L'output può
essere stampato oppure, se il programma viene lanciato in maniera
non inter-attiva, salvato in un file attraverso il meccanismo
di reindirizzamento di UNIX.
Il risultato di questo programma è una matrice di covarianza
(correlazione) simmetrica di dimensioni N x N, dove N rappresenta
il numero dei layer raster che sono stati specificati alla linea
di comando. Se, per esempio, i layer che vengono specificati sono
3 e. per la pre-cisione sono layer.1, layer.2, layer.3 della linea
di comande che segue :
r.covar map=layer.1,
layer.2, layer.3
si avrà
come risultato una matrice 3 x 3 (i valori numerici riportati
sono da intendersi a puro titolo di esempio):
462.876649
480.411218 281.556789
480.411218 513.233451 278.344590
281.556789 278.34459 336.324456
Opzioni:
Il programma verrà lanciato in maniera non interattiva
se l'utente specifica tutti i parametri alla linea di comando,
utilizzando la forma (1) dove ogni nome specifica il nome di un
layer raster da essere usato nel calcolare le correlazioni e i
flag (opzionali) -m, -r e -q hanno il significato riportato di
seguito. Se non viene effettuata alcuna specificazione di flag,
la loro risposta per default è "no".
Flag:
-m
include i valori zero nei calcoli di correlazione, dovuti alla
maschera
-r
stampa la matrice di correlazione
-q
lavora senza emettere commenti sul proseguimento del programma
Parametri:
map=name [,name.
]
layer raster esistenti che devono essere inclusi nei calcoli della
matrice di correlazio-ne/covarianza.
Componenti
principali
Questo modulo può essere usato come il primo passo di una
trasformazione principale di componenti. La matrice di covarianza
potrebbe essere immessa in input in un sistema che determina valori
e vettori di tipo eigen (?). Una matrice N x N di covarianza risulterebbe
in valori eigen .
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r.cross
Questo modulo
crea un prodotto incrociato dai valori di categoria di più
layer raster.
r.cross
[-qz] input=name, name [,name,
] output=name (1)
Questo modulo
crea un layer raster di output derivante dalla combinazione dei
valori di ca-tegoria dei layer raster di input. E' necessario
specificare un minimo di due layer di input, fino ad un massimo
di dieci. E' possibile anche assegnare il nome per il layer raster
di out-put che viene creato da r.cross.
Il programma verrà lanciato in modalità non interattiva
se si specifica i nomi dei layer ras-ter che devono essere utilizzati
per l'input (da un minimo di 2 a un massimo di 10), utiliz-zando
la forma (1), dove ogni nome input è quello di un layer
raster da impiegare del cal-colo del prodotto dell'incrocio, ogni
nome output è quello del layer raster che dovrà
contenere l'output del programma e le opzioni -q e -z fanno sì,
rispettivamente, che il programma venga lanciato in maniera silente
e che escluda i dati di valore nullo.
In alternativa l'utente può lanciare il programma in modalità
interattiva scrivendo sempli-cemente r.cross alla linea di comando.
Flag:
-q
il programma lavora senza emettere messaggi.
-z
il programma non lavora su valori nulli. Questo significa che
se capita un valore di catego-ria zero in un qualsiasi layer di
input, nel layer risultante alla combinazione è assegnato
valore zero. Nell'esempio fornito di seguito l'uso dell'opzione
-z causa la generazione di 3 categorie al posto di 5.
Se il flag -z non è specificato alle combinazioni del layer
nelle quali non tutte i valori di categoria sono zero sarà
assegnato un unico valore nel layer risultante.
Parametri:
input=name,
name [,name,
] I nomi tra due e dieci layer esistenti da
essere utilizzati come input. I valori di categoria del nuovo
layer di output sarà il risultato dell'incrocio dei valori
di categoria di questi layer di input.
Output=name
Il nome assegnato al nuovo layer raster creato da r.cross che
contiene l'output del programma.
Esempio:
Per esempio si supponga , utilizzando due layer raster, che capitino
le seguenti combina-zioni
Map1 Map2
0 1
0 2
1 1
1 2
2 4
r.cross produrrà
una nuova map raster con 5 categorie
Map1 Map2
Output
0 1 1
0 2 2
1 1 3
1 2 4
2 4 5
Nota: il valore
di categoria attuale assegnato ad una particolare combinazione
nel layer ri-sultante dipende dall'ordine nel quale la combinazione
capita nel layer di input e può essere considerata essenzialmente
casuale. L'esempio qui fornito è solo illustrativo.
File di supporto
Il file di categorie creato per il layer di output descrive le
combinazioni dei valori di catego-ria di input che hanno generato
ogni categoria. Nell'esempio precedente le etichette di ca-tegoria
sarebbero:
valore di
categoria Etichetta di categoria
1 Layer1(0) layer2(1)
2 Layer1(0) layer2(2)
3 Layer1(1) layer2(1)
4 Layer1(1) layer2(2)
5 Layer1(2) layer2(4)
Anche una
tavola dei colori di tipo random viene generata per il layer di
output.
Note:
Quando r.cross viene lanciato in maniera non interattiva non vi
sarà protezione per il file esistente nella mapset corrente.
Nel senso che se l'utente specificherà un nome per il layer
di output tra quelli già esistenti questo sarà sovrascritto
senza che venga emesso alcun mes-saggio di attenzione.
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r.describe
Questo modulo
stampa un elenco dei valori di categoria che esistono in un layer
raster.
r.describe
[-lrqd] map=name
Il programma
verrà lanciato in maniera interattiva o non a seconda delle
modalità consuete.
Uso del programma
L'utente può selezionare una delle seguenti modalità
di output di r.describe per il report.
(1) RANGE.
Verrà stampato un intervallo di valori di categoria rintracciati
nel layer raster. L'intervallo è diviso in tre gruppi:
negativo, positivo e zero. Se capitano valori negati-vi, saranno
stampati il minimo e il massimo dei valori negativi. Se capitano
dei valori positivi, saranno stampati il minimo e il massimo.
Se capita lo zero, questo sarà indica-to.
(2) FULL LIST. Sarà stampata un elenco di tutti i valori
di categoria rintracciati nel layer di input.
Quelli che
seguono sono esempi di output di r.describe:
0 2-4 10-13
significa
che sono presenti nel layer di mappa esaminato i valori di categoria
0, da 2 a 4 e da 10 a 13. L'utente può scegliere di leggere
il layer di mappa in due maniere:
(1) DIRECTLY.
La regione geografica corrente e la maschera sono ignorati e viene
letto l'intero layer raster. Questo metodo è utile se l'utente
intende riclassificare o riscalare i dati, poiché anche
queste funzioni (r.reclass e r.rescale) ignorano la regione e
la maschera correnti.
(2) REGIONED e MASKED. Il layer di mappa è letto all'interno
della regione geografica corrente o secondo le modalità
imposte dalla maschera corrente.
Uso non interattivo
del programma
r.describe esamina il layer di mappa scelto dall'utente. Se si
desidera che il programma sia lanciato in modalità non
interattiva, il nome del layer deve essere fornito alla linea
di comando.
Verrà stampata una lista compatta dei valori di categoria
rintracciati nel layer.
Quello che segue è un esempio di output:
0 2-4 10-13
-l
stampa in output i valori di categoria del layer prescelto valore
per valore su ogni linea. Nel caso dell'esempio precedente questa
opzione avrebbe prodotto output che segue:
0
2
3
4
10
11
12
13
-r
Stampa soltanto l'intervallo dei dati. Formano l'output i valori
positivi e negativi più alti e più bassi. Nel caso
dell'esempio precedente si avrebbe in output:
0
2
13
se è specificata anche l'opzione -l l'output appare con
un valore di categoria per linea.
-q
il programma gira senza emettere alcun messaggio di informazione.
-d
Utilizza le impostazioni della regione geografica corrente. Normalmente
r.describe leg-gerà i dati direttamente, ignorando sia
le impostazione della regione geografica corrente sia della maschera.
L'opzione -d dice a r.describe di leggere il layer nella regione
geografi-ca corrente e attraverso la maschera corrente (se ve
ne è alcuna).
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r.digit
Questo programma
è uno strumento interattivo che permette di disegnare e
salvare caratte-ristiche vettoriali direttamente dallo schermo
grafico del monitor di sistema mediante l'uso del mouse.
r.digit
Lo strumento
r.digit fornisce all'utente una via per disegnare linee, aree
e cerchi sullo schermo del monitor e salvare le caratteristiche
in file di cella. Linee, aree e cerchi sono di-segnati utilizzando
un mouse. Un menu guidato dal mouse indica le conseguenze nel
pre-mere i singoli pulsanti del mouse. All'utente è richiesto
di immettere un numero di catego-ria associato con la linea, l'area
o il cerchio disegnati. Le linee, le aree e i cerchi sono defi-niti
da una serie di punti marcati dall'utente all'interno della finestra
sullo schermo. r.digit chiuderà le aree se l'utente se
ne dimentica. Disegnando una serie di caratteristi-che di questo
tipo, l'utente può riparare mappe, identificare aree di
interesse o semplice-mente disegnare oggetti grafici di segnalazione.
Quando il disegno è completo, viene gene-rato un layer
raster basato sulle istruzioni dell'utente. E' possibile utilizzarlo
come masche-ra, nelle analisi e per il display.
La digitalizzazione avviene secondo il metodo dei "poligoni".
Ogni area è circoscritta com-pletamente. Due o più
aree e/o linee potrebbero definire una singola porzione di mappa.
Ogni parte della mappa, comunque, è assegnata soltanto
all'ultima parte area o linea che la ha ricoperta.
Il processo:
passo 1: Scegliere di definire un'area o una linea, uscire o finire.
Se si esce la sessione ter-mina e nulla viene creato. Se si sceglie
di terminare (done) verrà richiesto di fornire un nuovo
nome di mappa; una nuova mappa viene così creata.
Passo 2: se
si sceglie di costruire un'area o una linea bisogna identificare
il numero di cate-goria per essa.
Passo 3 :
utilizzando il mouse si traccia la linea o di circoscrivere l'area;
o finire (si va al passo 1).
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r.drain
Traccia un
flusso in un modello di elevazione contenuto in un layer raster.
r.drain
input=name output=name [coordinatex,y[,x,y,
]] (1)
Il modulo
traccia un flusso secondo il percorso dal costo più basso
in un modello di eleva-zione (elevation model - DEM). La superficie
di elevazione cos' generata (un layer raster di input) dovrebbe
essere quella di costo cumulativo come dal programma r.cost. Il
risul-tato di output (anch'esso un layer raster) mostrerà
uno o più percorsi a basso costo tra le lo-cazioni indicate
dall'utente che attraversano i punti più bassi del modello
di input (i valori di cateroria più bassi).
Il programma girerà in mbaniera non interattiva se l'utente
immetterà tutti i parametri ne-cessari alla linea di comando
secondo la forma (1).
In alternativa, girerà in maniera interattiva se l'utente
si limiterà a scrivere r.drain.
Parametri:
input=name
nome del layer raster che contiene le informazioni di costo.
Output=name
nome del layer raster che contiene l'output del programma.
Coordinate=x,y[,x,y,
] Ogni coppia di x,y che fornisce le coordinate ad est e
a nord (ri-spettivamente) di un punto di partenza dal quale sarà
sviluppato il percorso di basso costo. Si possono dare come input
quanti punti si desiderano. (ma si veda la sezione ERRORI che
segue).
Errori:
Correntemente, r.drain non fornisce un output per un numero maggiore
di due coordinate alla linea di comando. r.drain correntemente
trova solo il punto più basso (la cella che ha il valore
di categoria più basso) nel file di input che può
essere raggiunta attraverso celle di-rettamente adiacenti che
sono minori o hanno ugual valore della cella raggiunta immedia-tamente
in precedenza. Di conseguenza, non è detto che si possa
raggiungere il punto più basso contenuto nel file di input.
Esso correntemente raggiunge le buche nei dati piuttosto chje
il punto più basso presente.
Soltanto un percorso a basso costo è correntemente stampato
nel file di output.
Spesso, quando le differenze tra i valori di categoria nell'output
della superficie di costo cumulativo sono piccole, questo output
non può essere usato con accuratezza come input per r.drain
(ci saranno sicuramente errori). Questo problema può essere
circuito rendendo più grandi le differenza tra i valori
delle categorie nell'output. Si raccomanda, se l'output proveniente
da r.cost deve essere usato come input per r.drain, che l'utente
moltiplichi la superficie di costo di input per r.cost per il
valore della risoluzione di mappa, prima di lan-ciare r.cost.
Questo può essere effettuato utilizzando r.mpacalc o altri
programmi. La riso-luzione di mappa può essere rintracciata
utilizzando g.region.
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r.grow
r.grow genera
un layer raster di output con le aree contigue accresciute da
una cella (pixel).
r.grow
[-bq] input=name output=name
r.grow aggiunge
una cella intorno al perimetro di tutte le aree in layer raster
specificato dall'utente e immagazzina il risultato in un nuovo
layer raster.
Un'area consiste un ammasso di celle contigue con valori di categoria
differenti da zero. Nessuna distinzione viene fatta tra differenti
valori di categoria all'interno di un'area. Piuttosto, il bordo
che circonda un intero raggruppamento di celle con valore diverso
da ze-ro viene accresciuto.
Il layer raster di output non si estenderà al di fuori
dei confini impostati nella corrente re-gione geografica. Così,
se un'area contigua nel layer raster di input si estende al bordo
della corrente regione geografica, nessun nuovo bordo di celle
può essere aggiunto ad esso.
La crescita attorno un'area rettangolare avverrà da ogni
lato, ma non diagonalmente dagli angoli del rettangolo. Così
i lati dell'area accresciuti conterranno linee lungo i lati del
ret-tangolo originale, ma gli angoli al bordo nel saranno squadrati
verso l'esterno. Invece, le linee di bordo che corrono lungo ogni
lato del rettangolo originale toccheranno soltanto gli angoli
delle celle alla fine di ogni linea.
Opzioni
L'utente può lanciare r.grow in maniera interattiva o non,
secondo le consuete modalità.
Flag:
-b manda in
output un layer raster che ha soltanto valori di categoria diversi
da zero, in considerazione dei valori relativi al layer di input.
In questo caso a tutte le celle con un valore di categoria diverso
da zero nel layer di input viene assegnato un valore 1 nel layer
di output. Se il flag -b non è usato, queste celle manterranno
il loro valore originale diver-so da zero. In entrambe i casi
tutte le celle i cui valori di categoria saranno cambiati da ze-ro
durante il processo di crescita avranno assegnato il valore di
1 nella mappa di output.
-q gira in
maniera silente, sopprimendo qualsiasi messaggio di informazione.
Parametri:
input=name
nome di un layer esistente che contiene aree che si vogliono sottoporre
al processo di crescita.
Output=name
nome del nuovo layer raster che contiene l'output del programma.
Questa mappa sarà binaria se l'utente imposta il flag a
-b. Altrimenti le cella della mappa di input che hanno valori
di categoria diversi da zero conserveranno il valore originario.
In entram-be i casi tutte le celle i cui valori sono cambiati
durante il processo di crescita avranno valo-re di categoria 1
nel layer di output.
Note:
il comando r.grow può essere usato per rappresentare il
confine di una o più aree. In que-sto caso, l'output zero-uno
(binario) non può essere scelto. Quindi il layer di input
può es-sere sottratto al layer di output utilizzando il
comando r.mapcalc. Tutti i valori originari non-zero saranno sottratti,
lasciando soltanto le aree di confine. Questa rappresentazione
risultante dei confini in modalità zero-uno può
essere mostrata su altri layer collegati utiliz-zando l'opzione
di overlay di d.rast.
Se la risoluzione della regione geografica corrente non si adatta
con quella del layer raster di input, può accadere una
riesemplificazione del layer raster che non sia voluta. L'utente
dovrebbe accertarsi che la regione geografica corrente sia impostata
in maniera appropriata.
torna indietro
r.infer
Questo programma
fornisce in output un layer raster le cui categorie rappresentano
l'applicazione di criteri specificati dall'utente ad altri valori
di categoria di layer raster.
r.infer
[-vt] rulesfile=name (1)
r.infer è
un motore inferenziale che applica un set di norme specificate
dall'utente ad un layer raster. Un nuovo layer raster chiamato
infer viene creato come output, i cui valori di categoria riflettono
l'abilità di ogni cella del layer di input di soddisfare
le condizione po-ste. I comandi di r.infer (condizioni e conseguenze)
sono scritti in un file dall'utente uti-lizzando un editor di
sistema conìme vi e poi forniti come input a r.infer nel
file suddetto che viene immesso alla linea di comando. Questo
programma svolge analisi simili a r.combine ma utilizza (possibilmente)
un approccio sintattico più piacevole. Il programma sarà
lanciato in maniera non interrattiva se l'utente specifica il
nome di un file di ordini (rulesfile) ed ogni flag che si desidera
alla linea di comando, mediante la forma (1), dove name rappresenta
il nome di un file ASCII che contiene un input valido per r.infer
e i flag (opzionali) sono -v e -t che hanno il significato descritto
più innanzi., nella sezione op-zioni. In alternativa il
programma può essere lanciato in modalità interattiva
secondo le so-lite procedure.
Flag:
-t permette
all'utente di lanciare r.infer in modo testo. L'utente viene interrogato
circa la veridicità di ogni condizione che è nel
file. r.infer quindi manda in output il valo-re che dovrebbe essere
posizionato nel nuovo layer raster per una cella che presenta
le condizioni specificate dall'utente. Quando nessuna di queste
condizioni è soddisfatta (ba-sandosi sulle risposte dell'utente)
il valore della cella viene posto a zero. Il modo testo vie-ne
usato per provare l'accuratezza della logica dell'utente. Gli
utenti sono invitati ad utiliz-zare r.infer prima in modo testo
prima di tentare di creare delle mappe.
