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Geographic Resource Analysis Support System (GRASS)

 

Manuale di GRASS - comandi raster

 

 

r.answers

r.mfilter

r.average

r.mode

r.binfer

r.neighbors

r.buffer

r.out.ascii

r.cats r.patch

r.clump

r.poly

r.coin

r.profile

r.colors

r.random

r.combine

r.reclass.scs

r.compress

r.report

r.contour r.resample
r.cost r.rescale.inf
r.covar

r.slope.aspect

r.cross

r.stats

r.describe

r.support

r.digit

r.surf.contour

r.drain

r.surf.idw

r.grow

r.surf.idw2

r.infer

r.thin
r.info r.transect

r.line

r.volume

r.los

r.water.outlet

r.mapcalc

r.watershed

r.mask.points

r.weight

r.mask

r.weight2

r.median

r.what

 

 


r.answers

Questo modulo fornisce un'interfaccia guidata da menu da GRASS a ANSWERS

r.answers

r.answers integra ANSWERS con GRASS. ANSWERS (Areal Non-point Source Wa-tershed Environmental Response Simulation) è un modello parametrico, orientato agli eventi, che è stato progettato per simulare lo sviluppo di un sistema di distribuzione delle acque (watershed) nel quale l'agricoltura rappresenti l'uso prioritario del territorio. La sua principale applicazione è la pianificazione della distribuzione delle acque e il controllo dei processi di erosione e deposito dei sedimenti mediante la simulazione di complessi mo-delli di smistamento delle acque e l'analisi della loro qualità quando dovesse verificarsi l'eventualità di un forte inquinamento da prodotti chimici.
r.answers fornisce un menu, il quale viene completato attraverso successivi passaggi, al fine di mettere a punto l'input necessario al lancio di una simulazione ANSWERS. Ogni simulazione è considerata da r.answers. come un "progetto". Gli input raccolti dai pas-saggi, che man mano sono completati, sono registrati sotto il nome di un progetto, così che li si possa copiare o richiamare per ulteriori completamenti o modificazioni.
Il primo menu che si incontra lanciando r.answers include le funzioni per creare un nuovo progetto, lavorare su uno già esistente, copiare un progetto esistente o rimuoverlo. Il menu principale (che è mostrato qui di seguito) elenca i passaggi che devono essere completati per preparare l'input di ANSWERS, per poi lanciarlo, e, in più, una miscellanea di altre funzioni.

ANSWERS on GRASS Project Manager Main Menu
Project Name: [sample]
Status Option Description
_________________________________________
0 Quit
1 Set mask, region, and resolution
2 Catalogue soils parameters
3 Catalogue land use and surface parameters
4 Identify elevation-based input parameters
5 Prepare rain gauge data
6 Identify outlet cell
7 Specify areas with subsurface drainage
8 Catalogue channel parameters
9 Define channel slopes
10 Specify BMP's in watershed
11 Prepare ANSWERS input and run simulation
12 Miscellaneous Command Menu

Option: 0____

I passaggi da 1 ad 11 registrano e mostrano sul display il loro stato alla sinistra del nume-ro del passaggio. Se un passaggio non è stato ancora affrontato ed eseguito, non viene ap-puntato nulla accanto ad esso (che è il caso del menu sopra riportato). Se un passaggio è stato completato con successo, esso sarà segnato dalla dicitura done. In alcuni casi, un cambiamento che viene effettuato in un passaggio potra comportare la necessità di lancia-re nuovamente un altro passaggio, nel qual caso esso sarà poi segnato con la dicitura rerun. Se un passaggio mostra una dicitura di done o rerun, nell'eventualità che sia rilanciato presenterà la condizione precedente come default.


Note operative sull'interfaccia
In r.answers vengono impiegati due tipi di interfaccia/input:

1) Input di testo che può essere ogni volta completato premendo il tasto RETURN. In molti casi, se non viene immesso alcun testo, la domanda o l'operazione viene cancellata. Spesse volte l'input di testo consisterà nel nome di una nuova mappa, di una esistente o di un pro-getto; in tutti questi casi, immettendo la parola list, si otterrà un elenco dei nomi che sono correntemente in uso.

2) Invio di testo o opzioni di menu che possono essere completati premendo il tasto ESC. Questo tipo di interfaccia viene usata per mostrare delle schermate di menu o perché si pos-sano immettere delle tavole di parametri. Tutti i menu hanno, per default, una risposta Exit (0), in modo tale che, premendo semplicemente il tasto <ESC>, si può lasciare il menu di programma. La seguente guida all'uso delle chiavi da tastiera (combinazioni di ta-sti) è utile per sapere quando utilizzare il parametro di ingresso che viene utilizzato in que-sto tipo di interfaccia:

[RETURN] muove il cursore al prossimo campo
[CTRL-K] muove il cursore al campo precedente
[CTRL-H] muove il cursore all'indietro nel campo senza cancellare nulla
[CTRL-L] muove il cursore avanti nel campo senza cancellare nulla
[CTRL-A] scrive una copia dello schermo in un file nominato "visual_ask"nella directo-ry home
[CTRL-C] dove sia indicato (generalmente sulla linea di fondo dello schermo) può esse-re usato per cancellare un'operazione.

Descrizione dei passaggi del Main Menu
La sezione che segue descrive ogni opzione del menu principale. Tutti i passaggi sono con spiegazioni e, cioè, in modalità "verbosely" in modo da fornire informazioni per la pratica molto immediate e dettagliate; in ogni caso, però, è necessario che l'utente acquisti fami-liarità con le operazioni di ANSWERS. (Si può ottenere una copia dell' ANSWERS User's Manual (1991) da David Beasley e Larry Huggins, disponibile presso Bernard Engel, Agri-coltural Engineering, Purdue University, W.Lafayette, Indiana, 47907).
I passaggi da 1 a 10 raccolgono input (sia mappe dalle mapset disponibili o altri input di testo/numerici) allo scopo di creare o estrarre le parti necessarie a formare l'input per AN-SWERS in quel passaggio. Dopo essere transitati per i successivi passaggi da 1 a 10, il passaggio 11 può essere lanciato per assemblare un file di input per ASWERS. ANSWERS può quindi essere lanciato utilizzando gli input. I risultati di output della simulazione sono raccolti e processati così come viene descritto nel passaggio 11.


Passaggio 1: impostazione della maschera, della regione e della risoluzione
Mappa di input: maschera per Watershed
Altri input: risoluzione di progetto, regione di progetto (opzionale)
Descrizione: tutti i valori raster nella mappa di input che funge da maschera maggiori di ze-ro saranno utilizzati per creare norme di riclassificazione per impostare la MASK di pro-getto per l'area interessata dal Watershed. Ogni volta che il progetto verrà richiamato, la MASK sarà impostata automaticamente. La risoluzione di progetto in input viene stabilita in metri e viene usata per determinare la grandezza degli elementi del Watershed che do-vranno essere usati nella simulazione. In questo passaggio si tenta di rintracciare la regione minima necessaria a contenere la maschera Watershed per la risoluzione assegnata. Verrà calcolata una regione per consentire il tracciamento di un confine costituito dallo spessore di almeno una cella intorno all'area Watershed. Questa regione viene, quindi, presentata in uno schermo di input (molto simile a quello di g.region) per permettere le funzioni di editing o di approvazione. Dopo la maschera di progetto, vengono definite la regione e la risoluzione, le informazioni sono registrate e vengono ricaricate in memoria automatica-mente ogni volta che il progetto sarà richiamato. Questo passaggio crea una nuova mappa raster nella mapset corrente intitolata [nome_del_progetto]. ELEMENT. Questa mappa ha la funzione di esercitare una sorta di richiamo alle metodologie proprie di ANSWERS per riferirsi alle celle raster. I valori della mappa raster indicheranno dei numeri con le descri-zioni di categoria che forniscono i numeri delle righe e delle colonne. Se uno degli input in questo passaggio viene successivamente impostato di nuovo, tutti gli altri passaggi che possono esser stati completati saranno marcati con uno stato di rerun, perché cambiare la maschera, la risoluzione o la regione richiederà che gli input siano nuovamente immessi.

Passaggio 2 Catalogo dei parametri di suolo
Mappa di input: suoli (soils)
altri input: parametri dei suoli, coefficienti di drenaggio, frazioni di acqua al suolo.
Descrizione: Questo passaggio richiede il nome di una mappa del suolo, quindi legge la mappa ed elenca tutte le categorie di suolo rintracciate nella maschera Watershed. Per ogni suolo ritrovato in Watershed, ANSWERS richiede i valori per i parametri che sono riportati di seguito. Il Project Manager facilita la preparazione dei parametri immettendoli in una ta-vola:

____________________________________________________________________
Soil parameters for ANSWERS (see ANSWERS Users Manual for more details)
____________________________________________________________________
1 total porosity (percent pore space volume of soil)
2 field capacity (percent saturation)
3 steady state infiltration rate (mm/hour)
4 difference detween steady state and maximum infiltration rate (mm/hour)
5 exponent in infiltration equation
6 infiltration control zone depth (mm)
7 antecedent soil moisture (percent saturation)
8 USLE 'K'
____________________________________________________________________

Dopo che i parametri del suolo sono stati immessi, una schermata richiede la frazione di acqua al suolo e il coefficiente di drenaggio che sarà applicato all'intera distribuzione delle acque. Il coefficiente di drenaggio indica il coefficiente di progetto (mm/giorno) relativo ai canali di drenaggio in quelle aree progettate perché posseggano quello specifico drenaggio. La frazione di acqua al suolo è la misura di movimenti laterali di acqua al suolo o di interfe-renze con il flusso di uscita totale.
Dopo che questo passaggio è stato completato, il programma fornirà un'opzione per salvare in un file i parametri che sono stati immessi o di inviarli, perché forniscano un utile riferi-mento, ad una stampante. Gli input relativi saranno poi estratti e immagazzinati. Questo passaggio può essere sempre rilanciato se si desidera modificare alcune informazioni, in maniera tale che le informazioni immesse in precedenza siano richiamate e possano essere modificate.

Passaggio 3 Catalogo dell'uso del suolo e parametri di superficie
mappa di input: copertura del territorio/uso
altro input: parametri di copertura del territorio
Descrizione: Per ogni categoria nella mappa dell'uso del suolo rintracciata nella distribu-zione delle acque, ANSWERS richiede i parametri elencati di seguito. Il Project Manager facilita la preparazione dei parametri immettendoli in un tavola.

_____________________________________________________________________
Land Cover Parameters for ANSWERS (see ANSWERS Users Manual for details)
_____________________________________________________________________
1 short (8 characters) description of land use and management (pro-gramm will attempt to use map category description, if any)
2 mm of potential rainfall interception by oland cover
3 percentage of surface covered bu specified land use
4 roughness coefficient of the surface (a shape factor)
5 m of roughness height of the surface profile
6 Manning's n (a measure of flow retardance of the surface)
7 relative erosiveness (function of time and USLE 'C' and 'p')
_____________________________________________________________________

Dopo che questo passaggio è stato completato, verrà fornita un'opzione per salvare i para-metri immettendoli in un file o inviandoli, per riferimento, alla stampante. ANSWERS ac-cetta gli input e questi saranno poi estratti e immagazzinati. Questo passaggio può essere rilanciato per cambiare qualcuna delle informazioni. Le informazioni prima immesse sa-ranno richiamate e possono essere modificate.

Passaggio 4 Identificazione dei piani di input di elevazione
Mappe di input: pendenza e aspetto (slope e aspect)
Descrizione: al prompt, questo passaggio chiede i nomi di mappe di pendenza ed aspetto già preparate in precedenza per il progetto Watershed. E' importante notare che il formato richiesto per queste mappe varia da quello creato dal programma r.slope.aspect. La mappa di elevazione dovrebbe avere le vere elevazioni in metri. La mappa di elevazione può essere filtrata per rimuovere i "buchi" e quanto altro che potrebbe rivelarsi, per AN-SWERS, come altri potenziali problemi con il programma r.fill.dir. Il programma r.direct può essere usato per preparare una mappa di pendenza per ANSWERS dal layer di elevazione creato da r.fill.dir. ANSWERS richiede valori di pendenza espressi in percentuale e poi moltiplicati per 10 (e, cioè, un valore di mappa di pendenza di 35 indica una pendenza effettiva del 3.5%). La mappa di aspetto costituisce un input critico per AN-SWERS, poiché essa definisce le strade di uscita dalla distribuzione delle acque e dovrebbe essere esaminata con attenzione poichè il programma r.direct è incapace di creare un output senza difetti. I programmi d.rast.arrow e d.rast.edit sono stati sviluppati per aiutare in quest'ispezione manuale e nel processo di editing. Quando si edita la mappa di direzione di flusso, si presti attenzione a che:
1) le celle del bordo del Watershed confluiscano tutte nel Watershed
2) le celle che saranno individuate come "canali" confluiscano l'una nell'altra (di conse-guenza è consigliabile che i canali siano identificati assieme a tutte le altre azioni di questo passaggio)
3) il flusso da due celle non fluisca direttamente dall'una all'altra e viceversa (-][-) altri-menti queste formeranno un "corto circuito". Nella mappa finale si dovrebbe esser ca-paci di partire da qualsiasi cella inclusa nel Watershed e seguire le direzioni di flusso cella per cella fino ad arrivare alla cella di uscita.

Passaggio 5 Preparare la misurazione della pioggia
Mappe di input: aree di misurazione della pioggia (per più misurazioni)
altri input: dati di misurazione della pioggia
Descrizione: Questo passaggio è progettato per organizzare i dati utilizzati per descrivere le precipitazioni metereologiche che dovranno essere immesse nel simulatore. ANSWERS permette l'uso di più di quattro misurazioni di pioggia, ciascuna delle quali richiederà una tavola dei dati di precipitazione (tempo in minuti e intensità della pioggia in mm/ora) Sono richiesti i dati di almeno una misurazione di pioggia. Se ne vengono impiegate di più, sarà necessario preparare una mappa dell'area Watershed per indicare quali celle sono rappre-sentate per una data misurazione.
Per facilitare la modellazione di un certo numero di eventi metereologici diversi questo passaggio chiede il nome di ogni singola precipitazione che si sta allestendo per la simula-zione. I dati di tavola immessi saranno immagazzinati nel database di ANSWERS sotto il nome dell'evento che è stato fornito.
Le misurazioni di pioggia per ANSWERS consistono di due colonne di numeri. La prima rappresenta il tempo (in minuti) e la seconda rappresenta l'intensità della pioggia (in mm/ora). I valori decimali vengono arrotondati a quelli interi più vicini. Per immettere i dati di misurazione della pioggia al Project Manager, si dovrà allestire un file con i dati di misurazione della pioggia. Se vengono utilizzate più misurazioni, è ancora utilizzato un file di input, e i dati per ogni misurazione vengono separati ma devono susseguirsi in ma-niera sequenziale così che i dati per la misurazione 1 rappresenti il primo gruppo, i dati per la 2 il secondo gruppo e così via.

Esempio di file di input di misurazione della pioggia:
_____________________________________________
una misurazione due misurazioni
_____________________________________________
00 00
103 111 dati per la mis.1
20 10 | 257
35 22 | -1 ----- delimitatore
559 00
674 154 dati per mis.2
1000 104
_____________________________________________

Questo passaggio chiederà di determinare se saranno usati più misurazioni di pioggia. Se è così, chiederà il nome della mappa che rappresenta le aree da essere assegnate alle misura-zioni fornite. Il numero di categorie e i loro valori dovranno corrispondere ai numeri delle misurazioni di pioggia. Successivamente il programma chiede il nome del file di misura-zione della pioggia. Il programma legge il file e mostra sul display che cosa ha trovato per l'approvazione da parte dell'utente. Una volta avuta questa approvazione, esso creerà i file appropriati di input per ANSWERS.

Passaggio 6: Identificazione della cella di deflusso
Mappe di input: nessuna
altri input: numero delle righe e delle colonne degli elementi di uscita del wa-tershed
Descrizione: ANSWERS ha bisogno di conoscere il numero delle righe e delle colonne all'uscita del Watershed. Per facilitare la ricerca di questa informazione è stata creata in precedenza la mappa raster [nome_del_progetto].ELEMENT. I valori di categoria di que-sta mappa sono celle numerate in maniera sequenziale del Watershed. Le descrizioni di categoria sono il numero di righe e di colonne delle celle. Utilizzando uno strumento come d.what.rast si può interrogare l'elemento di mappa mostrato sul display.

Passaggio 7 Specificare le aree con il drenaggio di superficie
Mappa di input: Aree con drenaggio di superficie (opzionale)
Descrizione: Questo passaggio offre un menu che permette l'individuazione di:
1) tutto il Watershed con la relativa superficie di drenaggio;
2) nessuna area con la superficie di drenaggio oppure
3) le aree con superficie di drenaggio specificata attraverso una mappa raster (tutti gli elementi con valore più grande di zero forniranno l'input ad ANSWERS come se avessero una superficie di drenaggio). Nota: il coefficiente di drenaggio con aree dotate di superficie è impostato con gli altri parametri di suolo nel passaggio 2. Se "tutti" o "nessuno" sono in possesso di una superficie di drenaggio, non è richiesta alcuna map-pa di input; altrimenti deve essere usata una mappa viene per specificare le particolari aree che posseggono una superficie di drenaggio.

Passaggio 8 Catalogo parametri di canali
Mappa da input: Canali
Altro input: spessore dei canali e coefficiente di rugosità per ogni categoria di ca-nale
Descrizione: Le celle del Watershed con un canale ben definito devono essere segnalate ad ANSWERS. ANSWERS assume che il canale abbia una sezione rettangolare e sia suffi-cientemente profondo per permettere lo scorrimento dell'acqua.
Per preparare i dati canale per l'uso con ANSWERS, è necessario quanto segue: un layer raster dei canali in Watershed, una descrizione dello spessore (in metri) e della rugosità (n) per ogni categoria di canale che sia rintracciabile nel layer.
Si suggerisce che la mappa di aspetto creata nel passaggio 4 sia creata in congiunzione con questa mappa, poiché ANSWERS abortirà dall'operazione se un elemento canale non flui-sce direttamente in un altro adiacente.

Passaggio 9 Definire le pendenze dei canali
Mappa di input: Pendenza dei canali (Channel slope)
Descrizione: un input opzionale per ANSWERS è la pendenza dei canali. Se questo input non viene fornito, ANSWERS assume che la pendenza per il canale sia la stessa del terreno nel quale esso è scavato.
Se lo si desidera, può essere utilizzata una mappa raster per definire la pendenza dei canali. Per procedere in questa maniera, dovrebbe essere preparata una mappa raster con i valori di categoria di pendenza espresse in termini percentuali moltiplicati per 10 (per es. un valore di categoria di 31 dovrebbe indicare una pendenza di canale del 3.1 %).
Nota: anche se si tratta di un input opzionale, questo passaggio deve essere comunque lan-ciato anche se si vuole soltanto dire che nessuna mappa sarà usata.

Passaggio 10 Specificare BMP nel Watershed
Mappa di input: Terrazzi fuori terra, sedimentazioni, vie d'acqua con vegetazione e/o bordi di campi.
Altri input: vie impermeabili o bordi di campi (in metri)
Descrizione: questo passaggio fornisce un menu perché sia possibile preparare qualcuno o nessuno dei quattro Best Management Practices strutturali (BMPs) che ANSWERS è in grado di riconoscere. Molti BMPs possono essere descritti ad ANSWERS mediante il cambiamento di variabili che esprimono le condizioni di superficie del suolo. Parti che so-no dedicate alla coltivazione, per esempio, sono descritte nelle sezioni sull'uso del suolo e del territorio. Strutture a precipizio così come canali di scarico possono essere simulate me-diante la riduzione della pendenza del canale. D'altro canto, BMPs che sono strutturali nella natura richiedono un cambiamento nell'uso del suolo. ANSWERS, come detto, rico-nosce quattro strutture opzionali BMPs. Anche se l'uso delle strutture BMPs è opzionale, questo passaggio può essere lanciato per verifica. Nota: poiché ANSWERS riconosce un solo BMP come elemento che entri a far parte del Watershed, bisognerebbe utilizzare il più concreto dei BMP. Quella che segue è una breve discussione sui BMP:

1. Passaggio a forma di terrazzo-tegola
- efficienza di intrappolamento del 90%
- Soltanto i terrazzi più bassi sono presi in considerazione
Anche, se un terrazzo esiste soltanto in una parte di un elemento, si assume che tutto il flus-so in ingresso sia influenzato dal BMP. In questo modo, elementi che hanno soltanto una piccola porzione piana all'interno dei loro confini nella pratica non dovrebbero aver in-fluenza.

2. Stagno di Sedimentazione
- efficienza di trappola 95%
- Possono essere definiti soltanto stagni in aree alte. Se sono inseriti in strutture di corso d'acqua essi sono trattati in maniera diversa.
Se uno stagno esiste solo in una porzione di un elemento, si assume che tutto il flusso in in-gresso sia influenzato dal BMP. In questo modo, l'elemento che ha soltanto un piccola por-zione all'interno dei suoi confini nella pratica non esercita alcuna influenza.

3. Vie d'acqua ricoperte d'erba
- l'area ricoperta di vegetazione all'interno dell'elemento considerato fa sì che questi non possa essere al lungo soggetto a qualsiasi sedimentazione.
- Il modello deliberatamente proibisce la deposizione all'interno di una via d'acqua rico-perta di vegetazione, perché ogni elemento di questo tipo che effettivamente riuscisse ad intrappolare sedimenti si riempirebbe subito e diverrebbe inutilizzabile.
Per ogni categoria rintracciata nel layer, sarà chiesto lo spessore della via d'acqua.

4. Bordi di campo
- Le aree ricoperte di vegetazione all'interno dell'elemento considerato non sono al lungo soggette ad un processo di sedimentazione. Per ogni categoria rintracciata nel layer, sarà chiesto lo spessore del bordo di campo.

Passaggio 11: Prepara l'input per ANSWERS e lancia la simulazione
Descrizione: I passaggi da 1 a 10 devono avere uno stato di done prima che questo passag-gio possa essere lanciato. (I passaggi per gli input opzionali devono essere lanciati prima che il file di input di ANSWERS possa ritenersi completo). Ognuno dei passaggi precedenti avrà preparato la sua parte dell'input di ANSWERS. La prima funzione di questo passaggio è quella di compilare tutte le parti nel loro insieme. Una volta che il file di input è com-pleto, la simulazione può essere lanciata. (Nota: r.answers chiamerà il programma AN-SWERS, che deve essere compilato come una parte dell'istallazione di r.answers. Il codi-ce sorgente per ANSWERS dovrebbe esser parte del software distribuito con r.answers.) I messaggi di errore che ANSWERS può inviare all' output standard sono catturati in un file da r.answers e mostrati sul display. Se non vi è nessun errore verrà stampato un messag-gio sullo schermo (comunque questo non vuol dire che la simulazione non possa essere lan-ciata senza dare luogo poi ad errori). L'output primario della simulazione è catturato da un altro file, quindi processato per essere separato nelle parti componenti di:
1) testo - la reiterazione in maniera verbose degli input e il sommario delle caratteristiche del Watershed. Questo è utile per assicurarsi che gli input siano correttamente letti da ANSWERS;
2) uscita per dati idrografici delle precipitazioni, deflusso e sedimentazione. Se questi dati sono in ordine, essi saranno processati in un formato leggibile dal programma d.linegraph per il display;
3) elementi per la sedimentazione che mostrino la precipitazione di sedimenti o la depo-sizione, se ve ne sono, per ogni elemento raster nel Watershed. Anche, la deposizione di sedimenti negli elementi canali.
Questo passo chiederà i nomi da usare per le nuove mappe Watershed che creerà mediante l'estrazione di questi dati dall'output. Nella simulazione se non verranno create sedimenta-zioni o deposizioni o i canali di deflusso per l'intero scenario, la mappa non verrà creata. Per cercare come accedere ai file di output si segua la descrizione del passaggio 12, di se-guito.

Passaggio 12: menu di comandi di miscellanea
Questo passaggio richiama un menu che permette l'accesso ai file di progetto nel database di progetto e alle funzioni che preparano un sommario dello stato corrente del progetto.
Il database di progetto è il luogo dove r.answers immagazzina tutti gli input, output ed altri dati non di mappa che sono associati al progetto.
Le funzioni di progetto disponibili sotto il passaggio 12 creano un utile sommario del pro-getto e quindi passano il controllo al programma "file handler" per mostrare sul display, copiare in un file o stampare.

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r.average

Questo modulo calcola la media dei valori in una mappa di copertura all'interno delle aree che hanno assegnato lo stesso valore di categoria.

r.average [-c] base=name cover=name output=name

In valori di media sono immagazzinati nel file delle etichette di categoria associato con il nuovo layer di output.
I valori dei quali deve essere calcolata la media sono tratti da una pianta di copertura defi-nita dall'utente. I valori di categoria per la mappa di copertura saranno calcolati fin quando il flag -c è impostato. Se il flag -c è impostato, i valori che appariranno nel file delle eti-chette di categoria verranno calcolati.
La mappa di output è di fatto una riclassificazione della mappa base (si veda r.reclass) ed avrà esattamente gli stessi valori di categoria della mappa base. I valori di media calco-lati da r.average sono immagazzinati nel file delle etichette di categoria di output.
Se l'utente scrive semplicemente r.average alla linea di comando, gli verrà chiesto l'impostazione del flag e i valori dei parametri attraverso l'interfaccia standard di GRASS. In alternativa, l'utente può fornire tutte le impostazioni di flag e i valori di parametri alla linea di comando.

Flag:
-c
raccoglie la media dei valori rintracciati nelle etichette di categoria della mappa di copertu-ra.

Parametri:
base=name
Un layer raster esistente nella mapset corrente. Per ogni gruppo di celle cui è assegnato lo stesso valore di categoria nella mappa base, viene calcolata la media del valore assegnato a queste celle nella mappa di copertura.

output=name
il nome di un nuovo layer di mappa che contenga l'output di programma (una riclassifica-zione della mappa di base). La media dei valori sarà immagazzinata nel file delle etichette di categoria della mappa di output.

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r.binfer

Questo programma permette lo sviluppo di un Sistema Esperto Bayesiano

r.binfer [-v] input=name [outputname]

Si tratta di una shell per l'utilizzazione di un sistema esperto nel quale è contenuto un moto-re inferenziale basato sulla statistica di tipo bayesiano (che, in sintesi, permette di ragionare in base ad un'esperienza passata). Il programma è progettato per assistere gli esperti umani in un campo di sviluppo di sistemi esperti computerizzati per la pianificazione e la gestione dell'uso del suolo. Questi sistemi esperti sono progettati per assistere i non esperti nel prendere decisioni circa l'uso più appropriato del suolo.
Nei programmi di sistemi esperi bayesiani come r.binfer, il sistema basa il probabile im-patto conseguente a un determinato futuro uso del suolo sulle condizioni di probabilità con-seguenti dall'impatto di passate azioni simili.

