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dibattito

 

 

Disarmonica: frammenti di un discorso

 

 

disarmonica di Maurizio Zenga

(per vedere il disegno in risoluzione maggiore: http://www.mauriziozenga.it/disarmonica.html)

 

Riportiamo un dialogo che, a poco alla volta,ha investito grandi problemi di fronte ai quali non ha più senso alcuno parlare di bellezza e architettura. Di fronte alla disperazione ed all'assurdo non ci sono parole ma solo sgomento. La morte del suonatore ambulante Petru Birlandeanu, ammazzato a Napoli, Martedì 26 maggio da una pallottoila vagante in un raid camorristico, lascia esterrefatti e sgomenti. Maurizio Zenga, ci ha inviato il disegno che pubblichiamo. Il nostro dialogo era cominciato un giorno prima ed era partito da un altro argomento. L'irruzione della consapevolezza della morte ci ha zittiti. Riproponiamo tutto il dialogo e il silenzio successivo:
   
Giacomo Ricci

Vi trasmetto un articolo apparso on-line su "Articolo 21" sul quale ci sarebbe da riflettere. Lo riporto per intero:

"È passato l'emendamento D'Alia.

L 'attacco finale
alla democrazia è iniziato!

Berlusconi e i suoi sferrano il colpo
definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto
controllo.

Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il
cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri
provvedimenti scellerati come l 'obbligo di denuncia per i medici dei
pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta
tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato
introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o
istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet". Il testo la
prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla
Camera l'articolo è diventato il n. 60. Anche se il senatore Gianpiero
D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice
lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non
vuole scollarsi dal potere.

In pratica se un qualunque cittadino che
magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che
ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento
può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se
all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione
dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto
l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di
connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di
filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta
dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale
obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000
a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni
per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5
anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine
pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero
essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la
Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in
Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta
l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è
ormai l'unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro
è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto
500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il
Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede
un'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e
d'interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di
una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra
poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge
su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto
rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno
che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e
informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Obama
ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene
di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono
stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista
specializzata Punto Informatico.

Fate girare questa notizia il più
possibile. È ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani.
È in gioco davvero la democrazia!!!"

L'articolo, a firma di Ciliberti, è rintracciabile on-line al seguente link:

http://www.articolo21.info/5434/editoriale/col-pacchetto-sicurezza-passa-anche.html

   
Adriano Ghisetti

Caro Giacomo,


se il testo è quello che mi hai inviato, pene previste cioè: "per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato" e "per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali" dove sta l'attentato alla democrazia? 
Penso sia già vietato farlo a mezzo stampa o tv, quindi perché dovrebbe essere consentito on-line?


Un caro saluto
                                                                Adriano

   
Giacomo Ricci

Hai ragione. Però penso - ed ho interpretato così - che chi mi ha spedito questa mail volesse intendere che sarà interpretata come reato ogni forma di divergenza ideologica.
In ogni caso una regolata ad internet ci vuole ma si dovrebbe lasciare la libertà di pensiero. D'altro canto, ogni regime politico, tende ad interpretare le forme di dissenso e disobbedienza (in senso proprio pannelliano, liberale, radicale) come crimini ed attentati all'ordine costituito.
Il pericolo che ci vedo non è ovviamente quello dell'apologia di reato - cosa sulla quale nessuno può esser d'accordo - ma nell'estensione dell'idea di reato anche al mondo delle opinioni: il che non mi fa stare tranquillo.


Ma, naturalmente, quello che io penso e temo è assolutamente di poco conto rispetto all'eventualità di una restrizione dei margini di libertà (consentita, di pensiero) dell'individuo. D'altro canto, tanto per fare un esempio,  la consuetudine, odierna, di prendersela con i giudici che non emettono sentenze che garbano agli imputati mi sembra un buon segnale d'allarme.
In poche parole: se libertà significa libertà di delinquere (a qualsiasi livello e in qualsiasi senso) è ovvio che non si è d'accordo; se, al contrario, il delinquere comprende all'interno del suo perimetro di competenza anche la libertà di pensare in maniera diversa - e contrastante - con l'ordine costituito allora qualche dubbio ce lo avrei; e mi sembra, nella storia, che il nostro gruppetto di dissenzienti abbia degli esponenti non male: Gesù Cristo contro lo strapotere dell'Impero; San Francesco contro quello del Papa-Re; Tommaso Campanella con l'auspicio della  Città del Sole; Thomas More con Utopia, Francesco Bacone e il suo modello di scienza sperimentale e così via. Non ha caso, la maggior parte di quelli che ho ricordato erano frati, religiosi o fondatori di religioni. All'epoca loro li hanno semplicemente chiamati criminali e li hanno giustiziati in maniera esemplare e spettacolare.
Io continuo a sentirmi un po' preoccupato. Ma forse si tratta di una mia impressione. Spero.