-v esegue
r.infer in modalità verbosely e fornisce tutte le informazioni
necessarie du-rante il suo svolgimento.
Parametri:
rulesfile=name
Permette all'utente di immettere le regole per r.infer da un file
ASCII piuttosto che dall'input standard. Questo file deve esistere
nella directory corrente dell'utente. La struttura del rulesfile
è la stessa dei comandi espressi alla linea di comando.
Esempi di valide regole di impostazione di questo file sono forniti
nelle sezioni che seguo-no.
Comandi e dichiarazioni
I seguenti comandi sono disponibili per r.infer:
Comando Alias
Seguito da Come
IFMAP AND IFMAP
ANDMAP cellmap cat # geology 2
IFNOMAP ANDNOTMAP cellmap cat # geoloy 2
THENMAP cat # (dichiarazione) 3 nice vacation spot
THEN condizione di dichiarazione No sandstone
IF AND ANDIF condizione di divhiarazione predefinita No sandstone
Questi cinque
comandi possono essere usati per fornulare dichiarazioni con funzioni
che vanno da una semplice riclassificazione ad applicazioni più
complesse del tipo dei sistemi esperti. Le dichiarazioni sono
composte da unoa o più condizioni seguite da una o più
ipo-tesi e/o conclusioni. L'uso degli ALIAS è fornito per
permettere di adattarsi all'uso di un comando che ha un significato
pregnante in Inglese con la logica a quel punto.
Di seguito vi è la descrizione di ciascuno dei cinque comandi.
I layer di mappa usati negli esempi appartengono al database Spearfish.
IFMAP
Condizione di mappa
Le condizioni di mappa sono domande per ogni cella circa la presenbza
di uno specifico valore di categoria. r.infer interroga ogni cella
del layer di input (nel nostro caso, geolo-gy) circa il suo contenuto
(e, cioè, il valore di categoria). Alle celle che soddisfano
alla condizione stabilite da IFMAP (per es., quelle celle che
contengono un valore di categoria di 4 o 5) verranno assegnate
le conseguenti conclusioni o ipotesi stabilite, nel nuovo layer
infer. Alle celle che non soddisfano alle stesse condizioni continueranno
a muoversi lungo il rulefile (ricercando se esistano condizioni
alle quali esse siano in grado di rispondere) se altre conclusioni/ipotesi
sono ancora contenute nel file, o ad esse verrà assegnato
il valore di categoria zero nel layer infer.
Esempio. IFMAP
geoloy 4 5
IFNOTMAP
Condizione di mappa.
Come IFMAP, ma verificando l'assenza in ogni cella della domanda.
Alle celle che soddi-sfano alle condizioni di IFNOTMAP (ad es.,
quelle celle del layer owner che NON inclu-dono il valore di categoria
2) verranno assegnate le conclusioni/ipotesi nel nuovo layer in-fer.
Esempio: IFNOTMAP
owner 2
THENMAPHYP
Conclusione di mappa
Assegna ad ogni cella un valore di categoria nel nuovo layer infer
basato sull'abilità o inca-pacità della cella di
soddisfare le condizioni stabilite da THENMAPHYP nel rulesfile.
L'utente dovrebbe notare che nonostante egli possa specificare
un unico rulesfile, r.infer di-rige sempre il suo output ad un
file chiamato infer nella mapset correntye (sovrascrivendo qualsiasi
file dello stesso nome vi sia). Di conseguenza, se l'utente desidera
salvare il suo file per un uso futuro, questo dovrebbe essere
rinominato prima che l'utente rilanci r.infer (per es. utilizzando
il comando GRASS g.rename).
E' importante realizzare che r.infer viene lanciato attraverso
le condizioni fissate nel ru-lesfile su una cella per volta, muovendosi
dalla sommità del file raster di input al fondo. Non appena
la cella che è correntemente esaminata da r.infer soddisfa
ad un set di condi-zioni , ad essa viene assegnato un valore di
categoria nel nuovo layer raster infer. r.infer non tenta di vedere
se la stessa cella soddisfa altre condizioni che sono riportate
all'interno del file di input. Essenzialmente questo significa
che le conclusioni effettuate nella sommità del file di
input hanno la precedenza su quelle che sono più in basso
nello stesso file.
Esempio: IFMAP
density 1 THENMAPHYP 1 no trees
Nell'esempio
ora riportato a tutte le celle che hanno un valore di categoria
1 (che non sono foreste) nel layer density, viene assegnato un
valore di categoria 1 nel layer risultante infer. Il testo "nessun
albero" viene immesso nel file di supporto alla categoria
1 nel nuovo layer di mappa infer.
THEN
Ipotesi di dichiarazione
Alla conclusione di una o più condizioni di dichiarazione,
invece di effettuare una conclu-sione di mappa con con THENMAPHYP,
le conclusioni sono utilizzate per creare un'ipotesi. Questa può
poi essere riferita ad una dichiarazione successiva mediante il
co-mando IF. IL testo alla fine della dichiarazione THEN viene
usata come il significato al quale riferire le ipotesi. Segue
un esempio della descrizione di IF.
IF
Condizione di dichiarazione.
Imposta una condizione basata su di un'ipotesi che è stata
creata da una precedente dichia-razione THEN. IF può essere
usato solo dopo che THEN ha impostato il gruppo di dichia-razioni
alle quali far riferimento successivamente.
Esempio:
IFMAP elevation.255
170-255 ANDIFMAP density 3 4 THEN hight elevation with trees!
IF high elevation with trees ANDIFMAP owner 2 THENMAPHYP 1 this
is the place
L'esempio
ora riportato interroga ogni cella circa la presenza contemporanea
di un'elevazione maggiore di 1580 metri (cioè, per le categorie
del layer elevation.255 com-prese tra 170 e 255) e di una densità
di alberi da meda ad alta (e cioè categorie del layer density
comprese tra 3 e 4). Tutte le aree (e cioè le celle) che
soddisfano a questi criteri sono assegnate all'ipotesi "high
elevation with trees". Il carattere "!" dice semplicemente
a r.infer per ignorare qualsiasi cosa appaia su questa linea (un
commento) che viene usato per assicurare maggiore leggibilità
al codice.
Se la dichiarazione IF che si riferisce alle celle che hanno la
proprietà "high elevation with tree" (e cioè
quelle celle che soddisfano entrambe le condizioni nominate da
IFMAP e ANDIFMAP). Se delle celle soddisfano sia "high elevation
with trees" che quello del valo-re di categoria 2 del layer
owner (aree possedute dal Servizio Forestale), dal THEN-MAPHYP
ad essa è assegnato il valore di categoria 1 nel nuovo
layer raster infer. Il testo "this is the place" viene
automaticamente immesso nel file di supporto di categoria per
il nuovo layer infer. A tutte le celle che non posseggono tutte
le condizioni impostate in que-sto file di input sarà assegnato
il valore di categoria 0 nel nuovo layer infer.
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r.info
Fornisce all'output
informazioni base su di un layer raster specificato dall'utente.
r.info
map=name
Questo modulo
riporta alcune informazioni basilari intorno ad un layer specificato
dall'utente. Questo deve esistere nella mapset corrente. Le informazioni
sui confini, la ri-soluzione, le proiezioni, il tipo di dati,
i numeri di categoria, localizzazione del database e mapset e
l'history sono scritti in una tavola e inviati all'output standard.
Il tipo di informa-zioni elencati può anche essere rintracciato
nelle directory /cats/cellhd e /hist nella mapset in cui il layer
è immagazzinato.
Il programma può essere lanciato in maniera interattiva
o non secondo le consuete procedu-re. L'utente può salvare
l'output tabulare in un file utilizzando il meccanismo di redirezio-namento
di UNIX (<); per esempio, l'utente potrebbe salvare un report
sul layer soils in un file chiamato soil.rpt scrivendo:
r.info map=solis
> soils.rpt
Sotto è
riportato il report prodotto da r.info per il layer raster geology
nel database di esempio Spearfish:
Layer: geology
Date: 4 10:00:14 1987:
Location: spearfish Login of Creator: grass
Mapset: PERMANENT
Title: geology
Type of Map: rasterNumber of Categorie: 9
Rows: 140
Columns: 190
Total Cells: 26600
Projection: UTM (zone 13)
N: 4928000.00 S:4914000.00 Res: 100.00
E: 609000.00 W: 590000.00 Res: 100.00
Data Source:
Raster file produced by EROS Data Center
Data Descriptio:
Shows the geology for the map area
Comments:
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r.line
Crea un nuovo
file binario vettoriale (v.digit) estraendo le caratteristiche
lineari da un file raster assottigliato (thinned).
r.line
input=name output=name[type=name]
r.line effettua
una scansione del layer raster ed estrae caratteristiche lineari
nel file vetto-riale di cui si fornisce il nome per l'output.
Opzioni:
L'utente può lanciare il programma in maniera interattiva
o non secondo le consuete proce-dure.
Parametri:
input=name
nome di un layer raster esistente da essere utilizzato come input.
output=name
nome di un layer vettoriale per l'output
type=name
tipo di linea da estrarre .
r.line assume
che la mappa in input sia stata assottigliata utilizzando il comando
r.thin.
Nota:
r.line estrae vettori (aka, archi) da un file raster. Questi archi
possono rappresentare ca-ratteristiche lineari (come strade o
fiumi) o possono rappresentare caratteristiche di lati di aree
(come confini politici, o unità di mappaggio di suoli).
L'opzione di scrivere l'attributo permette all'utente di stabilire
l'uso sia di attributi lineari o di area da tutti quelli dei vettori
estratti. r.poly può essere utilizzato per estrarre vettori
che rappresentino caratteristiche di area (come unità di
mappaggio dei suoli, intervalli di elevazione, ecc.) da un file
raster.
L'utente deve lanciare r.support sul file vettoriale risultante
per creare le informazioni di tipo dig_plus.
r.thin e r.line possono creare un numero eccessivo di nodi ad
ogni giunzione e possono creare speroni o linee appese durante
i processi di assottigliamento e vettorializzazione. Questi nodi
eccessivi e speroni possono essere rimossi utilizzando v.trim.
Errori:
Il file raster di input deve essere assottigliato altrimenti il
programma fallisce.
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r.los
Programma
di analisi raster linea-di-vista
r.los input=name
output=name coordinate=x,y [patt_map=name] [obs:elev=name] [max_dist=value]
r.los genera
in output un layer raster nel quale le celle che sono visibili
da una locazione specificata dall'utente sono marcate con un valore
intero che rappresenta l'angolo verticale (in gradi) richiesto
per vedere queste celle.
Il programma può essere lanciato in maniera interattiva
o non secondo le consuete modali-tà.
Parametri:
input=name
nome di un layer raster che contiene dati di elevazione utilizzata
come input del programma
output=name nome assegnato ad un file nel quale l'output del programma
viene immagaz-zinato
coordinate=x,y
coordinate geografiche (cioè valori di est e nord) che
identificano la lo-cazione desiderata per il punto di vista.
patt_map=name
Nome di un layer raster binario (1 o 0) nel quale alle celle all'interno
dell'area di interesse viene assegnato il valore di categoria
"1" e a tutte le altre viene asse-gnato il valore 0.
Se questo parametro è omesso, l'analisi sarà compiuta
per l'intera area all'interno di una certa distanza del punto
di vista all'interno dei confini della regione geo-grafica.
Default: assegna a tutte le celle all'interno della max_dist e
del confine della regione geo-grafica corrente il valore di 1.
Obs_elev=value
Altezza dell'osservatore (in metri) al di sopra dell'elevazione
del punto di vista.
Default: 1.75 (metri)
max_dist=value
Massima distanza (in metri) dal punto di vista all'interno della
quale l'analisi della linea di vista sarà svolta. A tutte
le celle al di fuori di questa distanza verrà assegnato
il valore di categoria "0".
Opzioni: 0-99999 (fissato in unità di mappa) Default: 100
Note:
Per risultati accurati, il programma deve essere lanciato con
la risoluzione della regione geografica impostata come quella
dei dati (si veda g.region). E' consigliabile un "pattern
layer" che identifichi le aree di interesse nelle quali l'analisi
della linea di vista è richiesta. Una misura così
ridurrà il tempo richiesto dal programma per girare.
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r.mapcalc
Questo programma
è un calcolatore di layer raster.
r.mapcalc
[result=expression]
r.mapcalc
svolge operazioni aritmetiche su layer raster. Nuovi layer raster
possono essere creati come risultato di espressioni aritmetiche
che riguardano altri layer raster con costanti intere o in virgola
mobile e funzioni.
Uso del programma
Se usato senza argomenti alla linea di comando r,mapcalc leggerà
il suo input, una linea per volta, dallo input standard (che è
la tastiera, oppure rediretto da un file o attraverso una pi-pe).
In caso contrario viene valutata l'espressione alla linea di comando
r.mapcalc si aspetta che il suo input abbia la forma:
result=esxpression
dove result
è il nome di un layer raster che contiene il risultato
dei calcoli e expression è qualunque espressione aritmetica
che riguarda i layer ratser esistenti, con costanti intere o in
vergola mobile e funzioni conosciute dal calcolatore. Le parentesi
sono permesse nelle espressioni e possono raggiungere qualsiasi
profondità. Il risultato sarà creato nella mapset
corrente.
La formula immessa per r.mapcalc dall'utente è registrata
sia nel file di titolo per la mappa risultante (che appare nel
file di categoria per il risultato) sia nel file history per il
risultato.
Alcuni caratteri hanno un significato speciale per la shell di
comando. Se l'utente deve im-mettere l'input ad r.mapcalc alla
linea di comando, le espressioni dovrebbero essere rac-chiuse
all'interno di apici singoli. Si vedano le note successivamente.
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r.mask.points
Questo programma
esamina e filtra le liste di punti che costituiscono le linee
per determina-re se essi rientrino nella regione e nella maschera
correnti e opzionalmente una mappa ras-ter addizionale.
r.mask,points
[-r] [mask=name] [input=name] fs=name]
r.mask.points
filtra una lista di punti basati sulla regione e maschera correnti.
La lista di punti consiste di linee che hanno il seguente formato:
easting northing
[text]
.
.
.
easting northing [text]
Est e nord
definiscono i punti nello spazio delle coordinate. Ogni linea
viene esaminata per determinare se il punto ricade all'interno
della regione corrente, della maschera corrente (se ve ne è
una) e opzionalmente una mappa raster addizionale che funge da
maschera seconda-ria. Se il punto cade fuori i limiti della regione
geografica corrente o all'interno di una gri-glia di celle che
hanno valore zero (sia nella maschera corrente o nel file specificato
di ma-schera), allora l'intera linea viene soppressa, altrimenti
viene stampata esattamente come è nell'input. Vi può
essere del testo arbitrario che segue le coppie di coordinate
e questo testo verrà mostrato in output.
OPZIONI
Flag:
-r
le coordinate vengono invertite: nord, est.
L'input normale ha prima l'est e poi il nord per secondo. Questa
opzione permette che l'ordine delle coordinate abbia prima il
nord e poi l'est.
Parametri:
mask=name
mappa raster che viene usata per mascherare i punti. Questo parametro
è opzionale. Se non viene specificato, allora i punti sono
mascherati dalla maschera di default (se ve ne è una).
Se, al contrario, esso è specificato, allora i punti sono
mascherati da questo layer allo stes-so modo della maschera di
default.
Input=name
input UNIX che contiene la lista di punti. Se non viene specificato
il programma assume che l'utente voglia redirezionare l'input
da un file:
r.mask.points
< file
o mediante
i risultati di altri processi mediante un'operazione di pipe (per
es. una query DBMS [di un DataBase Management System]) in r.mask.points.
some_process
| r.mask.points
fs=name
carattere separatore di campo di input. Se le coordinate non sono
separate da uno spazio vuoto, ma da qualche altro carattere, questa
opzione serve per specificarlo. Per esempio, se una : (colon)
viene usata per separare l'est dal nord, allora questo può
essere descritto a r.mask.points dalla linea di comando:
r.mask.points
fs=:
NOTE
Le linee che passano attraverso questo filtraggio sono mantenute,
nell'output, senza alcuna variazione. Questo significa che se
le coordinate sono invertite esse rimarranno invertite anche nell'output.
Se vi è un campo separatore anche questo sarà contenuto
nell'output.
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r.mask
Questo modulo
imposta o rimuove la maschera di lavoro corrente.
r.mask
il programma
r.mask permette all'utente di tenere fuori da un'analisi alcune
aree, "nascondendole" alla vista di altri programmi
di GRASS. Questa operazione viene com-piuta definendo una maschera.
Fin quando esiste una maschera, la maggior parte dei pro-grammi
di GRASS opererà solo sui dati che ricadono all'interno
di un'area mascherata ed ignorerà qualsiasi dato che ricade
al di fuori di essa.