OPZIONI

flag:

-v
permette il lancio del programma in modalità "verbosely", in maniera cioè che l'utente sia informato da messaggi di debugging nell'output standard. Include una lista dei simboli uti-lizzati da b.infer.

parametri:

input=name
Nome di un file esistente contenente le istruzioni per l'analisi

output=name
Nome da assegnare al file che contiene l'output del programma
default: binfer.out

Utilizzando la sintassi appropriata di r.binfer, l'esperto umano struttura uno script di in-put di conoscenza/controllo con un'appropriata combinazione di valori di categoria (layer di mappa di GRASS che contengono dati sulla composizione del suolo, pendenza, densità, ecc.) e attributi rilevanti per prendere decisioni (per es., caduta della pioggia, temperatura, stagioni, giudizio soggettivo, ecc.). Esistono opzioni per specificare un'interfaccia con l'utente e un database contenente priorità e condizioni di probabilità necessarie per inferire il valore degli attributi dell'obbiettivo. L'esperto specifica anche il formato per mostrare sul display i risultati finali (layer di mappa raster) nello scritto di input. Vengono creati nuovi layer di mappa raster - uno per ogni possibile valore di attributo ottenuto in conse-guenza del calcolo inferenziale - i quali contengono i valori che caratterizzano ogni cella della griglia calcolati secondo le probabilità.
In alternativa, viene prodotto un singolo layer di mappa raster chiamato r.binfer (o qual-siasi nome di output venga specificato dall'utente). Questa mappa mostra, per ogni cella, come risultato l'attributo che possiede la probabilità più alta di caratterizzare ogni cella, una volta che siano stati forniti i valori delle mappe raster di input e gli attributi contestuali.
Gli scripts di r.binfer vengono stampati in un file mediante un editor di sistema come vi e quindi forniti come input a b.infer sotto forma di file di input alla linea di comando. Per una completa descrizione della sintassi di input, cfr. il documento GRASS Tutorial: r.binfer. Come esempi di scripts di b.infer si veda più avanti. I risultati vengono utilizzati per generare nuovi layer raster nella mapset corrente.
Come stabilito innanzi gli script di b.infer contengono le descrizioni di due tipi di attri-buti di input. Gli attributi del layer di mappa sono di layer attuali di GRASS. Per esempio, se l'utente sceglie slope come uno attributi di layer, i possibili valori per la pendenza po-trebbero essere i seguenti:

piatto (flat) (pendenza tra 0 e 5 gradi)
basso (low) (pendenza tra 6 e 10 gradi)
medio (medium) (pendenza tra 11 e 30 gradi)
alta (steep) (pendenza più grande di 31 gradi)

Gli attributi contestuali sono quelli che non rappresentano layer di mappa raster, ma piutto-sto, informazioni che riflettono i criteri rilevanti per specificare le decisioni che possono es-sere contemplate. Per esempio, se l'utente sceglie "la quantità di pioggia caduta" come uno degli attributi contestuali, i possibili valori assegnati alla quantità di pioggia caduta potreb-be esser espresso come segue:

Bassa (low) (quantità minore di un pollice)
media (medium) (quantità tra uno e tre pollici)
alta (high) (quantità maggiore di tre pollici)

I valori degli attributi previsti dal motore inferenziale sono specificati con un indice di maggiore probabilità e una tavola di condizioni di probabilità che indica la possibilità che il valore in oggetto si verifichi quando sia verificato un certo valore in input.
r.binfer determinerà il valore degli attribiti contestuali chiedendoli all'utente al prompt. Il programma quindi aprirà ciascuno dei layer raster corrispondenti ad ogni attributo di map-pa. r.binfer quindi determinerà il valore per tutti i valori di mappa in ogni cella della gri-glia. Utilizzando le tavole delle condizioni, le probabilità di priorità e il teorema di Bayes, r.binfer calcola la probabilità di output per ogni valore e scrive le sue previsioni di pro-babilità sotto forma di percentuali. Il programma determina anche quale valore è più pro-babile si verifichi in quella cella e lo scrive sul file di output.

Esempi
Lo script di esempio mostrat di seguito più avanti illustra l'uso di b.infer solo per:
1) stimare la probabilità che una valanga si possa verificare


Alcune note sulla costruzione degli script.

1. Nessun dato (o come comportarsi con la categoria zero)
Se la categoria zero è esclusa dall'intervallo dei valori degli attributi di un piano, essa è trattata come no data e la probabilità risultante e le mappe combinate rifletteranno questa condizione di partenza.
In caso contrario, la categoria zero viene trattata come qualsiasi altro valore di cella.

2. Intervalli di categoria per attributi di layer
Gli intervalli di categoria sono specificati utilizzando le regole di r.reclass. Per esempio, un elenco di valori per le pendenze potrebbe essere come segue:

(flat [da 1 a 3], gentle [da 4 a 8], moderate [da 9 a 15], altri [da 16 a 89])

3. Domande correlate
L'aggancio di domande può essere fornito per attributi di contesto o valori di attributi. Se i nome sono scelti con abilità, il menu di default potrebbe essere sufficiente.

4. Elenco determinante
In un uso del progrtamma come quello che qui si descrive l'elenco determinante non ha reale applicazione.
Estensioni pianificate più complesse di r.binfer ne faranno uso.

5. Probabilità
La tavola condizionale delle probabilità è molto importante e bisogna esser certi della sua accuratezza.

(nota: il simbolo # indica una linea di commento nel file script e quindi viene ignorata dalla shell di UNIX)

#
# nome del file : avalanche.binfer
# questo è uno script b.infer che effettua un calcolo inferenziale della
# probabilità che una valanga si possa verificare, una volta forniti
# i valori degli attributi di input.
#
# Nota: si esegua r.binfer come segue:
# r.binfer avalanche.binfer [output=name]
# se l'utente non specifica un nome per il file di output,
# la mappa combinata sarà chiamata binfer.
#
# chiavi di output del file script:
#
# CombinedMap (Colortable) - assegna alla mappa combinata
# la tavola dei colori.
# NoCombinedMap - genera soltanto mappe di probabilità
# (una per ogni valore di attributo calcolato per inferenza).
# NoProbabilityMaps - genera soltanto una mappa combinata.
#( Colortable) può essere una qualunque delle seguenti parole chiave:
# Aspect - colori di aspetto
# grey, gray - scala di grigi
# Histo - scala di grigi per istogramma
# Rainbow - colori arcobaleno,
# Ramp - colori ramp (default),
# Random - colori random,
# RYG - red yellow green,
# Wave - colori wave,
#
#
# Inizio della sezione degli attributi di layer
#
#l ayer:
#
# l'attributo di layer #1 è aspett
#
aspect
#
# tutte le esposizioni a sud = 1
# tutte le esposizioni a est = 2
# tutte le esposizioni a ovest = 3
# tutte le esposizioni a nord = 4
# tutte le altre = 0
#
(south [16 thru 22], east [22 23 1 thru 4], west [11 thru 15], north [5 thru 10]).
#
# l'attributo di layer #2 è la pendenza
#
slope:
#
# low (bassa) - da 0 a 9 gradi
# moderate (moderata) - da 10 a 19 gradi
# steep (appesa) - da 20 a 29 gradi
# severe (difficile) - da 30 a 88 gradi
#
(low[1 thru 10], moderate [11 thru 19], steep [20 thru 30], severe [31 thru 89]).
#
# Fine della sezione layer
#
# Inizio della sezione contesto
#
context:
#
# la temperatura è l'attributo #1
# Nota: un menu sarà costruito utilizzando il nome dell'attributo
# e i nomi dei valori degli attributi.
# All'utente verrà chiesto di immettere la sua scelta.
Temperature:
(freezing, cold, warm, hot).
#
# L'attributo contestuale #2 è snowfall_amt (quantità di neve caduta)
# sarà costruito un menu utilizzando l'attacco della domanda
# qui fornita.
# All'utente verrà chiesto di immettere la sua scelta
#
snowfall_amt:
(a {question "Meno di un piede."},
b {question "Tra un piede e quattro piedi."},
c {question "Più di quattro piedi."}).
{question "Quanta neve si è accumulata?}.
%
# Fine della sezione contesto
#
# Inizio della sezione inferenziale
#
inferred:
# l'attributo da inferire è avalanche.
#
avalanche
#
#valore dell'attributo inferenziale "high"
#verrà assegnata una tavola dei colori di tipo ramp (default)
#NOTA: la probabilità principale e le probabilità condizionali sono date
#in questa sezione
#
high <0.20>
[0.0,0.50,0.20,0.20;
0.05,0.15,0.20,0.60;
0.80,0.15,0.00,0.05;
0.05,0.35,0.60;] ,
#valore dell'attributo inferenziale "moderate"
#una tavola dei colori di tipo grey sarà assegnata
#
moderate Grey <0.30>
[0.15,0.35,0.25,0.25;
0.10,0.20,0.20,0.50;
0.75,0.20,0.00,0.05;
0.005,0.35,0.60;] ,
#
#valore dell'attributo inferenziale "low"
#una tavola dei colori di tipo Rainbow sarà assegnata
#
low Rainbow <0.50>
[0.25,0.25,0.25,0.25;
0.25,0.25,0.25,0.25;
0.50,0.30,0.10,0.10;
0.10,0.40,0.50;] ,
%
#fine della sezione inferenziale
#fine dello script avalanche.binfer

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r.buffer

Questo programma crea un layer raster che mostra le zone buffer (cuscinetto) che circonda-no le celle che contengono valori di categoria diversi da zero.

r.buffer [-q] input=name output=name distance=value[,value,…] [units=name] (1)

r.buffer crea un nuovo layer raster che mostra le zone buffer (di "distanza" o "prossimità") attorno a tutte le celle che contengono valori di categoria diversi da zerto in un layer raster esistente. La distanza delle zone buffer è scelta dall'utente.

MODALITA' DI USO INTERATTIVO DEL PROGRAMMA
Il programma può essere lanciato in modalità interattiva semplicemente scrivendo r,buffer alla linea di comando, senza immettere alcun argomento ulteriore. Il programma chiederà, in questo modo, i parametri necessari al suo funzionamento.

1) Verrà richiesto di identificare un layer raster esistente sul quale dovranno calcolarsi le distanze e un nome (a scelta dell'utente) per il nuovo layer raster nel quale verrranno immagazzinati i risultati del programma.
2) Quindi, di identificare l'unità di misura in cui le zone buffer(e, con, precisione, le di-stanze) saranno calcolate e la distanze di ogni zona buffer da ogni cella con valore di-verso da zero del layer di input. Viene concessa l'opzione di identificare fino a 60 zone continue. Le zone sono identificate specificando il limite superiore di ognuna di esse (r.buffer assume che 0 sia il punto di partenza). ("Continuo" viene usato nel senso che il valore più basso di categoria di ogni zona coincide con quello più alto della zona pre-cedente. La prima zona buffer ha sempre distanza 0 come suo confine più basso.) Le di-stanze possono essere immesse in una delle seguenti unità: metri, chilometri, piedi e miglia.
3) Per ultimo, calcolare le distanze dalle celle che contengono valori di categoria definiti dall'utente, utilizzando il metodo "dalla cella" [Questo metodo da va da una cella che contiene un valore di categoria dal quale le distanze vengono calcolate e disegna la di-stanza richiesta ad anello intorno ad essa. Questo metodo lavora molto velocemente quando vi sono poche celle che contengono valori di categoria di interesse, ma lavora molto lentamente quando vi sono numerose celle che contengono valori che interessano in tutta l'area].
4) Il programma r.buffer lancia il processo di calcolo in background e restituisce il con-trollo della tastiera all'utente. Questi processi possono occasionalmente impiegare più di un'ora per finire; comunque, poiché essi lavorano in background. Si è liberi di ese-guire altri compiti nel frattempo.

USO NON INTERATTIVO DEL PROGRAMMA
L'utente può lanciare r.buffer specificando tutti i parametri necessari alla linea di comando secondo la forma (1).

Flag:

-q
gira silenziosamente

input=name
Il nome di un layer raster esistente nel quale le celle con valore diverso da zero verranno circondate da zone buffer.

output=name
il nome che viene assegnato al layer raster di output

distances=value
La distanza di ogni zona buffer dalle celle che hanno valore di categoria diverso da zero.

units=name
L'unità di misura nella quale le distanze verranno calcolate. Scelte possibili sono: metri, chilometri, piedi e miglia. L'unità di default sono i metri.

NOTE
r.buffer misura le distanze dal centro della cella utilizzando la misura euclidea della distan-za nei database UTM e utilizzando, ancora, la misura della distanza geodesica per i databa-se in lat/long.
r.buffer calcola le distanze delle zone da tutte le celle che hanno valori di categoria diversi da zero. Se l'utente desidera calcolare le distanze solo da zone selezionate con determinati valori, si potrebbe lanciare prima r.reclass facendo in modo che tutte le categorie delle celle non desiderate siano poste uguali a zero.

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r.cats

Stampa i valori di categoria e le etichette associate ad un layer di mappa raster specificato dall'utente.


r.cats map=name [cats=range] [fs=chracter\space\tab]

r.cats stampa etichette e valori di categoria di un layer specificato dall'utente con l'opzione map=name all'output standard. L'utente può specificare tutti i parametri necessari alla linea di comando e lanciare il programma in modalità non interattiva. Se l'utente non specifica nessuna categoria, allora tutti i valori di categoria e le etichette del layer nominato che vi sono nella mappa vengono stampati. L'intera mappa è letta usando r.describe per determinare quali categorie vi sono presenti in essa. Se viene specificato un elenco di cate-gorie allora sono stampate soltanto le etichette relative ad esse. Il parametro cats può esse-re specificato come una sola categoria o come un insieme di valori. L'utente può anche (opzionalmente) specificare che un campo separatore come uno spazio o un carattere tab può essere usato per separare il valore di categoria dall'etichetta corrispondente nell'output, utilizzando l'opzione fs=character\space\tab. Se nessun campo separatore viene speci-ficato dall'utente, un tab viene usato per separare questi campi nell'output, per default. L'output è inviato all'output standard nella forma di una categoria per linea, con il valore di categoria per primo sulla linea, quindi un tab ASCII e, infine, l'etichetta di categoria.

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r.clump

Ricategorizza i dati in un layer di mappa raster raggruppando le celle che formano aree fisi-che discrete in categorie uniche.

r.clump [-q] input=name output=name [title="string"]

Il modulo ricerca tutte le aree con valori di categoria contigui nel layer raster di input. As-segna un unico valore di categoria a ciascuna area ("clump") nel layer risultante. Se l'utente non fornisce nomi per i layer di input e output alla linea di comando, il programma li ri-chiederà utilizzando l'interfaccia standard di GRASS.
Le distinzioni di categoria della mappa di input sono conservate. Questo significa che se valori distinti di categoria sono adiacenti essi non saranno ammassati insieme. (L'utente può lanciare r.reclass prima di r.clump per ricategorizzare le celle e riassegnare i valori di categoria.

Flag:

-q
il programma gira in maniera silenziosa senza emettere messaggi sull'outtput standard sul proseguimento del processo.

Parametri:

input=name
Nome di un layer raster esistente utilizzato per input

output=name
Nome del nuovo layer raster che conterrà l'output del programma

title = "string"
Titolo opzionale per il layer di output che va specificato, alla linea di comando, tra virgo-lette. Se l'utente omette di assegnare un titolo al layer di output, dal programma non ne sarà assegnato nessuno.

Algoritmo:
r.clump muove una matrice 2x2 sul layer di input. L'angolo destro in basso della matrice è raggruppato con le celle sopra a sinistra (le celle diagonali non sono prese in considerazio-ne).

NOTE
r.clump lavora correttamente con layer raster che contengono solo aree piane (con più di una cella in spessore). Gli elementi lineari (linee che hanno uno spessore di una singola cella) possono o non possono essere ammassate insieme a seconda della direzione della li-nea - linee orizzontale e verticali di celle sono considerate contigue, ma linee diagonali di celle non lo sono e sono spezzate in clump (ammassi) separati.
Per il layer di output vengono generati una tavola dei colori di tipo random ed altri file di supporto.

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r.coin

Questo programma effettua una tabulazione delle mutue occorrenze (coincidenze) di cate-gorie su due layer raster.

r.coin [-qw] map1=name map2=name units=name (1)

Questo programma effettua una tabulazione delle mutue occorrenze di due layer raster. Nel processo vengono rispettate la regione geografica corrente e le impostazioni di maschera.
L'utente può lanciare il programma in modalità non interattiva specificando i flag necessari e i valori dei parametri alla linea di comando nella forma (1).

Flag:

-q
il programma gira in maniera silenziosa e sopprime ogni messaggio all'output standard.

-w
stampa un report in 132 colonne
default = 80 colonne

Parametri:

map1=name
nome del primo layer

map2=name
nome del secondo layer

units=name
unità di misura nelle quali si desidera il report
opzioni= c, p, x, a, h, k, m

In alternativa si può lanciare r.coin semplicemente scrivendo r.coin senza argomenti; in questo caso verranno richiesti i nomi dei due layer raster. r.coin quindi tabula le coinci-denze di valori categoria tra le due mappe e prepara la tavola di base che servirà per la co-struzione del report. La tabulazione così effettuata è seguita dall'indicazione di quanto lun-ga sarà la tavola delle coincidenze. Se la tavola è troppo lunga, si può decidere che vederla non è così importante ed è possibile, a questo punto, cancellare la richiesta. Assumendo che l'utente continui, r.coin permette di scegliere una delle otto unità di misura nelle quali il report potrà essere fornito. Queste unità sono:

c celle
p percentuale copertura della regione
x percentuale delle categorie del <nome mappa> (colonne)
y percentuale delle categorie del <nome mappa> (righe)
a acri
h ettari
k chilometri quadrati
m miglia quadrate

Si noti che tre di queste opzioni forniscono i risultati come valori percentuali; "p" è basato sul numero totale di celle; "x" è basato soltanto sul totale di colonne e "y" è basato solo sul totale di righe. Soltanto una misura può essere selezionata per l'output del report. Ci si li-miti a scrivere soltanto una delle lettere che designano l'unità seguita da <RETURN>. Il report sarà stampato sullo schermo per essere esaminato. Dopo aver visionato il report sullo schermo, vengono fornite diverse eventualità. Il report può essere salvato in un file e/o inviato alla stampante. Se stampato, esso può essere steso in 80 o 132 colonne. Finalmen-te, viene data l'opportunità di rilanciare la tabulazione delle coincidenze utilizzando una di-versa unità di misura.
Qui di seguito viene riportato un esempio di un output tabulare prodotto da r.coin. La map-pa di output è stata impostata scegliendo come untà di misura il miglio quadrato. Il report tabula le coincidenze delle categorie contenute dei layer owner e roads del database di esempio Spearfish. Le categorie del layer owner, in questo caso, sia se le aree siano di pro-prietà privata (categoria 1) che di proprietà dell'U.S. Forest Service (categoria 2). Le cate-gorie del layer raods si riferiscono a varie tipologie di strade (con l'eccezione della catego-ria di valore 0 che indica "no data"; e, cioè, le localizzazioni di mappa in cui non esistono strade). R.coin non riporta le etichette di categoria. Si dovrebbne lanciare r.report o r.cats per ottenere queste ulteriori informazioni.
Il corpo del report viene organizzato in pannelli. Il layer di mappa con la maggiore quantità di categorie viene organizzato secondo l'asse verticale della tavola; la'ltro lungo l'asse orizzontale: ogni pannello ha un massimo di 5 categorie (9 se fornito dalla stampante) a partire dalla sommità. In aggiunta, le ultime due colonne riportano il totale di ogni colonne per ogni riga. Tutte le categorie del layer organizzate lungo l'asse verticale sono incluse in questo pannello. Viè il totale alla fine di ogni colonna che rappresenta la somma di tutte le righe in quella colonna. Un secondo totale rappresenta la somma di tutte le righe che hanno valore diverso da zero. Un totale di tutte le colonne (Table Row Total) per ogni riga appare in un pannello separato.
Si noti come la seguente informazione può essere ottenuta dal report di esempio.
Nel database Spearfish, nelle aree che non sono di proprietà del Forest Service, vi sono 50.63 miglia quadrate di territorio non utilizzato per strade. Le strade raggiungono la cifra di 9.27 miglia quadrate in quest'area. Del totale di 102.20 miglia quadrate nello Spearfish 42.80 miglia quadrate è posseduto dal Forest Service. In totale vi sono 14.58 miglia qua-drate di strade. Vi sono più di due categorie di strade al di fuori del territorio del Forest Service (2.92 miglia quadrate) di quelle all'interno (0.72 miglia quadrate).
Quello cvhe segue è un report di esempio

COINCIDENCE TABULATION REPORT
---------Location: spearfish Mapset: PERMANENT Date: Wed Jun 1 13:35:09

Layer 1: owner - Ownership
Layer 2: roads - Roads
Mask: none

Units: square miles

Window: North: 4928000.00
West: 590000.00 East: 609000.00
South: 4914000.00

Panello #1 di 1
owner Panel Row Total
Cat # 1 2 w cat 0 w/o cat 0
r0 50.63 37.49 88.12 88.12
o1 1.53 0.68 2.21 2.21
a2 2.92 0.72 3.64 3.64
d3 3.97 2.57 6.54 6.54
s4 0.65 1.36 2.00 2.00
5 0.19 0.00 0.19 0.19
Total with 0 59.90 42.80 102.70 102.70
w/o 0 9.27 5.32 14.58 14.58


Table Row Total
r0 88.12 88.12
o1 2.21 2.21
a2 3.64 3.64
d3 6.54 6.54
s4 2.00 2.00
5 0.19 0.19
Total
with 0 102.70 102.70
w/o 0 14.58 14.58

NOTE
Non è una buona idea lanciare r.coin su un layer di mappa che ha un numero molto ele-vato di categorie (per es. un'elevazione non riclassificata). Siccome r.coin riporta le in-formazioni per ogni categoria, è meglio riclassificare quelle categorie (utilizzando r.reclass) in un numero più contenuto prima di lanciare r.coin.
r.coin calcola le coincidenze di due layer raster. Nonostante questo programma permetta di rilanciare il report utilizzando differenti unità, non è possibile effettuare l'operazione con due differenti layer. In questo caso è necessario far partire nuovamente il programma.

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r.colors

Questo programma crea/modifica la tavola dei colori associata ad un layer di mappa raster.

r.colors [-wq] map=name color=type

r.colors permette all'utente di creare e/o modificare la tavola dei colori di un layer raster. Il layer (specificato alla linea di comando da map=name) deve esistere nella corrente mapset. La tavola dei colori specificata da color=type deve essere una delle seguenti:

tipo di colore Descrizione
Aspect Colori orientati ai grigi di aspect
Grey Scala di grigi
Grey.eq Scala di grigi tipo istogramma
Gyr Verde, giallo verso colori rossi
Raibow Tavola colori arcobaleno
Ramp Color ramp
Random Tavola colori varia
Ryg Rosso, giallo verso colori verdi
Wave Colori onda
Rules Crea una nuova tavola colori basata su norme specifi-cate dall'utente

Se l'utente specifica il flag -w il file della tavola dei colori corrente della mappa di input non verrà sovrascritto. Ciò significa che la tavola dei colori è creata solo se la mappa non ha realmente una tavola dei colori. Se questa opzione non è specificata la tavola dei colori verrà creata se non ne esiste già una, o quest'ultima verrà modificata qualora esista.
Se l'utente imposta il flag -q, r.colors lavora in silenzio, senza scrivere numerosi mes-saggi sul suo progredire nell'output standard.
Le tavole dei colori contenute nella tabella innanzi riportata (ad eccezione di quella dell'ultima riga) sono predefinite e il programma sa come crearle.
La tavola dei colori di tipo "rules" farà in modo che r.colors legga le specificazioni dall'input standard e costruisca la tavola in accordo con esse. Utilizzando questo tipo di ta-vola, vi sono tre vie per costruirla: con una lista di colori, mediante valori di categoria o valori percentuali.
Costruire una tavola dei colori personalizzata mediante una lista di colori è il più semplice dei metodi: si elenchino i colori che si desidera appaiano nella tavola dei colori nell'ordine voluto. Si usino nomi di colori standard di GRASS: white, black, red, green, blue, yellow, magenta, cyan, aqua, grey, gray, orange, brown, purple, violet e indigo.
Per esempio, per creare una tavola dei colori per un layer raster di elevazione che assegni il verde ai valori più bassi di categoria, il marrone ai valori intermedi e il giallo a quelli più alti, si potrebbe scrivere:

r.colors map=elevation color=rules
green
brown
yellow
end

Per costruire una tavola dei colori indicandone i valori, l'utente dovrebbe determinate gli intervalli di categoria nel layer raster con i quali la tavola dei colori verrà utilizzata. Speci-fici valori di categoria dovranno dunque essere associati a specifici colori. Si noti che un colore non deve essere assegnato per ogni categoria valida perché r.colors interpolerà i colori per definirne il valore laddove le relative specificazioni sono state omesse. Il formato di una tale indicazione è quello che segue:

category_value color_name
category_value color_name


category_value color_name
end

Ogni valore di categoria deve essere valido per il layer raster, i valori devono essere in or-dine crescente e utilizzare soltanto nomi di colore in accordo con lo standard GRASS (cfr. quanto precisato sopra).
I colori possono essere specificati anche mediante il loro numero nell'intervallo che va da 0 a 255. Il formato delle specificazioni dei valori di categoria della tavola dei colori al posto dei nomi è quello che segue:

category_value red_number green_number blue_number
category_value red_number green_number blue_number
…..
…..
category_value red_number green_number blue_number
end

Specificare una tavola dei colori in base a valori percentuali permette di trattare la tavola come se fosse numerata da 0 a 100. Il formato di specificazione di una tavola dei colori in valori percentuali è come quello di specificazione per valori di categoria, eccetto per il fatto che i valori di categoria sono sostituiti da quelli in percentuale, ognuno compreso da 0 a 100, in ordine ascendente. Il formato è il seguente:

percent value% color_name
percent value% color_name
……
……
percent value% color_name
end


Nell'utilizzare le specificazioni di valori percentuali per la tavola dei colori come regola, i colori possono anche essere definiti mediante il numero di colore appartenente all' inter-vallo da 0 a 255. Il formato di valore percentuale utilizzando il numero di colore al posto del nome è il seguente:

percent value% red_number green_number blue_number
percent value% red_number green_number blue_number
….
…..
percent value% red_number green_number blue_number
end

Si noti che si possono anche mescolare questi tre metodi nella specificazione di una tavola di colori; per esempio:

0 black
10% yellow
78 blue
magenta
purple
brown
100% 0 255 230
end

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r.combine

Questo modulo permette che valori di categoria provenienti da più layer di mappa raster siano combinati.

r.combine < inputfile

DESCRIZIONE
r.combine accetta comandi che sono simili a quelli utilizzati per le operazioni booleane (AND, OR, NOT) allo scopo di effettuare l'overlay di gruppi di categorie scelti dall'utente provenienti da differenti layer di mappa raster. Dopo che il programma è partito, viene ri-chiesto se si desidera un output grafico sul monitor. Se non viene utilizzato un monitor gra-fico a colori, l'output grafico viene mostrato sullo schermo del terminale. Questo display, naturalmente, è del tutto grezzo. Esso consiste di numeri che rappresentano le varie catego-rie che risultano dall'analisi di r.combine. A seguito di questa domanda si vedrà un [1]:. Questo è il primo prompt e indica che r.combine è pronto a ricevere l'input dell'utente.
I seguenti comandi permettono di operare in r.combine:

COMANDO (ALIAS) SEGUITO DA COME
NAME [name] Nome di mappa raster sandstone
GROUP [grp] Valori di categoria e una mappa raster 1 - 40 (elevation.255)
AND[&] [&&] Espressione che descrive una mappa raster e categorie (grp 4 (soils)) (grp2 (owner))
OR [|] [| |] Espressione che descrive una mappa raster e categorie (grp 4 (soils)) (grp2 (owner))
NOT [not] [-] Espressione che descrive una mappa raster e categorie (grp 2 3 (roads))
OVER [over] [overlay] Mappa raster esistente e colore sandstone yellow
COVER [cover] Mappa raster esistente sandstone


r.combine utilizza gli stessi colori per tutti i comandi operativi. Questa è la tavola dei colo-ri di r.combine:

0 black 4 blue 8 grey 12 blue/grey
1 red 5 purple 9 red/grey 13 purple/grey
2 yellow 6 green 10 yellow/grey 14 green/grey
3 orange 7 white 11 orange/grey 15 dark grey

Si possono immettere i comandi linea per linea oppure memorizzandoli in un file che viene letto successivamente da r.combine mediante l'utilizzazione del simbolo di redireziona-mento di UNIX <. Il formato dei comandi è lo stesso con entrambe i metodi. Quello linea per linea, comunque, non consente molta flessibilità come quello che si basa su un file di input. Se, infatti, una linea contiene un errore sintattico il comando viene cancellato. La li-nea, di conseguenza, deve essere immessa interamente e correttamente. Al contrario il file di input che dovesse contenere degli errori, comunque, può facilmente essere modificato (anche dopo che sia stato creato). Si comprende come un file di input sia particolarmente vantaggioso quando una serie molto complessa di comandi debba essere immessa in r.combine.
Il programma usa due tipi di comandi: quelli che eseguono delle operazioni e quelli che hanno altre funzioni. r.combine può, con molta probabilità, essere imparato meglio se-guendo degli esempi; allo scopo si può porre una particolare attenzione agli esempi che vengono riportati più avanti seguendo da vicino la descrizione dei comandi operativi. Si notino due cose in particolare:
1) Tutte le parentesi devono essere chiuse. Un nome di layer di mappa raster deve essere racchiuso tra parentesi; ogni volta che uno dei comandi del programma viene usato, anche esso e tutte le sue opzioni appropriate devono essere chiusi tra parentesi.
2) Il posizionamento degli spazi è importante. Generalmente, r.combine richiede al mas-simo uno spazio prima di aprire le parentesi (eccetto quando si tratta del primo carattere in un'espressione). r.combine ignora gli spazi in più e i caratteri tab.

