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L'utopia del controllo infinito

l GIS e l'architettura dell'ambiente

Un GIS (Geographic Information System), prima di essere quello che appare a prima vista e, cioè, uno strumento di controllo e di gestione del territorio e di tutti (o quasi) i fenomeni che in esso accadono, è soprattutto un sistema filosofico. Questa, naturalmente, è un'affermazione paradossale. Come si può sostenere che un pacchetto software o, se si vuole, un hardware opportunamente rivestito con un software adatto, possa trasformarsi in un sistema di pensiero, un modo di inquadrare il mondo e - anche se soltanto sul piano delle idee - risolverlo? Certo: questa è deliberatamente un'affermazione paradossale e provocatoria. Un GIS è, soprattutto, un formidabile sistema di supporto alle decisioni; esso, nonostante tutti i limiti propri di ogni sistema artefatto e preconfezionato che proviene dal territorio dell'informatica, sembra mostrare ampi margini di "libertà", di "fantasia", di "intelligenza", di capacità di collegare tra loro fenomeni che, apparentemente non hanno contatto alcuno, e di mettere in luce come, dal risuonare congiunto degli stessi, ne possano discendere, per gli abitanti di una regione o di un territorio sufficientemente vasto, disastri ambientali, nefandezze future, orizzonti che si chiudono o, di contro, speranze, azzurri del cielo e verdi vallate colme di ogni bendidio.

Sarà che in questa particolarissima visione del GIS ha gran peso la sua nascita e, soprattutto, il suo primo obbiettivo: classificare ogni cosa delle foreste canadesi perché se ne potesse avere cura, perché non potesse darsi l'eventualità che l'uomo, nella sua insaziabile fame di profitto, sciaguratamente finisse per dare fondo, con il taglio del legname incontrollato e forsennato, a tutte le risorse naturali a sua disposizione, perché, insomma, si potesse "razionalizzare" il processo di produzione del legno senza che i boschi, le foreste, i delicati equilibri pregressi basati su una lunghissima saggezza della natura, ne avessero a soffrire e perché questo bene prezioso - per l'appunto il legno - non dovesse un bel giorno cessare di esistere ma continuare a fornire i suoi benefici agli uomini e - perché no? - un sano, equilibrato profitto. In una parola: perché si potesse, di una risorsa naturale, disporre con discrezione, intelligenza, oculatezza, lungimiranza. E questa oculatezza non nasconde una "visione del mondo", un modo di anticipare - in positivo - i tragici risvolti del disastro ambientale che noi tutti, ora, all'alba del terzo millennio, ci troviamo a vivere?

La nascita dei Geographic Information Systems risale ai primi anni sessanta, dunque ad un'epoca che non si poneva affatto il problema dell'esaurimento delle risorse, dello sconvolgimento degli equilibri ambientali, dell'inquinamento pestifero del cielo, della terra e delle acque del mare. Si trattava, per l'epoca, di una vera e propria utopia, un'utopia perché il mondo se ne andava, trionfante del boom economico e della "democratica" corsa al consumo di tutti, decisamente in direzione opposta e perché tutti coloro che cominciavano a comprendere le dimensioni del disastro ambientale verso il quale il pianeta si incamminava erano pochi, derisi, destinati a restare inascoltati per circa i trent'anni a venire e considerati delle cassandre malevole, odiose, insopportabili menagramo.

Ora sappiamo che tutte queste nere previsioni si stanno mostrando addirittura rosee rispetto a quello che sta effettivamente accadendo. Certo, studi, tutorials, links e riflessioni come quelle che ci accingiamo a sottoporre all'attenzione non dovrebbero occuparsi di faccende non-tecniche, pena il pericolo di imperdonabili divagazioni . Le chiacchiere che precedono sono note ad ognuno di noi e, soprattutto, ognuno di noi sa come continuare il discorso e sa che, per tentare di invertire la rotta, occorrono decisioni politiche sull'ambiente coraggiose, strategie energetiche innovative, cultura amministrativa e di gestione del territorio assolutamente diversa da quella che finora ci ha contraddistinti.

L'uso di un sistema GIS applicato ad una regione geografica può contribuire, se ben gestito, allo studio, all'approfondimento delle tematiche connesse al territorio "naturale" e a quello costruito e, soprattutto, può, molto spesso - se ben guidato dagli uomini che hanno il compito di gestirlo ed istruirlo -, contribuire a costruire dei modelli di simulazione della realtà attendibili e veritieri.

 

 

Il Sistema GRASS è un GIS; ma può certamente essere considerato anche, e soprattutto, un sistema generale di supporto all'analisi delle risorse di un territorio, un'area, un'intera regione geografica ed alla progettazione-previsione di sistemi di gestione e modelli di sviluppo; di conseguenza si tratta di un vero e proprio insieme di strumentazioni, di metodologie analitiche specifiche (di natura specialistica e di natura generale) le quali travalicano la stretta significazione funzionale e si pongono come un vero e proprio linguaggio interpretativo della realtà, in grado di mostrare grandi capacità di elasticità e flessibilità per adattarsi a svariati scopi e definire i problemi, dall'analisi del regime delle acque e la loro possibile irregimentazione in un sistema territoriale di smaltimento e deflusso ordinato e gerarchico, all'approfondimento geologico ed alla composizione del suolo, alla costruzione di scenari di previsione e di modelli di comportamento di un determinato sistema territoriale una volta che siano state correttamente formulate una serie di ipotesi di partenza.

Nato all'interno del Laboratorio di Ricerca e Costruzione degli Ingegneri dell'esercito degli Stati Uniti (USA-CERL, USA Construction Engineering Research Laboratory), il programma all'inizio, nel 1982, non era altro che un insieme di demo assai limitate che avevano lo scopo di mostrare, al corpo dei militari, le potenzialità che avrebbe potuto avere un sistema che si fosse occupato dell'analisi e dell'elaborazione dei dati geografici anche in considerazione del fatto che i primi GIS a quell'epoca erano costosissimi, poco diffusi, non fondati su un sistema operativo a larga diffusione come UNIX e, ciò che maggiormente conta, assolutamente fuori della portata del budget iniziale in dotazione al laboratorio degli ingegneri dell'esercito.

Attualmente il Sistema è in una fase molto avanzata di sviluppo. In questa sezione si può prendere visione dei manuali e della sintassi dei vari comandi che lo compongono tradotti in italiano.