Poiché una maschera è, di fatto, soltanto un file
di riclassificazione chiamato "MASK" che viene creato
quando l'utente identifica una maschera utilizzando r.mask, esso
può essere copiato, rinominato, rimosso e usato nelle analisi
proprio come tutti gli altri layer raster di GRASS. L'utente dovrebbe
porre attenzione al fatto che una maschera rimane in funzione
fin quando il file non viene rinominato o rimosso utilizzando
r.mask o g.remove.
r.mask fornisce le seguenti opzioni:
1 Remove the
current mask
2 Identify a new mask
RETURN Exit from program
L'utente stabilisce
una nuova maschera scegliendo l'opzione 2. Una volta effettuata
questa scelta viene chiesto il nome di un layer raster tra quelli
disponibili nel path di ricerca della mapset corrente. Una volta
che questo sia stato fornito, il programma mostra un elenco delle
categorie di questa mappa e richiede che sia assegnato a ciascuna
di esse il valore 0 o 1. Le aree alle quali viene assegnato il
valore 1 entreranno a far parte della maschera, men-tre quelle
alle quali viene assegnato il valore 0 diventeranno aree di "prova
dei dati" nel file MASK.
Se ad una categoria non viene assegnato il valore 1 ad essa, nel
file di maschera risultante, viene assegnato automaticamente il
valore 0. Ogni cella che ricade nella categoria 0 cadrà
al di fuori della nuova maschera e la sua presenza verrà
ignorata dai programmi di GRASS che verranno lanciati successivamente,
fin a quando la maschera rimarrà attiva.
NOTE
Il metodo ora descritto per determinare una maschera può
sembrare poco intuitivo. Infatti le aree all'interno della maschera
non vengono nascoste; mentre, al contrario, le aree all'esterno
saranno ignorate fin quando la maschera rimarrà attiva.
Questo programma at-tualmente crea un layer raster (del tipo di
quelli che vengono creati da una riclassificazione) chiamato MASK
il quale può essere manipolato (rinominato, rimosso, copiato,
ecc.) come qualsiasi altro layer raster. Qualcosa di simile alle
funzioni che vengono eseguite da d.mask può essere fatto
facendo ricorso a programmi come r.mapcalc, g.region ed altri.
Questo programma può essere lanciato in maniera interattiva.
Si noti che alcuni programmi, come r.stats, hanno opzioni che
permettono all'utente di vedere gli effetti della maschera corrente
senza rimuoverla. Si veda, per esempio, l'uso dell'opzione -m
di r.stats.
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r.median
Questo programma
rintraccia il punto mediano tra i valori in una mappa di copertura
all'interno delle aree con lo stesso valore di categoria in una
mappa base specificata dall'utente.
r.median
base=name cover=name output=name
r.median calcola
i punti mediani dei dati di categoria contenuti in una layer di
copertura per le aree cui è assegnata la stessa categoria
nel layer raster di base specificato dall'utente. Questi valori
mediani sono immagazzinati in un nuovo layer di output. La mappa
di output è una riclassificazione della mappa di base.
Se l'utente scrive semplicemente r.median alla linea di comando,
gli vengono chiesti i valori dei parametri necessari allo svolgimento
del programma attraverso l'interfaccia stan-dard di GRASS.
In alternativa l'utente può fornire tutti i parametri necessari
alla linea di comando.
Parametri:
base=name
un layer di mappa esistente nel path di ricerca della mapset corrente.
Per ogni gruppo di celle cui è assegnato lo stesso valore
di categoria nella mappa di base, viene computato il medio dei
valori assegnati a queste celle nella mappa di copertura.
cover=name
un layer raster esistente che contiene i valori che devono esser
usati per computare il medio all'interno di ogni categoria della
mappa di base.
output=name
il nome di un nuovo layer che contenga l'output di programma (una
riclassificazione della mappa base). Il valore mediano sarà
immagazzinato nella mappa di output.
Note:
L'utente dovrebbe utilizzare i risultati di r.median con attenzione.
Poiché questa utility as-segna un valore ad ogni cella
il quale è basato su informazioni globali (per es. informazioni
sulle localizzazioni spaziali piuttosto che informazioni sulla
localizzazione della cella) la mappa risultante è valida
solo se la regione geografica e le impostazioni di maschera sono
le stesse di quelle quando la mappa risultante è stata
creata.
I risultati sono influenzati dalle impostazioni della regione
e maschera correnti.
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r.mfilter
Filtro per
matrici di file raster
r.mfilter
[-qpz] input=name output=name filter=name [repeat=value] [ti-tle="phrase"]
r.mfilter
filtra l'input raster per produrre un output raster in accordo
con il file matrice progettato dall'utente (si veda FILTRI più
avanti). Il filtro viene applicato ripetute volte (il valore di
default è 1). Al layer raster di output può essere
dato il titolo che si desidera. (Questo titolo dovrebbe essere
inserito tra virgolette " "se contiene più di
una parola).
OPZIONI:
Il programma può essere lanciato in modalità interattiva
o non secondo le note procedure.
Flag:
-q
il programma stamperà normalmente messaggi per indicare
che cosa sta avvenendo durante l'esecuzione. Se questo flag è
selezionato si elimina l'emissione di questi messaggi.
-z
il filtro viene applicato soltanto alle categorie di valore zero
contenute nel layer raster di in-put. I valori di categoria diversi
da zero non sono modificati. Si noti che se vi è più
di un filtro, questa regola viene applicata al layer raster più
vicino - solo i valori di categoria pari a zero che risultano
dal primo filtro vengono modificati. In molti casi questo NON
sarà il risultato desiderato. Di conseguenza il flag -z
deve essere usato soltanto con un unico fil-tro.
Parametri:
input=name
il nome di un layer raster esistente i cui valori devono essere
filtrati.
output=name
il nome del layer raster nuovo che contiene il risultato dell'azione
di filtraggio.
filter=name
il nome di un file ASCII di UNIX creato dall'utente il cui contenuto
è una matrice che de-finisce le modalità secondo
le quali il layer in input sarà filtrato. Il formato di
questo file è descritto più avanti nella sezione
FILTRI.
repeat=value
il numero di volte che il filtro deve essere applicato ai dati
in input.
Opzioni: valori interi
Default: 1
title="phrase"
Un titolo che si vuole assegnare al layer di output filtrato.
Se il titolo ha più di una parola, esso dovrebbe essere
immesso tra virgolette ("").
default: nessuno
FILTRI
Il file di filtro è un normale file ASCII di UNIX pensato
dall'utente. Esso ha il seguente formato.
TITLE title
MATRIX n
.
n lines of n inregers
.
DIVISOR d
TYPE S/P
TITLE
una linea di titolo per il filtro. Se il titolo non viene specificato
alla linea di comando, esso può essere specificato qui.
Esso dovrebbe essere usato per costruire un titolo per il layer
raster risultante e dovrebbe consistere in una linea di descrizione
del filtro.
MATRIX
La matrice (n x n) segue sulle seguenti n linee. n deve essere
un intero dispari più grande o uguale a 3. La matrice in
se stessa consiste di n righe di n interi. L'intero deve essere
sepa-rato da un altro da almeno una linea lasciata vuota.
DIVISOR
IL divisore del filtro è d. Se questo parametro non viene
specificato, il valore di default è 1. Se il divisore è
zero (0), allora esso dipende dal valore di categoria di vicinato
(si veda COME LAVORA IL FILTRO più avanti).
TYPE
Questo parametro specifica il tipo di filtro. S significa sequenziale
mentre .P significa pa-rallelo. Se questo parametro non viene
specificato il valore di default è S.
Il filtraggio sequenziale ha luogo in una precisa localizzazione.
Come il filtro viene appli-cato al layer raster, i valori di categoria
che sono stati cambiati nelle celle di vicinato in-fluenzano il
valore risultante della cella corrente che deve essere filtrata.
Il filtraggio parallelo avviene con le stesse modalità
del processo secondo il quale i valori di categoria del layer
raster originale vengono usati per produrre un nuovo valore di
categoria.
Più di un filtro può essere specificato nel file
di filtro. I filtri addizionali sono descritti alla stessa maniera
del primo. Per esempio, i seguenti due filtri descritti:
EXAMPLE FILTER
FILE
TITLE 3x3 average, non-zero data only, followed by 5x5 average
MATRIX 3
1 1 1
1 1 1
1 1 1
DIVISOR 0
TYPE P
MATRIX 5
1 1 1 1 1
1 1 1 1 1
1 1 1 1 1
1 1 1 1 1
1 1 1 1 1
DIVISOR 25
TYPE P
COME LAVORA
IL FILTRO
Il processo di filtraggio produce un nuovo valore di categoria
per ogni cella nel layer raster di input moltiplicando i valori
di categoria delle celle nel vicinato n x n intorno alla cella
centrale per il valore della matrice corrispondente e sommandoli
assieme. Se viene specifi-cato un divisore la somma viene divisa
per questo divisore, arrotondando all'intero più vi-cino.
(Se viene specificato un divisore uguale a zero, allora il divisore
viene computato per ogni cella come la somma dei valori della
MATRIX dove la cella di input corrispondente è diversa
da zero).
Se vengono applicati più filtri, essi vengono applicati
in sequenza. Questo significa che il primo filtro è applicato
all'intero layer raster di input per produrre un risultato intermedio;
quindi il filtro successivo viene applicato a questo risultato
intermedio per produrre un altro risultato intermedio; e così
via, fino a che il filtro finale viene applicato. Quindi viene
scritto quello della cella di output.
NOTE
Se la risoluzione della regione geografica non si adatta a quella
del layer raster, possono aversi risultati inaspettati. L'utente
dovrebbe sempre assicurarsi che la regione geografica è
impostata correttamente.
torna indietro
r.mode
r.mode ricerca
la modalità dei valori in una mappa di copertura all'interno
delle aree alle quali è assegnato lo stesso valore di categoria
in un layer raster specificato dall'utente.
r.mode
bas=name cover=name output=name
r.mode calcola
il valore maggiormente diffuso (mode) dei dati in un layer raster
di copertura per le aree con lo stesso valore di categoria in
un layer specificato dall'utente. Questi modi sono immagazzinati
in un nuovo layer di output. La mappa di output è una riclassificazione
della mappa di base.
Se l'utente scrive soltanto r.mode alla linea di comando, gli
vengono richiesti i parametri necessari allo svolgimento del programma
attraverso l'output standard di GRASS.
In alternativa l'utente può fornire tutti i valori necessari
alla linea di comando.
Parametri:
base=name
Un layer raster esistente nel path di ricerca della mapset corrente.
Per ogni gruppo di celle alle quali è assegnato lo stesso
valore di categoria nella mappa base viene calcolato la mo-dalità
(mode) dei valori assegnati a queste celle nella mappa di copertura.
cover=name
un layer raster esistente che contiene i valori che devono essere
utilizzati per calcolare la modalità all'interno di ogni
categoria della mappa base.
output=name
il nome di un nuovo layer per contenere l'output del programma
(una riclassificazione della mappa di base).La modalità
dei valori viene immagazzinata nella mappa di output.
NOTE:
L'utente dovrebbe usare i risultati di r.mode con attenzione.
Poiché questa utility assegna ad ogni cella un valore che
è basato su informazioni globali, il layer di mappa risultante
è valido solo se le impostazioni della regione geografica
e della maschera correnti sono le stesse di quelle quando la mappa
risultante è stata creata.
I rsultati sono influenzati dalle impostazioni della regione corrente
e della maschera.
torna indietro
r.neighbors
Questo programma
rende i valori di categoria di ogni cella funzione del valori
assegnati alle celle che la circondano ed immagazzina il nuovo
valore in un layer raster di output.
r.neighbors
[-aq] input=name output=name method=name size=value [ti-tle="phrase"]
r.neighbors
esamina ogni cella in un file raster di input ed esamina, altresì,
i valori di categoria assegnati alle celle che la circondano in
alcuni "vicinati" definiti dall'utente. Il programma
fornisce un nuovo layer raster di output nel quale ad ogni cella
viene assegnato un valore di categoria che è una funzione
(specificata dall'utente) dei valori del vicinato di questa cella.
Per esempio, ad ogni cella nel layer di output potrebbe essere
assegnato il va-lore di categoria uguale alla media dei valori
di categoria in un vicinato di 3x3 celle del layer di input.
Il programma verrà lanciato in modalità interattiva
o non secondo le consuete procedure.
OPZIONI:
L'utente deve specificare i nomi del layer raster di input e di
quello di output, il metodo usato per analizzare i valori di categoria
di vicinato (e, cioè, la funzione o l'operazione di vicinato
che deve essere eseguita) e la grandezza del vicinato. Opzionalmente,
l'utente può anche specificare il titolo che deve essere
assegnato al layer raster di output, scegliere di non adeguare
la risoluzione dell'output con quella dell'input (l'opzione -a)
e scegliere di lanciare r.neighbors silenziosamente (-q quietly).
Queste opzioni sono descritte più avanti.
Metodi di
operazioni di vicinato
Gli operatori di vicinato determinano quale sarà il nuovo
valore di categoria di una cella centrale in un insieme di vicinato
dopo aver esaminato i valori delle celle circostanti che lo costituiscono.
Ogni cella in un layer raster diventa il centro di un vicinato
se la finestra di vicinato si muove da cella a cella attraverso
il layer di mappa. r.neighbors può eseguire le seguenti
operazioni:
average (media)
il valore di categoria medio all'interno del vicinato. Nell'esempio
che segue il risultato sarà (7*4+6+5+4*3)=5.66 Il risultato
viene arrotondato all'intero più vicino (in questo caso
6).
median (mediano)
il valore di categoria rintracciato a metà strada attraverso
una lista di valori di categorie di vicinato, quando questi sono
raggruppati in ordine numerico.
mode (modalità)
il valore di categoria che maggiormente ricorre all'interno del
vicinato
minimum (minimo)
il valore di categoria minimo all'interno del vicinato
maximum (massimo)
il valore di categoria massimo all'interno di un vicinato.
stddev
la deviazione statistica standard dei valori di categoria all'interno
di un vicinato (arroton-data all'intero più vicino)
variance
la variazione statistica dei valori di categoria all'interno di
un vicinato (arrotondata all'intero più vicino)
diversity
il numero di valori differenti di categoria all'interno di un
vicinato. Nell'esempio prece-dente la diversity è 4.
interspesion
la percentuale di celle contenenti categorie che differiscono
dalla categoria assegnata alla cella centrale nel vicinato, più
1. Nell'esempio precedente, l'interspesion è: 5/8*100+1
= 63.5. Il risultato viene arrotondato all'intero più vicino
(in questo caso 64).
Neighborhood
size
Grandezza di vicinato. Questo parametro specifica quali e quante
delle celle che circonda-no una cella assegnata ricadono nel suo
vicinato. La grandezza deve avere valore intero. Opzioni sono:
numeri dispari da 1 a 25.
-a
se questo flag viene specificato, r.neighbors non allineerà
il layer raster di output con quello di input. Il programma r.neighbors
lavora nella regione geografica corrente. E' raccomandato, ma
non richiesto, che la risoluzione della regione geografica sia
la stessa di quella del layer raster. Per default, se non specificato,
r.neighbors allineerà queste impo-stazioni.
-q
se questo flag viene specificato, il programma sarà lanciato
in maniera relativamente silen-ziosa (e, cioè, senza stampare
messaggi sul suo progresso). Se non viene specificato, il pro-gramma
stamperà messaggi di avviso sull'output standard.
NOTE:
Il programma lavora nella regione geografica e con la maschera
corrente, se questa è pre-sente. E' consigliato, ma non
è necessario, che la risoluzione della regione geografica
sia la stessa di quella del layer raster. Per default, r.neighbors
allineerà queste impostazioni. Comunque, si può
scegliere di mantenere le risoluzioni originali dell'input e dell'output.
r.neighbors copia i file di colore di GRASS associati con il layer
raster di input e li utilizza per quello di output.
torna indietro
r.out.ascii
r.out.ascii
converte un layer raster in un file di testo ASCII.
r.out.ascii
[-h] map=name [digits=value] (1)
r.out.ascii
converte un layer raster specificato dall'utente (map=name) in
un file di testo ASCII che permette l'esportazione dei dati su
altri sistemi. L'opzione digit=value (dove value è un numero
liberamente scelto dall'utente) può essere usata per fare
sì che i numeri nell'output siano tra loro spaziati in
maniera uniforme (in modo da ottenere un output a forma di colonna).
Ogni valore di categoria nel layer ASCII prenderà un certo
valore di spazi. Comunque, perché questa opzione possa
essere utilizzata, è necessario conoscere il numero massimo
di caratteri digitali che potranno essere inseriti nel file di
output ed ag-giungere uno a questo numero (perché in questo
modo si lasci uno spazio tra ogni colon-na). E' possibile rintracciare
il massimo numero di caratteri digitali che saranno contenuti
nel file di output lanciando il comando r.out.ascii senza l'opzione
digits=value.
Il programma GRASS r.in.ascii può essere usato per attivare,
ovviamente, la funzione inversa, in base alla quale un file ASCII
viene convertito nel formato di un file raster di GRASS.
Flag:
-h
la selezione di questo flag permette di sopprimere la stampa in
output delle informazioni di header.
Parametri:
map=name
il nome di un layer raster esistente
digits=value
il minimo numero di caratteri digitali (per cella) che deve essere
stampato.
r.out.ascii
può essere lanciato in modalità interattiva o non.
Il programma sarà lanciato in maniera non interattiva se
viene specificato, alla linea di comando, il nome di un layer
raster e (opzionalmente) il valore per digits utilizzando la forma
(1), dove name è il nome del layer raster che deve essere
convertito e value è il minimo numero di caratteri digitali
(per cella) che devono essere stampati in output. L'utente può
anche utilizzare l'opzione -h per sopprimere le informazioni contenute
nell'header di file.
In alternativa, si può semplicemente scrivere r.out.ascii
alla linea di comando, senza al-cun argomento di programma. In
questo caso, saranno chiesti all'utente i valori dei para-metri
attraverso l'interfaccia standard di GRASS.