COMANDI OPERATIVI
Di seguito viene riportato un sommario dei comandi operativi, una descrizione di ognuno di essi e degli esempi che fanno uso del database Spearfish.

NAME
(NAME new_map_name (Espressione))
Permette che l'output grafico sia salvato in un layer di nome new_map_name in modo che esso sia disponibile per analisi aggiuntive o per essere esaminato in futuro. Il risultato del calcolo dell'espressione tra parentesi è quindi immesso nel nuovo layer raster dal nome new_map_name. Si noti che ciò significa che r.combine può essere usato per creare nuovi layer raster da layer esistenti. r.combine automaticamente crea una tavola dei colori per il nuovo layer raster; comunque, si potrebbe lanciare il programma GRASS r.support per effettuare l'assegnazione di categorie e informazioni di tipo history se il nuovo layer raster deve essere salvato per un futuro uso al di sotto della mapset corrente.

esempio:
(NAME sandstone (GROUP 4(geology)))
Il comando sopra riportato darà come risultato la creazione di un nuovo layer raster chia-mato sandstone, che annota la localizzazione delle celle con il valore di categoria di geolo-gy pari a 4. Si può poi lanciare il comando GRASS r.support per etichettare le categorie presenti nel nuovo layer raster. Le categorie risultanti:

0 - black: diverso dal valore sandstone
1 - red: sandstone

GROUP
(GROUP category_values (layer raster esistente))
Seleziona, da un layer raster esistente, le categorie che hanno il valore desiderato il quale viene indicato tra parentesi direttamente dopo il raggruppamento di categorie. Esso lavora anche se si seleziona una sola categoria. Ognuno di quelli che seguono sono raggruppa-menti di categoria consentiti:

2
1-18
1 2 5-7

Esempio:
(GROUP 1-40 (elevation.255))
Traccia soltanto l'area con elevazione a 1187 metri o inferiore (e, cioè, solo i valori di ca-tegoria del layer di mappa che vanno a 1 a 40). Le categorie risultanti sono:

0 - black: elevation > 1187 m
1 - red: elevation <= 1187 m

Esempio:
(NAME low.hi (GROUP 1-40 238-255 (elevation.255)))
Traccia soltanto quelle aree con un'elevazione di 1187 metri o minori, o maggiori di 1787 metri (categorie di elevazione 1-40 e 238-255) L'output grafico è salvato nel nuovo layer raster chiamato low.hi. Le categorie risultanti sono:

0 - black: elevation > 1187 m e < 1787 m
1 -red elevation <= 1187 m e >= 1787

AND
(AND (espressione A) (espressione B))
Combina due layer di mappa e ne crea uno nuovo, quando entrambe i valori di categoria as-sociati alla stessa locazione di cella in entrambe i layer di mappa non siano zero; in questo caso viene assegnato un valore 1 alla cella corrispondente nel nuovo layer di mappa. Se, comunque, entrambe i layer di mappa assegnano il valore zero alla stessa cella, il valore di categoria associato alla locazione di cella nella mappa risultante è anch'esso zero.
Per esempio:

raster map 1 220
210
000 100 results
AND à 110
Raster map 2 101 000
110
110

esempio:
(AND(GROUP 4 7-9(geology))(GROUP 2(owner)))
Traccia la frequenza delle categorie 4, 7, 8 e 9 dal layer geology ogni volta che esse capita-no nella proprietà del Forest Service. I risultati sono mostrati allo schermo terminale. Le categorie risultanti sono:

0 - black: no data occourred in one or the other of the raster map layers
1 - red: la condizione AND è soddisfatta

Si noti che se nessun layer contiene aree di "no data", il layer risultante dovrebbe includere solo 1.

Esempio:
(NAME sand (AND(GROUP 4 7-9(geology)) (GROUP 2 (owner))))
Lo stesso come sopra eccetto per il fatto che i risultati vengono salvati nel layer sand.

OR
(OR (espressione A) (espressione B)
Combina due layer e ne crea uno nuovo; quando uno solodei valori di categoria associati con la stessa localizzazione di cella nei due layer combinati è diverso da zero. Un valore di categoria pari a 1 viene assegnato a quella cella nel nuovo layer. Se, comunque, entrambe i layer presentano un valore zero per la stessa localizzazione di cella, il valore di questa cella nel nuovo layer diventerà anch'esso zero. Possono essere combinati solo due layer per vol-ta. Per esempio:

raster map 1 220
210
0 0 01 1 1 results
OR à 1 1 0
Raster map 2 1011 10
1 1 0
1 1 0

Esempio:
(OR (GROUP 4 7-9(geology)) (GROUP 2(owner)))
Traccia tutte le occorrenze di categorie a, 7, 8 e 9 dal layer geology e tutte quelle del territo-rio che è di proprietà del Forest Service. I risultati sono mostrati allo schermo del terminale. Le categorie risultanti sono:

0 - black; this area has neither the values of 4, 7, 8 e 9 nor is it on U.S. Forest Service propriety
1 - red: this area meets one or the other of the conditions noted above

Si noti che nessuna distinzione viene fatta tra quesi posti dove le condizioni sono verificate in entrame i layer e dove esse sono verificate in uno soltanto. Si veda il comando OVER se è necessario operare questa distinzione.

NOT
(NOT(espressione))
Nega l'espressione allo sacopo di definire un nuoivo layer raster che contiene l'opposto di quello che è definito da espressione. Il nuovo layer raster conterrà valori di categoria o e 1. Il valore 0 indicherà che la condizione NOT non è stata soddisfatta. I valori di cella pari a 1 indicheranno che le condizioni NOT sono state soddisfatte. Allo scopo di specificare il layer in cui salvare l'output da NOT, si usi il comando di r.comine NAME.

Esempio:
(NAME rds (NOT(GROUP 0 (roads)))
Le aree che contengono categorie di valore zero nel layer roads indicano quelle localizza-zioni all'interno del databse dove le strade non esistono. Negare quest'espressione ci lascia la altre aree- e, cioè, quelle localizzazioni nelle quali le strade esistono. Qui, l'output grafi-co viene salvato nel layer raster rds. Le categorie risultanti sono:

0 - black: no roads
1 - red: roads

Lo stesso risultato si sarebbe potuto ottenere con (NAME rds (GROUP 1-5 (roads))). NOT è molto utile in quei casi dove è più semplice definire qualcosa in base alla sua assenza in uno specifico posto.

OVER
(OVER color (espressione)) o (OVER rastermap_esistente color (espressio-ne))
Svolge un'operazione di overlay trasparente. Ciò significa che quando un layer che traccia alcune caratteristiche in blu è sottoposto ad un overlay con un altro che traccia le caratteri-stiche in giallo, il layer che ne risulta mostrerà le aree di sovrapposizione in verde; le aree nel due layer che non si sovrappongono rimangono nel colore originale (e, cioè, giallo o blu),
OVER può essere lanciato con o senza un nome di layer esistente. Ser l'utente non specifi-ca un nome di un layer esistente, OVER applica il colore speicificato all'espressionein pa-rentesi e mostra i risultati. Se viene specificato il nome di un layer esistente, OVER applica il colore all'espressione e poi sovrappone i risultati sopra il layer esistente. Allo scopo di dare significato ai colori che si hanno come risultato, si usino solo quelli che esistono nei layer creati usando OVER.
OVER permette di specificare solo quattro colori:

colore valore
red 1
yellow 2
blue 4
grey 8

Questi quattro colori sono quindi combinati per formare gli altri colori. Il numero degli overlay progressivi permessi è limitati a quattro (uno per ognuno dei colori di base ora elencati). Il numero attuali di colori sulla mappa risultante, comunque, dipende dalla di-struibuzione delle caratteristiche e dall'interazione delle caratteristiche di ogni layer che entra a far parte dell'overlay. Quando due o più di questi colori sono sovrapposti, vengono creati nuovi colori. I valori numerici associati con i colori sopra elencati sono significativi per il fatto che ogni colore addizionale creato riflette la somma di due o più colori dei quattro fondamentali. Questi valori dei colori di overlay appaiono come il risultato dei va-lori di categoria delle celle. Bisognerebbe sapere che cosa questi valori rappresentano allo scopo di comprendere quale informazione di categoria viene associata nel nuovo layer e per conoscere il significato di questa e delle analisi successive che riguardano il nuovo layer.
Alcuni di questi colori e valori di categoria possono risultare da OVER. Si noti che questo è lo stesso della tavola dei colori elencata all'inizio.

0 black 4 blue 8 grey 12 blue/grey
1 red 5 purple 9 red/grey 13 purple/grey
2 yellow 6 green 10 yellow/grey 14 green/grey
3 orange 7 white 11 orange/grey 15 dark grey
La sintassi per il comando OVER non fa previsioni per il nome di un nuovo layer raster. E' necessario utilizzare l'operatore di r.combine NAME per specificare il nome di un nuovo layer raster nel quale salvare l'output grafico generato da OVER. Se l'utente lancia OVER senza specificare il nome di un layer raster di output, l'output è mostrato sul display del terminale. Comunque, questo output è disponibile per un uso futuro solo se salvato usando il comando NAME.

Esempio:
(NAME park.or.priv (OVER red (GROUP 1 (owner))))
Il nuovo layer raster park.or.prov mostra i territori privati (e, cioè, la categoria 1 del layer raster owner) in rosso e mostra al display i territori dell'U.S. Forest Service (e, cioè, le aree "no data" all'interno del layer owner) in nero. Le categorie risultanti sono:

0 - black: park
1 - red: private land

Esempio:
(NAME roads.or.not (OVER park.or.prov yellow (GROUP 0 (roads))))
La categoria 0 nel layer roads è sovrapposta in giallo sul layer park.or.prov creato in prece-denza. L'output è posizionato in un nuovo layer chiamato roads.or.not. Le categorie risul-tanti in roads.or.not sono:

0 - black: park; road
1 - red: private; road
3 - yellow : park; no road
4 - orange: private; no road

Esempio:
(NAME low.elev (OVER park.or.prov blue (GROUP 1-19 (elevation,255))))
Le categorie di elevazione di 1123 metri o minori del layer elevation.255 hanno attribuito il colore blue e quindi sovrapposte a park.or.prov (generato dall'esempio precedente). Le ca-tegorie risultanti nel nuovo layer low.ele sono:

0 - black: park; 1123 m
1 - red: private; > 1123 m
4 - blue: park; <= 1123 m
5 - purple: provate; <= 1123 m

Si noti come la categoria 5 sia la somma del rosso (red - 1) + il blu (blue - 4)( e, cioè, l'intersezione delle aree che contengono elevazione più bassa e terre private con strade).

COVER
(COVER existing_map (espressione))
Trasforma in opaca un'operazione di overlay. Questo significa che dove la mappa che si sovrappone contiene dei "buchi" (celle con valore di categoria pari a zero), la mappa so-vrapposta sarà mostrata attraverso di essi. Dove la mappa che si sovrappone contiene in-formazioni di caratteristica, essa coprirà (sostituirà il valor di categoria di) qualsiasi cosa che giaccia al di sotto. La mappa che si sovrappone è quella che è definita con il termine espressione. La mappa sottostante è existing_map; questa deve già esistere.
L'utente non deve specificare colori con il comando COVER. COVER usa la tavola dei colori di default che si è mostrata sopra in OVER. I colori vengono assegnati a partire dal layer inferiore. Ai valori di categoria è assegnato un colore dalla tavola che corrisponde ad ogni determinato valore. Per esempio, 1 dovrebbe essere rosso; 2, giallo; 3, arancio, e così via. Muovendo dal layer che si sovrappone COVER inizia dovunque esso ha smesso dopo il più basso. (?) Se il valore più alto nel layer sovrapposto era 5,allora a tutte le celle con valore diverso da zero (e, cioè, dove esiste una caratteristica) della mappa che si sovrappo-ne dovrebbe essere assegnato il valore di 6 (verde). Si nori che se, in questo caso, la mappa superiore non avesse alcuna cella di valroe zero, allora l'intero nuovo layer risultante sa-rebbe stato verde. Il layer superiore avrebbe avuto il valore 6 ed avrebbe completamente coperto ciò che era sotto di lui. ((rivedere il testo e chiarire))
Ciò è quanto accade:

Expression 1 1 1 0
(top raster map) 1 1 1 0
0 0 0 0 6 6 6 0 result
à 6 6 2 0
oldmap 2 5 0 0 5 5 2 2
(bottom raster map) 0 5 2 0
5 5 2 2

Si possono sovrapporre quante mappe si desiderano. Comunque, vi è un limite pratico al numero di layer che possono essere usate al fine di generare un output significativo. Questo numero dipende dalle caratteristiche coinvolte in ogni mappa e da come molte celle all'interno delle mappe che si sovrappongono contengano valori di categoria pari a zero ( buchi atytraverso i qualii dati sottostanti possono essere visti).
COVER non può salvare l'output grafico. Si usi il comando di r.combine NAME per salvare l'output in un layer raster.

Esempio:
(NAME lo.elev (COVER owner (GROUP 1-19 (elevation.255))))
Le categorie che indicano un'elevazione di 1123 metri o minori sono posizionate sulla sommità del layer esistente owner. L'output è salvato in lo.elev. Le categorie risultanti sono:
1 - red: private ownership; elev > 1123 m
2 - yellow: park property; elev > 1123 m
3 - orange: park or provate; elev <= 1123 m

Esempio:
(NAME sand.lo (COVER lo.elev (GROUP 4 (geology))))
La categoria 4 del layer geology (sandstone) viene posizionata sulla sommità di lo.elev, il layer raster creato nell'esempio precedente. L'output viene salvato in sand.lo. Le categorie risultanti sono:

1 - red: provate ownership; elev > 1123 m; no sandstone
2 - yellow: park property; elev > 1123m; no sandstone
3 - orange: park or private; elev <= 1123 m; no sandstone
4 - blue: park or private; any elev; sandstone

COMANDI ADDIZIONALI
r.combine contiene anche un numero di comandi che non sono usati per operazioni, ma servono ad una varietà di altre funzioni. Essi sono:

comando Alias Seguito da

QUIT quit q exit bye
CATS categories cats Mappa raster esistente
EXP exp expr Numero di espressione
! Shell e.g. vi comb.1
< File di input esistente
WINDOW window layer raster esistente
HISTORY history hist
HELP help comando di combine sul quale l'help è necessario
ERASE rase

QUIT
Permette l'uscita dal programma ma di rimanere ancora nella sessione di lavoro di GRASS.

CATS
Fornisce un elenco in linea delle categorie esistenti in un determinato layer raster.

EXP
Durante una sessione di lavoro con r.combine, ad ogni espressione e comando viene asse-gnato un numero. Questo numerto può essere usato per richiamare l'espressione alla quale è statao assegnato; questo significa che l'utente può sostituire il numero dell'espressione a questa.
Si usi il meccanismo history di UNIX (spiegato successivamente) per determinare il nume-ro speicifico associato ad una particolare espressione nella sessione di lavoro corrente di r.combine.

!!
Permette all'utente di sospendere temporaneamente r.combine e lanciare un altro comando, come nell'esempio che segue:

!vi input
!g.list type=rast

Fin quando non viene specificato in maniera diversa dall'utente, quando un file viene creato usando un editor di sistema(come vi) dall'interno di r.combine, questo file sarà posizionato nella mapset corrente sotto la directory COMBINE. Dopo che il comando è stato comple-tato, il controllo ritorna a r.combine.

<<input filename
Estrae l'input dal nome file specificato che contiene i comandio di r.combine. L'utente, naturalmente, deve aver immesso preventivamente i comandi nel sunnominato file. Se non viene fornito nessun pathmane, si assume che il file di input sia contenuto nella mapset cor-rente sotto la directory COMBINE. Per esempio, si potrebbero seguire i passaggi che se-guono per reindirizzare i comandi del file comb.in nel programma r.combine.
Per primo si dovrebbe creare il file:

!vi comb.in

Per secondo si dovrebbe indirizzare r.combine ad estrarre l'input dal file:

< comb.in

WINDOW
Fornisce le informazioni sulla regione geografica in linea (window) circa il layer raster spe-cificato (?)

HISTORY
Fornisce un elenco di tutte le espressioni complete precedenti utilizzate nella sessione cor-rente di r.combine e i numeri associati all'esecuzione di questi comandi.

HELP
Un'utility in linea che permette di avere informazioni soltanto sui comandi di r.combine. Si scriva il nome del comando desiderato dopo HELP per accedere alla voce di manuale corri-spondente.

ERASE
Questo comando cancella il monitor grafico.

NOTE
In tutti gli esempi che precedono soltanto una singola linea di input è fornita da r.combine. Comunque, dal momento che r.combine ignora gli spazi in più e il carattere tab, è possibile scrivere l'input per r.combine nella maniera segnata sotto. Gli utentu potranno trovare molto più chiaro mostrare le relazioni coinvolte e le paranetesi necessarie. Questo può esse-re scritto direttamenter alla linea di comando di r.combine o rediretto in r.combine da file che già esistono.

Esempio:

(NAME good.place
(AND
(OR
(GROUP 1 2 5 (geology))
(GROUP 1-5 (elevation.255))
)
(NOT
(GROUP 1-4 (landuse))
)
)
)

In questo modo l'input ad r.combine può essere convenientemente scritto in un file di input utilizzando il meccanismo di reindirizzamento di UNIX.

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r.compress

Queso modulo omprime e decomprime i file.

r.compress [-u] map=name [name…]

Durante la compressione questo programma riformatta un file raster utilizzando un algorit-mo run-lenght-encoding (RLE). Layer raster che contengono poche informazioni (come mappe di confini, geologia, suoli e uso del suolo) possono essere molto ridotte nelle dimen-sioni. Alcuni layer, però, sono ridotti appena dell'1% rispetto alla loro grandezza origina-ria. Layer raster che contengono immagini complesse come quelli di elevazione e foto o immagini satellitari possono raggiungere grandi dimensioni. GRASS utilizza un nuovo formato compresso e tutti i nuovi file raster sono ora automaticamente immagazzinati nella forma compressa (si vedano i formati discussi in seguito). I programmi GRASS possono leggere sia il formato di file compresso che quello regolare. Questa circostanza permette, per i dati raster, l'uso del formato che consuma minor spazio.
Ad esempio, il layer raster owner del database Spearfish era originariamente di 26600 bytes. Dopo l'operazione di compressione è diventato solo 1249 bytes (25351 bytes più piccolo).
I file raster possono essere decompressi e ritornare al loro formato originale utilizzando l'opzione -u di r.compress. Se a r.compress viene chiesto di comprimere un file raster che sia stato già compresso in precedenza (o, al contrario, di decomprimere un file già de-compresso) esso informa l'utente di questa circostanza gli chiede se si desidera compiere l'operazione inversa.

Opzioni di programma
r.compress può essere lanciato in maniera non interattiva o interattiva. Nell'uso non inter-attivo si devono specificare i nomi dei layer raster da essere compressi (o decompressi) alla linea di comando, utilizzando la forma map=name[name, …] (dove name è il nome di un layer raster da decomprimere o comprimere). Per decomprimere una mappa, l'utente deve includere l'opzione -u alla linea di comando. Se questa non viene inclusa r.compress tenterà di comprimere il layer in oggetto.
Se si scrive semplicemente r.compress sena alcuna ulteriore specificazione, il programma interrogherà circa i nomi del layer e chiederà se questi devono essere compressi o decom-pressi.

Flag:

-u
Se impostato, r.compreess coverte una mappa compressa in un formato decompresso.

Parametri:

map=name
Il nome del layer interessato alle operazioni.

Formati:
Sul piano strutturale un file raster è composto da righe e da colonne, con le righe che con-tengono lo stesso numero di celle. Una cella consiste di uno o più bytes. Il numero di byte per cella dipende dal valore di categoria immagazzinato. I valori di categoria nell'intervallo da 0 a 255 richiedono 1 solo byte per cella, mentre i valori nell'intervallo da 255 a 65535 richiedono 2 byte e quelli nell'intervallo da 65535 in poi richiedono 3 (o più) byte per cel-la.
Il formato di file raster decompressi si accompagna al formato strutturale ora sommaria-mente descritto. Per esempio, un file raster con 1 byte per cella che complessivamente con-siste di 100 righe ognuna delle quali contiene 200 celle, avrà complessivamente un conte-nuto di 20000 byte. Lanciando il comando UNIX ls -l per questo file verrà mostrata, per l'appunto, una consistenza di 20000 byte. Se le celle fossero di 2 byte, il file richiederebbe 40000 byte e così via. I valori di categoria del layer iniziano dalla cella localizzata plani-metricamente nell'angolo in alto a sinistra seguita dalle altre celle lungo il confine nord. Il byte seguente l'ultimo byte della prima riga è la prima cella della seconda riga (muovendo-si da sinistra verso destra). Non vi sono segnalatori di fine riga o altri codici nel file raster. Viene usato, inoltre, uno header di cella (cellhd) per definire come questi insiemi di byte sono distribuiti in righe di valori di categoria.
Il formato compresso non è altrettanto semplice, ma, nel suo disegno, può essere anche molto elegante. Esso, inoltre, non solo richiede meno spazio sui disco per essere immagaz-zinato, ma spesso può risultare di esecuzione più veloce per i programmi di grafica e di analisi perché presenta una quantità minore di ingressi ed uscite dal disco. Vi sono due formati compressi: il formato della versione pre-3.0 (che i programmi GRASS possono leggere ma che non utilizzano più) e quello della versione post-3.0 (che è quello usato au-tomaticamente quando si crea un layer raster).

Formato Pre-3.0
Primi tre byte (caratteri) - Questi costituiscono un codice speciale che identifica che i dati raster sono compressi.
Matrice di indirizzo (long) - una matrice di indirizzi (grandezza del numero delle righe +1) che puntano all'inizio di ogni riga. Poiché ogni riga può essere di differente grandezza, questa matrice si rende necessaria per fornire la mappa dei dati.
Riga per riga, iniziando all'angolo nord dei dati, una serie di gruppi di byte descrive i dati. Il numero di byte in ogni gruppo è il numero di byte per cella più uno. Il primo byte di ogni gruppo fornisce il numero di celle( fino a 255) che contengono i valori di categoria dati dai rimanenti byte del gruppo.

Formato post-3.0
Il codice ora esaminato di 3 byte non è usato. Invece, un campo nell'header di cella viene usato per indicare il formato compresso.
La matrice di indirizzi è la stessa.
Il formato RLE è lo stesso per pre-3.0. eccetto che ogni riga di dati è preceduta da un sin-golo byte che contiene il numero di byte per cella per la riga.
Gli altri cambiamenti forniscono una migliore compressione che non nel formato pre-3.0 nel 99% dei layer raster.

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r.contour

Produce una mappa vettoriale binaria di uno specifico contorno che appartiene ad un layer raster di GRASS.

r.contour input=name output=name [levels=value, value, …] [minle-vel=value] [maxlevel=value] [step=value]

r.contour produce una mappa di contorno partendo dai livelli specificati dall'utente con-tenuti in un layer raster. Questo programma lavora in due maniere:

1. I contorni sono prodotti da una lista di livelli specificata dall'utente.
2. I contorni sono prodotti per incrementi regolari specificati dall'utente che possono an-dare da un livello minimo ad uno massimo. Se non viene specificato alcun livello mi-nimo o massimo allora il programma userà il minimo e il massimo dei valori dei dati.

Parametri:

input=name
nome di un layer raster di input

output=name
nome del file vettoriale binario creato

levels=value,value,… value
una virgola separa l'elenco dei livelli desiderati

minlevel=value
valore di inizio (più basso) che deve essere usato quando si passa attraverso i contorni. Il valore di default è il minimo dei dati.

Maxlevel=value
valore più alto che deve essere usato quando si passa attraverso i contorni. Il valore di de-fault è il minimo dei dati.

Step=value
incremento tra i livelli

r.contour può essere lanciato in modalità interattiva o non, secondo le note procedure.

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r.cost

r.cost manda in output un layer raster che mostra il costo cumulativo necessario per muoversi tra differenti localizzazioni geografiche su una mappa raster di input nella quale i valori delle celle rappresentano costi.

r.cost [-vk] input=name output=name [coordinate=x,y[x,y….]] [stop_coordinate=x,y[x,y …]]

Questo modulo determina il costo cumulativo del movimento su una superficie di costo da una localizzazione di mappa verso un'altra le cui coordinate geografiche sono specificate dall'utente. Superficie di costo vuole dire che ogni cella delò layer raster che si è preso in considerazione contiene, come valore di categoria, il costo per attraversarla. r.cost pro-durrà, alla fine delle operazioni di analisi, un layer raster nel quale ogni cella avrà come valore di categoria il costo totale più basso necessario ad attraversare lo spazio tra ogni cella e i punti che sono specificati dall'utente. (i costi lungo le direzioni diagonali sono moltiplicati per un fattore che dipende dalle dimensioni della cella), Questo programma usa le impostazioni della regione geografica corrente.