NOTE
L'output di r.out.ascii può essere inserito in un file
utilizzando il meccanismo di reindi-rizzamento di UNIX; e, cioè:
r.out.ascii
map=soils > out.file
Il file di
output out.file può quindi essere stampato o copiato su
un nastro magnetico o su di un floppy o latro supporto per scopi
specifici o per essere esportato in un altro sistema.
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r.patch
r.patch crea
una mappa raster composita utilizzando valori conosciuti di categoria
ricavati da uno (o più) layer di mappa per riempire le
aree "no data" in un altro layer.
r.patch
[-q] input=name[,name,...] output=name (1)
Il programma
GRASS r.patch permette all'utente di assegnare valori conosciuti
di dati da un layer raster nelle aree "no data" (quelle
alle quali viene assegnato un valore di categoria pari a zero)
in un altro layer raster. Questo programma è utile per
costruire mappe compo-site prendendo i dati da due o più
layer adiacenti, per riempire i "buchi" nei dati di
un layer raster (per es., in un layer di elevazione) o per aggiornare
un layer più vecchio con dati più recenti.
Il programma funzionerà in modalità interattiva
o non a seconda che l'utente specifichi gli argomenti di programma
alla linea di comando utilizzando la forma (1), dove ogni nome
in input è quello di un layer raster sul quale svolgere
l'operazione di patch, il nome di output è quello assegnato
al nuovo layer raster composito che contiene i risultati delle
operazioni svolte e l'opzione -q impone al programma di girare
in maniera "silenziosa", senza emette-re, cioè,
messaggi di avviso durante la sua esecuzione.
Il primo nome elencato nella stringa di input=name,name,name,...
è quello di una map-pa di base i cui valori zero devono
essere "riempiti" da dati diversi da zero contenuti
nel layer che ha il secondo nome dell'elenco. Gli altri nomi successivi
a questo (se specificati dall'utente) sono quelli di altri layer
che, secondo l'ordine in cui sono stati immessi in in-put, tenteranno
di "riempire" i valori pari a zero del primo layer preso
in considerazione che ancora rimangono.
In alternativa, l'utente può semplicemente scrivere r.patch
alla linea di comando. In que-sto caso, verranno richiesti l'impostazione
del flag e i valori dei parametri restanti attraver-so l'interfaccia
standard di GRASS.
Flag
-q
impone a r.patch di girare in maniera "silenziosa",
sopprimendo i messaggi di output sul progredire del programma.
Parametri:
input=name,name...
I nomi di layer raster esistenti (da uno a dieci) che devono essere
sovrapposti l'uno all'altro. Il primo dei dieci nomi elencati
verrà usato come mappa di base; tutti gli altri, dal secondo
in poi fino ad un massimo di dieci, saranno usati per fornire
i valori di categoria mancanti (zero) nella prima mappa.
output=name
il nome del nuovo layer raster che contiene il risultato delle
operazioni di patch.
ESEMPIO
Sotto, il layer raster sull'estrema sinistra viene "riempito"
con quello di mezzo per produrre il layer raster sulla destra:
11102200 00110000
11112200
11022200 00110000 11122200
33332200 00000000 33332200
33300000 44444444 33344444
33330000 44444444 33334444
00000000 44444444 44444444
NOTE
Frequentemente, questo programma viene usato per comporre assieme
layer adiacenti che sono stati digitalizzati separatamente. I
programmi v.mkquads e v.mkgrid possono posso-no essere usati per
fare combaciare correttamente i layer adiacenti.
L'utente dovrebbe provare le impostazioni della regione geografica
corrente prima di lan-ciare r.patch per assicurarsi che i confini
di regione abbraccino tutti i dati che si vuole siano inclusi
nella mappa composita.
L'uso di r.patch è generalmente seguito da quello dei programmi
GRASS g.remove e g.rename; g.remove viene usato per rimuovere
i layer originali non più necessari mentre g.rename viene
usato per assegnare, successivamente, il nome del layer raster
originale a quello nuovo creato con r.patch.
r.patch crea anche i file di supporto per la mappa composita risultante.
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r.poly
r.poly estrae
i lati di area da un layer raster e converte i dati nel formato
vettoriale di GRASS.
r.poly
[-l] input=name output=name (1)
r.poly effettua
una scansione del layer raster di input, ne estrae le caratteristiche
lati di area, coverte questi ultimi nel formato di dati vettoriali
di GRASS e ne smussa i vettori componenti. r.poly traccia il perimetro
di ogni singola area del layer raster di input e crea dati vettoriali
per rappresentarlo. I valori di categoria di cella per il layer
raster saranno usati per creare attributi per i dati vettoriali
risultanti.
Un vettore che traccia i lati di un'area potrebbe apparire bloccato,
poiché i vettori ricalcano i lati dei dati raster che sono
immagazzinati in celle rettangolari. Per produrre una mappa vettoriale
di aspetto migliore, r.poly smussa gli angoli dei dati vettoriali
non appena essi sono estratti. Ad ogni cambiamento di direzione
(e, cioè, ad ogni angolo) i due punti di mezzo delle celle
d'angolo sono selezionati e il segmento di linea che li collega
viene usato per tracciare l'angolo nel file vettoriale risultante.
Poiché i vettori sono smussati da questo programma, la
mappa vettoriale risultante non sarà la copia "vera"
della mappa raster d'origine. L'utente dovrebbe, di conseguenza,
testare la risoluzione della regione geografi-ca (e i dati originali)
per stimare il possibile errore introdotto dall'operazione di
smusso.
OPZIONI
Si può lanciare il programma in modalità interattiva
o non. Il programma funzionerà in ma-niera non interattiva
se vengono specificati gli argomenti di programma e l'impostazione
dei flag alla linea di comando secondo la forma (1).
In alternativa, si può semplicemente scrivere r.poly alla
linea di comando senza alcuna specificazione. In questo caso il
programma chiederà che siano immessi i valori dei para-metri
attraverso l'interfaccia standard di GRASS.
flag:
-l
smussa gli angoli
Parametri:
input=name
usa un nome di un layer esistente come input
output=name
imposta il nome del nuovo file di output
NOTE
r.poly estrae solo i lati di area dal file di input. Se il file
raster contiene altri dati (e, cioè, linee o dati punto)
l'output può essere sbagliato. Si deve lanciare r.support
sul file risul-tante per ottenere le informazioni necessarie per
costruire la topologia per il file dig_plus.
torna indietro
r.profile
r.profile
fornisce in output i valori di un layer raster che giacciono lungo
linee definite dall'utente.
r.profile
mapname [result=type] [width=value] line= east,north,east,north[,east,north,...]
Questo programma
fornisce in output, in formato ASCII, i valori assegnati a quelle
celle in un layer raster che giacciono lungo una o più
linee ("profili"). Le linee sono descritte dalle coordinate
dei loro punti di inizio ed arrivo. I profili posso essere costituiti
da linee dello spessore di una singola cella o più. L'output,
per ogni profilo, può essere il valore di cate-goria assegnato
ad ognuna delle celle, o un singolo valore aggregato (per esempio
la media o il valore mediano).
OPZIONI:
Parametri:
map=name
layer raster che deve essere esaminato
result=type
il risultato che deve essere immesso nell'output
opzioni: semplice, media, mediano.
Default: semplice (raw)
I risultati semplici emettono in output ogni valore di categoria
assegnato alle celle lungo il profilo. Il mediano e la media danno
come output un valore singolo per profilo: la media fornisce in
output il valore di categoria ottenuto facendo la media di quelli
delle celle che ricadono nel profilo; il mediano fornisce in output
il valore di categoria della cella corri-spondente al punto medio
del profilo.
line=east,north,...
Le coordinate geografiche dei punti di inizio e di fine che determinano
ogni profilo, forniti attraverso le coppie di coordinate easting
e northing. L'utente deve impostare l'inizio e la fine di almeno
una linea e può, opzionalmente, includere le coordinate
di inizio e fine di linee addizionali.
width=value
spessore del profilo in numero di celle
default: 1
Si possono specificare profili più spessi impostando lo
spessore a 3,5,7 ecc. I profili sono quindi formati da rettangoli
dello spessore di 3,5,7 celle.
FORMATO DI
OUTPUT
L'output di questo programma viene stampato in formato ASCII.
Il formato dell'output va-ria molto in conseguenza del tipo di
risultato. Il primo numero scritto è quello delle celle
associate allo spessore del profilo. Per un output semplice, questo
numero è seguito dal va-lore di ogni singola cella. Per
un output in forma di media o di mediano, questo numero è
seguito da un singolo valore (per l'appunto la media o il mediano).
Questi esempi sono per il layer elevation.dem nel database di
esempio Spearfish distribuito con GRASS:
Profilo a
cella singola:
r.profile
map=elevation.dem line=593655,4917280,593726,491735
4 1540 1551 1557 1550
profilo a
tre celle:
r.profile
map=elevation.dem line=593655,4917280,593726,491735 width=3
22 1556 1538 1525 1570 1555 1540 1528 1578 1565 1551 1536 1523
1569 1557 1546 1533 1559 1550 1542 1552 1543 1548
profilo a
tre celle per media:
r.profile
map=elevation.dem line=593655,4917280,593726,491735 width=3 re-sult=average
22 1548.363636
profilo a
tre celle per mediano:
r.profile map=elevation.dem line=593655,4917280,593726,491735
width=3 re-sult=median
22 1549.000000
torna indietro
r.random
r.random crea
un layer raster e un file site_lists che contiene siti localizzati
in maniera ca-suale.
r.random
[-qz] input=name nsites=number[%] [raster_output=name] [sites_output=name]
Il programma
r.random permette all'utente di creare un layer raster e un file
site_lists che contiene le coordinate geografiche dei punti le
cui posizioni sono state determinate in ma-niera casuale. Il programma
localizza questi siti generati in maniera casuale all'interno
della regione geografica e della maschera correnti (se ve ne è
una), su aree di valori di cate-goria diversi da zero all'interno
di un layer raster specificato dall'utente . Se l'utente impo-sta
il flag -z, i siti saranno generati in maniera casuale in tutte
le celle (anche quelle alle quali è stato assegnato il
valore zero).
Il layer raster di output viene creato nella mapset corrente.
I valori di categoria e i corri-spondenti nomi di categoria già
associati con le localizzazioni casuali dei siti nel layer di
input sono assegnati a questi siti nel layer raster_output. Il
file site_lists creato da r.random contiene un elenco delle coordinate
geografiche dei siti; queste sono riferite ai punti centrali delle
celle selezionate in maniera casuale.
OPZIONI
L'utente può specificare la quantità di localizzazioni
casuali che devono essere generate sia con un intero positivo
(per es., 10) sia come un valore percentuale dell'area totale
del layer raster (per es. 10% o 3.05%). Se non è specificato,
il numero dei siti è impostato a zero per default. Se impostato
come una percentuale della grandezza totale della mappa, il numero
di locazioni casuali generate sarà impostato uguale al
numero di celle contenute all'interno della percentuale impostata
del layer raster. Le opzioni vanno da 0 a 100; le percentuali
mi-nori dell'1% possono essere impostate come decimali. Il valore
di percentuale di default usato, se non specificato dall'utente,
è 0. (Si noti che scegliere l'1% delle celle di un layer
raster frequentemente produce locazioni casuali in abbondanza).
r.random può essere lanciato in modalità interattiva
e non. L'utente può fornire gli argo-menti di programma
alla linea di comando, specificando un nome di layer raster di
input (input=name), un nome di layer raster di output (raster_output=name),
un nome per il file di output site_lists (site_output=name) e
(opzionalmente) può dare il numero di siti che devono essere
generati casualmente come un numero totale di siti (nsites=number)
o come una percentuale della grandezza di mappa (nsites=number%).
L'utente può anche decidere se r.random sia lanciato in
maniera silenziosa (utilizzando il flag -q) e/o decidere se r.random
generi anche locazioni di siti per celle che contengono valore
zero (usando il flag -z).
In alternativa l'utente può semplicemente scrivere r.random
alla linea di comando senza argomenti di programma. In questo
caso sarà chiesto di immettere i parametri e le opzioni
necessarie attraverso l'interfaccia standard di GRASS.
Flag:
-q
il programma gira in maniera silenziosa. r.random in maniera normale
emette i messaggi relativi al suo funzionamento mentre viene lanciato
ed esegue i suoi calcoli. Se questo flag viene selezionato, il
programma, invece, girerà, senza emettere alcun messaggio.
-z
questo flag permette l'inclusione delle aree il cui valore di
categoria è zero all'interno della zona in cui r.random
genererà casualmente locazioni di siti. Se l'opzione -z
è specificata, i siti che ricadono all'interno delle aree
con valore zero nel layer di input saranno assegnati a categorie
nuove create nel layer raster di output. Se il flag -z non è
impostato, le celle che hanno valore 0 nel layer di output rappresenteranno
le aree nelle quali i siti non saranno po-sizionati.
Parametri:
input=name
il nome di un layer raster esistente nel path di ricerca della
mapset corrente. r.random ge-nererà siti in maniera casuale
su una parte delle celle, specificata dall'utente, nel layer raster
di input.
nsites=number
o nstes=number%
Permette di specificare la quantità di siti che devono
essere generati casualmente sotto forma di un numero intero positivo
o di un valore percentuale del numero di celle del layer di input.
Se impostato come un intero, questo numero è quello dei
siti (e cioè il numero di celle) che apparirà nel
layer raster_output e/o nel file sites_output. I valori non in
forma percentuale devono essere forniti come un numero intero
positivo minore o uguale al numero delle celle nel layer di input.
I valori percentuali dovrebbero essere contenuti nell'intervallo
0.00 - 100.00 (sono permessi i valori decimali).
raster_output=name
Il nuovo layer raster che conterrà l'output del programma.
Questa mappa conterrà i siti ge-nerati casualmente da r.random.
Se il flag -z non è selezionato, a tutti i siti verrà
assegnato qualsiasi valore di categoria che è stato assegnato
alle celle corrispondenti nel layer raster di input. Se il flag
-z è stato scelto, a tutti i siti, fatta eccezione per
quelli che ricadono in celle il cui valore di categoria è
0, verrà assegnato il valore di categoria delle celle apparte-nenti
al layer di input; ai siti che ricadono nelle celle dal valore
0 verrà assegnato un nuovo valore di categoria creato nel
nuovo layer di output.
sites:output=name
il nuovo file site_lists di GRASS che conterrà l'output
di programma. Se non è fornito al-cun nome per esso non
sarà creato nessun file di questo tipo.
Nota: Nonostante non sia necessario che siano creati sia un layer
raster che un file di tipo site_lists, l'utente deve comunque
precisare almeno uno dei due.
NOTE
Per creare localizzazioni casuali di siti in alcune, ma non tutte,
le localizzazioni diverse da zero, l'utente deve prima creare
una mappa riclassificata del layer originale (utilizzando il programma
GRASS r.reclass) che contenga solo le categorie desiderate, e
poi usare il layer riclassificato come layer di input per r.random.
torna indietro
r.reclass.scs
Questo modulo
crea un nuovo layer raster basato su un layer esistente.
r.reclass.scs
r.reclass.scs
è un'interfaccia per il programma r.reclass. Il programma
riclassificherà i valori di categoria di un layer raster
basandosi sulle istruzioni di riclassificazione immesse dall'utente.
immettere Le norme di riclassificazione possono essere fornite
al programma sia dall'input standard che da un file. r.reclass.scs
utilizzerà, quindi, i comandi di r.reclass per produrre
il nuovo layer raster riclassificato.
l'input per r.reclass.scs consiste in un elenco di nomi di valori
di categoria i quali sa-ranno raggruppati in una sola categoria
nel layer di output riclassificato. In ogni linea di in-put dovrebbe
apparire un solo nome di categoria. L'input può essere
immesso in maniera interattiva o da un file.
Un file che contenga le norme di riclassificazione può
essere creato utilizzando un editor di testo, un word-processor,
un DBMS (Data Base Management System), e così via. Il file
in questione non è altro che una lista di nomi di categoria
i quali, dopo la riclassificazione, avranno lo stesso valore di
categoria.
r.reclass
Questo programma
crea un nuovo layer raster le cui categorie sono basate su una
riclassifi-cazione proposta dall'utente delle categorie che esistono
in un layer raster esistente.
r.reclass
input=name output=name [title=name] (1)
r.reclass
crea un layer di output basandosi su uno di input. Il layer di
output consisterà in una riclassificazione di quello di
input basata su specifiche norme fornite al programma; es-so può
essere trattato come un qualsiasi altro layer raster. Può
essere fornito anche un titolo (opzionalmente) per il layer di
output.
Le norme di riclassificazione sono lette dall'input standard (e
cioè dalla tastiera, redirette da un file o attraverso
un'operazione di pipe provenienti da un altro programma).
Il programma può essere lanciato in modalità interattiva
o non secondo le consuete proce-dure.
Dopo che, alla linea di comando, sono state immesse tutte le informazioni
necessarie, il programma richiederà le norme di riclassificazione
da applicare alle categorie del layer di input. La forma di queste
norme è descritta con maggior dettagli nella sezione sull'uso
non interattivo del programma e negli esempi che sono riportati
più innanzi.
In alternativa, si può semplicemente scrivere r.reclass
alla linea di comando, senza alcun argomento di programma. In
questo caso, il programma chiederà di precisare tutti i
para-metri necessari all'input.
Prima di usare r.reclass bisognerebbe essere a conoscenza di quanto
segue:
1. Le nuove
categorie desiderate; e, quali delle vecchie ricadranno in esse.