Opzioni:
r.cost può essere lanciato sia in modalità interattiva che non. Si procederà nell'un caso o nell'altro come di consueto.
r.cost può essere lanciato in due differenti modalità per l'identificazione dei punti di ini-zio. Si possono fornire uno o più punti alla linea di comando immettendo le coppie di co-ordinate geografiche che li identificano. In luogo delle coordinate alla linea di comando, si presume che la mappa di output contenga i punti di partenza. Tutte le celle che non conten-gono valori nulli sono considerate punti di partenza. Attenzione: se si pèrocede in questa maniera si sovrascrive l'output con i risultati dei calcoli. Se l'output esiste e i punti sono già stati dati alla linea di comando, l'output è ignorato e vengono usate le coordinate fornite alla linea di comando.

Flag:

-v
Il processo è condotto verbosely. Questa selezione può far sì che il programma impieghi molto tempo nelle sue computazioni.

-k
La mossa del cavaliere viene usata per verificare la precisione dell'output. Nel diagramma che segue la posizione centrale (0) rappresenta una cella a partire dalla quale sono calco-late le distanze cumulative. Quelle celle vicine contrassegnate da una X sono sempre consi-derate per aggiornamenti di costo cumulativo. Con l'opzione -k sono valutate anche le celle vicine segnate con una K.


K . .K
K . X . X . X . K
X . 0 . X
K . X . X . X . K
K . .K


Parametri:

input=name
Nome del layer raster le cui categorie rappresentano il costo di superficie.

output=name
Nome del layer raster che deve contenere l'output. Può essere utilizzato anche come layer che contiene l'input dei punti di partenza. Se viene utilizzato in questo modo la mappa di input dei punti di inizio viene sovrascritta dall'output.

coordinate=x,y[,x,y,x,y, …]
Ogni coppia di coordinate x,y fornisce le coordinate geografiche, rispettivamente est e nord, per un punto di inizio dal quale calcolare i costi del trasporto collettivo per ogni cel-la. Si possono immettere tanti punti quanti si desiderano.

stop_coordinate =x,y[,x,y,x,y, …]
Ogni coppia di coordinate x,y fornisce le coordinate geografiche, rispettivamente est e nord, per un punto di arresto. Si possono immettere tanti punti quanti si desiderano.

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r.covar

Questo programma fornisce in output una matrice di covarianza/correlazione per un layer raster specificato dall'utente.

r.covar [-mrq] map=name [,name, …] (1)

L'output può essere stampato oppure, se il programma viene lanciato in maniera non inter-attiva, salvato in un file attraverso il meccanismo di reindirizzamento di UNIX.
Il risultato di questo programma è una matrice di covarianza (correlazione) simmetrica di dimensioni N x N, dove N rappresenta il numero dei layer raster che sono stati specificati alla linea di comando. Se, per esempio, i layer che vengono specificati sono 3 e. per la pre-cisione sono layer.1, layer.2, layer.3 della linea di comande che segue :

r.covar map=layer.1, layer.2, layer.3

si avrà come risultato una matrice 3 x 3 (i valori numerici riportati sono da intendersi a puro titolo di esempio):

462.876649 480.411218 281.556789
480.411218 513.233451 278.344590
281.556789 278.34459 336.324456

Opzioni:
Il programma verrà lanciato in maniera non interattiva se l'utente specifica tutti i parametri alla linea di comando, utilizzando la forma (1) dove ogni nome specifica il nome di un layer raster da essere usato nel calcolare le correlazioni e i flag (opzionali) -m, -r e -q hanno il significato riportato di seguito. Se non viene effettuata alcuna specificazione di flag, la loro risposta per default è "no".

Flag:

-m
include i valori zero nei calcoli di correlazione, dovuti alla maschera

-r
stampa la matrice di correlazione
-q
lavora senza emettere commenti sul proseguimento del programma

Parametri:

map=name [,name. …]
layer raster esistenti che devono essere inclusi nei calcoli della matrice di correlazio-ne/covarianza.

Componenti principali
Questo modulo può essere usato come il primo passo di una trasformazione principale di componenti. La matrice di covarianza potrebbe essere immessa in input in un sistema che determina valori e vettori di tipo eigen (?). Una matrice N x N di covarianza risulterebbe in valori eigen .

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r.cross

Questo modulo crea un prodotto incrociato dai valori di categoria di più layer raster.

r.cross [-qz] input=name, name [,name,…] output=name (1)

Questo modulo crea un layer raster di output derivante dalla combinazione dei valori di ca-tegoria dei layer raster di input. E' necessario specificare un minimo di due layer di input, fino ad un massimo di dieci. E' possibile anche assegnare il nome per il layer raster di out-put che viene creato da r.cross.
Il programma verrà lanciato in modalità non interattiva se si specifica i nomi dei layer ras-ter che devono essere utilizzati per l'input (da un minimo di 2 a un massimo di 10), utiliz-zando la forma (1), dove ogni nome input è quello di un layer raster da impiegare del cal-colo del prodotto dell'incrocio, ogni nome output è quello del layer raster che dovrà contenere l'output del programma e le opzioni -q e -z fanno sì, rispettivamente, che il programma venga lanciato in maniera silente e che escluda i dati di valore nullo.
In alternativa l'utente può lanciare il programma in modalità interattiva scrivendo sempli-cemente r.cross alla linea di comando.

Flag:

-q
il programma lavora senza emettere messaggi.

-z
il programma non lavora su valori nulli. Questo significa che se capita un valore di catego-ria zero in un qualsiasi layer di input, nel layer risultante alla combinazione è assegnato valore zero. Nell'esempio fornito di seguito l'uso dell'opzione -z causa la generazione di 3 categorie al posto di 5.
Se il flag -z non è specificato alle combinazioni del layer nelle quali non tutte i valori di categoria sono zero sarà assegnato un unico valore nel layer risultante.

Parametri:

input=name, name [,name, …] I nomi tra due e dieci layer esistenti da essere utilizzati come input. I valori di categoria del nuovo layer di output sarà il risultato dell'incrocio dei valori di categoria di questi layer di input.

Output=name Il nome assegnato al nuovo layer raster creato da r.cross che contiene l'output del programma.

Esempio:
Per esempio si supponga , utilizzando due layer raster, che capitino le seguenti combina-zioni

Map1 Map2
0 1
0 2
1 1
1 2
2 4

r.cross produrrà una nuova map raster con 5 categorie

Map1 Map2 Output
0 1 1
0 2 2
1 1 3
1 2 4
2 4 5

Nota: il valore di categoria attuale assegnato ad una particolare combinazione nel layer ri-sultante dipende dall'ordine nel quale la combinazione capita nel layer di input e può essere considerata essenzialmente casuale. L'esempio qui fornito è solo illustrativo.

File di supporto
Il file di categorie creato per il layer di output descrive le combinazioni dei valori di catego-ria di input che hanno generato ogni categoria. Nell'esempio precedente le etichette di ca-tegoria sarebbero:

valore di categoria Etichetta di categoria
1 Layer1(0) layer2(1)
2 Layer1(0) layer2(2)
3 Layer1(1) layer2(1)
4 Layer1(1) layer2(2)
5 Layer1(2) layer2(4)

Anche una tavola dei colori di tipo random viene generata per il layer di output.

Note:
Quando r.cross viene lanciato in maniera non interattiva non vi sarà protezione per il file esistente nella mapset corrente. Nel senso che se l'utente specificherà un nome per il layer di output tra quelli già esistenti questo sarà sovrascritto senza che venga emesso alcun mes-saggio di attenzione.

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r.describe

Questo modulo stampa un elenco dei valori di categoria che esistono in un layer raster.

r.describe [-lrqd] map=name

Il programma verrà lanciato in maniera interattiva o non a seconda delle modalità consuete.

Uso del programma
L'utente può selezionare una delle seguenti modalità di output di r.describe per il report.

(1) RANGE. Verrà stampato un intervallo di valori di categoria rintracciati nel layer raster. L'intervallo è diviso in tre gruppi: negativo, positivo e zero. Se capitano valori negati-vi, saranno stampati il minimo e il massimo dei valori negativi. Se capitano dei valori positivi, saranno stampati il minimo e il massimo. Se capita lo zero, questo sarà indica-to.
(2) FULL LIST. Sarà stampata un elenco di tutti i valori di categoria rintracciati nel layer di input.

Quelli che seguono sono esempi di output di r.describe:

0 2-4 10-13

significa che sono presenti nel layer di mappa esaminato i valori di categoria 0, da 2 a 4 e da 10 a 13. L'utente può scegliere di leggere il layer di mappa in due maniere:

(1) DIRECTLY. La regione geografica corrente e la maschera sono ignorati e viene letto l'intero layer raster. Questo metodo è utile se l'utente intende riclassificare o riscalare i dati, poiché anche queste funzioni (r.reclass e r.rescale) ignorano la regione e la maschera correnti.
(2) REGIONED e MASKED. Il layer di mappa è letto all'interno della regione geografica corrente o secondo le modalità imposte dalla maschera corrente.

Uso non interattivo del programma
r.describe esamina il layer di mappa scelto dall'utente. Se si desidera che il programma sia lanciato in modalità non interattiva, il nome del layer deve essere fornito alla linea di comando.
Verrà stampata una lista compatta dei valori di categoria rintracciati nel layer.
Quello che segue è un esempio di output:

0 2-4 10-13

-l
stampa in output i valori di categoria del layer prescelto valore per valore su ogni linea. Nel caso dell'esempio precedente questa opzione avrebbe prodotto output che segue:

0
2
3
4
10
11
12
13

-r
Stampa soltanto l'intervallo dei dati. Formano l'output i valori positivi e negativi più alti e più bassi. Nel caso dell'esempio precedente si avrebbe in output:

0
2
13
se è specificata anche l'opzione -l l'output appare con un valore di categoria per linea.

-q
il programma gira senza emettere alcun messaggio di informazione.

-d
Utilizza le impostazioni della regione geografica corrente. Normalmente r.describe leg-gerà i dati direttamente, ignorando sia le impostazione della regione geografica corrente sia della maschera. L'opzione -d dice a r.describe di leggere il layer nella regione geografi-ca corrente e attraverso la maschera corrente (se ve ne è alcuna).

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r.digit

Questo programma è uno strumento interattivo che permette di disegnare e salvare caratte-ristiche vettoriali direttamente dallo schermo grafico del monitor di sistema mediante l'uso del mouse.

r.digit

Lo strumento r.digit fornisce all'utente una via per disegnare linee, aree e cerchi sullo schermo del monitor e salvare le caratteristiche in file di cella. Linee, aree e cerchi sono di-segnati utilizzando un mouse. Un menu guidato dal mouse indica le conseguenze nel pre-mere i singoli pulsanti del mouse. All'utente è richiesto di immettere un numero di catego-ria associato con la linea, l'area o il cerchio disegnati. Le linee, le aree e i cerchi sono defi-niti da una serie di punti marcati dall'utente all'interno della finestra sullo schermo. r.digit chiuderà le aree se l'utente se ne dimentica. Disegnando una serie di caratteristi-che di questo tipo, l'utente può riparare mappe, identificare aree di interesse o semplice-mente disegnare oggetti grafici di segnalazione. Quando il disegno è completo, viene gene-rato un layer raster basato sulle istruzioni dell'utente. E' possibile utilizzarlo come masche-ra, nelle analisi e per il display.
La digitalizzazione avviene secondo il metodo dei "poligoni". Ogni area è circoscritta com-pletamente. Due o più aree e/o linee potrebbero definire una singola porzione di mappa. Ogni parte della mappa, comunque, è assegnata soltanto all'ultima parte area o linea che la ha ricoperta.

Il processo:
passo 1: Scegliere di definire un'area o una linea, uscire o finire. Se si esce la sessione ter-mina e nulla viene creato. Se si sceglie di terminare (done) verrà richiesto di fornire un nuovo nome di mappa; una nuova mappa viene così creata.

Passo 2: se si sceglie di costruire un'area o una linea bisogna identificare il numero di cate-goria per essa.

Passo 3 : utilizzando il mouse si traccia la linea o di circoscrivere l'area; o finire (si va al passo 1).

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r.drain

Traccia un flusso in un modello di elevazione contenuto in un layer raster.

r.drain input=name output=name [coordinatex,y[,x,y, …]] (1)

Il modulo traccia un flusso secondo il percorso dal costo più basso in un modello di eleva-zione (elevation model - DEM). La superficie di elevazione cos' generata (un layer raster di input) dovrebbe essere quella di costo cumulativo come dal programma r.cost. Il risul-tato di output (anch'esso un layer raster) mostrerà uno o più percorsi a basso costo tra le lo-cazioni indicate dall'utente che attraversano i punti più bassi del modello di input (i valori di cateroria più bassi).
Il programma girerà in mbaniera non interattiva se l'utente immetterà tutti i parametri ne-cessari alla linea di comando secondo la forma (1).
In alternativa, girerà in maniera interattiva se l'utente si limiterà a scrivere r.drain.

Parametri:

input=name nome del layer raster che contiene le informazioni di costo.

Output=name nome del layer raster che contiene l'output del programma.

Coordinate=x,y[,x,y, …] Ogni coppia di x,y che fornisce le coordinate ad est e a nord (ri-spettivamente) di un punto di partenza dal quale sarà sviluppato il percorso di basso costo. Si possono dare come input quanti punti si desiderano. (ma si veda la sezione ERRORI che segue).

Errori:
Correntemente, r.drain non fornisce un output per un numero maggiore di due coordinate alla linea di comando. r.drain correntemente trova solo il punto più basso (la cella che ha il valore di categoria più basso) nel file di input che può essere raggiunta attraverso celle di-rettamente adiacenti che sono minori o hanno ugual valore della cella raggiunta immedia-tamente in precedenza. Di conseguenza, non è detto che si possa raggiungere il punto più basso contenuto nel file di input. Esso correntemente raggiunge le buche nei dati piuttosto chje il punto più basso presente.
Soltanto un percorso a basso costo è correntemente stampato nel file di output.
Spesso, quando le differenze tra i valori di categoria nell'output della superficie di costo cumulativo sono piccole, questo output non può essere usato con accuratezza come input per r.drain (ci saranno sicuramente errori). Questo problema può essere circuito rendendo più grandi le differenza tra i valori delle categorie nell'output. Si raccomanda, se l'output proveniente da r.cost deve essere usato come input per r.drain, che l'utente moltiplichi la superficie di costo di input per r.cost per il valore della risoluzione di mappa, prima di lan-ciare r.cost. Questo può essere effettuato utilizzando r.mpacalc o altri programmi. La riso-luzione di mappa può essere rintracciata utilizzando g.region.

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r.grow

r.grow genera un layer raster di output con le aree contigue accresciute da una cella (pixel).

r.grow [-bq] input=name output=name

r.grow aggiunge una cella intorno al perimetro di tutte le aree in layer raster specificato dall'utente e immagazzina il risultato in un nuovo layer raster.
Un'area consiste un ammasso di celle contigue con valori di categoria differenti da zero. Nessuna distinzione viene fatta tra differenti valori di categoria all'interno di un'area. Piuttosto, il bordo che circonda un intero raggruppamento di celle con valore diverso da ze-ro viene accresciuto.
Il layer raster di output non si estenderà al di fuori dei confini impostati nella corrente re-gione geografica. Così, se un'area contigua nel layer raster di input si estende al bordo della corrente regione geografica, nessun nuovo bordo di celle può essere aggiunto ad esso.
La crescita attorno un'area rettangolare avverrà da ogni lato, ma non diagonalmente dagli angoli del rettangolo. Così i lati dell'area accresciuti conterranno linee lungo i lati del ret-tangolo originale, ma gli angoli al bordo nel saranno squadrati verso l'esterno. Invece, le linee di bordo che corrono lungo ogni lato del rettangolo originale toccheranno soltanto gli angoli delle celle alla fine di ogni linea.

Opzioni
L'utente può lanciare r.grow in maniera interattiva o non, secondo le consuete modalità.

Flag:

-b manda in output un layer raster che ha soltanto valori di categoria diversi da zero, in considerazione dei valori relativi al layer di input. In questo caso a tutte le celle con un valore di categoria diverso da zero nel layer di input viene assegnato un valore 1 nel layer di output. Se il flag -b non è usato, queste celle manterranno il loro valore originale diver-so da zero. In entrambe i casi tutte le celle i cui valori di categoria saranno cambiati da ze-ro durante il processo di crescita avranno assegnato il valore di 1 nella mappa di output.

-q gira in maniera silente, sopprimendo qualsiasi messaggio di informazione.

Parametri:

input=name nome di un layer esistente che contiene aree che si vogliono sottoporre al processo di crescita.

Output=name nome del nuovo layer raster che contiene l'output del programma. Questa mappa sarà binaria se l'utente imposta il flag a -b. Altrimenti le cella della mappa di input che hanno valori di categoria diversi da zero conserveranno il valore originario. In entram-be i casi tutte le celle i cui valori sono cambiati durante il processo di crescita avranno valo-re di categoria 1 nel layer di output.

Note:
il comando r.grow può essere usato per rappresentare il confine di una o più aree. In que-sto caso, l'output zero-uno (binario) non può essere scelto. Quindi il layer di input può es-sere sottratto al layer di output utilizzando il comando r.mapcalc. Tutti i valori originari non-zero saranno sottratti, lasciando soltanto le aree di confine. Questa rappresentazione risultante dei confini in modalità zero-uno può essere mostrata su altri layer collegati utiliz-zando l'opzione di overlay di d.rast.
Se la risoluzione della regione geografica corrente non si adatta con quella del layer raster di input, può accadere una riesemplificazione del layer raster che non sia voluta. L'utente dovrebbe accertarsi che la regione geografica corrente sia impostata in maniera appropriata.

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r.infer

Questo programma fornisce in output un layer raster le cui categorie rappresentano l'applicazione di criteri specificati dall'utente ad altri valori di categoria di layer raster.

r.infer [-vt] rulesfile=name (1)

r.infer è un motore inferenziale che applica un set di norme specificate dall'utente ad un layer raster. Un nuovo layer raster chiamato infer viene creato come output, i cui valori di categoria riflettono l'abilità di ogni cella del layer di input di soddisfare le condizione po-ste. I comandi di r.infer (condizioni e conseguenze) sono scritti in un file dall'utente uti-lizzando un editor di sistema conìme vi e poi forniti come input a r.infer nel file suddetto che viene immesso alla linea di comando. Questo programma svolge analisi simili a r.combine ma utilizza (possibilmente) un approccio sintattico più piacevole. Il programma sarà lanciato in maniera non interrattiva se l'utente specifica il nome di un file di ordini (rulesfile) ed ogni flag che si desidera alla linea di comando, mediante la forma (1), dove name rappresenta il nome di un file ASCII che contiene un input valido per r.infer e i flag (opzionali) sono -v e -t che hanno il significato descritto più innanzi., nella sezione op-zioni. In alternativa il programma può essere lanciato in modalità interattiva secondo le so-lite procedure.

Flag:

-t permette all'utente di lanciare r.infer in modo testo. L'utente viene interrogato circa la veridicità di ogni condizione che è nel file. r.infer quindi manda in output il valo-re che dovrebbe essere posizionato nel nuovo layer raster per una cella che presenta le condizioni specificate dall'utente. Quando nessuna di queste condizioni è soddisfatta (ba-sandosi sulle risposte dell'utente) il valore della cella viene posto a zero. Il modo testo vie-ne usato per provare l'accuratezza della logica dell'utente. Gli utenti sono invitati ad utiliz-zare r.infer prima in modo testo prima di tentare di creare delle mappe.

-v esegue r.infer in modalità verbosely e fornisce tutte le informazioni necessarie du-rante il suo svolgimento.

Parametri:

rulesfile=name Permette all'utente di immettere le regole per r.infer da un file ASCII piuttosto che dall'input standard. Questo file deve esistere nella directory corrente dell'utente. La struttura del rulesfile è la stessa dei comandi espressi alla linea di comando. Esempi di valide regole di impostazione di questo file sono forniti nelle sezioni che seguo-no.


Comandi e dichiarazioni
I seguenti comandi sono disponibili per r.infer:

Comando Alias Seguito da Come
IFMAP AND IFMAP
ANDMAP cellmap cat # geology 2
IFNOMAP ANDNOTMAP cellmap cat # geoloy 2
THENMAP cat # (dichiarazione) 3 nice vacation spot
THEN condizione di dichiarazione No sandstone
IF AND ANDIF condizione di divhiarazione predefinita No sandstone

Questi cinque comandi possono essere usati per fornulare dichiarazioni con funzioni che vanno da una semplice riclassificazione ad applicazioni più complesse del tipo dei sistemi esperti. Le dichiarazioni sono composte da unoa o più condizioni seguite da una o più ipo-tesi e/o conclusioni. L'uso degli ALIAS è fornito per permettere di adattarsi all'uso di un comando che ha un significato pregnante in Inglese con la logica a quel punto.
Di seguito vi è la descrizione di ciascuno dei cinque comandi. I layer di mappa usati negli esempi appartengono al database Spearfish.

IFMAP
Condizione di mappa
Le condizioni di mappa sono domande per ogni cella circa la presenbza di uno specifico valore di categoria. r.infer interroga ogni cella del layer di input (nel nostro caso, geolo-gy) circa il suo contenuto (e, cioè, il valore di categoria). Alle celle che soddisfano alla condizione stabilite da IFMAP (per es., quelle celle che contengono un valore di categoria di 4 o 5) verranno assegnate le conseguenti conclusioni o ipotesi stabilite, nel nuovo layer infer. Alle celle che non soddisfano alle stesse condizioni continueranno a muoversi lungo il rulefile (ricercando se esistano condizioni alle quali esse siano in grado di rispondere) se altre conclusioni/ipotesi sono ancora contenute nel file, o ad esse verrà assegnato il valore di categoria zero nel layer infer.

Esempio. IFMAP geoloy 4 5

IFNOTMAP
Condizione di mappa.
Come IFMAP, ma verificando l'assenza in ogni cella della domanda. Alle celle che soddi-sfano alle condizioni di IFNOTMAP (ad es., quelle celle del layer owner che NON inclu-dono il valore di categoria 2) verranno assegnate le conclusioni/ipotesi nel nuovo layer in-fer.

Esempio: IFNOTMAP owner 2

THENMAPHYP
Conclusione di mappa
Assegna ad ogni cella un valore di categoria nel nuovo layer infer basato sull'abilità o inca-pacità della cella di soddisfare le condizioni stabilite da THENMAPHYP nel rulesfile. L'utente dovrebbe notare che nonostante egli possa specificare un unico rulesfile, r.infer di-rige sempre il suo output ad un file chiamato infer nella mapset correntye (sovrascrivendo qualsiasi file dello stesso nome vi sia). Di conseguenza, se l'utente desidera salvare il suo file per un uso futuro, questo dovrebbe essere rinominato prima che l'utente rilanci r.infer (per es. utilizzando il comando GRASS g.rename).
E' importante realizzare che r.infer viene lanciato attraverso le condizioni fissate nel ru-lesfile su una cella per volta, muovendosi dalla sommità del file raster di input al fondo. Non appena la cella che è correntemente esaminata da r.infer soddisfa ad un set di condi-zioni , ad essa viene assegnato un valore di categoria nel nuovo layer raster infer. r.infer non tenta di vedere se la stessa cella soddisfa altre condizioni che sono riportate all'interno del file di input. Essenzialmente questo significa che le conclusioni effettuate nella sommità del file di input hanno la precedenza su quelle che sono più in basso nello stesso file.

Esempio: IFMAP density 1 THENMAPHYP 1 no trees

Nell'esempio ora riportato a tutte le celle che hanno un valore di categoria 1 (che non sono foreste) nel layer density, viene assegnato un valore di categoria 1 nel layer risultante infer. Il testo "nessun albero" viene immesso nel file di supporto alla categoria 1 nel nuovo layer di mappa infer.

THEN
Ipotesi di dichiarazione
Alla conclusione di una o più condizioni di dichiarazione, invece di effettuare una conclu-sione di mappa con con THENMAPHYP, le conclusioni sono utilizzate per creare un'ipotesi. Questa può poi essere riferita ad una dichiarazione successiva mediante il co-mando IF. IL testo alla fine della dichiarazione THEN viene usata come il significato al quale riferire le ipotesi. Segue un esempio della descrizione di IF.

IF
Condizione di dichiarazione.
Imposta una condizione basata su di un'ipotesi che è stata creata da una precedente dichia-razione THEN. IF può essere usato solo dopo che THEN ha impostato il gruppo di dichia-razioni alle quali far riferimento successivamente.

Esempio:

IFMAP elevation.255 170-255 ANDIFMAP density 3 4 THEN hight elevation with trees!
IF high elevation with trees ANDIFMAP owner 2 THENMAPHYP 1 this is the place

L'esempio ora riportato interroga ogni cella circa la presenza contemporanea di un'elevazione maggiore di 1580 metri (cioè, per le categorie del layer elevation.255 com-prese tra 170 e 255) e di una densità di alberi da meda ad alta (e cioè categorie del layer density comprese tra 3 e 4). Tutte le aree (e cioè le celle) che soddisfano a questi criteri sono assegnate all'ipotesi "high elevation with trees". Il carattere "!" dice semplicemente a r.infer per ignorare qualsiasi cosa appaia su questa linea (un commento) che viene usato per assicurare maggiore leggibilità al codice.
Se la dichiarazione IF che si riferisce alle celle che hanno la proprietà "high elevation with tree" (e cioè quelle celle che soddisfano entrambe le condizioni nominate da IFMAP e ANDIFMAP). Se delle celle soddisfano sia "high elevation with trees" che quello del valo-re di categoria 2 del layer owner (aree possedute dal Servizio Forestale), dal THEN-MAPHYP ad essa è assegnato il valore di categoria 1 nel nuovo layer raster infer. Il testo "this is the place" viene automaticamente immesso nel file di supporto di categoria per il nuovo layer infer. A tutte le celle che non posseggono tutte le condizioni impostate in que-sto file di input sarà assegnato il valore di categoria 0 nel nuovo layer infer.

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r.info

Fornisce all'output informazioni base su di un layer raster specificato dall'utente.

r.info map=name

Questo modulo riporta alcune informazioni basilari intorno ad un layer specificato dall'utente. Questo deve esistere nella mapset corrente. Le informazioni sui confini, la ri-soluzione, le proiezioni, il tipo di dati, i numeri di categoria, localizzazione del database e mapset e l'history sono scritti in una tavola e inviati all'output standard. Il tipo di informa-zioni elencati può anche essere rintracciato nelle directory /cats/cellhd e /hist nella mapset in cui il layer è immagazzinato.
Il programma può essere lanciato in maniera interattiva o non secondo le consuete procedu-re. L'utente può salvare l'output tabulare in un file utilizzando il meccanismo di redirezio-namento di UNIX (<); per esempio, l'utente potrebbe salvare un report sul layer soils in un file chiamato soil.rpt scrivendo:

r.info map=solis > soils.rpt

Sotto è riportato il report prodotto da r.info per il layer raster geology nel database di esempio Spearfish:

Layer: geology Date: 4 10:00:14 1987:
Location: spearfish Login of Creator: grass
Mapset: PERMANENT
Title: geology
Type of Map: rasterNumber of Categorie: 9
Rows: 140
Columns: 190
Total Cells: 26600
Projection: UTM (zone 13)
N: 4928000.00 S:4914000.00 Res: 100.00
E: 609000.00 W: 590000.00 Res: 100.00

Data Source:
Raster file produced by EROS Data Center

Data Descriptio:
Shows the geology for the map area

Comments:

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r.line

Crea un nuovo file binario vettoriale (v.digit) estraendo le caratteristiche lineari da un file raster assottigliato (thinned).

r.line input=name output=name[type=name]

r.line effettua una scansione del layer raster ed estrae caratteristiche lineari nel file vetto-riale di cui si fornisce il nome per l'output.