2. I nomi delle nuove categorie.
MODALITA'
DI USO INTERATTIVO: ESEMPIO
Si supponga di voler riclassificare un layer raster di strade
(ad esempio il layer roads del database Spearfish), nel quale
siano presenti cinque categorie, trasformando queste in tre nuove
categorie: strade pavimentate, strade non pavimentate e tratti
di ferrovia. All'utente viene richiesto se la tavola di riclassificazione
deve essere avere ogni valore di categoria inizialmente impostato
a zero o il valore originale del layer di provenienza. Subito
dopo appare una schermata simile a quella che viene mostrata qui
di seguito, nella quale sono elencate le categorie del layer raster
roads che si vogliono riclassificare e vengono richiesti i nuovi
valori che devono essere assegnati a ciascuna di esse.
ENTER NEW
CATEGORY NUMBERS FOR THESE CATEGORIES
OLD CATEGORY
NAME OLD NUM NEW NUM
no data 0 0____
Hard surface, 2 lanes 1 0____
Loose Surface, 1 lane 2 0____
Improved Dirt 3 0____
Unimproved Dirt Trail 4 0____
Railroad, single track 5 0____
AFTER COMPLETING
ALL ANSWERS HIT <ESC> TO CONTINUE
(OR <ctrl-C> TO CANCEL)
Nella schermata
che segue sono stati immessi i nuovi valori di categoria accanto
ai nomi appropriati. Alle celle cui era assegnato il calore 2,
3 e 4 nel vecchio layer raster è ora attri-buito, nella
mappa riclassificata, il nuovo valore di categoria pari a 2; ai
dati di cella cui era assegnato il valore 5 viene assegnato ora
il valore 3.
ENTER NEW CATEGORY NUMBERS FOR THESE CATEGORIES
OLD CATEGORY
NAME OLD NUM NEW NUM
no data 0 0____
Hard surface, 2 lanes 1 1____
Loose Surface, 1 lane 2 2____
Improved Dirt 3 2____
Unimproved Dirt Trail 4 2____
Railroad, single track 5 3____
AFTER COMPLETING
ALL ANSWERS HIT <ESC> TO CONTINUE
(OR <ctrl-C> TO CANCEL)
Premendo <ESC>
si passa alla schermata successiva la quale richiede il nuovo
titolo e le etichette di categoria per la mappa che è stata
riclassificata.
ENTER NEW
CATEGORY NAMES FOR THESE CATEGORIES
TITLE: Roads
reclassified
CAT NEW CATEGORY NAME
NUM
0 no data
1 Paved Roads
2 Unpaved Eoads
3 Railroad, single track
AFTER COMPLETING
ALL ANSWERS, HIT <ESC> TO CONTINUE
(OR <ctrl-C> TO CANCEL)
Basandosi
sulle informazioni fornite nella schermata di esempio ora vista,
il programma crea un nuovo file di mappa di output che supporta
le categorie, il colore, la history e gli header.
USO NON INTERATTIVO
DEL PROGRAMMA: NORME DI RICLASSIFICAZIONE
Nell'uso non interattivo del programma, i nomi della mappa di
input ed output sono forniti alla linea di comando. Comunque,
le norme di riclassificazione sono ancora lette dall'input standard
(e cioè dalla tastiera, reindirizzate da un file o attraverso
una pipe provenienti da un altro programma).
Una volta che l'utente abbia specificato il layer raster di input
e (opzionalmente) il titolo per quello di output utilizzando la
forma (1), ogni linea di input deve avere il seguente for-mato:
input_categories=output_category
[label]
dove le linee
di input specificano i valori di categoria nel layer raster di
input che devono essere riclassificati nel nuovo valore output_category.
La specificazione di un'etichetta associata alla nuova categoria
del layer di output è opzionale. Se specificata, essa è
regi-strata come etichetta di categoria per il nuovo valore. Il
segno di uguaglianza (=) è necessa-rio. La input_category(ies)
può consistere in un singolo valore o in un intervallo
nel formato "low thru high" ("dal basso verso l'alto").
La parola "thru" deve essere pre-sente.
Una linea che contiene solo la parola "end" pone fine
all'input.
USO NON INTERATTIVO DEL PROGRAMMA: ESEMPI
1) Questo
esempio riclassifica le categorie 1, 3 e 5 presenti nel layer
di input nella categoria 1 con l'etichetta "bassa qualità"
nel layer di output e riclassifica le categorie del layer di in-put
2, 4 e 6 alla categoria 2 con l'etichetta "buona qualità"
nel layer di output.
1 3 5 = 1
bassa qualità
2 4 6 = 2 alta qualità
2) Questo
esempio riclassifica le categorie di un layer raster di input
da 1 a 10 alla categoria di output 1, quelle di input da 11 a
20 in quella di output 2 e quelle categorie di input da 21 a 30
in quella di output con valore 3, tutte senza alcuna etichetta.
1 thru 10
= 1
11 thru 20 = 2
21 thru 30 = 3
3) Le norme
che vengono immesse dopo (nel file) cancellano le precedenti.
Di conseguen-za, l'esempio che segue riclassifica le categorie
di input che vanno da 1 a 19 e da 51 a 100 alla categoria 1 del
layer di output, le categorie di input da 20 a 24 e da 26 a 50
alla catego-ria di output 2 e la categoria di input 25 a quella
di output 3.
1 thru 100
= 1 bassa qualità
20 thru 50 = 2 media qualità
25 = 3 buona qualità
4) L'esempio
precedente si sarebbe potuto risolvere anche con:
1 thru 19
51 thru 100 = 1 bassa qualità
20 thru 24 26 thru 50 = 2 media qualità
25 = 3 buona qualità
o ancora come:
1 thru 19
= 1 bassa qualità
51 thru 100 = 1
20 thru 24 = 2
26 thru 50 = media qualità
25 = 3 buona qualità
L'esempio
finale è stato riportato per mostrare come sono gestite
le etichette. Se il valore di una nuova categoria appare in più
di una regola (come è il caso dei valori delle nuove cate-gorie
1 e 2), l'ultima etichetta che è stata specificata diventa
l'etichetta per quella categoria. In questo caso le etichette
sono assegnate esattamente come nei due esempi precedenti.
NOTE
Di fatto, il programma r.reclass non genera alcun nuovo layer
raster (questo viene fatto per evitare di occupare eccessivo spazio
su disco). Al posto di questo, viene immagazzinata una tavola
di riclassificazione la quale sarà usata per riclassificare
il layer raster originale ogni volta che il nuovo nome di mappa
(riclassificata) viene richiesto. Si noti ancora che sebbene l'utente
possa generare una mappa con r.reclass la quale è basata
su un'altra mappa di r.reclass, la nuova mappa sarà immagazzinata
in GRASS con una riclassifica-zione del layer originale in base
al quale la prima mappa riclassificata è stata generata.
Di conseguenza, mentre GRASS permette di fornire informazioni
su di un layer di r.reclass il quale è basato su una mappa
già a sua volta riclassificata (per convenienza dell'utente),
nessun layer di r.reclass sarà mai immagazzinato come una
riclassificazione di r.reclass.
Per convertire una mappa riclassificata a layer raster regolare,
si imposti la regione geogra-fica in modo da accordarsi all'header
per la mappa riclassificata (un file ASCII rintraccia-bile nella
directory cellhd, o che può essere esaminato lanciando
r.support) e quindi si lanci r.resample.
r.mapcalc può anche essere usato per convertire una mappa
riclassificata in layer raster regolare:
r.mapcalc
raster_map=reclass_map
dove raster_map
è il nome che deve essere dato alla nuova mappa raster
e reclass_map è una mappa riclassificata esistente.
ATTENZIONE
Poichè r.reclass genera una tavola che si riferisce ad
alcune mappe raster originali piut-tosto che creare effettivi
layer raster, un layer di r.reclass non sarà più
accessibile se il layer originale sul quale esso è basato
sia successivamente rimosso dal sistema.
Una mappa riclassificata non è un layer raster effettivo.
Piuttosto, esso è una tavola di valo-ri di riclassificazione
che fanno riferimento alla mappa originale di input. Di conseguenza,
l'utente che desidera conservare i layer riclassificati deve salvare
anche i layer originali di input dai quali questi sono stati generati.
I valori di categoria che non sono esplicitamente riclassificati
a nuovi valori saranno riclassificati con valore 0.
torna indietro
r.report
Questo programma
riporta le statistiche per un layer di mappa raster.
r.report
[-hmfqe] map=name[,name,...] [units=name[,name,...] [pl=value]
[pw=value] [output=name] (1)
r.report permette
di specificare una serie di parametri di report che possono essere
appli-cati ad un layer raster e creare un report. Se richiamato
con gli argomenti alla linea di co-mando, il report sarà
stampato solo sullo schermo. Comunque, l'output potrà essere
reindi-rizzato in un file o in un altro programma utilizzando
i meccanismi di redirezionamento di UNIX. Se richiamato senza
argomenti alla linea di comando, all'utente viene fornita l'opzione
di stampare ogni report e/o salvarlo in un file.
Il programma sarà lanciato in maniera non interattiva se
l'utente specifica i nomi del layer raster e le opzioni desiderate
alla linea di comando secondo la sintassi (1), dove ogni nome
di mappa è quello di un layer raster del quale ottenere
un report, ogni nome di unità è un'unità
di misura in cui i risultati saranno espressi, il valore pl fornisce
la lunghezza della pagina, quello pw la larghezza della pagina
e i flag (opzionali) -h, -e, -m, -f, -q hanno il significato che
viene chiarito qui di seguito.
Flag:
-h
sopprime la stampa in uscita degli header
-m
effettua il report sui valori zero, perchè viene impiegata
una maschera
-f
utilizza i formfeeds tra le pagine quando stampa il report
-q
fa in modo che il programma si svolga in maniera "silenziosa",
senza emettere messaggi sul progresso del suo funzionamento.
-e
utilizza il formato scientifico per i numeri che sono troppo grandi
per far sì che rientrino nelle dimensioni della tavola
-z
effettua il report solo per i valori diversi da zero. I dati zero
non sono riportati. Comunque, per layer multipli questo significa
che se capitano valori pari a zero in ogni mappa, essi non saranno
riportati; se, al contrario, esistono valori diversi da zero in
ogni layer (assieme ad altri diversi da zero) essi, allineati
con quelli nulli, verranno riportati.
Parametri:
map=name,
name,...
nomi di layer raster sui quali viene effettuato il report
units=name
Unità di misura in cui i risultati dovranno essere riportati.
Queste unità sono basate sul nu-mero di celle nell'area
di interesse dell'utente (e cioè le celle all'interno della
definizione della regione geografica corrente e della maschera
[se ve ne è una]). Queste sono stabilite rispettivamente
con il programma g.region e r.mask.
Opzioni: possibili unità di misura sono:
mi (coperture
misurate in miglia quadrate)
me (coperture misurate in metri quadrati)
k (coperture misurate in chilometri quadrati)
a (coperture misurate in acri)
h (coperture misurate in ettari)
c (il numero di celle dell'area di interesse)
p (la percentuale di copertura, escludendo le aree no data)
pl=value
lunghezza della pagina, in linee, nella quale il report verrà
fornito in output
default: 0 (linee)
pw=value
spessore della pagina in caratteri, nella quale il report verrà
fornito in output
default: 79 (caratteri)
output=name
il nome di un file nel quale verrà immagazzinato il report.
Se non specificato, il report è stampato sullo schermo
terminale.
In alternativa
si può semplicemente scrivere r.report alla linea di comando,
senza alcun argomento di programma. In questo caso gli verranno
chiesti le impostazioni dei flag e i valori dei parametri. Il
report stesso consisterà di due parti, una sezione header
(di intesta-zione) e il corpo principale. La sezione header identifica
il layer raster mediante il nome e il titolo, la location, la
mapset, la data del report e la regione di interesse. L'area di
interesse viene descritta in due parti: la regione geografica
corrente e la maschera (se ve ne è una). Il corpo principale
del report consiste da una a tre tavole che presentano le statistiche
per ogni categoria e i totali di ogni colonna. Si noti che, a
differenza di r.stats, r.report permette di selezionare le specifiche
unità di misura in cui le statistiche verranno riportate.
Qui di seguito viene presentato il risultato di r.report lanciato
sul layer raster geology (localizzato nel database di esempio
Spearfish) con le unità espresse in miglia quadrate e acri.
Qui, l'output di r.report viene indirizzato in un file report.file.
ESEMPIO:
r.report map=geology
units=miles, acres > report.file
RASTER MAP
CATEGORY REPORT
LOCATION: spearfish Fri Sep 2 09:20:09
REGION north: 492800.00 east: 609000.00
South: 914000.00 west: 900000.00
Res: 100.00 res: 100.00
MASK: none
MAP: geology in PERMANENT
Category Information
# description Acres Square Miles
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9 no data
metamorphic
transition
igneous
sandstone
limestone
shale
sandy shale
claysand
sand 415.13
2597.02
32.12
817.24
1669.60
13681.93
10304.07
2517.95
3229.60
8141.95 0.65
0.46
0.05
12.68
26.08
21038
16.10
3.93
5.05
12.72
TOTAL 65728.60 102.70
NOTE
Se si lancia r.report in maniera interattiva e si salva l'output
in un file, questo verrà posi-zionato nella directory corrente
di lavoro. Se si lancia r.report in maniera non interattiva, l'output
può essere salvato mediante il reindirizzamento dello stesso
in un file o ad una stampante mediante il meccanismo di redirezionamento
di UNIX.
torna indietro
r.resample
r.resample
[-q] input=name output=name (1)
Questo programma
permette la ridefinizione (resampling) dei valori dei dati contenuti
in uno specifico layer raster di input (contenuto nei confini
della regione geografica corrente e mascherato dalla maschera
corrente) e produce un nuovo layer raster di output che con-tiene
i risultati della ridefinizione. I valori di categoria nel nuovo
layer raster di output sa-ranno gli stessi di quelli nell'originale,
eccezion fatta per la risoluzione e l'estensione del nuovo layer
che coincideranno con le impostazioni della regione geografica
corrente.
Il programma sarà lanciato in maniera non interattiva se,
alla linea di comando, vengono specificati gli argomenti di programma
utilizzando la forma (1), dove il nome di input è quello
del layer raster i cui dati devono essere ridefiniti, il nome
di output è quello del layer raster che immagazzinerà
i risultati del programma e l'opzione -q, se presente, fa in modo
che questo venga eseguito silenziosamente (sopprimendo i messaggi
diretti all'output stan-dard).
In alternativa si può semplicemente scrivere r.resample
alla linea di comando senza al-cun argomento di programma. In
questo caso, verranno chiesti di dati necessari in input at-traverso
l'interfaccia standard di GRASS.
NOTE
Il metodo attraverso il quale la ridefinizione è condotta
è quello del "vicinato più prossimo" (si
veda r.neighbors). Il layer raster risultante avrà la stessa
risoluzione della corrente re-gione geografica (impostata utilizzando
g.region).
Il layer raster risultante può essere identico a quello
originale. Il programma r.resample copierà, per la mappa
risultante, la tavola dei colori e il file history che sono associati
al layer originale e creerà un file modificato di categoria
che conterrà la descrizione di quelle sole categorie che
appariranno nel file ridefinito.
Quando l'utente ridefinisce un file riclassificato di GRASS, da
r.resample viene creato un vero file raster.
torna indietro
r.rescale.inf ((comando
per database Informix ))
r.rescale.inf
genera un layer raster nel quale le categorie rappresentano i
valori in una co-lonna di un database che è stata divisa
in intervalli unitari uguali.
r.rescale.inf
tab=name key=name col=name cats=value input=name output=name [join=tab,
tabkey, pkey]
r.rescale.inf
crea una mappa raster riclassificata dividendo i valori in una
colonna numerica nel database correntemente selezionato in intervalli
unitari uguali. Il numero di categorie risultanti è determinato
dall'utente attraverso il parametro alla linea di comando [cats=].
r.rescale.inf valuta l'intervallo di valori per la colonna del
databse e suddivide questi valori in intervalli uguali di gruppi
di record restituiti dalla query. Per esempio, se la colonna di
database contiene valori che vanno da 1 a 1000 e il valore [cats]
è ugale a 10 il layer risul-tante conterrà le 10
categorie: 1=1-100, 2=101-200, ecc. In altre parole, ogni categoria
nel nuovo layer raster rappresenterà un intervallo di 100
valori dalla colonna del database usato nell'operazione di rescale.
La colonna di database da essere valutata dev'essere di tipo nu-merico.
Per identificare il tipo di dati di colonna un una tavola di database
si usi il coman-do g.column.inf con il flag -v. r.rescale.inf
non tiene conto dei dati che giacciono al di fuori. Di conseguenza,
se l'intervallo di valori per la colonna di database contiene
un limitato numero di valori estremi l'operazione risultante di
riscalaggio sarà deviata nella direzione di questi valori.
OPZIONI
Parametri:
tab=database_table_name
Tavola che contiene una colonna collegata ai valori di categoria
in un layer raster esistente.
key=database_column_name
colonna corrispondente ai valori di categoria in una mappa raster
esistente.
col=database_column_name
Colonna per basare l'operazione di riscalaggio che è di
tipo numerico.
cats=value
Numero delle categorie da definire nella mappa ricalssificata
risultante.
input=map
nome di un layer raster esistente i cui valori di categoria sono
collegati ad una colonna nel database correntemente selezionato.
output=name
nome del nuovo layer raster.
join=tab,tabkey,pkey
Tab è la tavola usata per sviluppare la query corrente
SQL. Tabkey è la colonna di database usata per relazionare
le informazioni in questa tavola con i dati della tavola collegata
al file di categoria di GRASS. Pkey è la colonna associata
nella tavola collegata al file di catego-ria di GRASS il quale
è relazionato a tabkey nella tavola corrente.