Opzioni:
L'utente può lanciare il programma in maniera interattiva o non secondo le consuete proce-dure.

Parametri:

input=name nome di un layer raster esistente da essere utilizzato come input.

output=name nome di un layer vettoriale per l'output

type=name tipo di linea da estrarre .

r.line assume che la mappa in input sia stata assottigliata utilizzando il comando r.thin.

Nota:
r.line estrae vettori (aka, archi) da un file raster. Questi archi possono rappresentare ca-ratteristiche lineari (come strade o fiumi) o possono rappresentare caratteristiche di lati di aree (come confini politici, o unità di mappaggio di suoli). L'opzione di scrivere l'attributo permette all'utente di stabilire l'uso sia di attributi lineari o di area da tutti quelli dei vettori estratti. r.poly può essere utilizzato per estrarre vettori che rappresentino caratteristiche di area (come unità di mappaggio dei suoli, intervalli di elevazione, ecc.) da un file raster.
L'utente deve lanciare r.support sul file vettoriale risultante per creare le informazioni di tipo dig_plus.
r.thin e r.line possono creare un numero eccessivo di nodi ad ogni giunzione e possono creare speroni o linee appese durante i processi di assottigliamento e vettorializzazione. Questi nodi eccessivi e speroni possono essere rimossi utilizzando v.trim.

Errori:
Il file raster di input deve essere assottigliato altrimenti il programma fallisce.

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r.los

Programma di analisi raster linea-di-vista

r.los input=name output=name coordinate=x,y [patt_map=name] [obs:elev=name] [max_dist=value]

r.los genera in output un layer raster nel quale le celle che sono visibili da una locazione specificata dall'utente sono marcate con un valore intero che rappresenta l'angolo verticale (in gradi) richiesto per vedere queste celle.
Il programma può essere lanciato in maniera interattiva o non secondo le consuete modali-tà.

Parametri:

input=name nome di un layer raster che contiene dati di elevazione utilizzata come input del programma
output=name nome assegnato ad un file nel quale l'output del programma viene immagaz-zinato

coordinate=x,y coordinate geografiche (cioè valori di est e nord) che identificano la lo-cazione desiderata per il punto di vista.

patt_map=name Nome di un layer raster binario (1 o 0) nel quale alle celle all'interno dell'area di interesse viene assegnato il valore di categoria "1" e a tutte le altre viene asse-gnato il valore 0. Se questo parametro è omesso, l'analisi sarà compiuta per l'intera area all'interno di una certa distanza del punto di vista all'interno dei confini della regione geo-grafica.
Default: assegna a tutte le celle all'interno della max_dist e del confine della regione geo-grafica corrente il valore di 1.

Obs_elev=value Altezza dell'osservatore (in metri) al di sopra dell'elevazione del punto di vista.
Default: 1.75 (metri)

max_dist=value Massima distanza (in metri) dal punto di vista all'interno della quale l'analisi della linea di vista sarà svolta. A tutte le celle al di fuori di questa distanza verrà assegnato il valore di categoria "0".
Opzioni: 0-99999 (fissato in unità di mappa) Default: 100

Note:
Per risultati accurati, il programma deve essere lanciato con la risoluzione della regione geografica impostata come quella dei dati (si veda g.region). E' consigliabile un "pattern layer" che identifichi le aree di interesse nelle quali l'analisi della linea di vista è richiesta. Una misura così ridurrà il tempo richiesto dal programma per girare.

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r.mapcalc

Questo programma è un calcolatore di layer raster.

r.mapcalc [result=expression]

r.mapcalc svolge operazioni aritmetiche su layer raster. Nuovi layer raster possono essere creati come risultato di espressioni aritmetiche che riguardano altri layer raster con costanti intere o in virgola mobile e funzioni.

Uso del programma
Se usato senza argomenti alla linea di comando r,mapcalc leggerà il suo input, una linea per volta, dallo input standard (che è la tastiera, oppure rediretto da un file o attraverso una pi-pe). In caso contrario viene valutata l'espressione alla linea di comando r.mapcalc si aspetta che il suo input abbia la forma:

result=esxpression

dove result è il nome di un layer raster che contiene il risultato dei calcoli e expression è qualunque espressione aritmetica che riguarda i layer ratser esistenti, con costanti intere o in vergola mobile e funzioni conosciute dal calcolatore. Le parentesi sono permesse nelle espressioni e possono raggiungere qualsiasi profondità. Il risultato sarà creato nella mapset corrente.
La formula immessa per r.mapcalc dall'utente è registrata sia nel file di titolo per la mappa risultante (che appare nel file di categoria per il risultato) sia nel file history per il risultato.
Alcuni caratteri hanno un significato speciale per la shell di comando. Se l'utente deve im-mettere l'input ad r.mapcalc alla linea di comando, le espressioni dovrebbero essere rac-chiuse all'interno di apici singoli. Si vedano le note successivamente.

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r.mask.points

Questo programma esamina e filtra le liste di punti che costituiscono le linee per determina-re se essi rientrino nella regione e nella maschera correnti e opzionalmente una mappa ras-ter addizionale.

r.mask,points [-r] [mask=name] [input=name] fs=name]

r.mask.points filtra una lista di punti basati sulla regione e maschera correnti. La lista di punti consiste di linee che hanno il seguente formato:

easting northing [text]
.
.
.
easting northing [text]

Est e nord definiscono i punti nello spazio delle coordinate. Ogni linea viene esaminata per determinare se il punto ricade all'interno della regione corrente, della maschera corrente (se ve ne è una) e opzionalmente una mappa raster addizionale che funge da maschera seconda-ria. Se il punto cade fuori i limiti della regione geografica corrente o all'interno di una gri-glia di celle che hanno valore zero (sia nella maschera corrente o nel file specificato di ma-schera), allora l'intera linea viene soppressa, altrimenti viene stampata esattamente come è nell'input. Vi può essere del testo arbitrario che segue le coppie di coordinate e questo testo verrà mostrato in output.

OPZIONI

Flag:

-r
le coordinate vengono invertite: nord, est.
L'input normale ha prima l'est e poi il nord per secondo. Questa opzione permette che l'ordine delle coordinate abbia prima il nord e poi l'est.

Parametri:

mask=name
mappa raster che viene usata per mascherare i punti. Questo parametro è opzionale. Se non viene specificato, allora i punti sono mascherati dalla maschera di default (se ve ne è una). Se, al contrario, esso è specificato, allora i punti sono mascherati da questo layer allo stes-so modo della maschera di default.

Input=name
input UNIX che contiene la lista di punti. Se non viene specificato il programma assume che l'utente voglia redirezionare l'input da un file:

r.mask.points < file

o mediante i risultati di altri processi mediante un'operazione di pipe (per es. una query DBMS [di un DataBase Management System]) in r.mask.points.

some_process | r.mask.points

fs=name
carattere separatore di campo di input. Se le coordinate non sono separate da uno spazio vuoto, ma da qualche altro carattere, questa opzione serve per specificarlo. Per esempio, se una : (colon) viene usata per separare l'est dal nord, allora questo può essere descritto a r.mask.points dalla linea di comando:

r.mask.points fs=:

NOTE
Le linee che passano attraverso questo filtraggio sono mantenute, nell'output, senza alcuna variazione. Questo significa che se le coordinate sono invertite esse rimarranno invertite anche nell'output. Se vi è un campo separatore anche questo sarà contenuto nell'output.

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r.mask

Questo modulo imposta o rimuove la maschera di lavoro corrente.

r.mask

il programma r.mask permette all'utente di tenere fuori da un'analisi alcune aree, "nascondendole" alla vista di altri programmi di GRASS. Questa operazione viene com-piuta definendo una maschera. Fin quando esiste una maschera, la maggior parte dei pro-grammi di GRASS opererà solo sui dati che ricadono all'interno di un'area mascherata ed ignorerà qualsiasi dato che ricade al di fuori di essa.
Poiché una maschera è, di fatto, soltanto un file di riclassificazione chiamato "MASK" che viene creato quando l'utente identifica una maschera utilizzando r.mask, esso può essere copiato, rinominato, rimosso e usato nelle analisi proprio come tutti gli altri layer raster di GRASS. L'utente dovrebbe porre attenzione al fatto che una maschera rimane in funzione fin quando il file non viene rinominato o rimosso utilizzando r.mask o g.remove.
r.mask fornisce le seguenti opzioni:

1 Remove the current mask
2 Identify a new mask
RETURN Exit from program

L'utente stabilisce una nuova maschera scegliendo l'opzione 2. Una volta effettuata questa scelta viene chiesto il nome di un layer raster tra quelli disponibili nel path di ricerca della mapset corrente. Una volta che questo sia stato fornito, il programma mostra un elenco delle categorie di questa mappa e richiede che sia assegnato a ciascuna di esse il valore 0 o 1. Le aree alle quali viene assegnato il valore 1 entreranno a far parte della maschera, men-tre quelle alle quali viene assegnato il valore 0 diventeranno aree di "prova dei dati" nel file MASK.
Se ad una categoria non viene assegnato il valore 1 ad essa, nel file di maschera risultante, viene assegnato automaticamente il valore 0. Ogni cella che ricade nella categoria 0 cadrà al di fuori della nuova maschera e la sua presenza verrà ignorata dai programmi di GRASS che verranno lanciati successivamente, fin a quando la maschera rimarrà attiva.

NOTE
Il metodo ora descritto per determinare una maschera può sembrare poco intuitivo. Infatti le aree all'interno della maschera non vengono nascoste; mentre, al contrario, le aree all'esterno saranno ignorate fin quando la maschera rimarrà attiva. Questo programma at-tualmente crea un layer raster (del tipo di quelli che vengono creati da una riclassificazione) chiamato MASK il quale può essere manipolato (rinominato, rimosso, copiato, ecc.) come qualsiasi altro layer raster. Qualcosa di simile alle funzioni che vengono eseguite da d.mask può essere fatto facendo ricorso a programmi come r.mapcalc, g.region ed altri.
Questo programma può essere lanciato in maniera interattiva.
Si noti che alcuni programmi, come r.stats, hanno opzioni che permettono all'utente di vedere gli effetti della maschera corrente senza rimuoverla. Si veda, per esempio, l'uso dell'opzione -m di r.stats.

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r.median

Questo programma rintraccia il punto mediano tra i valori in una mappa di copertura all'interno delle aree con lo stesso valore di categoria in una mappa base specificata dall'utente.

r.median base=name cover=name output=name

r.median calcola i punti mediani dei dati di categoria contenuti in una layer di copertura per le aree cui è assegnata la stessa categoria nel layer raster di base specificato dall'utente. Questi valori mediani sono immagazzinati in un nuovo layer di output. La mappa di output è una riclassificazione della mappa di base.
Se l'utente scrive semplicemente r.median alla linea di comando, gli vengono chiesti i valori dei parametri necessari allo svolgimento del programma attraverso l'interfaccia stan-dard di GRASS.
In alternativa l'utente può fornire tutti i parametri necessari alla linea di comando.

Parametri:

base=name
un layer di mappa esistente nel path di ricerca della mapset corrente. Per ogni gruppo di celle cui è assegnato lo stesso valore di categoria nella mappa di base, viene computato il medio dei valori assegnati a queste celle nella mappa di copertura.

cover=name
un layer raster esistente che contiene i valori che devono esser usati per computare il medio all'interno di ogni categoria della mappa di base.

output=name
il nome di un nuovo layer che contenga l'output di programma (una riclassificazione della mappa base). Il valore mediano sarà immagazzinato nella mappa di output.

Note:
L'utente dovrebbe utilizzare i risultati di r.median con attenzione. Poiché questa utility as-segna un valore ad ogni cella il quale è basato su informazioni globali (per es. informazioni sulle localizzazioni spaziali piuttosto che informazioni sulla localizzazione della cella) la mappa risultante è valida solo se la regione geografica e le impostazioni di maschera sono le stesse di quelle quando la mappa risultante è stata creata.
I risultati sono influenzati dalle impostazioni della regione e maschera correnti.

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r.mfilter

Filtro per matrici di file raster

r.mfilter [-qpz] input=name output=name filter=name [repeat=value] [ti-tle="phrase"]

r.mfilter filtra l'input raster per produrre un output raster in accordo con il file matrice progettato dall'utente (si veda FILTRI più avanti). Il filtro viene applicato ripetute volte (il valore di default è 1). Al layer raster di output può essere dato il titolo che si desidera. (Questo titolo dovrebbe essere inserito tra virgolette " "se contiene più di una parola).

OPZIONI:
Il programma può essere lanciato in modalità interattiva o non secondo le note procedure.

Flag:

-q
il programma stamperà normalmente messaggi per indicare che cosa sta avvenendo durante l'esecuzione. Se questo flag è selezionato si elimina l'emissione di questi messaggi.

-z
il filtro viene applicato soltanto alle categorie di valore zero contenute nel layer raster di in-put. I valori di categoria diversi da zero non sono modificati. Si noti che se vi è più di un filtro, questa regola viene applicata al layer raster più vicino - solo i valori di categoria pari a zero che risultano dal primo filtro vengono modificati. In molti casi questo NON sarà il risultato desiderato. Di conseguenza il flag -z deve essere usato soltanto con un unico fil-tro.

Parametri:

input=name
il nome di un layer raster esistente i cui valori devono essere filtrati.

output=name
il nome del layer raster nuovo che contiene il risultato dell'azione di filtraggio.

filter=name
il nome di un file ASCII di UNIX creato dall'utente il cui contenuto è una matrice che de-finisce le modalità secondo le quali il layer in input sarà filtrato. Il formato di questo file è descritto più avanti nella sezione FILTRI.

repeat=value
il numero di volte che il filtro deve essere applicato ai dati in input.
Opzioni: valori interi
Default: 1

title="phrase"
Un titolo che si vuole assegnare al layer di output filtrato. Se il titolo ha più di una parola, esso dovrebbe essere immesso tra virgolette ("").
default: nessuno

FILTRI
Il file di filtro è un normale file ASCII di UNIX pensato dall'utente. Esso ha il seguente formato.

TITLE title
MATRIX n
.
n lines of n inregers
.
DIVISOR d
TYPE S/P

TITLE
una linea di titolo per il filtro. Se il titolo non viene specificato alla linea di comando, esso può essere specificato qui. Esso dovrebbe essere usato per costruire un titolo per il layer raster risultante e dovrebbe consistere in una linea di descrizione del filtro.

MATRIX
La matrice (n x n) segue sulle seguenti n linee. n deve essere un intero dispari più grande o uguale a 3. La matrice in se stessa consiste di n righe di n interi. L'intero deve essere sepa-rato da un altro da almeno una linea lasciata vuota.

DIVISOR
IL divisore del filtro è d. Se questo parametro non viene specificato, il valore di default è 1. Se il divisore è zero (0), allora esso dipende dal valore di categoria di vicinato (si veda COME LAVORA IL FILTRO più avanti).

TYPE
Questo parametro specifica il tipo di filtro. S significa sequenziale mentre .P significa pa-rallelo. Se questo parametro non viene specificato il valore di default è S.
Il filtraggio sequenziale ha luogo in una precisa localizzazione. Come il filtro viene appli-cato al layer raster, i valori di categoria che sono stati cambiati nelle celle di vicinato in-fluenzano il valore risultante della cella corrente che deve essere filtrata.
Il filtraggio parallelo avviene con le stesse modalità del processo secondo il quale i valori di categoria del layer raster originale vengono usati per produrre un nuovo valore di categoria.
Più di un filtro può essere specificato nel file di filtro. I filtri addizionali sono descritti alla stessa maniera del primo. Per esempio, i seguenti due filtri descritti:

EXAMPLE FILTER FILE
TITLE 3x3 average, non-zero data only, followed by 5x5 average
MATRIX 3
1 1 1
1 1 1
1 1 1
DIVISOR 0
TYPE P

MATRIX 5
1 1 1 1 1
1 1 1 1 1
1 1 1 1 1
1 1 1 1 1
1 1 1 1 1
DIVISOR 25
TYPE P

COME LAVORA IL FILTRO
Il processo di filtraggio produce un nuovo valore di categoria per ogni cella nel layer raster di input moltiplicando i valori di categoria delle celle nel vicinato n x n intorno alla cella centrale per il valore della matrice corrispondente e sommandoli assieme. Se viene specifi-cato un divisore la somma viene divisa per questo divisore, arrotondando all'intero più vi-cino. (Se viene specificato un divisore uguale a zero, allora il divisore viene computato per ogni cella come la somma dei valori della MATRIX dove la cella di input corrispondente è diversa da zero).
Se vengono applicati più filtri, essi vengono applicati in sequenza. Questo significa che il primo filtro è applicato all'intero layer raster di input per produrre un risultato intermedio; quindi il filtro successivo viene applicato a questo risultato intermedio per produrre un altro risultato intermedio; e così via, fino a che il filtro finale viene applicato. Quindi viene scritto quello della cella di output.

NOTE
Se la risoluzione della regione geografica non si adatta a quella del layer raster, possono aversi risultati inaspettati. L'utente dovrebbe sempre assicurarsi che la regione geografica è impostata correttamente.

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r.mode

r.mode ricerca la modalità dei valori in una mappa di copertura all'interno delle aree alle quali è assegnato lo stesso valore di categoria in un layer raster specificato dall'utente.

r.mode bas=name cover=name output=name

r.mode calcola il valore maggiormente diffuso (mode) dei dati in un layer raster di copertura per le aree con lo stesso valore di categoria in un layer specificato dall'utente. Questi modi sono immagazzinati in un nuovo layer di output. La mappa di output è una riclassificazione della mappa di base.
Se l'utente scrive soltanto r.mode alla linea di comando, gli vengono richiesti i parametri necessari allo svolgimento del programma attraverso l'output standard di GRASS.
In alternativa l'utente può fornire tutti i valori necessari alla linea di comando.

Parametri:

base=name
Un layer raster esistente nel path di ricerca della mapset corrente. Per ogni gruppo di celle alle quali è assegnato lo stesso valore di categoria nella mappa base viene calcolato la mo-dalità (mode) dei valori assegnati a queste celle nella mappa di copertura.

cover=name
un layer raster esistente che contiene i valori che devono essere utilizzati per calcolare la modalità all'interno di ogni categoria della mappa base.

output=name
il nome di un nuovo layer per contenere l'output del programma (una riclassificazione della mappa di base).La modalità dei valori viene immagazzinata nella mappa di output.

NOTE:
L'utente dovrebbe usare i risultati di r.mode con attenzione. Poiché questa utility assegna ad ogni cella un valore che è basato su informazioni globali, il layer di mappa risultante è valido solo se le impostazioni della regione geografica e della maschera correnti sono le stesse di quelle quando la mappa risultante è stata creata.
I rsultati sono influenzati dalle impostazioni della regione corrente e della maschera.

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r.neighbors

Questo programma rende i valori di categoria di ogni cella funzione del valori assegnati alle celle che la circondano ed immagazzina il nuovo valore in un layer raster di output.

r.neighbors [-aq] input=name output=name method=name size=value [ti-tle="phrase"]

r.neighbors esamina ogni cella in un file raster di input ed esamina, altresì, i valori di categoria assegnati alle celle che la circondano in alcuni "vicinati" definiti dall'utente. Il programma fornisce un nuovo layer raster di output nel quale ad ogni cella viene assegnato un valore di categoria che è una funzione (specificata dall'utente) dei valori del vicinato di questa cella. Per esempio, ad ogni cella nel layer di output potrebbe essere assegnato il va-lore di categoria uguale alla media dei valori di categoria in un vicinato di 3x3 celle del layer di input.
Il programma verrà lanciato in modalità interattiva o non secondo le consuete procedure.

OPZIONI:
L'utente deve specificare i nomi del layer raster di input e di quello di output, il metodo usato per analizzare i valori di categoria di vicinato (e, cioè, la funzione o l'operazione di vicinato che deve essere eseguita) e la grandezza del vicinato. Opzionalmente, l'utente può anche specificare il titolo che deve essere assegnato al layer raster di output, scegliere di non adeguare la risoluzione dell'output con quella dell'input (l'opzione -a) e scegliere di lanciare r.neighbors silenziosamente (-q quietly). Queste opzioni sono descritte più avanti.

Metodi di operazioni di vicinato
Gli operatori di vicinato determinano quale sarà il nuovo valore di categoria di una cella centrale in un insieme di vicinato dopo aver esaminato i valori delle celle circostanti che lo costituiscono. Ogni cella in un layer raster diventa il centro di un vicinato se la finestra di vicinato si muove da cella a cella attraverso il layer di mappa. r.neighbors può eseguire le seguenti operazioni:

average (media)
il valore di categoria medio all'interno del vicinato. Nell'esempio che segue il risultato sarà (7*4+6+5+4*3)=5.66 Il risultato viene arrotondato all'intero più vicino (in questo caso 6).

median (mediano)
il valore di categoria rintracciato a metà strada attraverso una lista di valori di categorie di vicinato, quando questi sono raggruppati in ordine numerico.

mode (modalità)
il valore di categoria che maggiormente ricorre all'interno del vicinato

minimum (minimo)
il valore di categoria minimo all'interno del vicinato

maximum (massimo)
il valore di categoria massimo all'interno di un vicinato.


stddev
la deviazione statistica standard dei valori di categoria all'interno di un vicinato (arroton-data all'intero più vicino)

variance
la variazione statistica dei valori di categoria all'interno di un vicinato (arrotondata all'intero più vicino)

diversity
il numero di valori differenti di categoria all'interno di un vicinato. Nell'esempio prece-dente la diversity è 4.

interspesion
la percentuale di celle contenenti categorie che differiscono dalla categoria assegnata alla cella centrale nel vicinato, più 1. Nell'esempio precedente, l'interspesion è: 5/8*100+1 = 63.5. Il risultato viene arrotondato all'intero più vicino (in questo caso 64).

Neighborhood size
Grandezza di vicinato. Questo parametro specifica quali e quante delle celle che circonda-no una cella assegnata ricadono nel suo vicinato. La grandezza deve avere valore intero. Opzioni sono: numeri dispari da 1 a 25.

-a
se questo flag viene specificato, r.neighbors non allineerà il layer raster di output con quello di input. Il programma r.neighbors lavora nella regione geografica corrente. E' raccomandato, ma non richiesto, che la risoluzione della regione geografica sia la stessa di quella del layer raster. Per default, se non specificato, r.neighbors allineerà queste impo-stazioni.

-q
se questo flag viene specificato, il programma sarà lanciato in maniera relativamente silen-ziosa (e, cioè, senza stampare messaggi sul suo progresso). Se non viene specificato, il pro-gramma stamperà messaggi di avviso sull'output standard.

NOTE:
Il programma lavora nella regione geografica e con la maschera corrente, se questa è pre-sente. E' consigliato, ma non è necessario, che la risoluzione della regione geografica sia la stessa di quella del layer raster. Per default, r.neighbors allineerà queste impostazioni. Comunque, si può scegliere di mantenere le risoluzioni originali dell'input e dell'output.
r.neighbors copia i file di colore di GRASS associati con il layer raster di input e li utilizza per quello di output.

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r.out.ascii

r.out.ascii converte un layer raster in un file di testo ASCII.

r.out.ascii [-h] map=name [digits=value] (1)

r.out.ascii converte un layer raster specificato dall'utente (map=name) in un file di testo ASCII che permette l'esportazione dei dati su altri sistemi. L'opzione digit=value (dove value è un numero liberamente scelto dall'utente) può essere usata per fare sì che i numeri nell'output siano tra loro spaziati in maniera uniforme (in modo da ottenere un output a forma di colonna). Ogni valore di categoria nel layer ASCII prenderà un certo valore di spazi. Comunque, perché questa opzione possa essere utilizzata, è necessario conoscere il numero massimo di caratteri digitali che potranno essere inseriti nel file di output ed ag-giungere uno a questo numero (perché in questo modo si lasci uno spazio tra ogni colon-na). E' possibile rintracciare il massimo numero di caratteri digitali che saranno contenuti nel file di output lanciando il comando r.out.ascii senza l'opzione digits=value.
Il programma GRASS r.in.ascii può essere usato per attivare, ovviamente, la funzione inversa, in base alla quale un file ASCII viene convertito nel formato di un file raster di GRASS.

Flag:

-h
la selezione di questo flag permette di sopprimere la stampa in output delle informazioni di header.

Parametri:

map=name
il nome di un layer raster esistente

digits=value
il minimo numero di caratteri digitali (per cella) che deve essere stampato.

r.out.ascii può essere lanciato in modalità interattiva o non. Il programma sarà lanciato in maniera non interattiva se viene specificato, alla linea di comando, il nome di un layer raster e (opzionalmente) il valore per digits utilizzando la forma (1), dove name è il nome del layer raster che deve essere convertito e value è il minimo numero di caratteri digitali (per cella) che devono essere stampati in output. L'utente può anche utilizzare l'opzione -h per sopprimere le informazioni contenute nell'header di file.
In alternativa, si può semplicemente scrivere r.out.ascii alla linea di comando, senza al-cun argomento di programma. In questo caso, saranno chiesti all'utente i valori dei para-metri attraverso l'interfaccia standard di GRASS.

NOTE
L'output di r.out.ascii può essere inserito in un file utilizzando il meccanismo di reindi-rizzamento di UNIX; e, cioè:

r.out.ascii map=soils > out.file

Il file di output out.file può quindi essere stampato o copiato su un nastro magnetico o su di un floppy o latro supporto per scopi specifici o per essere esportato in un altro sistema.

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r.patch

r.patch crea una mappa raster composita utilizzando valori conosciuti di categoria ricavati da uno (o più) layer di mappa per riempire le aree "no data" in un altro layer.

r.patch [-q] input=name[,name,...] output=name (1)

Il programma GRASS r.patch permette all'utente di assegnare valori conosciuti di dati da un layer raster nelle aree "no data" (quelle alle quali viene assegnato un valore di categoria pari a zero) in un altro layer raster. Questo programma è utile per costruire mappe compo-site prendendo i dati da due o più layer adiacenti, per riempire i "buchi" nei dati di un layer raster (per es., in un layer di elevazione) o per aggiornare un layer più vecchio con dati più recenti.
Il programma funzionerà in modalità interattiva o non a seconda che l'utente specifichi gli argomenti di programma alla linea di comando utilizzando la forma (1), dove ogni nome in input è quello di un layer raster sul quale svolgere l'operazione di patch, il nome di output è quello assegnato al nuovo layer raster composito che contiene i risultati delle operazioni svolte e l'opzione -q impone al programma di girare in maniera "silenziosa", senza emette-re, cioè, messaggi di avviso durante la sua esecuzione.
Il primo nome elencato nella stringa di input=name,name,name,... è quello di una map-pa di base i cui valori zero devono essere "riempiti" da dati diversi da zero contenuti nel layer che ha il secondo nome dell'elenco. Gli altri nomi successivi a questo (se specificati dall'utente) sono quelli di altri layer che, secondo l'ordine in cui sono stati immessi in in-put, tenteranno di "riempire" i valori pari a zero del primo layer preso in considerazione che ancora rimangono.
In alternativa, l'utente può semplicemente scrivere r.patch alla linea di comando. In que-sto caso, verranno richiesti l'impostazione del flag e i valori dei parametri restanti attraver-so l'interfaccia standard di GRASS.