Per esempo, si assuma che stf1_main sia una tavola contenente
valori di colonna associati con valori di categoria nel file raster
di GRASS blkgrp.ids. In aggunta, si assuma che stf1_main sia una
tavola contenente dati attributi sull'età nella colonna
pop100. In questo esempio stf1_main è la tavola associata
con la mappa raster GRASS e tract_blck è la co-lonna che
collega stf1_main a il file di categoria di GRASS. La colonna
pop100 in stf1_main sarà la base per il tentativo di riscalaggio.
Per specificare il rescalaggio:
r.rescale.inf
tab=stf1_main key=tract_blck
col=po100
cats=5 input=blkgrp.ids output=pop100.rescale
Specificando
queste condizioni ci si assicurerà che tutte le righe della
tavola sfl1_main che sossifano i criteri della query saranno relazionati
alle caratteristiche spaziali nel layer di dati di GRASS attraverso
i valori di categoria di GRASS.
NOTE:
Questo programma richiede il software di database di Informix.
r.rescale
Questo programma
riscala l'intervallo dei valori di categoria in un layer raster.
r.rescale
[-q] input=name [from=min,max] output=name [to=min,max] \[title="phrase"]
Il programma
r.rescale riscala l'intervallo dei valori di categoria che appaiono
in un layer raster. Un nuovo layer raster, un appropriato file
di categoria e una tavola dei colori basati sul layer raster originale
sono generati con etichette di categoria le quali riflettono i
valori originali di categoria dai quali ognuna di esse ha tratto
origine.
Questo comando è utile per produrre rappresentazioni raster
con un numero ridotto di cate-gorie partendo da un layer raster
con un grande intervallo di valori di categoria (per es. di elevazione).
I layer riscalati sono appropriati per l'uso con programmi GRASS
come r.stats e r.coin.
r.rescale sarà lanciato in modalità non interattiva
se saranno specificati gli argomenti di programma necessari al
suo funzionamento alla linea di comando utilizzando la forma (1).
In alternativa, si potrà semplicemente scrivere:
r.rescale
alla linea
di comando senza alcun argomento. In questo caso verranno richiesti
dal pro-gramma i parametri necessari al funzonamento tramite l'interfaccia
standard di GRASS.
Flag:
-q
il programma gira "silenziosamente", senza emettere
messaggi durante il suo funziona-mento.
Parametri:
imput=name
il nome di un layer raster i cui valori di categoria devono essere
riscalati.
from=min,max
l'intervallo di input che deve essere riscalato
default: l'intero intervallo del layer di input
output=name
il nome del nuovo layer raster riscalato
to=min,max
l'intervalo di output
default: 1,255
title="phrase"
titolo per il nuovo layer di output
ESEMPIO
Per riscalare un layer di elevazione con valori di categoria che
vanno da 1090 netri a 1800 nel nuovo intervallo da 1 a 255, potrebbe
essere usato il seguente comando:
r.rescale
input=elevation from=1090,1800 output=elevation.255 to=1,255
NOTE
Il valore delle categorie riscalate è illimitato, ma l'intervallo
da 1 a 255 è frequentemente utilizzato in conseguenza delle
limitazioni dei monitor grafici.
I valori di categoria che cadono al di fuori dell'intervallo di
input diventeranno zero. Que-sto permette, se lo si desidera,
di selezionare un sottoset dell'intero intervallo di valori di
categoria per l'operazione di riscalaggio. Ciò significa,
inoltre, che si dovrebbe conoscere l'intervallo dei valori di
categoria del layer raster di input. Si può chiedere al
programma r.rescale di determinare quest'intervallo o tentare
di ottenerlo ricorrendo all'uso del co-mando r.describe. Se l'intervallo
dei valori di categoria viene determinato utilizzando r.rescale,
la mappa di input viene esaminata e i valori di categoria minimo
e massimo di-versi da zero sono selezionati come intervallo di
input.
torna indietro
r.slope.aspect
r.slope.aspect
genera mappe raster di pendenza (slope) e di aspetto (aspect)
da un layer raster di valori reali di elevazione.
r.slope.aspect
[-aqz] elevation=name [slope=name] [aspect=name] [format=name]
[zfactor=value] (1)
Questo programma
genera layer di aspetto e di pendenza partendo da un layer di
valori di elevazione. Si può specificare il nome del file
di elevazione di input e almeno un nome di output che contenga
i dati di pendenza e di aspetto. E' possibile anche specificare
il formato della pendenza (angoli, percentuali; default=angoli)
e il fattore z (zfactor) un moltiplica-tore per convertire le
unità di elevazione in metri (default 1.0)
Il programma sarà lanciato in modalità non interattiva
se vengono specificati gli input e le opzioni desiderate alla
linea di comando utilizzando la forma (1). Se, al contrario, si
scrive:
r.slope.aspect
senza gli
argomenti di programma, questi verranno chiest in modalità
interattiva.
Flag:
-a
non adegua le impostazioni della regione geografica corrente (in
base alle quali il layer di output di pendenza e di aspetto sarà
impostato) a quelle del layer di elevazione. Si vedano le NOTE
più avanti.
-q
il programma gira "silenziosamente" e viene soppresso
qualsiasi messaggio durante la sua esecuzione.
-z
si assume che i valori nulli (zero) nel layer di elevazione rappresentino
veri valori di eleva-zione e non aree prive di dati ("no
data").
Parametri:
elevation=name
nome del layer raster di veri valori di elevazione da assumersi
come input
slope=name
nome del layer raster contenente i valori di pendenza creati dalla
mappa di elevazione
aspect=name
nome del layer raster contenente i valori di aspetto creati dalla
mappa di elevazione
format=name
formato per riportare la pendenza.
opzioni: gradi, percentuali
default: gradi
zfactor
fattore moltiplicatore per convertire le unità di elevazione
in metri
default: 1.0
min_slp
pendenza minima per la quale la mappa di aspetto viene computata
I nomi dei
layer raster di pendenza e di aspetto risultanti sono scelti dall'utente
e immessi nella mapset corrente.
MAPPA RASTER
DI ELEVAZIONE
Il layer raster di elevazione specificato dall'utente deve contenere
veri valori di elevazione, non dati riscalati o ricategorizzati.
MAPPA RASTER
DI ASPETTO
Il layer raster di aspetto creato indica la direzione delle facce
di pendenza. Le categorie di aspetto rappresentano il valore in
gradi verso est.
Vengono creati, per la mappa di aspetto, anche i file di categoria
e della tavola dei colori
MAPPA RASTER
DELLE PENDENZE
Il layer raster delle pendenze risultante conterrà i valori
di pendenza, impostati in gradi dell'inclinazione rispetto all'orizzontale
se si è scelta l'opzione format=degrees (che è an-che
quella di default) e in formato percentuale se, al contrario,
si è preferito il formato format=percent. Per il layer
raster di pendenza viene generato il file di categoria ma non
quello della tavola dei colori.
Per molte applicazioni potrebbe essere più utile disporre
di un layer di pendenza riclassifi-cato che raggruppi i valori
in gruppi che ricadano in intervalli di pendenza. Questo può
es-sere realizzato utilizzando r.reclass. Un esempio di un'utile
riclassificazione è fornito qui di seguito:
category range(in
degrees) category labels(in %)
1 0-1 0-2%
2 2-3 3-5%
3 4-5 6-10%
4 6-8 11-15%
5 9-11 16-20%
6 12-14 21-25%
7 15-90 26% and higher
La seguente
tavola dei colori lavora bene con la riclassificazione ora proposta:
category red
green blue
0 179 179 179
1 0 102 0
2 0 153 0
3 128 153 0
4 204 179 0
5 128 51 51
6 255 0 0
7 0 0 0
NOTE
Per assicurarsi che il layer raster di elevazione non sia ridefinito
(resampled) in maniera non appropriata, le impostazioni per la
regione corrente sono modificate lievemente (sol-tanto per l'esecuzione
del programma); la risoluzione viene impostata in modo da collimare
con quella del layer di elevazione e i lati della regione (e,
cioè, nord, sud, est e ovest) sono spostati, se necessario,
alla posizione della linea parallela che passa per le celle più
vicine nel layer di elevazione. Se l'utente vuole che il layer
di elevazione sia realmente ridefinito alla risoluzione della
regione corrente deve specificare il flag -a.
La maschera corrente, qualora sia impostata, viene ignorata.
L'algoritmo utilizzato per determinare pendenza e aspetto utilizza
un insieme di vicinato di 3x3 (celle) intorno alla cella nel file
di elevazione. In questo modo, non è possibile deter-minare
pendenza ed aspetto per le celle adiacenti ai lati nel layer di
elevazione. A queste celle viene assegnato il valore "no
data" (categoria zero) in entrambe i layer di aspetto e di
pendenza.
Poiché viene utilizzata la formula di Horn per cercare
le derivate nelle direzioni di x e y, l'aspetto viene inclinato
nelle direzioni 0, 45, 90, 180, 225, 270, 315 e 360 (gradi); Nelle
successive versioni di GRASS dovranno essere adoperati algoritmi
differenti nel calcolo delle derivate nelle direzioni x e y; i
programmatori dovranno tentare di inerpolare la super-ficie e
trovare le derivate dall'equazione risultante.
Helena Mitasova dell'USACERL ha osservato che la maggior parte
delle celle con una pendenza molto bassa non può avere
categorie 0, 45, ... 360. Dal filtraggio di questi aspetti è
però alle volte possibile ridurre l'inclinazione in queste
direzioni. La nuova opzione:
min_slp=value
è stata
aggiunta (la pendenza minima per la quale viene computato il valore
di aspetto). Il valore di aspetto per tutte le celle che hanno
pendenza < di min_slp viene reso uguale a ze-ro.
ATTENZIONE
Le elevazioni pari a zero (come le elevazioni all'altezza del
mare) sono valide. Questo si-gnifica che le aree con un valore
pari a 0 possono avere uno tra i due possibili significati: possono
essere aree "no data" o aree che hanno elevazione pari
a 0. Se si desidera che r.slope.aspect assuma che le celle che
hanno valore di categoria pari a 0 rappresentino effettivi valori
di elevazione e non aree prive di dati allora, quando si lancia
il programma, si dovrà impostare il flag -z.
Se il flag -z non è impostato e l'area di veri dati di
elevazione contiene, al suo confine o all'interno, aree "no
data" cui è assegnato un valore di categoria pari
a 0 potrenno venir fuori pendenze scorrette (e di solito troppo
grandi).
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r.stats
Questo programma
genera statistiche di area per un layer raster.
r.stats
[-1aclmqzgx] input=name[,name,...] [fs=character\space] [out-put=name]
(1)
r.stats calcola
le aree presenti in ogni categoria di un layer raster selezionato
dall'utente. Le statistiche di area vengono fornite in metri quadrati
e/o quantità di celle. Questa analisi utilizza le impostazioni
della regione geografica corrente e della maschera. L'output può
essere inviato in un file nella directory corrente di lavoro.
Il programma girerà in maniera non interattiva se vengono
specificati gli argomenti neces-sari e le opzioni desiderate alla
linea di comando utilizzando la forma (1), dove ogni nome di input
è quello di un layer raster del quale si vogliono conoscere
le statistiche di area/cella, il nome (opzionale) di output è
quello di un file che conterrà i risultati del pro-gramma
(inviato e immagazzinato nella directory di lavoro corrente),
il carattere fs (che può essere anche uno spazio) è
il campo separatore che verrà utilizzato per separare i
campi di dati nel file di output (l'opzione di default è
space) e i flag (opzionali) -1, -a, -c, -l, -m, -q, -z, -g e -x
hanno il significato descritto nella sezione OPZIONI.
In alternativa si può semplicemente scrivere r.stats alla
linea di comando, senza alcun argomento di programma. In questo
caso, verranno richiesti tutti gli input necessari al fun-zionamento
del programma tramite l'interfaccia standard di GRASS.
OPZIONI
Flag:
-1
i dati per ogni cella nella corrente regione geografica verranno
forniti in output una cella per linea, piuttosto che i totali
per ogni combinazione distinta.
-a
stampa i totali dlle aree in metri quadrati
-c
stampa il totale in numero di celle
-m
riporta tutti i valori 0 presenti nei layer di input, sia se essi
cadano o no all'interno dell ma-schera corrente (si veda r.mask).
Quando una maschera è presente, r.stats riporterà
solo i valori zero che ricadono all'interno dell'area della maschera
senza che sia necessario sce-gliere l'opzione -m. Quando l'utente
lancia r.stats con l'opzione -m il programma riporte-rà
i valori zero che ricadono al di fuori dell'area di maschera,
in aggiunta a quelli che rica-dono all'interno.
-l
stampa le etichette di categoria e i numeri
-q
il programma gira in maniera "silenziosa" senza emettere
messaggi durante il suo funzio-namento.
-z
riporta solo i valori diversi da zero. I dati zero non saranno
riportati. Comunque, per layer multipli ciò significa che
se capitano valori uguali a 0 in ognuno di essi, questi non saranno
riportati; se capitano valori diversi da zero, questi verranno
riportati.
-g
stampa le coordinate di griglia (easting e northing) per ogni
cella. Questa opzione ha effetto soltanto se anche l'opzione -1
è stata selezionata.
-x
stampa i valori x e y (colonne e righe) per ogni cella. Questa
opzione lavora solo se anche l'opzione -1 è stata selezionata.
Parametri:
input=name
il nome(i) di uno o più layer esistenti del quale dev'essere
calcolato il numero di celle o le statistiche di area.
fs=character
o fs=space
il campo separatore che dovrà essere usato per separare
i campi di dati nel file di output.
Opzioni: un carattere o spazio
default: spazio
output=name
il nome che deve essere assegnato ad un file ASCII di output.
USO NON INTERATTIVO
DEL PROGRAMMA
Se l'utente richiama il comando alla linea di comando precisando
tutti i parametri necessari al suo funzionamento, r.stats scriverà
le statistiche di area per il layer specificato in un formato
a colonne utilizzabile per fornire l'input a programmi UNIX come
awk o sed. L'output può essere salvato specificando, alla
linea di comando, il nome del file che dovrà accoglierlo.
Se un singolo layer viene specificato alla linea di comando, sarà
stampata una lista delle aree in metri quadrati (assumendo che
il sistema di coordinate di mappa sia in metri) per ogni categoria
del layer raster. (Se viene scelta l'opzione -c, le aree saranno
impostate in numeri di celle). Se vengono specificati più
layer raster alla linea di comando, sarà stam-pata una
tavola di tabulazione incrociata delle aree per ogni combinazione
di categorie nei layer.
NOTE
r.stats lavora nella regione geografica corrente con la maschera
corrente.
Si noti che all'utente è consentito di emettere le statistiche
delle celle soltanto in termini di conteggio delle celle e/o del
totale delle aree. Se si desiderano utilizzare differenti unità
di misura di dovrà fare ricorso al programma GRASS r.report.
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r.support
Questo programma
permette di creare e/o modificare i file di supporto di un layer
raster.
r.support
Il programma
GRASS r.support permette di creare e/o modificare i file di supporto
di un layer raster. Questo programma può essere lanciato
soltanto sui layer che sono immagazzi-nati nella mapset corrente.
Non esiste una versione non interattiva di questo programma; lo
si può lanciare scrivendo r.support alla linea di comando
e rispondendo, successivamente, alle domande che esso porrà.
Vari programmi GRASS dipendono da uno o più file creati
da r.support che sono conte-nuti nell'elenco che segue:
cellhd
Il file cell header contiene le informazioni sulle proiezioni
di mappa, la zona, i confini di regione, le righe e le colonne
in totale, la risoluzione di cella, il formato di immagazzina-mento
e compressione. Esso descrive dove e come i dati di mappa raster
(celle) ricadono e con quale riferimento agli altri dati del layer.
Senza questo file, il layer raster non potrebbe essere mostrato
al display o analizzato in maniera corretta. Utilizzando r.support
è possi-bile cambiare il # delle colonne, il # di byte
per cella e le impostazioni di default della re-gione geografica.
Generalmente queste infromazioni non devono essere cambiate. I
file header di cella sono immagazzinati sotto la directory cellhd
contenuta nella mapset corren-te.
stats
Le statistiche di un layer raster sono salvate sotto forma di
un istogramma ed un intervallo dei valori di categoria che esistono
nel layer di mappa. I file di statistica sono immagazzi-nati nelle
sottodirectory della directory cell_misc nella mapset corrente.
cats
Un file di categoria associa ogni valori di categoria nel layer
raster con la descrizione della categoria (etichetta - label)
L'utente può aggiungere o editare le descrizioni di categoria,
alterare il numero delle categorie e aggiungere o alterare i titolo
di mappa. I file di categoria associati ad un layer raster sono
immagazzinati sotto la directory cats nella mapset corrente.
colr
Un file di colore ha il compito di associare ad ogni valore di
categoria un colore in un layer raster. Utilizzando r.support
si può assegnare uno degli otto tipi di tavola dei colori
ad un layer raster. I file di tavola dei colori di mappa sono
immagazzinati sotto le directory colr e colr2 sotto la mapset
corrente.
hist
Le informazioni "storiche" su di un layer raster sono
immagazzinate in un file "storico" (hi-story file).
E' possibile aggiungere o editare il titolo di mappa, il tipo
di dati, la sorgente dei dati, la descrizione dei dati ed includere
commenti. (Si noti che la specificazione del tipo di dati di mappa
è qualcosa di arcaico e dovrebbe sempre essere impostata
a raster). I file di "storici" di mappa sono immagazzinati
sotto la directory hist nella mapset corrente.
NOTE
Il programma r.support tenta di verificare se le informazioni
contenute in una cella siano ragionevoli. Il formato dei dati
specificato nell'header viene verificato in confronto con il layer
stesso. Questa operazione include anche la prova di quei file
che l'header indica come compressi se lo siano realmente e che
il numero di righe e colonne specificate corrisponda-no alla grandezza
effettiva del file.
Il programma r.support può essere utilizzato anche per
determinare il numero di colonne e righe di dati in un layer raster,
nell'eventualità che non sia disponibile un header di cella.
Questo è utile, per esempio, per importare una layer raster
creato in un software che non sia GRASS.
Se il file non è compresso, la sua grandezza dovrebbe essere
il prodotto del numero delle righe per quello delle colonne. Se
il file è compresso, questo test non può essere
lanciato poichè la grandezza del file non avrebbe alcuna
relazione con il prodotto ora detto. Il nume-ro di righe può
essere ancora verificato ma non quello delle colonne.
Per computare o correggere le impostazioni, l'header di cella
dev'essere corretto, dal mo-mento che il layer raster viene letto
per determinare le impostazioni.
Se è richiesto un nuovo file cats o colr (o colr2), le
impostazioni devono essere corrette.
E' permesso cambiare il numero di categorie specificate nel file
di categoria. Questo do-vrebbe esser fatto soltanto se si sa che
il valore massimo di categoria è diverso da quello che
è registrato nel file di categoria. Il cambiamento del
valore di categoria nel file cats permette di aggiungere altre
etichette di categoria o di rimuoverne. Questo NON cambia i valori
di categoria nel layer raster.
Il file di colore è unico tra i file di supporto di GRASS.
Esso è necessario per proteggere i dati originali da qualsiasi
modificazione che potrebbe essere apportata da altri utenti che
la-vorano sotto altre mapset; questi utenti, però, dovrebbero
essere capaci di creare tavole dei colori per le mappe che sono
immagazzinate in mapset diverse dalle loro usuali di lavoro.
I file di
tavola dei colori vengono immagazzinati in due directory, entrambe
situate nella mapset corrente. I file di colore creati per le
mappe immagazzinate nella mapset corrente sono immagazzinati nella
directory $LOCATION/colr e non possono esser modificati o ri-mossi
da altri utenti. I file di tavola dei colori che l'utente modifica/crea
per i layer raster immagazzinati nella mapset corrente vanno immagazzinati
in un file di colore secondario nella mapset corrente. Questa
tavola dei colori secondaria è immagazzinata sotto $LOCA-TION/colr2/<mapset>
dove <mapset> è il nome della mapset sotto cui i
dati di mappa ras-ter sono immagazzinati. Nelle versioni di GRASS
precedenti alla 3.0, questo era anche il caso per le tavole dei
colori della mapset propria dell'utente. Ora, comunque, se un
utente modifica una tavola dei colori associata con un layer raster
nella sua mapset corrente, questi cambiamenti verranno fatti al
file di colore originale (e, cioè, i cambiamenti di colore
dell'utente sovrascriveranno qualsiasi tavola dei colori precedente
esistente per questa mappa sotto la directory $LOCATION/colr).
Nessun file di colore secondario viene creato per le mappe immagazzinate
nella mapset propria dell'utente.
ATTENZIONE
Allo scopo di modificare l'header di cella, i layer presi in considerazione
non devono esse-re file riclassificati. Questo perchè l'header
di un file riclassificato non contiene informa-zioni di posizione
ma soltanto un riferimento ad un altro layer raster. Così
esso condivide l'header di cella con il layer raster di riferimento.
Allo scopo di cancellate l'header di cella, r.support deve essere
lanciato sul file vero di riferimento.
torna indietro
r.surf.contour
Questo programma
è un generatore di superfici.
r.surf.contour
[-f] input=name output=name (1)
r.surf.contour
crea un layer raster di elevazione da una mappa di contorno rasterizzata.
I valori di elevazione sono determinati utilizzando procedure
simili ai metodi manuali. Per determinare manuamente l'elevazione
di un punto su di una mappa di contorno, si potrebbe effettuare
un'interpolazione tra quelli delle due linee di contorno più
vicine (a monte e a valle).
r.surf.contour lavora in una maniera simile. Inizialmente viene
costruita una mappa vettoriale delle linee di contorno con l'elevazione
di ogni linea pari alla sua etichetta (si ve-da v.digit). Quando
il programma v.to.rast viene lanciato sulla mappa vettoriale,
"linee" continue raster che contengono i valori delle
linee di contorno forniranno l'input per r.surf.contour. Per ogni
cella nella mappa di input, o si tratta di una cella di linea
di contorno (alla quale è dato quel valore) oppure viene
generato un flusso di riempimento da quel punto fino a quando
il riempimento giunge a due valori unici. Al flusso di riempi-mento
non è permesso di attraversare le linee di contorno rasterizzate,
in modo da esser certi che i valori di contorno a monte e a valle
siano i due che verranno scelti. r.surf.contour effettua l'interpolazione
tra questi due valori valutandone la distanza.
Il programma sarà lanciato in modalità non interattiva
se saranno specificati i parametri ne-cessari e le impostazioni
desiderate dei flag alla linea di comando con la forma (1).
In alternativa si potrà semplicemente scrivere r.surf.contour
alla linea di comando senza alcun parametro. In questo caso i
parametri necessari al funzionamento del programma ver-ranno richiesti
attraverso l'interfaccia standard di GRASS.
Flag:
-f
consente di rendere più veloci le operazioni di programma
ma sfrutta la memoria in manie-ra intensiva.
Parametri:
input=name
nome di un layer raster esistente che contiene un set iniziale
di valori di categoria (e, cioè, alcune celle contengono
valori conosciuti di categoria (che denotano i contorni) mentre
le restanti contengono zero(0)).
output=name
nome che deve essere assegnato al nuovo layer raster di output
che rappresenta una superfi-cie smussata (di elevazione) generata
da valori conosciuti di categoria nel layer raster di in-put.
NOTE
r.surf.contour lavora bene nelle seguenti circostanze:
1) le linee di contorno si estendono fino ai bordi della regione
corrente
2) il programma viene lanciato con la stessa risoluzione della
mappa di input
3) non vi sono linee di contorno disgiunte
4) non esiste nessun dato spot di elevazione TRA le linee di contorno.
I punti di elevazione (spot) alla sommità delle colline
ed a valle delle depresisoni, d'altro canto, migliorano no-tevolmente
l'output.
Violare questi suggerimenti causerà delle anomalie poco
chiare che appariranno nella mappa di output. Si lanci r.slope.aspect
sui risultati di r.surf.contour per localizza-re potenziali anomalie.
Il lancio di r.surf.contours è molto sensibile alla risoluzione
della mappa vettoriale rasterizzata. Se più linee di contorno
attraversano lo stesso punto, possono capitare nume-rose anomalie.
La velocità di r.surf.contour dipende dalla distanza che
intercorre tra le linee di contorno. Dal momento che viene usato
un algoritmo di riempimento, il tempo di svolgimento del programma
crescerà in maniera esponenziale con la distanza tra le
linee di contorno.
torna indietro
r.surf.idw
Questo modulo
è un'utility di interpolazione per layer raster.
r.surf.idw
[-e] input=name output=name [npoints=value]
Questo programma
riempie una griglia di celle con valori interpolati generati da
un set di dati puntiformi in un layer di input. Esso fa ricorso
ad una tecnica di approssimazione nu-merica basata sulla distanza
quadrata che valuta i valori dei dati puntiformi più vicini.
Il numero di dati puntiformi più vicini che vengono impiegati
per interpolare il valore di una cella può essere specificato
dall'utente (default: 12 dati puntiformi più vicini).
Se vi è una maschera al lavoro essa viene applicata al
file raster di output. Solo a quelle celle che ricadono all'interno
della maschera saranno assegnati valori interpolati. La proce-dura
di ricerca per la selezione dei punti di vicinato più prossimi
considera tutti i dati in in-put, senza riferimento alla maschera.
Flag:
-e
opzione di analisi degli errori che effettua l'interpolazione
solo dei valori di quelle celle del layer di input che sono diversi
da zero e manda in output la differenza (si vedano le NOTE più
avanti).
Parametri:
input=name
nome di un layer raster di input che contiene un set incompleto
di valori di dati. (e, cioè, al-cune celle di una griglia
contengono valori conosciuti mentre le restanti contengono zero
(0)).
output=name
nome che deve essere assegnato al nuovo layer di output che rappresenta
la superficie gene-rata dai dati conosciuti nel layer di input.
npoints=value
numero dei dati punti più vicini che saranno utilizzati
per determinare il valore di interpola-zione per la cella di output.
default: 12
NOTE
r.surf.idw è una utility di generazione di superficie che
itilizza la distanza inversa al qua-drato per assegnare valori
interpolati (così come è descritto da E.H.Isaaks
e R.M. Srivasta-va, Oxford University Press, 1989). L'implementazione
include una struttura dei dati per-sonalizzata in qualche modo
affine ad una matrice non densa la quale aumenta l'efficienza
con cui i dati puntinformi più vicini vengono selezionati.
Per proiezioni in lat/long, le di-stanze vengono calcolate da
punto a punto lungo una geodesica.
A differenza di r.surf.idw2 che processa tutti i dati punto in
input in ogni ciclo di inter-polazione, r.surf.idw tenta di minimizzare
il numero di dati di input pari a quelli le cui distanze devono
essere calcolate. La velocità di esecuzione, di conseguenza,
è una funzione dello sforzo di ricerca e non aumenta in
maniera apprezzabile con il numero di dati in input.
r.surf.idw generalmente sarà più efficiente di r.surf.idw2
eccetto nel caso in cui il layer di dati in input contenga pochi
dati diversi da zero, e, cioè, quando il costo della ricerca
ecce-de rispetto a quello dei calcoli della distanza addizionale
svolti da r.surf.idw2. Le presta-zioni relative di queste utility
dipenderanno dalle velocità delle operazioni booleane,
su in-teri e su dati in virgola mobile su particolari piattaforme.
Casi di cattive prestazioni di r.surf.idw capitano quando la cella
da interpolare è localiz-zata fuori dalla regione in cui
i dati di input sono distribuiti. Questo di conseguenza impone
l'uso di una maschera quando i confini della regione geografica
includono larghe aree al di fuori dell'estensione dei dati di
input.
L'angolo di smusso prodotto dall'interpolazione aumenterà
in relazione al numero di dati puntiformi considerati. L'utility
può essere usata con dati a distanza regolare o irregolare.
Comunque, il risultato può includere inaccettabili alterazioni
nell'aspetto della superficie.
Il flag -e fornisce la possibilità di analizzare gli errori
di superficie. Essa produce una mappa raster della differenza
torna indietro
r.surf.idw2
Programma
generatore di superfici
r.surf.idw2
input=name output=name [npoints=count] (1)
Questo programma
riempied una matrice raster con valori interpolati generati da
un set di dati punti irregolarmente spaziati utilizzando tecniche
di approssimazione numeriche (me-dia ponderale). Il valore di
una cella ottenuto per interpolazioneviene determinato dai valori
dei dati punto circostanti e dalla distanza della cella da questi
punti di input. Se paragonato ad altri metodi, l'approssimazione
numerica permette la rappresentazione di superfici molto più
complesse (particolarmente quelle con caratteristiche anomale),
restringe l'influenza spaziale di ogni errore e genera la superficie
interpolata dai dati punto. Si tratta del metodo più appropriato
da applicare alla maggior parte dei dati spaziali.
Il programma sarà lanciato in modalità non interattiva
se verranno specificati alla linea di comando tutti i parametri
necessari al suo funzionamento e i flag opzionali utilizzando
la forma (1).
In alternativa si può semplicemente scrivere r.surf.idw2
alla linea di comando senza alcun argomento di programma. In questo
caso verranno richiesti tutti gli input necessari attraver-so
l'interfaccia standar di GRASS.
Parametri:
input=name
nome di un layer di input che contiene un set di dati spaziali
irregolarmente distribuiti; e, cioè, alcune celle contengono
valori conosciuti nel layer di input.
output=name
nome che deve essere assegnato al nuovo layer raster di output
che contiene una superficie smussata generata dai valori conosciuti
immesri nel layer di input
npoints=count
Il numero di punti da utilizzare nell'interpolazione. Il valore
di default è 12 punti più vicini quando viene interpolato
il valore di una cella particolare.
Default: 12
NOTE
La quantità di memoria utilizzata da questo programma è
relativa al numero di dati diversi da zero che appartengono al
layer di input. Se questo layer è molto denso (e, cioè,
contiene molti dati punto diversi da zero) il programma non sarà
capace di utilizzare tutta la memo-ria necessaria. Il tempo di
esecuzione richiesto aumenta con l'aumentare dei dati punto di
input.
Se vi è una maschera impostata. Allora l'interpolazione
viene eseguita solo per le celle che ricadono al suo interno.
Comunque, tutti i dati punto diversi da zero nel layer di input
ven-gono utilizzati anche se ricadono al di fuori della maschera.
Questo programma non lavora con database con coordinate lat/long.
In questo caso biso-gna ricorrere al programma r.surf.idw.
L'utente dovrebbe riferirsi alle voci di manuale per r.surf.idw
e r.surf.contour per paragona-re questi programmi di generazione
di superfici tra loro.
torna indietro
r.thin
Questo programma
"assottiglia" le celle diverse da zero che posseggono
caratteristiche li-neari in un layer raster.
r.thin
input=name output=name (1)
r.thin esegue
una scansione del layer di input ed assottiglia le celle con valore
diverso da zero che mostrano caratteristiche lineari in vere e
proprie caratteristiche lineari che posseg-gono lo spessore di
una sola cella.
r.thin lavora soltanto con celle dal valore diverso da zero che
appartengono al layer di input all'interno delle impostazioni
della regione geografica corrente. Lo spessore di una cella nel
layer raster di output sarà uguale alla risoluzione della
regione geografica corrente. Tutte le carattteristiche assottigliate
avranno lo spessore di una singola cella.
r.thin crerà un nuovo file raster di output che contiene
le caratteristiche assottigliate. R.thin assume che queste siano
caratterizzate da un valore positivo rispetto ad uno sfondo di
valori 0.
Parametri:
input=name
nome di un layer raster che contiene i dati che devono essere
assottigliati
output=name
nome di un nuovo layer raster che contiene i valori assottigliati
del layer di input
Il programma
può essere lanciato in modalità interattiva o non.
Sarà lanciato in maniera non interattiva se verranno specificati,
alla linea di comando, tutti i valori necessari secondo la forma
(1).
In alternativa l'utente può semplicemente scrivere r.thin
alla linea di comando, senza alcun argomento. In questo caso verranno
richiesti tutti i parametri necessari e le opzioni deside-rate
utilizzando l'interfaccia standard di GRASS.
torna indietro
r.transect
Questo programma
emette in output i valori di un layer raster che giacciono lungo
una linea di sezione definita dall'utente.
r.transect
map=name [result=tyoe] [width=value] line=east,north,azimuth,distance
Questo programm
emette in output. in formato ASCII, i valori contenuti in un layer
raster che giacciono lungo una o più linee di sezione definite
dall'utente. Esse sono descritte dalle loro coordinate di partenza,
dall'azimuth e dalla distanza. Le linee di sezione possono avere
uno spessore di una sola cella o più. L'output, per ognuna
di esse, può essere il valore per ogni cella o un singolo
valore aggregato (e, cioè, la media o il mediano).
OPZIONI
Parametri:
map=name
nome dei un layer raster esistente che deve essere esaminato
result=type
tipo di risultato per l'output
opzioni: semplice, mediano, media
default: semplice (raw)
Se il risultato è in numeri semplici, ogni valore di categoria
assegnato alle celle che ricado-no lungo la linea di sezione costituiscono
l'output. Il mediano e la media daranno come output in singolo
valore per secante: la media fornirà in output il valore
medio di categoria di tutte le celle lungo la secante; il mediano
fornirà in output il valore della cella corrispon-dente
alla mediana.
line=east,north,azimuth,distance.
La definizione di ogni linea secante, specificata dalle co-ordinate
del suo punto d'inizio (est e nord), l'angolo e la direzione del
suo viaggil (azimuth) e la sua distanza.
L'azimuth è un angolo, misurato in gradi, orientato da
est a nord. La distanza è in unità di mappa (metri
per un database in metri, come UTM).
wifth=value
spessore del profilo, in celle (numero di)
Linee secanti più spesse possono essere specificate impostando
lo spessore a 3, 5, 7 ecc. In questo modo le secanti saranno formate
come rettangoli dello spessore di 3, 5, 7 celle.
FORMATO DELL'OUTPUT
L'output di questo comando viene stampato nell'output standard
in forma ASCII. Il for-mato può variare in dipendenza del
tipo di risultato richiesto. Il primo numero stampato è
quello delle celle associate alla secante. Per un output semplice,
questo numero è seguito dai valori di ogni singola cella.
Pe rla media o il mediano, il numero è seguito da un solo
valore che corriponde alla media o al mediano.