Flag

-q
impone a r.patch di girare in maniera "silenziosa", sopprimendo i messaggi di output sul progredire del programma.

Parametri:

input=name,name...
I nomi di layer raster esistenti (da uno a dieci) che devono essere sovrapposti l'uno all'altro. Il primo dei dieci nomi elencati verrà usato come mappa di base; tutti gli altri, dal secondo in poi fino ad un massimo di dieci, saranno usati per fornire i valori di categoria mancanti (zero) nella prima mappa.

output=name
il nome del nuovo layer raster che contiene il risultato delle operazioni di patch.

ESEMPIO
Sotto, il layer raster sull'estrema sinistra viene "riempito" con quello di mezzo per produrre il layer raster sulla destra:

11102200 00110000 11112200
11022200 00110000 11122200
33332200 00000000 33332200
33300000 44444444 33344444
33330000 44444444 33334444
00000000 44444444 44444444

NOTE
Frequentemente, questo programma viene usato per comporre assieme layer adiacenti che sono stati digitalizzati separatamente. I programmi v.mkquads e v.mkgrid possono posso-no essere usati per fare combaciare correttamente i layer adiacenti.
L'utente dovrebbe provare le impostazioni della regione geografica corrente prima di lan-ciare r.patch per assicurarsi che i confini di regione abbraccino tutti i dati che si vuole siano inclusi nella mappa composita.
L'uso di r.patch è generalmente seguito da quello dei programmi GRASS g.remove e g.rename; g.remove viene usato per rimuovere i layer originali non più necessari mentre g.rename viene usato per assegnare, successivamente, il nome del layer raster originale a quello nuovo creato con r.patch.
r.patch crea anche i file di supporto per la mappa composita risultante.

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r.poly

r.poly estrae i lati di area da un layer raster e converte i dati nel formato vettoriale di GRASS.

r.poly [-l] input=name output=name (1)

r.poly effettua una scansione del layer raster di input, ne estrae le caratteristiche lati di area, coverte questi ultimi nel formato di dati vettoriali di GRASS e ne smussa i vettori componenti. r.poly traccia il perimetro di ogni singola area del layer raster di input e crea dati vettoriali per rappresentarlo. I valori di categoria di cella per il layer raster saranno usati per creare attributi per i dati vettoriali risultanti.
Un vettore che traccia i lati di un'area potrebbe apparire bloccato, poiché i vettori ricalcano i lati dei dati raster che sono immagazzinati in celle rettangolari. Per produrre una mappa vettoriale di aspetto migliore, r.poly smussa gli angoli dei dati vettoriali non appena essi sono estratti. Ad ogni cambiamento di direzione (e, cioè, ad ogni angolo) i due punti di mezzo delle celle d'angolo sono selezionati e il segmento di linea che li collega viene usato per tracciare l'angolo nel file vettoriale risultante. Poiché i vettori sono smussati da questo programma, la mappa vettoriale risultante non sarà la copia "vera" della mappa raster d'origine. L'utente dovrebbe, di conseguenza, testare la risoluzione della regione geografi-ca (e i dati originali) per stimare il possibile errore introdotto dall'operazione di smusso.

OPZIONI
Si può lanciare il programma in modalità interattiva o non. Il programma funzionerà in ma-niera non interattiva se vengono specificati gli argomenti di programma e l'impostazione dei flag alla linea di comando secondo la forma (1).
In alternativa, si può semplicemente scrivere r.poly alla linea di comando senza alcuna specificazione. In questo caso il programma chiederà che siano immessi i valori dei para-metri attraverso l'interfaccia standard di GRASS.

flag:

-l
smussa gli angoli

Parametri:

input=name
usa un nome di un layer esistente come input

output=name
imposta il nome del nuovo file di output

NOTE
r.poly estrae solo i lati di area dal file di input. Se il file raster contiene altri dati (e, cioè, linee o dati punto) l'output può essere sbagliato. Si deve lanciare r.support sul file risul-tante per ottenere le informazioni necessarie per costruire la topologia per il file dig_plus.

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r.profile

r.profile fornisce in output i valori di un layer raster che giacciono lungo linee definite dall'utente.

r.profile mapname [result=type] [width=value] line= east,north,east,north[,east,north,...]

Questo programma fornisce in output, in formato ASCII, i valori assegnati a quelle celle in un layer raster che giacciono lungo una o più linee ("profili"). Le linee sono descritte dalle coordinate dei loro punti di inizio ed arrivo. I profili posso essere costituiti da linee dello spessore di una singola cella o più. L'output, per ogni profilo, può essere il valore di cate-goria assegnato ad ognuna delle celle, o un singolo valore aggregato (per esempio la media o il valore mediano).

OPZIONI:

Parametri:

map=name
layer raster che deve essere esaminato

result=type
il risultato che deve essere immesso nell'output
opzioni: semplice, media, mediano.
Default: semplice (raw)
I risultati semplici emettono in output ogni valore di categoria assegnato alle celle lungo il profilo. Il mediano e la media danno come output un valore singolo per profilo: la media fornisce in output il valore di categoria ottenuto facendo la media di quelli delle celle che ricadono nel profilo; il mediano fornisce in output il valore di categoria della cella corri-spondente al punto medio del profilo.

line=east,north,...
Le coordinate geografiche dei punti di inizio e di fine che determinano ogni profilo, forniti attraverso le coppie di coordinate easting e northing. L'utente deve impostare l'inizio e la fine di almeno una linea e può, opzionalmente, includere le coordinate di inizio e fine di linee addizionali.

width=value
spessore del profilo in numero di celle
default: 1
Si possono specificare profili più spessi impostando lo spessore a 3,5,7 ecc. I profili sono quindi formati da rettangoli dello spessore di 3,5,7 celle.

FORMATO DI OUTPUT
L'output di questo programma viene stampato in formato ASCII. Il formato dell'output va-ria molto in conseguenza del tipo di risultato. Il primo numero scritto è quello delle celle associate allo spessore del profilo. Per un output semplice, questo numero è seguito dal va-lore di ogni singola cella. Per un output in forma di media o di mediano, questo numero è seguito da un singolo valore (per l'appunto la media o il mediano). Questi esempi sono per il layer elevation.dem nel database di esempio Spearfish distribuito con GRASS:

Profilo a cella singola:

r.profile map=elevation.dem line=593655,4917280,593726,491735
4 1540 1551 1557 1550

profilo a tre celle:

r.profile map=elevation.dem line=593655,4917280,593726,491735 width=3
22 1556 1538 1525 1570 1555 1540 1528 1578 1565 1551 1536 1523 1569 1557 1546 1533 1559 1550 1542 1552 1543 1548

profilo a tre celle per media:

r.profile map=elevation.dem line=593655,4917280,593726,491735 width=3 re-sult=average
22 1548.363636

profilo a tre celle per mediano:

r.profile map=elevation.dem line=593655,4917280,593726,491735 width=3 re-sult=median
22 1549.000000

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r.random

r.random crea un layer raster e un file site_lists che contiene siti localizzati in maniera ca-suale.

r.random [-qz] input=name nsites=number[%] [raster_output=name] [sites_output=name]

Il programma r.random permette all'utente di creare un layer raster e un file site_lists che contiene le coordinate geografiche dei punti le cui posizioni sono state determinate in ma-niera casuale. Il programma localizza questi siti generati in maniera casuale all'interno della regione geografica e della maschera correnti (se ve ne è una), su aree di valori di cate-goria diversi da zero all'interno di un layer raster specificato dall'utente . Se l'utente impo-sta il flag -z, i siti saranno generati in maniera casuale in tutte le celle (anche quelle alle quali è stato assegnato il valore zero).
Il layer raster di output viene creato nella mapset corrente. I valori di categoria e i corri-spondenti nomi di categoria già associati con le localizzazioni casuali dei siti nel layer di input sono assegnati a questi siti nel layer raster_output. Il file site_lists creato da r.random contiene un elenco delle coordinate geografiche dei siti; queste sono riferite ai punti centrali delle celle selezionate in maniera casuale.

OPZIONI
L'utente può specificare la quantità di localizzazioni casuali che devono essere generate sia con un intero positivo (per es., 10) sia come un valore percentuale dell'area totale del layer raster (per es. 10% o 3.05%). Se non è specificato, il numero dei siti è impostato a zero per default. Se impostato come una percentuale della grandezza totale della mappa, il numero di locazioni casuali generate sarà impostato uguale al numero di celle contenute all'interno della percentuale impostata del layer raster. Le opzioni vanno da 0 a 100; le percentuali mi-nori dell'1% possono essere impostate come decimali. Il valore di percentuale di default usato, se non specificato dall'utente, è 0. (Si noti che scegliere l'1% delle celle di un layer raster frequentemente produce locazioni casuali in abbondanza).
r.random può essere lanciato in modalità interattiva e non. L'utente può fornire gli argo-menti di programma alla linea di comando, specificando un nome di layer raster di input (input=name), un nome di layer raster di output (raster_output=name), un nome per il file di output site_lists (site_output=name) e (opzionalmente) può dare il numero di siti che devono essere generati casualmente come un numero totale di siti (nsites=number) o come una percentuale della grandezza di mappa (nsites=number%). L'utente può anche decidere se r.random sia lanciato in maniera silenziosa (utilizzando il flag -q) e/o decidere se r.random generi anche locazioni di siti per celle che contengono valore zero (usando il flag -z).
In alternativa l'utente può semplicemente scrivere r.random alla linea di comando senza argomenti di programma. In questo caso sarà chiesto di immettere i parametri e le opzioni necessarie attraverso l'interfaccia standard di GRASS.

Flag:

-q
il programma gira in maniera silenziosa. r.random in maniera normale emette i messaggi relativi al suo funzionamento mentre viene lanciato ed esegue i suoi calcoli. Se questo flag viene selezionato, il programma, invece, girerà, senza emettere alcun messaggio.

-z
questo flag permette l'inclusione delle aree il cui valore di categoria è zero all'interno della zona in cui r.random genererà casualmente locazioni di siti. Se l'opzione -z è specificata, i siti che ricadono all'interno delle aree con valore zero nel layer di input saranno assegnati a categorie nuove create nel layer raster di output. Se il flag -z non è impostato, le celle che hanno valore 0 nel layer di output rappresenteranno le aree nelle quali i siti non saranno po-sizionati.

Parametri:

input=name
il nome di un layer raster esistente nel path di ricerca della mapset corrente. r.random ge-nererà siti in maniera casuale su una parte delle celle, specificata dall'utente, nel layer raster di input.

nsites=number o nstes=number%
Permette di specificare la quantità di siti che devono essere generati casualmente sotto forma di un numero intero positivo o di un valore percentuale del numero di celle del layer di input. Se impostato come un intero, questo numero è quello dei siti (e cioè il numero di celle) che apparirà nel layer raster_output e/o nel file sites_output. I valori non in forma percentuale devono essere forniti come un numero intero positivo minore o uguale al numero delle celle nel layer di input. I valori percentuali dovrebbero essere contenuti nell'intervallo 0.00 - 100.00 (sono permessi i valori decimali).

raster_output=name
Il nuovo layer raster che conterrà l'output del programma. Questa mappa conterrà i siti ge-nerati casualmente da r.random. Se il flag -z non è selezionato, a tutti i siti verrà assegnato qualsiasi valore di categoria che è stato assegnato alle celle corrispondenti nel layer raster di input. Se il flag -z è stato scelto, a tutti i siti, fatta eccezione per quelli che ricadono in celle il cui valore di categoria è 0, verrà assegnato il valore di categoria delle celle apparte-nenti al layer di input; ai siti che ricadono nelle celle dal valore 0 verrà assegnato un nuovo valore di categoria creato nel nuovo layer di output.

sites:output=name
il nuovo file site_lists di GRASS che conterrà l'output di programma. Se non è fornito al-cun nome per esso non sarà creato nessun file di questo tipo.
Nota: Nonostante non sia necessario che siano creati sia un layer raster che un file di tipo site_lists, l'utente deve comunque precisare almeno uno dei due.

NOTE
Per creare localizzazioni casuali di siti in alcune, ma non tutte, le localizzazioni diverse da zero, l'utente deve prima creare una mappa riclassificata del layer originale (utilizzando il programma GRASS r.reclass) che contenga solo le categorie desiderate, e poi usare il layer riclassificato come layer di input per r.random.

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r.reclass.scs

Questo modulo crea un nuovo layer raster basato su un layer esistente.

r.reclass.scs

r.reclass.scs è un'interfaccia per il programma r.reclass. Il programma riclassificherà i valori di categoria di un layer raster basandosi sulle istruzioni di riclassificazione immesse dall'utente. immettere Le norme di riclassificazione possono essere fornite al programma sia dall'input standard che da un file. r.reclass.scs utilizzerà, quindi, i comandi di r.reclass per produrre il nuovo layer raster riclassificato.
l'input per r.reclass.scs consiste in un elenco di nomi di valori di categoria i quali sa-ranno raggruppati in una sola categoria nel layer di output riclassificato. In ogni linea di in-put dovrebbe apparire un solo nome di categoria. L'input può essere immesso in maniera interattiva o da un file.
Un file che contenga le norme di riclassificazione può essere creato utilizzando un editor di testo, un word-processor, un DBMS (Data Base Management System), e così via. Il file in questione non è altro che una lista di nomi di categoria i quali, dopo la riclassificazione, avranno lo stesso valore di categoria.

r.reclass

Questo programma crea un nuovo layer raster le cui categorie sono basate su una riclassifi-cazione proposta dall'utente delle categorie che esistono in un layer raster esistente.

r.reclass input=name output=name [title=name] (1)

r.reclass crea un layer di output basandosi su uno di input. Il layer di output consisterà in una riclassificazione di quello di input basata su specifiche norme fornite al programma; es-so può essere trattato come un qualsiasi altro layer raster. Può essere fornito anche un titolo (opzionalmente) per il layer di output.
Le norme di riclassificazione sono lette dall'input standard (e cioè dalla tastiera, redirette da un file o attraverso un'operazione di pipe provenienti da un altro programma).
Il programma può essere lanciato in modalità interattiva o non secondo le consuete proce-dure.
Dopo che, alla linea di comando, sono state immesse tutte le informazioni necessarie, il programma richiederà le norme di riclassificazione da applicare alle categorie del layer di input. La forma di queste norme è descritta con maggior dettagli nella sezione sull'uso non interattivo del programma e negli esempi che sono riportati più innanzi.
In alternativa, si può semplicemente scrivere r.reclass alla linea di comando, senza alcun argomento di programma. In questo caso, il programma chiederà di precisare tutti i para-metri necessari all'input.
Prima di usare r.reclass bisognerebbe essere a conoscenza di quanto segue:

1. Le nuove categorie desiderate; e, quali delle vecchie ricadranno in esse.
2. I nomi delle nuove categorie.

MODALITA' DI USO INTERATTIVO: ESEMPIO
Si supponga di voler riclassificare un layer raster di strade (ad esempio il layer roads del database Spearfish), nel quale siano presenti cinque categorie, trasformando queste in tre nuove categorie: strade pavimentate, strade non pavimentate e tratti di ferrovia. All'utente viene richiesto se la tavola di riclassificazione deve essere avere ogni valore di categoria inizialmente impostato a zero o il valore originale del layer di provenienza. Subito dopo appare una schermata simile a quella che viene mostrata qui di seguito, nella quale sono elencate le categorie del layer raster roads che si vogliono riclassificare e vengono richiesti i nuovi valori che devono essere assegnati a ciascuna di esse.

ENTER NEW CATEGORY NUMBERS FOR THESE CATEGORIES

OLD CATEGORY NAME OLD NUM NEW NUM
no data 0 0____
Hard surface, 2 lanes 1 0____
Loose Surface, 1 lane 2 0____
Improved Dirt 3 0____
Unimproved Dirt Trail 4 0____
Railroad, single track 5 0____

AFTER COMPLETING ALL ANSWERS HIT <ESC> TO CONTINUE
(OR <ctrl-C> TO CANCEL)

Nella schermata che segue sono stati immessi i nuovi valori di categoria accanto ai nomi appropriati. Alle celle cui era assegnato il calore 2, 3 e 4 nel vecchio layer raster è ora attri-buito, nella mappa riclassificata, il nuovo valore di categoria pari a 2; ai dati di cella cui era assegnato il valore 5 viene assegnato ora il valore 3.


ENTER NEW CATEGORY NUMBERS FOR THESE CATEGORIES

OLD CATEGORY NAME OLD NUM NEW NUM
no data 0 0____
Hard surface, 2 lanes 1 1____
Loose Surface, 1 lane 2 2____
Improved Dirt 3 2____
Unimproved Dirt Trail 4 2____
Railroad, single track 5 3____

AFTER COMPLETING ALL ANSWERS HIT <ESC> TO CONTINUE
(OR <ctrl-C> TO CANCEL)

Premendo <ESC> si passa alla schermata successiva la quale richiede il nuovo titolo e le etichette di categoria per la mappa che è stata riclassificata.

ENTER NEW CATEGORY NAMES FOR THESE CATEGORIES

TITLE: Roads reclassified
CAT NEW CATEGORY NAME
NUM
0 no data
1 Paved Roads
2 Unpaved Eoads
3 Railroad, single track

AFTER COMPLETING ALL ANSWERS, HIT <ESC> TO CONTINUE
(OR <ctrl-C> TO CANCEL)

Basandosi sulle informazioni fornite nella schermata di esempio ora vista, il programma crea un nuovo file di mappa di output che supporta le categorie, il colore, la history e gli header.

USO NON INTERATTIVO DEL PROGRAMMA: NORME DI RICLASSIFICAZIONE
Nell'uso non interattivo del programma, i nomi della mappa di input ed output sono forniti alla linea di comando. Comunque, le norme di riclassificazione sono ancora lette dall'input standard (e cioè dalla tastiera, reindirizzate da un file o attraverso una pipe provenienti da un altro programma).
Una volta che l'utente abbia specificato il layer raster di input e (opzionalmente) il titolo per quello di output utilizzando la forma (1), ogni linea di input deve avere il seguente for-mato:

input_categories=output_category [label]

dove le linee di input specificano i valori di categoria nel layer raster di input che devono essere riclassificati nel nuovo valore output_category. La specificazione di un'etichetta associata alla nuova categoria del layer di output è opzionale. Se specificata, essa è regi-strata come etichetta di categoria per il nuovo valore. Il segno di uguaglianza (=) è necessa-rio. La input_category(ies) può consistere in un singolo valore o in un intervallo nel formato "low thru high" ("dal basso verso l'alto"). La parola "thru" deve essere pre-sente.
Una linea che contiene solo la parola "end" pone fine all'input.


USO NON INTERATTIVO DEL PROGRAMMA: ESEMPI

1) Questo esempio riclassifica le categorie 1, 3 e 5 presenti nel layer di input nella categoria 1 con l'etichetta "bassa qualità" nel layer di output e riclassifica le categorie del layer di in-put 2, 4 e 6 alla categoria 2 con l'etichetta "buona qualità" nel layer di output.

1 3 5 = 1 bassa qualità
2 4 6 = 2 alta qualità

2) Questo esempio riclassifica le categorie di un layer raster di input da 1 a 10 alla categoria di output 1, quelle di input da 11 a 20 in quella di output 2 e quelle categorie di input da 21 a 30 in quella di output con valore 3, tutte senza alcuna etichetta.

1 thru 10 = 1
11 thru 20 = 2
21 thru 30 = 3

3) Le norme che vengono immesse dopo (nel file) cancellano le precedenti. Di conseguen-za, l'esempio che segue riclassifica le categorie di input che vanno da 1 a 19 e da 51 a 100 alla categoria 1 del layer di output, le categorie di input da 20 a 24 e da 26 a 50 alla catego-ria di output 2 e la categoria di input 25 a quella di output 3.

1 thru 100 = 1 bassa qualità
20 thru 50 = 2 media qualità
25 = 3 buona qualità

4) L'esempio precedente si sarebbe potuto risolvere anche con:

1 thru 19 51 thru 100 = 1 bassa qualità
20 thru 24 26 thru 50 = 2 media qualità
25 = 3 buona qualità

o ancora come:

1 thru 19 = 1 bassa qualità
51 thru 100 = 1
20 thru 24 = 2
26 thru 50 = media qualità
25 = 3 buona qualità

L'esempio finale è stato riportato per mostrare come sono gestite le etichette. Se il valore di una nuova categoria appare in più di una regola (come è il caso dei valori delle nuove cate-gorie 1 e 2), l'ultima etichetta che è stata specificata diventa l'etichetta per quella categoria. In questo caso le etichette sono assegnate esattamente come nei due esempi precedenti.

NOTE
Di fatto, il programma r.reclass non genera alcun nuovo layer raster (questo viene fatto per evitare di occupare eccessivo spazio su disco). Al posto di questo, viene immagazzinata una tavola di riclassificazione la quale sarà usata per riclassificare il layer raster originale ogni volta che il nuovo nome di mappa (riclassificata) viene richiesto. Si noti ancora che sebbene l'utente possa generare una mappa con r.reclass la quale è basata su un'altra mappa di r.reclass, la nuova mappa sarà immagazzinata in GRASS con una riclassifica-zione del layer originale in base al quale la prima mappa riclassificata è stata generata. Di conseguenza, mentre GRASS permette di fornire informazioni su di un layer di r.reclass il quale è basato su una mappa già a sua volta riclassificata (per convenienza dell'utente), nessun layer di r.reclass sarà mai immagazzinato come una riclassificazione di r.reclass.
Per convertire una mappa riclassificata a layer raster regolare, si imposti la regione geogra-fica in modo da accordarsi all'header per la mappa riclassificata (un file ASCII rintraccia-bile nella directory cellhd, o che può essere esaminato lanciando r.support) e quindi si lanci r.resample.
r.mapcalc può anche essere usato per convertire una mappa riclassificata in layer raster regolare:

r.mapcalc raster_map=reclass_map

dove raster_map è il nome che deve essere dato alla nuova mappa raster e reclass_map è una mappa riclassificata esistente.

ATTENZIONE
Poichè r.reclass genera una tavola che si riferisce ad alcune mappe raster originali piut-tosto che creare effettivi layer raster, un layer di r.reclass non sarà più accessibile se il layer originale sul quale esso è basato sia successivamente rimosso dal sistema.
Una mappa riclassificata non è un layer raster effettivo. Piuttosto, esso è una tavola di valo-ri di riclassificazione che fanno riferimento alla mappa originale di input. Di conseguenza, l'utente che desidera conservare i layer riclassificati deve salvare anche i layer originali di input dai quali questi sono stati generati.
I valori di categoria che non sono esplicitamente riclassificati a nuovi valori saranno riclassificati con valore 0.

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r.report

Questo programma riporta le statistiche per un layer di mappa raster.

r.report [-hmfqe] map=name[,name,...] [units=name[,name,...] [pl=value] [pw=value] [output=name] (1)

r.report permette di specificare una serie di parametri di report che possono essere appli-cati ad un layer raster e creare un report. Se richiamato con gli argomenti alla linea di co-mando, il report sarà stampato solo sullo schermo. Comunque, l'output potrà essere reindi-rizzato in un file o in un altro programma utilizzando i meccanismi di redirezionamento di UNIX. Se richiamato senza argomenti alla linea di comando, all'utente viene fornita l'opzione di stampare ogni report e/o salvarlo in un file.
Il programma sarà lanciato in maniera non interattiva se l'utente specifica i nomi del layer raster e le opzioni desiderate alla linea di comando secondo la sintassi (1), dove ogni nome di mappa è quello di un layer raster del quale ottenere un report, ogni nome di unità è un'unità di misura in cui i risultati saranno espressi, il valore pl fornisce la lunghezza della pagina, quello pw la larghezza della pagina e i flag (opzionali) -h, -e, -m, -f, -q hanno il significato che viene chiarito qui di seguito.

Flag:

-h
sopprime la stampa in uscita degli header

-m
effettua il report sui valori zero, perchè viene impiegata una maschera

-f
utilizza i formfeeds tra le pagine quando stampa il report

-q
fa in modo che il programma si svolga in maniera "silenziosa", senza emettere messaggi sul progresso del suo funzionamento.

-e
utilizza il formato scientifico per i numeri che sono troppo grandi per far sì che rientrino nelle dimensioni della tavola

-z
effettua il report solo per i valori diversi da zero. I dati zero non sono riportati. Comunque, per layer multipli questo significa che se capitano valori pari a zero in ogni mappa, essi non saranno riportati; se, al contrario, esistono valori diversi da zero in ogni layer (assieme ad altri diversi da zero) essi, allineati con quelli nulli, verranno riportati.

Parametri:

map=name, name,...
nomi di layer raster sui quali viene effettuato il report

units=name
Unità di misura in cui i risultati dovranno essere riportati. Queste unità sono basate sul nu-mero di celle nell'area di interesse dell'utente (e cioè le celle all'interno della definizione della regione geografica corrente e della maschera [se ve ne è una]). Queste sono stabilite rispettivamente con il programma g.region e r.mask.
Opzioni: possibili unità di misura sono:

mi (coperture misurate in miglia quadrate)
me (coperture misurate in metri quadrati)
k (coperture misurate in chilometri quadrati)
a (coperture misurate in acri)
h (coperture misurate in ettari)
c (il numero di celle dell'area di interesse)
p (la percentuale di copertura, escludendo le aree no data)

pl=value
lunghezza della pagina, in linee, nella quale il report verrà fornito in output
default: 0 (linee)

pw=value
spessore della pagina in caratteri, nella quale il report verrà fornito in output
default: 79 (caratteri)

output=name
il nome di un file nel quale verrà immagazzinato il report. Se non specificato, il report è stampato sullo schermo terminale.

In alternativa si può semplicemente scrivere r.report alla linea di comando, senza alcun argomento di programma. In questo caso gli verranno chiesti le impostazioni dei flag e i valori dei parametri. Il report stesso consisterà di due parti, una sezione header (di intesta-zione) e il corpo principale. La sezione header identifica il layer raster mediante il nome e il titolo, la location, la mapset, la data del report e la regione di interesse. L'area di interesse viene descritta in due parti: la regione geografica corrente e la maschera (se ve ne è una). Il corpo principale del report consiste da una a tre tavole che presentano le statistiche per ogni categoria e i totali di ogni colonna. Si noti che, a differenza di r.stats, r.report permette di selezionare le specifiche unità di misura in cui le statistiche verranno riportate.
Qui di seguito viene presentato il risultato di r.report lanciato sul layer raster geology (localizzato nel database di esempio Spearfish) con le unità espresse in miglia quadrate e acri. Qui, l'output di r.report viene indirizzato in un file report.file.

ESEMPIO:

r.report map=geology units=miles, acres > report.file

RASTER MAP CATEGORY REPORT
LOCATION: spearfish Fri Sep 2 09:20:09
REGION north: 492800.00 east: 609000.00
South: 914000.00 west: 900000.00
Res: 100.00 res: 100.00
MASK: none
MAP: geology in PERMANENT
Category Information
# description Acres Square Miles
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9 no data
metamorphic
transition
igneous
sandstone
limestone
shale
sandy shale
claysand
sand 415.13
2597.02
32.12
817.24
1669.60
13681.93
10304.07
2517.95
3229.60
8141.95 0.65
0.46
0.05
12.68
26.08
21038
16.10
3.93
5.05
12.72
TOTAL 65728.60 102.70

NOTE
Se si lancia r.report in maniera interattiva e si salva l'output in un file, questo verrà posi-zionato nella directory corrente di lavoro. Se si lancia r.report in maniera non interattiva, l'output può essere salvato mediante il reindirizzamento dello stesso in un file o ad una stampante mediante il meccanismo di redirezionamento di UNIX.

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r.resample

r.resample [-q] input=name output=name (1)

Questo programma permette la ridefinizione (resampling) dei valori dei dati contenuti in uno specifico layer raster di input (contenuto nei confini della regione geografica corrente e mascherato dalla maschera corrente) e produce un nuovo layer raster di output che con-tiene i risultati della ridefinizione. I valori di categoria nel nuovo layer raster di output sa-ranno gli stessi di quelli nell'originale, eccezion fatta per la risoluzione e l'estensione del nuovo layer che coincideranno con le impostazioni della regione geografica corrente.
Il programma sarà lanciato in maniera non interattiva se, alla linea di comando, vengono specificati gli argomenti di programma utilizzando la forma (1), dove il nome di input è quello del layer raster i cui dati devono essere ridefiniti, il nome di output è quello del layer raster che immagazzinerà i risultati del programma e l'opzione -q, se presente, fa in modo che questo venga eseguito silenziosamente (sopprimendo i messaggi diretti all'output stan-dard).
In alternativa si può semplicemente scrivere r.resample alla linea di comando senza al-cun argomento di programma. In questo caso, verranno chiesti di dati necessari in input at-traverso l'interfaccia standard di GRASS.

NOTE
Il metodo attraverso il quale la ridefinizione è condotta è quello del "vicinato più prossimo" (si veda r.neighbors). Il layer raster risultante avrà la stessa risoluzione della corrente re-gione geografica (impostata utilizzando g.region).
Il layer raster risultante può essere identico a quello originale. Il programma r.resample copierà, per la mappa risultante, la tavola dei colori e il file history che sono associati al layer originale e creerà un file modificato di categoria che conterrà la descrizione di quelle sole categorie che appariranno nel file ridefinito.
Quando l'utente ridefinisce un file riclassificato di GRASS, da r.resample viene creato un vero file raster.

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r.rescale.inf ((comando per database Informix ))

r.rescale.inf genera un layer raster nel quale le categorie rappresentano i valori in una co-lonna di un database che è stata divisa in intervalli unitari uguali.

r.rescale.inf tab=name key=name col=name cats=value input=name output=name [join=tab, tabkey, pkey]

r.rescale.inf crea una mappa raster riclassificata dividendo i valori in una colonna numerica nel database correntemente selezionato in intervalli unitari uguali. Il numero di categorie risultanti è determinato dall'utente attraverso il parametro alla linea di comando [cats=]. r.rescale.inf valuta l'intervallo di valori per la colonna del databse e suddivide questi valori in intervalli uguali di gruppi di record restituiti dalla query. Per esempio, se la colonna di database contiene valori che vanno da 1 a 1000 e il valore [cats] è ugale a 10 il layer risul-tante conterrà le 10 categorie: 1=1-100, 2=101-200, ecc. In altre parole, ogni categoria nel nuovo layer raster rappresenterà un intervallo di 100 valori dalla colonna del database usato nell'operazione di rescale. La colonna di database da essere valutata dev'essere di tipo nu-merico. Per identificare il tipo di dati di colonna un una tavola di database si usi il coman-do g.column.inf con il flag -v. r.rescale.inf non tiene conto dei dati che giacciono al di fuori. Di conseguenza, se l'intervallo di valori per la colonna di database contiene un limitato numero di valori estremi l'operazione risultante di riscalaggio sarà deviata nella direzione di questi valori.

OPZIONI

Parametri:

tab=database_table_name
Tavola che contiene una colonna collegata ai valori di categoria in un layer raster esistente.

key=database_column_name
colonna corrispondente ai valori di categoria in una mappa raster esistente.

col=database_column_name
Colonna per basare l'operazione di riscalaggio che è di tipo numerico.

cats=value
Numero delle categorie da definire nella mappa ricalssificata risultante.

input=map
nome di un layer raster esistente i cui valori di categoria sono collegati ad una colonna nel database correntemente selezionato.

output=name
nome del nuovo layer raster.

join=tab,tabkey,pkey
Tab è la tavola usata per sviluppare la query corrente SQL. Tabkey è la colonna di database usata per relazionare le informazioni in questa tavola con i dati della tavola collegata al file di categoria di GRASS. Pkey è la colonna associata nella tavola collegata al file di catego-ria di GRASS il quale è relazionato a tabkey nella tavola corrente.
Per esempo, si assuma che stf1_main sia una tavola contenente valori di colonna associati con valori di categoria nel file raster di GRASS blkgrp.ids. In aggunta, si assuma che stf1_main sia una tavola contenente dati attributi sull'età nella colonna pop100. In questo esempio stf1_main è la tavola associata con la mappa raster GRASS e tract_blck è la co-lonna che collega stf1_main a il file di categoria di GRASS. La colonna pop100 in stf1_main sarà la base per il tentativo di riscalaggio. Per specificare il rescalaggio:

r.rescale.inf tab=stf1_main key=tract_blck
col=po100
cats=5 input=blkgrp.ids output=pop100.rescale

Specificando queste condizioni ci si assicurerà che tutte le righe della tavola sfl1_main che sossifano i criteri della query saranno relazionati alle caratteristiche spaziali nel layer di dati di GRASS attraverso i valori di categoria di GRASS.

NOTE:
Questo programma richiede il software di database di Informix.

r.rescale

Questo programma riscala l'intervallo dei valori di categoria in un layer raster.

r.rescale [-q] input=name [from=min,max] output=name [to=min,max] \[title="phrase"]

Il programma r.rescale riscala l'intervallo dei valori di categoria che appaiono in un layer raster. Un nuovo layer raster, un appropriato file di categoria e una tavola dei colori basati sul layer raster originale sono generati con etichette di categoria le quali riflettono i valori originali di categoria dai quali ognuna di esse ha tratto origine.
Questo comando è utile per produrre rappresentazioni raster con un numero ridotto di cate-gorie partendo da un layer raster con un grande intervallo di valori di categoria (per es. di elevazione). I layer riscalati sono appropriati per l'uso con programmi GRASS come r.stats e r.coin.
r.rescale sarà lanciato in modalità non interattiva se saranno specificati gli argomenti di programma necessari al suo funzionamento alla linea di comando utilizzando la forma (1).
In alternativa, si potrà semplicemente scrivere:

r.rescale

alla linea di comando senza alcun argomento. In questo caso verranno richiesti dal pro-gramma i parametri necessari al funzonamento tramite l'interfaccia standard di GRASS.

Flag:

-q
il programma gira "silenziosamente", senza emettere messaggi durante il suo funziona-mento.

Parametri:

imput=name
il nome di un layer raster i cui valori di categoria devono essere riscalati.

from=min,max
l'intervallo di input che deve essere riscalato
default: l'intero intervallo del layer di input

output=name
il nome del nuovo layer raster riscalato

to=min,max
l'intervalo di output
default: 1,255

title="phrase"
titolo per il nuovo layer di output

ESEMPIO
Per riscalare un layer di elevazione con valori di categoria che vanno da 1090 netri a 1800 nel nuovo intervallo da 1 a 255, potrebbe essere usato il seguente comando:

r.rescale input=elevation from=1090,1800 output=elevation.255 to=1,255

NOTE
Il valore delle categorie riscalate è illimitato, ma l'intervallo da 1 a 255 è frequentemente utilizzato in conseguenza delle limitazioni dei monitor grafici.
I valori di categoria che cadono al di fuori dell'intervallo di input diventeranno zero. Que-sto permette, se lo si desidera, di selezionare un sottoset dell'intero intervallo di valori di categoria per l'operazione di riscalaggio. Ciò significa, inoltre, che si dovrebbe conoscere l'intervallo dei valori di categoria del layer raster di input. Si può chiedere al programma r.rescale di determinare quest'intervallo o tentare di ottenerlo ricorrendo all'uso del co-mando r.describe. Se l'intervallo dei valori di categoria viene determinato utilizzando r.rescale, la mappa di input viene esaminata e i valori di categoria minimo e massimo di-versi da zero sono selezionati come intervallo di input.

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r.slope.aspect

r.slope.aspect genera mappe raster di pendenza (slope) e di aspetto (aspect) da un layer raster di valori reali di elevazione.

r.slope.aspect [-aqz] elevation=name [slope=name] [aspect=name] [format=name] [zfactor=value] (1)

Questo programma genera layer di aspetto e di pendenza partendo da un layer di valori di elevazione. Si può specificare il nome del file di elevazione di input e almeno un nome di output che contenga i dati di pendenza e di aspetto. E' possibile anche specificare il formato della pendenza (angoli, percentuali; default=angoli) e il fattore z (zfactor) un moltiplica-tore per convertire le unità di elevazione in metri (default 1.0)
Il programma sarà lanciato in modalità non interattiva se vengono specificati gli input e le opzioni desiderate alla linea di comando utilizzando la forma (1). Se, al contrario, si scrive:

r.slope.aspect

senza gli argomenti di programma, questi verranno chiest in modalità interattiva.

Flag:

-a
non adegua le impostazioni della regione geografica corrente (in base alle quali il layer di output di pendenza e di aspetto sarà impostato) a quelle del layer di elevazione. Si vedano le NOTE più avanti.

-q
il programma gira "silenziosamente" e viene soppresso qualsiasi messaggio durante la sua esecuzione.

-z
si assume che i valori nulli (zero) nel layer di elevazione rappresentino veri valori di eleva-zione e non aree prive di dati ("no data").

Parametri:

elevation=name
nome del layer raster di veri valori di elevazione da assumersi come input

slope=name
nome del layer raster contenente i valori di pendenza creati dalla mappa di elevazione

aspect=name
nome del layer raster contenente i valori di aspetto creati dalla mappa di elevazione

format=name
formato per riportare la pendenza.
opzioni: gradi, percentuali
default: gradi

zfactor
fattore moltiplicatore per convertire le unità di elevazione in metri
default: 1.0

min_slp
pendenza minima per la quale la mappa di aspetto viene computata

I nomi dei layer raster di pendenza e di aspetto risultanti sono scelti dall'utente e immessi nella mapset corrente.

MAPPA RASTER DI ELEVAZIONE
Il layer raster di elevazione specificato dall'utente deve contenere veri valori di elevazione, non dati riscalati o ricategorizzati.

MAPPA RASTER DI ASPETTO
Il layer raster di aspetto creato indica la direzione delle facce di pendenza. Le categorie di aspetto rappresentano il valore in gradi verso est.
Vengono creati, per la mappa di aspetto, anche i file di categoria e della tavola dei colori

MAPPA RASTER DELLE PENDENZE
Il layer raster delle pendenze risultante conterrà i valori di pendenza, impostati in gradi dell'inclinazione rispetto all'orizzontale se si è scelta l'opzione format=degrees (che è an-che quella di default) e in formato percentuale se, al contrario, si è preferito il formato format=percent. Per il layer raster di pendenza viene generato il file di categoria ma non quello della tavola dei colori.
Per molte applicazioni potrebbe essere più utile disporre di un layer di pendenza riclassifi-cato che raggruppi i valori in gruppi che ricadano in intervalli di pendenza. Questo può es-sere realizzato utilizzando r.reclass. Un esempio di un'utile riclassificazione è fornito qui di seguito:

category range(in degrees) category labels(in %)
1 0-1 0-2%
2 2-3 3-5%
3 4-5 6-10%
4 6-8 11-15%
5 9-11 16-20%
6 12-14 21-25%
7 15-90 26% and higher

La seguente tavola dei colori lavora bene con la riclassificazione ora proposta:

category red green blue
0 179 179 179
1 0 102 0
2 0 153 0
3 128 153 0
4 204 179 0
5 128 51 51
6 255 0 0
7 0 0 0

NOTE
Per assicurarsi che il layer raster di elevazione non sia ridefinito (resampled) in maniera non appropriata, le impostazioni per la regione corrente sono modificate lievemente (sol-tanto per l'esecuzione del programma); la risoluzione viene impostata in modo da collimare con quella del layer di elevazione e i lati della regione (e, cioè, nord, sud, est e ovest) sono spostati, se necessario, alla posizione della linea parallela che passa per le celle più vicine nel layer di elevazione. Se l'utente vuole che il layer di elevazione sia realmente ridefinito alla risoluzione della regione corrente deve specificare il flag -a.
La maschera corrente, qualora sia impostata, viene ignorata.
L'algoritmo utilizzato per determinare pendenza e aspetto utilizza un insieme di vicinato di 3x3 (celle) intorno alla cella nel file di elevazione. In questo modo, non è possibile deter-minare pendenza ed aspetto per le celle adiacenti ai lati nel layer di elevazione. A queste celle viene assegnato il valore "no data" (categoria zero) in entrambe i layer di aspetto e di pendenza.
Poiché viene utilizzata la formula di Horn per cercare le derivate nelle direzioni di x e y, l'aspetto viene inclinato nelle direzioni 0, 45, 90, 180, 225, 270, 315 e 360 (gradi); Nelle successive versioni di GRASS dovranno essere adoperati algoritmi differenti nel calcolo delle derivate nelle direzioni x e y; i programmatori dovranno tentare di inerpolare la super-ficie e trovare le derivate dall'equazione risultante.
Helena Mitasova dell'USACERL ha osservato che la maggior parte delle celle con una pendenza molto bassa non può avere categorie 0, 45, ... 360. Dal filtraggio di questi aspetti è però alle volte possibile ridurre l'inclinazione in queste direzioni. La nuova opzione:

min_slp=value

è stata aggiunta (la pendenza minima per la quale viene computato il valore di aspetto). Il valore di aspetto per tutte le celle che hanno pendenza < di min_slp viene reso uguale a ze-ro.

ATTENZIONE
Le elevazioni pari a zero (come le elevazioni all'altezza del mare) sono valide. Questo si-gnifica che le aree con un valore pari a 0 possono avere uno tra i due possibili significati: possono essere aree "no data" o aree che hanno elevazione pari a 0. Se si desidera che r.slope.aspect assuma che le celle che hanno valore di categoria pari a 0 rappresentino effettivi valori di elevazione e non aree prive di dati allora, quando si lancia il programma, si dovrà impostare il flag -z.
Se il flag -z non è impostato e l'area di veri dati di elevazione contiene, al suo confine o all'interno, aree "no data" cui è assegnato un valore di categoria pari a 0 potrenno venir fuori pendenze scorrette (e di solito troppo grandi).

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r.stats

Questo programma genera statistiche di area per un layer raster.

r.stats [-1aclmqzgx] input=name[,name,...] [fs=character\space] [out-put=name] (1)

r.stats calcola le aree presenti in ogni categoria di un layer raster selezionato dall'utente. Le statistiche di area vengono fornite in metri quadrati e/o quantità di celle. Questa analisi utilizza le impostazioni della regione geografica corrente e della maschera. L'output può essere inviato in un file nella directory corrente di lavoro.
Il programma girerà in maniera non interattiva se vengono specificati gli argomenti neces-sari e le opzioni desiderate alla linea di comando utilizzando la forma (1), dove ogni nome di input è quello di un layer raster del quale si vogliono conoscere le statistiche di area/cella, il nome (opzionale) di output è quello di un file che conterrà i risultati del pro-gramma (inviato e immagazzinato nella directory di lavoro corrente), il carattere fs (che può essere anche uno spazio) è il campo separatore che verrà utilizzato per separare i campi di dati nel file di output (l'opzione di default è space) e i flag (opzionali) -1, -a, -c, -l, -m, -q, -z, -g e -x hanno il significato descritto nella sezione OPZIONI.
In alternativa si può semplicemente scrivere r.stats alla linea di comando, senza alcun argomento di programma. In questo caso, verranno richiesti tutti gli input necessari al fun-zionamento del programma tramite l'interfaccia standard di GRASS.

OPZIONI

Flag:

-1
i dati per ogni cella nella corrente regione geografica verranno forniti in output una cella per linea, piuttosto che i totali per ogni combinazione distinta.

-a
stampa i totali dlle aree in metri quadrati

-c
stampa il totale in numero di celle

-m
riporta tutti i valori 0 presenti nei layer di input, sia se essi cadano o no all'interno dell ma-schera corrente (si veda r.mask). Quando una maschera è presente, r.stats riporterà solo i valori zero che ricadono all'interno dell'area della maschera senza che sia necessario sce-gliere l'opzione -m. Quando l'utente lancia r.stats con l'opzione -m il programma riporte-rà i valori zero che ricadono al di fuori dell'area di maschera, in aggiunta a quelli che rica-dono all'interno.

-l
stampa le etichette di categoria e i numeri

-q
il programma gira in maniera "silenziosa" senza emettere messaggi durante il suo funzio-namento.

-z
riporta solo i valori diversi da zero. I dati zero non saranno riportati. Comunque, per layer multipli ciò significa che se capitano valori uguali a 0 in ognuno di essi, questi non saranno riportati; se capitano valori diversi da zero, questi verranno riportati.

-g
stampa le coordinate di griglia (easting e northing) per ogni cella. Questa opzione ha effetto soltanto se anche l'opzione -1 è stata selezionata.

-x
stampa i valori x e y (colonne e righe) per ogni cella. Questa opzione lavora solo se anche l'opzione -1 è stata selezionata.

Parametri:

input=name
il nome(i) di uno o più layer esistenti del quale dev'essere calcolato il numero di celle o le statistiche di area.

fs=character o fs=space
il campo separatore che dovrà essere usato per separare i campi di dati nel file di output.
Opzioni: un carattere o spazio
default: spazio

output=name
il nome che deve essere assegnato ad un file ASCII di output.

USO NON INTERATTIVO DEL PROGRAMMA
Se l'utente richiama il comando alla linea di comando precisando tutti i parametri necessari al suo funzionamento, r.stats scriverà le statistiche di area per il layer specificato in un formato a colonne utilizzabile per fornire l'input a programmi UNIX come awk o sed. L'output può essere salvato specificando, alla linea di comando, il nome del file che dovrà accoglierlo.
Se un singolo layer viene specificato alla linea di comando, sarà stampata una lista delle aree in metri quadrati (assumendo che il sistema di coordinate di mappa sia in metri) per ogni categoria del layer raster. (Se viene scelta l'opzione -c, le aree saranno impostate in numeri di celle). Se vengono specificati più layer raster alla linea di comando, sarà stam-pata una tavola di tabulazione incrociata delle aree per ogni combinazione di categorie nei layer.

NOTE
r.stats lavora nella regione geografica corrente con la maschera corrente.
Si noti che all'utente è consentito di emettere le statistiche delle celle soltanto in termini di conteggio delle celle e/o del totale delle aree. Se si desiderano utilizzare differenti unità di misura di dovrà fare ricorso al programma GRASS r.report.

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r.support

Questo programma permette di creare e/o modificare i file di supporto di un layer raster.

r.support

Il programma GRASS r.support permette di creare e/o modificare i file di supporto di un layer raster. Questo programma può essere lanciato soltanto sui layer che sono immagazzi-nati nella mapset corrente.
Non esiste una versione non interattiva di questo programma; lo si può lanciare scrivendo r.support alla linea di comando e rispondendo, successivamente, alle domande che esso porrà.
Vari programmi GRASS dipendono da uno o più file creati da r.support che sono conte-nuti nell'elenco che segue:

cellhd
Il file cell header contiene le informazioni sulle proiezioni di mappa, la zona, i confini di regione, le righe e le colonne in totale, la risoluzione di cella, il formato di immagazzina-mento e compressione. Esso descrive dove e come i dati di mappa raster (celle) ricadono e con quale riferimento agli altri dati del layer. Senza questo file, il layer raster non potrebbe essere mostrato al display o analizzato in maniera corretta. Utilizzando r.support è possi-bile cambiare il # delle colonne, il # di byte per cella e le impostazioni di default della re-gione geografica. Generalmente queste infromazioni non devono essere cambiate. I file header di cella sono immagazzinati sotto la directory cellhd contenuta nella mapset corren-te.

stats
Le statistiche di un layer raster sono salvate sotto forma di un istogramma ed un intervallo dei valori di categoria che esistono nel layer di mappa. I file di statistica sono immagazzi-nati nelle sottodirectory della directory cell_misc nella mapset corrente.

cats
Un file di categoria associa ogni valori di categoria nel layer raster con la descrizione della categoria (etichetta - label) L'utente può aggiungere o editare le descrizioni di categoria, alterare il numero delle categorie e aggiungere o alterare i titolo di mappa. I file di categoria associati ad un layer raster sono immagazzinati sotto la directory cats nella mapset corrente.

colr
Un file di colore ha il compito di associare ad ogni valore di categoria un colore in un layer raster. Utilizzando r.support si può assegnare uno degli otto tipi di tavola dei colori ad un layer raster. I file di tavola dei colori di mappa sono immagazzinati sotto le directory colr e colr2 sotto la mapset corrente.

hist
Le informazioni "storiche" su di un layer raster sono immagazzinate in un file "storico" (hi-story file). E' possibile aggiungere o editare il titolo di mappa, il tipo di dati, la sorgente dei dati, la descrizione dei dati ed includere commenti. (Si noti che la specificazione del tipo di dati di mappa è qualcosa di arcaico e dovrebbe sempre essere impostata a raster). I file di "storici" di mappa sono immagazzinati sotto la directory hist nella mapset corrente.

NOTE
Il programma r.support tenta di verificare se le informazioni contenute in una cella siano ragionevoli. Il formato dei dati specificato nell'header viene verificato in confronto con il layer stesso. Questa operazione include anche la prova di quei file che l'header indica come compressi se lo siano realmente e che il numero di righe e colonne specificate corrisponda-no alla grandezza effettiva del file.
Il programma r.support può essere utilizzato anche per determinare il numero di colonne e righe di dati in un layer raster, nell'eventualità che non sia disponibile un header di cella. Questo è utile, per esempio, per importare una layer raster creato in un software che non sia GRASS.
Se il file non è compresso, la sua grandezza dovrebbe essere il prodotto del numero delle righe per quello delle colonne. Se il file è compresso, questo test non può essere lanciato poichè la grandezza del file non avrebbe alcuna relazione con il prodotto ora detto. Il nume-ro di righe può essere ancora verificato ma non quello delle colonne.
Per computare o correggere le impostazioni, l'header di cella dev'essere corretto, dal mo-mento che il layer raster viene letto per determinare le impostazioni.
Se è richiesto un nuovo file cats o colr (o colr2), le impostazioni devono essere corrette.
E' permesso cambiare il numero di categorie specificate nel file di categoria. Questo do-vrebbe esser fatto soltanto se si sa che il valore massimo di categoria è diverso da quello che è registrato nel file di categoria. Il cambiamento del valore di categoria nel file cats permette di aggiungere altre etichette di categoria o di rimuoverne. Questo NON cambia i valori di categoria nel layer raster.
Il file di colore è unico tra i file di supporto di GRASS. Esso è necessario per proteggere i dati originali da qualsiasi modificazione che potrebbe essere apportata da altri utenti che la-vorano sotto altre mapset; questi utenti, però, dovrebbero essere capaci di creare tavole dei colori per le mappe che sono immagazzinate in mapset diverse dalle loro usuali di lavoro.

I file di tavola dei colori vengono immagazzinati in due directory, entrambe situate nella mapset corrente. I file di colore creati per le mappe immagazzinate nella mapset corrente sono immagazzinati nella directory $LOCATION/colr e non possono esser modificati o ri-mossi da altri utenti. I file di tavola dei colori che l'utente modifica/crea per i layer raster immagazzinati nella mapset corrente vanno immagazzinati in un file di colore secondario nella mapset corrente. Questa tavola dei colori secondaria è immagazzinata sotto $LOCA-TION/colr2/<mapset> dove <mapset> è il nome della mapset sotto cui i dati di mappa ras-ter sono immagazzinati. Nelle versioni di GRASS precedenti alla 3.0, questo era anche il caso per le tavole dei colori della mapset propria dell'utente. Ora, comunque, se un utente modifica una tavola dei colori associata con un layer raster nella sua mapset corrente, questi cambiamenti verranno fatti al file di colore originale (e, cioè, i cambiamenti di colore dell'utente sovrascriveranno qualsiasi tavola dei colori precedente esistente per questa mappa sotto la directory $LOCATION/colr). Nessun file di colore secondario viene creato per le mappe immagazzinate nella mapset propria dell'utente.

ATTENZIONE
Allo scopo di modificare l'header di cella, i layer presi in considerazione non devono esse-re file riclassificati. Questo perchè l'header di un file riclassificato non contiene informa-zioni di posizione ma soltanto un riferimento ad un altro layer raster. Così esso condivide l'header di cella con il layer raster di riferimento. Allo scopo di cancellate l'header di cella, r.support deve essere lanciato sul file vero di riferimento.

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r.surf.contour

Questo programma è un generatore di superfici.

r.surf.contour [-f] input=name output=name (1)

r.surf.contour crea un layer raster di elevazione da una mappa di contorno rasterizzata. I valori di elevazione sono determinati utilizzando procedure simili ai metodi manuali. Per determinare manuamente l'elevazione di un punto su di una mappa di contorno, si potrebbe effettuare un'interpolazione tra quelli delle due linee di contorno più vicine (a monte e a valle).
r.surf.contour lavora in una maniera simile. Inizialmente viene costruita una mappa vettoriale delle linee di contorno con l'elevazione di ogni linea pari alla sua etichetta (si ve-da v.digit). Quando il programma v.to.rast viene lanciato sulla mappa vettoriale, "linee" continue raster che contengono i valori delle linee di contorno forniranno l'input per r.surf.contour. Per ogni cella nella mappa di input, o si tratta di una cella di linea di contorno (alla quale è dato quel valore) oppure viene generato un flusso di riempimento da quel punto fino a quando il riempimento giunge a due valori unici. Al flusso di riempi-mento non è permesso di attraversare le linee di contorno rasterizzate, in modo da esser certi che i valori di contorno a monte e a valle siano i due che verranno scelti. r.surf.contour effettua l'interpolazione tra questi due valori valutandone la distanza.
Il programma sarà lanciato in modalità non interattiva se saranno specificati i parametri ne-cessari e le impostazioni desiderate dei flag alla linea di comando con la forma (1).
In alternativa si potrà semplicemente scrivere r.surf.contour alla linea di comando senza alcun parametro. In questo caso i parametri necessari al funzionamento del programma ver-ranno richiesti attraverso l'interfaccia standard di GRASS.

Flag:

-f
consente di rendere più veloci le operazioni di programma ma sfrutta la memoria in manie-ra intensiva.

Parametri:

input=name
nome di un layer raster esistente che contiene un set iniziale di valori di categoria (e, cioè, alcune celle contengono valori conosciuti di categoria (che denotano i contorni) mentre le restanti contengono zero(0)).

output=name
nome che deve essere assegnato al nuovo layer raster di output che rappresenta una superfi-cie smussata (di elevazione) generata da valori conosciuti di categoria nel layer raster di in-put.