I seguenti esempi utilizzano il layer elevation.dem nel database
di esempio Spearfish. (Per riprodurre questi esempi, per primo
si imposti la regione geografica come viene mostrato:
g.region rast=elevation.dem
Sezione con
un singola cella:
r.transect
map=elevation.dem line=593655,4917280,45,100
4 1540 1551
1557 1550
sezione con
spessore a 3 celle:
r.transect
map=elevation.dem line=593655,4917280,45,100 width=3
22 1556 1538
1525 1570 1555 1540 1528 1578 1565 1551 1536 1523 1569 1557 1546
1533 1559 1550 1542 1552 1543 1548
(l'output
appare come se fossero molte linee, ma in realtà si tratta
di una sola)
3-celle di
spessore con media:
r.transect
map=elevation.dem line=593655,4917280,45,100 width=3 result=average
22 1548.363636
3-celle di
spessore con mediano:
r.transect
map=elevation.dem line=593655,4917280,45,100 width=3 result=median
22 1549.000000
NOTE
Questo programma è interfacciato direttamente con il programma
r.profile. Esso converte semplicmente l'azimuth e la distanza
nelle coordinate finali e quindi lancia r.profile.
torna indietro
r.volume
Questo programma
calcola il volume di masse di dati e (opzionalmente) produce un
file si-te_lists di GRASS che contiene i centroidi calcolati per
queste masse.
r.volume
[-fq] data=name [clump=name] [site_lists=name]
Questo programma
calcola il volume di dati contenutew in masse definite dall'utente.
r.volume fornisce in output:
1) IL valore
di categoria assegnato ad ogni massa formato nel layer clump.
Questo valore viene immagazzinato nella colonna "Cat NUmber"
nella tavola di output.
2) Il valore medio di categoria delle celle rintracciate in una
mappa di dati che ricadono all'interno dei confini di ogni massa
in una mappa clump. La tavola immagazzina questo valore nella
colonna "Average in Clump" (campo 2).
3) Il totale dei valori di categoria assegnati alle celle che
ricadono all'interno delle masse. Questo valore viene mostrato
in output nella colonna "Data Total"(campo 3).
4) Il numero di celle che ricadono all'interno dei confini di
ogni massa formata dal layer clump. Questo numero di celle viene
immagazzinato sotto la colonna "#Cells ib Clumo" (campo
4) nella tavola di output.
(5,6) Il centroide (coordinate est, nord) per ogni massa. Questi
valori sono mostrati in out-put sotto le colonne (campi 5 e 6)
"Centroid Easting" e "Centroid Northing".
7) IL "volume" totale di ogni massa. Per ognuna di esse,
il volume viene calcolato moltipli-cando l'area di ogni cella
per il suo valore di categoria e effettuando la somma dei valori
di questo tipo per tutte le celle all'interno di una massa. Dal
momento che, in GRASS, ogni cella nel layer di dati possiede le
stesse dimensioni (e, cioè, la stessa area) questo equivale
a moltiplicare l'area di una cella per il valore della colonna
"Data Total" (campo 3). (L'area di ogni cella è
uguale al prodotto della sua risoluzione est-ovest per quella
nord-sud. Si ve-da g.region).
I risultati sono inviati all'output standard sotto forma di un
a tavola. Se si usa il flag -f, que-sta tavola verrà mostrata
in output in una forma che si adatta per fornire l'input ad alcuni
programmi UNUX come awk e sed; le colonne della tavola sono immagazzinate
da sepa-ratori di campo. L'utente può anche (opzionalmente)
scegliere di immagazzinari i centroidi delle masse in un file
dite_lists di GRASS. Un esempio di report di output viene mostrato
qui di seguito.
r.volume lavora con le impostazioni della regione geografica corrente
e la maschera cor-rente.
Si può lanciare r.volume in modalità non interattiva
spercificando tutti i valori dei parametri alla linea di comando.
Se questi vengono omessi il programma richiederà la loro
immissio-ne utilizzando l'interfaccia standard di GRASS.
OPZIONI
Flag:
-f
genera un output senza formattazione. L'output è in un
formato che bene si adatta a fornire l'input a programmi di UNIX
come awk; ogni colonna nell'output è separata da una :
(co-lon). I risultati sono inviati all'output standard.
-q
il programma gira in maniera "silenziosa" senza emettere
messaggi informativi sul suo svolgimento.
Paramtetri:
data
nome di un layer esistente che contiene i valori di categoria
da essere sommati. La risolu-zione di cella (area) della mappa
sarà anche utilizzata.
clump
nome di un layer raster esistente che definisce i confini di ogni
massa. Preferibilmente que-sta mappa dovrebbe essere l'output
di r.clump. Se è stata impostata una maschera, il pro-grammala
utilizza come layer clump se nessuna ltro layer è stato
specificato.
site_list
il nome che deve essere assegnato ad un nuovo file site_lists
di GRASS nel quale saranno memorizzati i centroidi.
ESEMPIO DI
REPORT
Il seguente report potrebbe essere generato con il comando:
r.volume d=elevation
c=fields.only s=field.centers
((inserire schermata p.125))
Per facilità
di esempio si è assunto che ogni massa nella mappa fields.only
è un campo, che i valori di categoria delle celle nel layer
di elevazione rappresentino i valori attuali di eleva-zione in
metri e che il database sia dotato di un sistema UTM (in metri).
Ciò signigica che il campo #1 (clump#1) contiene 64 celle;
la media delle elevazioni nel campo #1 sia di 1181.09 metri. La
somma di tutti i valori di elevazione assegnati alle celle all'iterno
del campo #1 sia di 75590 metri. Il volume (x*y*z) dello spazio
nel campo #1 sia uguale a 755900000 metri cubi.
La colonna "Data total" è la somma dei valori
di categoria di cella che appaiono nel layer di elevazione, all'interno
di ogni campo del layer field.only. Il volume totale è
la somma mo-litplicata per la risoluzione est-ovest e per quella
nord-sud.
CENTROIDI
Le coordinate dei centroidi delle masse sono le stesse di quelle
immagazzinate nel file si-te_lists di GRASS (se uno è richiesto).
C'è la garanzia che essi ricadano all'interno di una cella
della categoria appropriata; così, essi non sono sempre
i veri centroidi matematici. Comunque, essi ricadono sempre al
centro della cella.
FORMATO DI
SITE LIST
Per ogni linea della tavola che precede il file site_lists di
GRASS legge:
easting\northing\#cat
v=volume a=average t=sum n=count
Questi possono
essere convertiti direttamente in un layer raster nel quale ogni
punto è asse-gnato ad una categoria separata.
APPLICAZIONI
Se si preprocessa con r.mapcalc un layer di elevazione e si usa
una maschera che si adatti o mappe di masse (clump map), possono
esser fatte applicazioni molto interessanti con r.volume. Per
esempio, si può calcolare: il volume delle rocce in una
cava potenziale; ta-gliare e riempire volume per la costruzione
di strade; e il volumen d'acqua in riserve poten-ziali. Possono
essere usati anche layer che contengono altre misure di valori
reali.
NOTE
L'output è inviato allo schermo terminale. L'utente può
catturare l'output in un file utiliz-zando il meccanismo di ridirezionamento
di UNIX, come nell'esempio che segue:
r.volume d=data_map
c=clump_map s=site_list > table.out
L'output può
anche essere inviato direttramente alla stampante come è
mostrato sotto:
r.volume d=data_map
c=clump_map s=site_list\lpr
Bisognerebbe
essere sicuri di quali siano le unità di misura e lew risoluzioni
di cella est-ovest e nord-sud e in quali unità di misura
siano stati impostati i valori di categoria (dal momento che questi
tre valori saranno moltiplicati tra loro per produrre il volume).
Questo programma rispetta la maschera corrente e usa questa maschera
come layer clump se nessun altro è stato esplicitamente
selezionato dall'utente.
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r.water.outlet
Programma
di creazione dei bacini di Watershed
r.water.outlet
drainage=name basin=name easting=value northing=value
r.water.outlet
genera i bacini per un watershed da una mappa direzionale di drenaggio
(ot-tentuta da r.watershed o r.water.aspect) e un set di coordinate
che rappresentano il punto di deflusso di un watershed.
OPZIONI
drainage
mappa di input: direzione di dreanggio. Indica l' "aspetto"
per ogni cella. Moltiplicando i valori positivi per 45 fornisce
la direzione in gradi che la superficie di uscita attraverserà
per ogni cella. Il valore -1 indica che la cella è un'area
depressa. Altri valori negativi indi-cano che la superficie di
deflusso sta lasciando i conbfini della regione geografica corrente.
Il valore assoluto di queste celle negative indica la direzione
del flusso. Questa mappa è ge-nerata sia da r.watershed
che da r.water.aspect.
basin
mappa di output: il valore uno (1) indica un bacino. Il valore
zero che la cella non fa parte di un bacino.
easting
valore di input: coordinata est del punto di uscita
northing
valore di input: coordinata nord del punto di uscita
NOTE
Nel contesto di questo programma un bacino di watershed è
la regione di sopraflusso di un punto di uscita. Così,
se l'utente sceglie un punto di uscita su una pendenza di una
collina, la mappa risultante sarà una sottile terra argentea
che rappresenta la pendenza di terreno della parte superiore di
collina che sta al di sopra del punto scelto.
E' gneralmente un buona idea rintracciare il canale d'acqua per
il bacino desiderato. Se l'utente lancia r.water.accum, r.water.swale
con una piccola soglia e d.where sulla mappa risultante, l'utente
può puntare l'esatta localizzazione del punto di uscita
con facilità.
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r.watershed
Programma di analisi dei bacini nella distribuzione delle acque.
((rimandare
al tutorial di Parks))
torna indietro
r.weight
Programma
di overlay per layer raster
r.weight
r.weight è
un programma di overlay di mappa guidato da linguaggio. Esso fornisce
una strada per eseguire analisi geografiche utilizzando numerose
mappe raster. e.weight richie-de all'utente di dare un peso (assegnare
un valore numerico) alle categorie di interesse della mappa raster.
L'assegnazione di valori pesati richiede che l'utente abbia porfonda
consape-volezza dell'analisi che deve essere eseguita. Quanto
è importante la pendenza del territorio in rapporto all'uso
corrente del suolo, o alla profondità del banco roccioso?
L'assegnazione di valore alle caratteristiche permette a r.weight
di mischiare e paragonare mele ed arance, allo stesso modo di
pendenze e uso del suolo e tipi di suolo e vegetazione. r.weight
è uno strumento di analisi guidato da uno specifico linguaggio.
Esso risponde a compamdi a pa-role scritti al terminale. L'help
è sempre disponibile attraverso il comando: help. I coman-di
disponiobili in r.weight sono elencati sotto.
Si noti che i naomi dei layer raster appaiono tra parentesi. L'uso
delle parentesi è ora op-zionale in r.weght.
list maps
elenca le mappe raster disponibili
list categorie
(name)
elenca le categorie di una mappa raster (name)
list save
elenca le analisi salvate
list analysis
mostra al display le analisi correntemente richieste
print analysis
invia le analisi correntemente richieste alla stampante
choose (name)
sceglie una mappa raster (name) per l'analisi
assign (name)
modalità interattiva per assegnare i pesi per una mappa
raster(name)
assign (name)
(cat) (val)
assegna un peso (val) alla categoria (cat) per un layer raster
(name)
assign (name)
(cat) (cat) (val)
assegna un
peso (val) a categorie (cat) (cat) per una mappa raster (name)
save
salva l'analisi corrente
recover
ripara vecchie analisi
add
richiede quali pesi devono essere aggiunti (questo è il
default)
mult
richiede quali pesi devono essere moltiplicati
execute
lancia l'analisi
erase
cancella lo schermo
color grey
imposta i colori del monito grafico alla scla di grigi (questo
è il defualt)
color wave
imposta i colori del monitor a color wave
color ramp
imposta i colori del monitor a color ramp
quit
lascia r.weight
Una spiegazione
più dettagliata dei comandi ora esaminati può essere
ottenuta scrivendo:
help(command)
APPROCCIO
SUGGERITO
Allo scopo di geerare con r.weight mappe raster utili per l'analisi,
l'utente deve porre do-mande ragionevoli e difensibili. Poichè,
molto più potente di r.combine, r.weight è anche
molto più pericoloso. L'utente fornisce il peso necessario
e ragionevole che deve essere registrato come peso. Soltanto pesi
ragionevolmente ponderati daranno risultati difendibili ed attendibili.
Noi suggeriamo il seguente approccio per un'analisi ponderale
di overlay:
passo1: prima
di lanciare i pesi
a) definire le domande da porre. per es. "LOcalizzare i siti
adattabili per costruire alloggi".
b) determinare quali informazioni di mappa sono utili per formulare
la domanda; per es., geology, suoli, land_use (uso del suolo),
flood_potenzial (potenziali inondazioni).
c) assegnare pesi nelle mappe raster scelte in base ad un giudizio
professionale, inferenze statistiche e sclete ingegneristiche.
passo 2: scelta
delle mappe di celle
Utilizzare il comanbdo di r.weight, choos per identificarefino
a sei mappe di interesse
passo 3: assegnare
i pesi
Utilizzando il comando di r.weight assign, assegnare pesi specifici
alle categorie di mappa
passo 4: salvare
l'analisi
utilizzare il comando save per salvare una copia dell'analisi
per un possibile uso successivo
passo 5: lanciare
l'analisi
utilizzare il comando execute per l'anciare l'analisi
passo 6: valutare
i risultati
Per modificare le richieste di un'analisi esistente, utilizzare
il comando recover per rintrac-ciare l'analisi e quindi passare
al passo 3.
torna indietro
r.weight2
Programma
di analisi di overlay pesato per layer raster.
r.weight2
[output=option] [action=option] [color=option]
r.weight2
è la versione non interattiva di r.weight. Entrambe i programmi
permettono all'utente di assegnare valori numerici (e, cioè,
"pesi") a singole categorie all'interno di un layer
raster. Questi pesi sono quindi distribuiti localmente attraverso
un layer raster basato sulla distribuzione delle categorie alle
quali sono associati. L'utente può soppesare le cate-gorie
di più layer raster in un database. Questi layer pesati
possono quindi essere sovrappo-sti. r.weight2 cpmbinerà
i peni nella sovrapposizione delle mappe attraverso la localizza-zione
delle celle.
Un layer rster di output risultante conterrà i pesi dei
layer combinati attraverso un paesag-gio Questi valori rappresentano
una gerarchia adattabile ad alcuni scopi definiti dall'utente.
Per ottenere descrizioni maggiormente dettagliate si veda la voce
di manuale per r.weight.
Il layer raster di output deve essere specificato (non esiste
default). Le azioni possono esse-re o di addizione (add) o di
moltiplicazione (mult) (default:add). La tavola dei colori per
il nuovo layer raster può essere grey|wave|ramp. (default:grey).
Una volta che una linea di comando di r.weight2 è immessa,
l'utente avrà la necessità di immettere un nome
di layer raster ed assegnare valori numerici alle sue categorie.
I valori possono essere assegnati alle categorie di un massimo
di sei layer raster in una singola ana-lisi di r.weight2. E' disponibile
l'help scrivendo r.weight2 help.
NOTE
L'utente deve conoscere r.weight prima di lanciare r.weight2.
r.weight2 non fornisce all'utente una lista dei layer raster diponibili
e delle relative categorie. Ci si può assicurare dell'esistenza
dei un determinato nome utilizzando il comando GRASS g.list. Per
ottenre una lista delle categorie di un determinato layer raster
si lanci r.report.
L'utente può creare un file di input che contiene i dati
necessari perchp r.weight possa es-sere lanciato. Questo file
deve elencare i layer raster e le norme di riclassificazione nel
formato mostrato nell'esempio precedente. Questo file deve essere
diretto in r.weght2 alla linea di comando scrivendo
r.weight2
output action color < input_file
ERRORI
Quando si immettono dati per le norme di riclassificazione, se
l'utente non include gli spazi tra le categorie, = e il valore
il programma assumerà che l'ingresso è un layer
raster.
torna indietro
r.what
Questo modulo
interroga un layer raster sui valori e le etichette di categoria.
r.what
[-f] input=name[,name,...] [<inputfile] (1)
r.what emette
in output i valori di categoria e (opzionalmente) le etichette
di categoria asso-ciate ad una localizzazione specificata dall'utente
sul un layer raster. Le localizzazioni sono specificate come coppie
di coordinate geografiche x,y (e, cioè, coppie di est e
nord); l'utente può anche (opzionalmente) associare un'etichetta
ad ogni localizzazione.
Il programma sarà lanciato in modalità interattiva
se l'utente specifica i parametri necessari al suo funzionamento
e(opzionalmente) lìimpostazione dei flag alla linea di
comando usan-do la forma (1), dove ogni nome di input è
quello di un layer raster le cui categorie sono oggetto di indagine
e il flag opzionale -f dice a r.what di emettere in output anche
le eti-chette. L'utente può anche redirezionare un file
ASCII creato preventivamente il quale contenga un elenco delle
coppie di coordinate geografiche e (opzionalemte) le etichette
in r.what utilizzando la forma:
r.what [-f]
input=name[,name,...] [< inputfile]
Se l'utente
non redireziona un file di input che contiene queste coordinate
nel programma, il programma chiederà la localizzazione
dei punti e le etichette.
In alternativa l'utente può semplicemente scrivere:
r.what
alla linea
di comando, senza alcun argomento di programma. In questo caso
saranno richei-sti tutti i parametri di input necessari attraverso
l'interfaccia standard di GRASS.
Flag:
-f
emette in output anche le etichette di categoris associate con
le celle alle localizzazioni spe-cificate
Parametri:
input=name[,name,...]
Il nome (o i nomi) di uno o più layer raster esistente
che devono essere esaminati.
NOTE:
Il massimo numero di layer raster chje possono essere interrogati
in una sola volta è quattro.
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