NOTE
r.surf.contour lavora bene nelle seguenti circostanze:
1) le linee di contorno si estendono fino ai bordi della regione corrente
2) il programma viene lanciato con la stessa risoluzione della mappa di input
3) non vi sono linee di contorno disgiunte
4) non esiste nessun dato spot di elevazione TRA le linee di contorno. I punti di elevazione (spot) alla sommità delle colline ed a valle delle depresisoni, d'altro canto, migliorano no-tevolmente l'output.
Violare questi suggerimenti causerà delle anomalie poco chiare che appariranno nella mappa di output. Si lanci r.slope.aspect sui risultati di r.surf.contour per localizza-re potenziali anomalie.
Il lancio di r.surf.contours è molto sensibile alla risoluzione della mappa vettoriale rasterizzata. Se più linee di contorno attraversano lo stesso punto, possono capitare nume-rose anomalie. La velocità di r.surf.contour dipende dalla distanza che intercorre tra le linee di contorno. Dal momento che viene usato un algoritmo di riempimento, il tempo di svolgimento del programma crescerà in maniera esponenziale con la distanza tra le linee di contorno.

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r.surf.idw

Questo modulo è un'utility di interpolazione per layer raster.

r.surf.idw [-e] input=name output=name [npoints=value]

Questo programma riempie una griglia di celle con valori interpolati generati da un set di dati puntiformi in un layer di input. Esso fa ricorso ad una tecnica di approssimazione nu-merica basata sulla distanza quadrata che valuta i valori dei dati puntiformi più vicini. Il numero di dati puntiformi più vicini che vengono impiegati per interpolare il valore di una cella può essere specificato dall'utente (default: 12 dati puntiformi più vicini).
Se vi è una maschera al lavoro essa viene applicata al file raster di output. Solo a quelle celle che ricadono all'interno della maschera saranno assegnati valori interpolati. La proce-dura di ricerca per la selezione dei punti di vicinato più prossimi considera tutti i dati in in-put, senza riferimento alla maschera.

Flag:

-e
opzione di analisi degli errori che effettua l'interpolazione solo dei valori di quelle celle del layer di input che sono diversi da zero e manda in output la differenza (si vedano le NOTE più avanti).

Parametri:

input=name
nome di un layer raster di input che contiene un set incompleto di valori di dati. (e, cioè, al-cune celle di una griglia contengono valori conosciuti mentre le restanti contengono zero (0)).

output=name
nome che deve essere assegnato al nuovo layer di output che rappresenta la superficie gene-rata dai dati conosciuti nel layer di input.

npoints=value
numero dei dati punti più vicini che saranno utilizzati per determinare il valore di interpola-zione per la cella di output.
default: 12

NOTE
r.surf.idw è una utility di generazione di superficie che itilizza la distanza inversa al qua-drato per assegnare valori interpolati (così come è descritto da E.H.Isaaks e R.M. Srivasta-va, Oxford University Press, 1989). L'implementazione include una struttura dei dati per-sonalizzata in qualche modo affine ad una matrice non densa la quale aumenta l'efficienza con cui i dati puntinformi più vicini vengono selezionati. Per proiezioni in lat/long, le di-stanze vengono calcolate da punto a punto lungo una geodesica.
A differenza di r.surf.idw2 che processa tutti i dati punto in input in ogni ciclo di inter-polazione, r.surf.idw tenta di minimizzare il numero di dati di input pari a quelli le cui distanze devono essere calcolate. La velocità di esecuzione, di conseguenza, è una funzione dello sforzo di ricerca e non aumenta in maniera apprezzabile con il numero di dati in input.
r.surf.idw generalmente sarà più efficiente di r.surf.idw2 eccetto nel caso in cui il layer di dati in input contenga pochi dati diversi da zero, e, cioè, quando il costo della ricerca ecce-de rispetto a quello dei calcoli della distanza addizionale svolti da r.surf.idw2. Le presta-zioni relative di queste utility dipenderanno dalle velocità delle operazioni booleane, su in-teri e su dati in virgola mobile su particolari piattaforme.
Casi di cattive prestazioni di r.surf.idw capitano quando la cella da interpolare è localiz-zata fuori dalla regione in cui i dati di input sono distribuiti. Questo di conseguenza impone l'uso di una maschera quando i confini della regione geografica includono larghe aree al di fuori dell'estensione dei dati di input.
L'angolo di smusso prodotto dall'interpolazione aumenterà in relazione al numero di dati puntiformi considerati. L'utility può essere usata con dati a distanza regolare o irregolare. Comunque, il risultato può includere inaccettabili alterazioni nell'aspetto della superficie.
Il flag -e fornisce la possibilità di analizzare gli errori di superficie. Essa produce una mappa raster della differenza

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r.surf.idw2

Programma generatore di superfici

r.surf.idw2 input=name output=name [npoints=count] (1)

Questo programma riempied una matrice raster con valori interpolati generati da un set di dati punti irregolarmente spaziati utilizzando tecniche di approssimazione numeriche (me-dia ponderale). Il valore di una cella ottenuto per interpolazioneviene determinato dai valori dei dati punto circostanti e dalla distanza della cella da questi punti di input. Se paragonato ad altri metodi, l'approssimazione numerica permette la rappresentazione di superfici molto più complesse (particolarmente quelle con caratteristiche anomale), restringe l'influenza spaziale di ogni errore e genera la superficie interpolata dai dati punto. Si tratta del metodo più appropriato da applicare alla maggior parte dei dati spaziali.
Il programma sarà lanciato in modalità non interattiva se verranno specificati alla linea di comando tutti i parametri necessari al suo funzionamento e i flag opzionali utilizzando la forma (1).
In alternativa si può semplicemente scrivere r.surf.idw2 alla linea di comando senza alcun argomento di programma. In questo caso verranno richiesti tutti gli input necessari attraver-so l'interfaccia standar di GRASS.

Parametri:

input=name
nome di un layer di input che contiene un set di dati spaziali irregolarmente distribuiti; e, cioè, alcune celle contengono valori conosciuti nel layer di input.

output=name
nome che deve essere assegnato al nuovo layer raster di output che contiene una superficie smussata generata dai valori conosciuti immesri nel layer di input

npoints=count
Il numero di punti da utilizzare nell'interpolazione. Il valore di default è 12 punti più vicini quando viene interpolato il valore di una cella particolare.
Default: 12

NOTE
La quantità di memoria utilizzata da questo programma è relativa al numero di dati diversi da zero che appartengono al layer di input. Se questo layer è molto denso (e, cioè, contiene molti dati punto diversi da zero) il programma non sarà capace di utilizzare tutta la memo-ria necessaria. Il tempo di esecuzione richiesto aumenta con l'aumentare dei dati punto di input.
Se vi è una maschera impostata. Allora l'interpolazione viene eseguita solo per le celle che ricadono al suo interno. Comunque, tutti i dati punto diversi da zero nel layer di input ven-gono utilizzati anche se ricadono al di fuori della maschera.
Questo programma non lavora con database con coordinate lat/long. In questo caso biso-gna ricorrere al programma r.surf.idw.
L'utente dovrebbe riferirsi alle voci di manuale per r.surf.idw e r.surf.contour per paragona-re questi programmi di generazione di superfici tra loro.

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r.thin

Questo programma "assottiglia" le celle diverse da zero che posseggono caratteristiche li-neari in un layer raster.

r.thin input=name output=name (1)

r.thin esegue una scansione del layer di input ed assottiglia le celle con valore diverso da zero che mostrano caratteristiche lineari in vere e proprie caratteristiche lineari che posseg-gono lo spessore di una sola cella.
r.thin lavora soltanto con celle dal valore diverso da zero che appartengono al layer di input all'interno delle impostazioni della regione geografica corrente. Lo spessore di una cella nel layer raster di output sarà uguale alla risoluzione della regione geografica corrente. Tutte le carattteristiche assottigliate avranno lo spessore di una singola cella.
r.thin crerà un nuovo file raster di output che contiene le caratteristiche assottigliate. R.thin assume che queste siano caratterizzate da un valore positivo rispetto ad uno sfondo di valori 0.

Parametri:

input=name
nome di un layer raster che contiene i dati che devono essere assottigliati

output=name
nome di un nuovo layer raster che contiene i valori assottigliati del layer di input

Il programma può essere lanciato in modalità interattiva o non. Sarà lanciato in maniera non interattiva se verranno specificati, alla linea di comando, tutti i valori necessari secondo la forma (1).
In alternativa l'utente può semplicemente scrivere r.thin alla linea di comando, senza alcun argomento. In questo caso verranno richiesti tutti i parametri necessari e le opzioni deside-rate utilizzando l'interfaccia standard di GRASS.

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r.transect

Questo programma emette in output i valori di un layer raster che giacciono lungo una linea di sezione definita dall'utente.

r.transect map=name [result=tyoe] [width=value] line=east,north,azimuth,distance

Questo programm emette in output. in formato ASCII, i valori contenuti in un layer raster che giacciono lungo una o più linee di sezione definite dall'utente. Esse sono descritte dalle loro coordinate di partenza, dall'azimuth e dalla distanza. Le linee di sezione possono avere uno spessore di una sola cella o più. L'output, per ognuna di esse, può essere il valore per ogni cella o un singolo valore aggregato (e, cioè, la media o il mediano).

OPZIONI

Parametri:

map=name
nome dei un layer raster esistente che deve essere esaminato

result=type
tipo di risultato per l'output
opzioni: semplice, mediano, media
default: semplice (raw)
Se il risultato è in numeri semplici, ogni valore di categoria assegnato alle celle che ricado-no lungo la linea di sezione costituiscono l'output. Il mediano e la media daranno come output in singolo valore per secante: la media fornirà in output il valore medio di categoria di tutte le celle lungo la secante; il mediano fornirà in output il valore della cella corrispon-dente alla mediana.

line=east,north,azimuth,distance. La definizione di ogni linea secante, specificata dalle co-ordinate del suo punto d'inizio (est e nord), l'angolo e la direzione del suo viaggil (azimuth) e la sua distanza.
L'azimuth è un angolo, misurato in gradi, orientato da est a nord. La distanza è in unità di mappa (metri per un database in metri, come UTM).

wifth=value
spessore del profilo, in celle (numero di)
Linee secanti più spesse possono essere specificate impostando lo spessore a 3, 5, 7 ecc. In questo modo le secanti saranno formate come rettangoli dello spessore di 3, 5, 7 celle.

FORMATO DELL'OUTPUT
L'output di questo comando viene stampato nell'output standard in forma ASCII. Il for-mato può variare in dipendenza del tipo di risultato richiesto. Il primo numero stampato è quello delle celle associate alla secante. Per un output semplice, questo numero è seguito dai valori di ogni singola cella. Pe rla media o il mediano, il numero è seguito da un solo valore che corriponde alla media o al mediano.
I seguenti esempi utilizzano il layer elevation.dem nel database di esempio Spearfish. (Per riprodurre questi esempi, per primo si imposti la regione geografica come viene mostrato:

g.region rast=elevation.dem

Sezione con un singola cella:

r.transect map=elevation.dem line=593655,4917280,45,100

4 1540 1551 1557 1550

sezione con spessore a 3 celle:

r.transect map=elevation.dem line=593655,4917280,45,100 width=3

22 1556 1538 1525 1570 1555 1540 1528 1578 1565 1551 1536 1523 1569 1557 1546 1533 1559 1550 1542 1552 1543 1548

(l'output appare come se fossero molte linee, ma in realtà si tratta di una sola)

3-celle di spessore con media:

r.transect map=elevation.dem line=593655,4917280,45,100 width=3 result=average

22 1548.363636

3-celle di spessore con mediano:

r.transect map=elevation.dem line=593655,4917280,45,100 width=3 result=median

22 1549.000000

NOTE
Questo programma è interfacciato direttamente con il programma r.profile. Esso converte semplicmente l'azimuth e la distanza nelle coordinate finali e quindi lancia r.profile.

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r.volume

Questo programma calcola il volume di masse di dati e (opzionalmente) produce un file si-te_lists di GRASS che contiene i centroidi calcolati per queste masse.

r.volume [-fq] data=name [clump=name] [site_lists=name]

Questo programma calcola il volume di dati contenutew in masse definite dall'utente. r.volume fornisce in output:

1) IL valore di categoria assegnato ad ogni massa formato nel layer clump. Questo valore viene immagazzinato nella colonna "Cat NUmber" nella tavola di output.
2) Il valore medio di categoria delle celle rintracciate in una mappa di dati che ricadono all'interno dei confini di ogni massa in una mappa clump. La tavola immagazzina questo valore nella colonna "Average in Clump" (campo 2).
3) Il totale dei valori di categoria assegnati alle celle che ricadono all'interno delle masse. Questo valore viene mostrato in output nella colonna "Data Total"(campo 3).
4) Il numero di celle che ricadono all'interno dei confini di ogni massa formata dal layer clump. Questo numero di celle viene immagazzinato sotto la colonna "#Cells ib Clumo" (campo 4) nella tavola di output.
(5,6) Il centroide (coordinate est, nord) per ogni massa. Questi valori sono mostrati in out-put sotto le colonne (campi 5 e 6) "Centroid Easting" e "Centroid Northing".
7) IL "volume" totale di ogni massa. Per ognuna di esse, il volume viene calcolato moltipli-cando l'area di ogni cella per il suo valore di categoria e effettuando la somma dei valori di questo tipo per tutte le celle all'interno di una massa. Dal momento che, in GRASS, ogni cella nel layer di dati possiede le stesse dimensioni (e, cioè, la stessa area) questo equivale a moltiplicare l'area di una cella per il valore della colonna "Data Total" (campo 3). (L'area di ogni cella è uguale al prodotto della sua risoluzione est-ovest per quella nord-sud. Si ve-da g.region).
I risultati sono inviati all'output standard sotto forma di un a tavola. Se si usa il flag -f, que-sta tavola verrà mostrata in output in una forma che si adatta per fornire l'input ad alcuni programmi UNUX come awk e sed; le colonne della tavola sono immagazzinate da sepa-ratori di campo. L'utente può anche (opzionalmente) scegliere di immagazzinari i centroidi delle masse in un file dite_lists di GRASS. Un esempio di report di output viene mostrato qui di seguito.
r.volume lavora con le impostazioni della regione geografica corrente e la maschera cor-rente.
Si può lanciare r.volume in modalità non interattiva spercificando tutti i valori dei parametri alla linea di comando. Se questi vengono omessi il programma richiederà la loro immissio-ne utilizzando l'interfaccia standard di GRASS.

OPZIONI

Flag:

-f
genera un output senza formattazione. L'output è in un formato che bene si adatta a fornire l'input a programmi di UNIX come awk; ogni colonna nell'output è separata da una : (co-lon). I risultati sono inviati all'output standard.

-q
il programma gira in maniera "silenziosa" senza emettere messaggi informativi sul suo svolgimento.

Paramtetri:

data
nome di un layer esistente che contiene i valori di categoria da essere sommati. La risolu-zione di cella (area) della mappa sarà anche utilizzata.

clump
nome di un layer raster esistente che definisce i confini di ogni massa. Preferibilmente que-sta mappa dovrebbe essere l'output di r.clump. Se è stata impostata una maschera, il pro-grammala utilizza come layer clump se nessuna ltro layer è stato specificato.

site_list
il nome che deve essere assegnato ad un nuovo file site_lists di GRASS nel quale saranno memorizzati i centroidi.

ESEMPIO DI REPORT
Il seguente report potrebbe essere generato con il comando:

r.volume d=elevation c=fields.only s=field.centers


((inserire schermata p.125))

Per facilità di esempio si è assunto che ogni massa nella mappa fields.only è un campo, che i valori di categoria delle celle nel layer di elevazione rappresentino i valori attuali di eleva-zione in metri e che il database sia dotato di un sistema UTM (in metri). Ciò signigica che il campo #1 (clump#1) contiene 64 celle; la media delle elevazioni nel campo #1 sia di 1181.09 metri. La somma di tutti i valori di elevazione assegnati alle celle all'iterno del campo #1 sia di 75590 metri. Il volume (x*y*z) dello spazio nel campo #1 sia uguale a 755900000 metri cubi.
La colonna "Data total" è la somma dei valori di categoria di cella che appaiono nel layer di elevazione, all'interno di ogni campo del layer field.only. Il volume totale è la somma mo-litplicata per la risoluzione est-ovest e per quella nord-sud.

CENTROIDI
Le coordinate dei centroidi delle masse sono le stesse di quelle immagazzinate nel file si-te_lists di GRASS (se uno è richiesto). C'è la garanzia che essi ricadano all'interno di una cella della categoria appropriata; così, essi non sono sempre i veri centroidi matematici. Comunque, essi ricadono sempre al centro della cella.

FORMATO DI SITE LIST
Per ogni linea della tavola che precede il file site_lists di GRASS legge:

easting\northing\#cat v=volume a=average t=sum n=count

Questi possono essere convertiti direttamente in un layer raster nel quale ogni punto è asse-gnato ad una categoria separata.

APPLICAZIONI
Se si preprocessa con r.mapcalc un layer di elevazione e si usa una maschera che si adatti o mappe di masse (clump map), possono esser fatte applicazioni molto interessanti con r.volume. Per esempio, si può calcolare: il volume delle rocce in una cava potenziale; ta-gliare e riempire volume per la costruzione di strade; e il volumen d'acqua in riserve poten-ziali. Possono essere usati anche layer che contengono altre misure di valori reali.

NOTE
L'output è inviato allo schermo terminale. L'utente può catturare l'output in un file utiliz-zando il meccanismo di ridirezionamento di UNIX, come nell'esempio che segue:

r.volume d=data_map c=clump_map s=site_list > table.out

L'output può anche essere inviato direttramente alla stampante come è mostrato sotto:

r.volume d=data_map c=clump_map s=site_list\lpr

Bisognerebbe essere sicuri di quali siano le unità di misura e lew risoluzioni di cella est-ovest e nord-sud e in quali unità di misura siano stati impostati i valori di categoria (dal momento che questi tre valori saranno moltiplicati tra loro per produrre il volume).
Questo programma rispetta la maschera corrente e usa questa maschera come layer clump se nessun altro è stato esplicitamente selezionato dall'utente.

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r.water.outlet

Programma di creazione dei bacini di Watershed

r.water.outlet drainage=name basin=name easting=value northing=value

r.water.outlet genera i bacini per un watershed da una mappa direzionale di drenaggio (ot-tentuta da r.watershed o r.water.aspect) e un set di coordinate che rappresentano il punto di deflusso di un watershed.

OPZIONI
drainage
mappa di input: direzione di dreanggio. Indica l' "aspetto" per ogni cella. Moltiplicando i valori positivi per 45 fornisce la direzione in gradi che la superficie di uscita attraverserà per ogni cella. Il valore -1 indica che la cella è un'area depressa. Altri valori negativi indi-cano che la superficie di deflusso sta lasciando i conbfini della regione geografica corrente. Il valore assoluto di queste celle negative indica la direzione del flusso. Questa mappa è ge-nerata sia da r.watershed che da r.water.aspect.

basin
mappa di output: il valore uno (1) indica un bacino. Il valore zero che la cella non fa parte di un bacino.

easting
valore di input: coordinata est del punto di uscita

northing
valore di input: coordinata nord del punto di uscita

NOTE
Nel contesto di questo programma un bacino di watershed è la regione di sopraflusso di un punto di uscita. Così, se l'utente sceglie un punto di uscita su una pendenza di una collina, la mappa risultante sarà una sottile terra argentea che rappresenta la pendenza di terreno della parte superiore di collina che sta al di sopra del punto scelto.
E' gneralmente un buona idea rintracciare il canale d'acqua per il bacino desiderato. Se l'utente lancia r.water.accum, r.water.swale con una piccola soglia e d.where sulla mappa risultante, l'utente può puntare l'esatta localizzazione del punto di uscita con facilità.

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r.watershed
Programma di analisi dei bacini nella distribuzione delle acque.

((rimandare al tutorial di Parks))

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r.weight

Programma di overlay per layer raster

r.weight

r.weight è un programma di overlay di mappa guidato da linguaggio. Esso fornisce una strada per eseguire analisi geografiche utilizzando numerose mappe raster. e.weight richie-de all'utente di dare un peso (assegnare un valore numerico) alle categorie di interesse della mappa raster. L'assegnazione di valori pesati richiede che l'utente abbia porfonda consape-volezza dell'analisi che deve essere eseguita. Quanto è importante la pendenza del territorio in rapporto all'uso corrente del suolo, o alla profondità del banco roccioso? L'assegnazione di valore alle caratteristiche permette a r.weight di mischiare e paragonare mele ed arance, allo stesso modo di pendenze e uso del suolo e tipi di suolo e vegetazione. r.weight è uno strumento di analisi guidato da uno specifico linguaggio. Esso risponde a compamdi a pa-role scritti al terminale. L'help è sempre disponibile attraverso il comando: help. I coman-di disponiobili in r.weight sono elencati sotto.
Si noti che i naomi dei layer raster appaiono tra parentesi. L'uso delle parentesi è ora op-zionale in r.weght.

list maps
elenca le mappe raster disponibili

list categorie (name)
elenca le categorie di una mappa raster (name)

list save
elenca le analisi salvate

list analysis
mostra al display le analisi correntemente richieste

print analysis
invia le analisi correntemente richieste alla stampante

choose (name)
sceglie una mappa raster (name) per l'analisi

assign (name)
modalità interattiva per assegnare i pesi per una mappa raster(name)

assign (name) (cat) (val)
assegna un peso (val) alla categoria (cat) per un layer raster (name)

assign (name) (cat) (cat) (val)

assegna un peso (val) a categorie (cat) (cat) per una mappa raster (name)

save
salva l'analisi corrente

recover
ripara vecchie analisi

add
richiede quali pesi devono essere aggiunti (questo è il default)

mult
richiede quali pesi devono essere moltiplicati

execute
lancia l'analisi

erase
cancella lo schermo

color grey
imposta i colori del monito grafico alla scla di grigi (questo è il defualt)

color wave
imposta i colori del monitor a color wave

color ramp
imposta i colori del monitor a color ramp

quit
lascia r.weight

Una spiegazione più dettagliata dei comandi ora esaminati può essere ottenuta scrivendo:

help(command)

APPROCCIO SUGGERITO
Allo scopo di geerare con r.weight mappe raster utili per l'analisi, l'utente deve porre do-mande ragionevoli e difensibili. Poichè, molto più potente di r.combine, r.weight è anche molto più pericoloso. L'utente fornisce il peso necessario e ragionevole che deve essere registrato come peso. Soltanto pesi ragionevolmente ponderati daranno risultati difendibili ed attendibili. Noi suggeriamo il seguente approccio per un'analisi ponderale di overlay:

passo1: prima di lanciare i pesi
a) definire le domande da porre. per es. "LOcalizzare i siti adattabili per costruire alloggi".
b) determinare quali informazioni di mappa sono utili per formulare la domanda; per es., geology, suoli, land_use (uso del suolo), flood_potenzial (potenziali inondazioni).
c) assegnare pesi nelle mappe raster scelte in base ad un giudizio professionale, inferenze statistiche e sclete ingegneristiche.

passo 2: scelta delle mappe di celle
Utilizzare il comanbdo di r.weight, choos per identificarefino a sei mappe di interesse

passo 3: assegnare i pesi
Utilizzando il comando di r.weight assign, assegnare pesi specifici alle categorie di mappa

passo 4: salvare l'analisi
utilizzare il comando save per salvare una copia dell'analisi per un possibile uso successivo

passo 5: lanciare l'analisi
utilizzare il comando execute per l'anciare l'analisi

passo 6: valutare i risultati
Per modificare le richieste di un'analisi esistente, utilizzare il comando recover per rintrac-ciare l'analisi e quindi passare al passo 3.

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r.weight2

Programma di analisi di overlay pesato per layer raster.

r.weight2 [output=option] [action=option] [color=option]

r.weight2 è la versione non interattiva di r.weight. Entrambe i programmi permettono all'utente di assegnare valori numerici (e, cioè, "pesi") a singole categorie all'interno di un layer raster. Questi pesi sono quindi distribuiti localmente attraverso un layer raster basato sulla distribuzione delle categorie alle quali sono associati. L'utente può soppesare le cate-gorie di più layer raster in un database. Questi layer pesati possono quindi essere sovrappo-sti. r.weight2 cpmbinerà i peni nella sovrapposizione delle mappe attraverso la localizza-zione delle celle.
Un layer rster di output risultante conterrà i pesi dei layer combinati attraverso un paesag-gio Questi valori rappresentano una gerarchia adattabile ad alcuni scopi definiti dall'utente. Per ottenere descrizioni maggiormente dettagliate si veda la voce di manuale per r.weight.
Il layer raster di output deve essere specificato (non esiste default). Le azioni possono esse-re o di addizione (add) o di moltiplicazione (mult) (default:add). La tavola dei colori per il nuovo layer raster può essere grey|wave|ramp. (default:grey).
Una volta che una linea di comando di r.weight2 è immessa, l'utente avrà la necessità di immettere un nome di layer raster ed assegnare valori numerici alle sue categorie. I valori possono essere assegnati alle categorie di un massimo di sei layer raster in una singola ana-lisi di r.weight2. E' disponibile l'help scrivendo r.weight2 help.

NOTE
L'utente deve conoscere r.weight prima di lanciare r.weight2. r.weight2 non fornisce all'utente una lista dei layer raster diponibili e delle relative categorie. Ci si può assicurare dell'esistenza dei un determinato nome utilizzando il comando GRASS g.list. Per ottenre una lista delle categorie di un determinato layer raster si lanci r.report.
L'utente può creare un file di input che contiene i dati necessari perchp r.weight possa es-sere lanciato. Questo file deve elencare i layer raster e le norme di riclassificazione nel formato mostrato nell'esempio precedente. Questo file deve essere diretto in r.weght2 alla linea di comando scrivendo

r.weight2 output action color < input_file

ERRORI
Quando si immettono dati per le norme di riclassificazione, se l'utente non include gli spazi tra le categorie, = e il valore il programma assumerà che l'ingresso è un layer raster.

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r.what

Questo modulo interroga un layer raster sui valori e le etichette di categoria.

r.what [-f] input=name[,name,...] [<inputfile] (1)

r.what emette in output i valori di categoria e (opzionalmente) le etichette di categoria asso-ciate ad una localizzazione specificata dall'utente sul un layer raster. Le localizzazioni sono specificate come coppie di coordinate geografiche x,y (e, cioè, coppie di est e nord); l'utente può anche (opzionalmente) associare un'etichetta ad ogni localizzazione.
Il programma sarà lanciato in modalità interattiva se l'utente specifica i parametri necessari al suo funzionamento e(opzionalmente) lìimpostazione dei flag alla linea di comando usan-do la forma (1), dove ogni nome di input è quello di un layer raster le cui categorie sono oggetto di indagine e il flag opzionale -f dice a r.what di emettere in output anche le eti-chette. L'utente può anche redirezionare un file ASCII creato preventivamente il quale contenga un elenco delle coppie di coordinate geografiche e (opzionalemte) le etichette in r.what utilizzando la forma:

r.what [-f] input=name[,name,...] [< inputfile]

Se l'utente non redireziona un file di input che contiene queste coordinate nel programma, il programma chiederà la localizzazione dei punti e le etichette.
In alternativa l'utente può semplicemente scrivere:

r.what

alla linea di comando, senza alcun argomento di programma. In questo caso saranno richei-sti tutti i parametri di input necessari attraverso l'interfaccia standard di GRASS.

Flag:

-f
emette in output anche le etichette di categoris associate con le celle alle localizzazioni spe-cificate

Parametri:

input=name[,name,...]
Il nome (o i nomi) di uno o più layer raster esistente che devono essere esaminati.

NOTE:
Il massimo numero di layer raster chje possono essere interrogati in una sola volta è quattro.

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