Ciao

Giacomo

   
Maurizio Zenga

Carissimo Giacomo e amici lettori,

non credo che Adriano abbia ragione a minimizzare e fai benissimo ad essere preoccupato come lo sono anch'io.
Per maggiore chiarezza e per approfondire meglio l'argomento della discussione ( piuttosto interessante e anche urgente...), forse conviene leggere gli articoli che riporto di seguito e poi ragionare su alcune delle cose che in merito alla definizione di "reato" sono accadute negli ultimi tempi.
Tanto per citarne una :
ricordate la definizione di "criminogeno" attribuita al giornalismo di Biagi, Santoro, ecc.a cui è seguita la cacciata dei due dalla televisione pubblica?
Certo, "avverso il provvedimento è ammesso ricorso all'Autorità Giudiziaria" (dice l'art.50 bis) ma sapete quanto tempo e quanto denaro sono serviti a Santoro per essere riammesso al suo posto? Siamo sicuri che tutti sarebbero in grado di sostenere la stessa causa per vedersi riaprire il proprio sito o il proprio blog, per esempio?
Tra i tanti magistrati "comunisti" che il governo attuale vede in ogni angolo, ci sarà pure qualche magistrato "di destra" disposto a ""segnalare" al Ministro dell'Interno quel sito o quel blogger che fanno, secondo lui, "apologia di reato"...
Del resto, non stanno progettando a questo scopo una Magistratura più "asservita" a cui assegnare questi lavoretti...?


Un caro saluto,


Maurizio

«Art. 50-bis. Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet 1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
2. Il Ministro dell'interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all'adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all'autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.
3.I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l'effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l'attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministro dell'interno con proprio provvedimento.
4. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dell'interno, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.
5. Al quarto comma dell'articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così
sostituito: "col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda"."

Art. 266.
Istigazione di militari a disobbedire alle leggi.

Chiunque istiga i militari a disobbedire alle leggi o a violare il giuramento dato o i doveri della disciplina militare o altri doveri inerenti al proprio stato, ovvero fa a militari l'apologia di fatti contrari alle leggi, al giuramento, alla disciplina o ad altri doveri militari, è punito, per ciò solo, se il fatto non costituisce un più grave delitto, con la reclusione da uno a tre anni.
La pena è della reclusione da due a cinque anni se il fatto è commesso pubblicamente.
Le pene sono aumentate se il fatto è commesso in tempo di guerra.
Agli effetti della legge penale, il reato si considera avvenuto pubblicamente quando il fatto è commesso:
1. col mezzo della stampa, o con altro mezzo di propaganda; 2. in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone; 3. in una riunione che, per il luogo in cui è tenuta, o per il numero degli intervenuti, o per lo scopo od oggetto di essa, abbia carattere di riunione non privata.

   
Adriano Ghisetti

Caro Giacomo,
è sempre un piacere scambiare delle idee con te, anche quando non mi trovo del tutto d'accordo con le tue opinioni.
La tua replica è intelligente, mentre non ho il piacere di conoscere lo Zenga che ha partecipato al "Blog" e non ho alcun interesse del parere di molti nostri colleghi il cui nome leggo nella mailing-list.
Ti sembrerà strano, ma per me che ho vissuto il '68 in un Liceo Scientifico in cui chi non era omologato al pensiero dominante (leggi PCI) era inviso ai professori cosiddetti "progressisti", gli anni Settanta in una Facoltà in cui le uniche divergenze erano tra studenti filosovietici e filocinesi e in una società in cui l'editoria era monopolizzata dai gruppi Einaudi, Feltrinelli, Laterza, gli anni successivi in cui DC e PCI spartivano il potere, il tempo presente - in cui è possibile ascoltare tanto Santoro che Bruno Vespa - è veramente quello di una ventata di libertà di opinione!


Quanto ai giudici forse non sai che uno di essi in questi giorni ha messo fuori dal carcere un mafioso detenuto in base al 41bis perché affetto da depressione! E forse non sai che, quando siedi in metropolitana o passi per strada alcuni di coloro che ti stanno intorno potrebbero essere pericolosi assassini tornati a piede libero.
Se permetti sono più preoccupato da queste certezze che dalle possibilità di repressione della libertà di pensiero che tu paventi. 
Nel mondo di oggi è veramente difficile limitare la libertà di pensiero o nascondere la realtà dei fatti, lo dimostrano ad esempio il crollo dell'impero sovietico e la drammatica sorte del Tibet.
Ma rispetto molto la tua opinione e, lo ripeto, mi fa molto piacere che tu abbia voglia di farmela conoscere.
A presto
                                                                  Adriano

   
Maurizio Zenga

Caro Giacomo,
se tu mi mandi una e-mail e mi fai partecipe di una sorta di "riflessione comune" sul testo che mi hai segnalato ( l'articolo di Ciliberti  l'avevo già letto sul sito "Articolo 21", da dove è stato ripreso ) io, come è mia e nostra abitudine, contribuisco per quello che posso alla riflessione appunto...
Mi spiace che il prof. Adriano Ghisetti, che io invece conosco di fama,
dica: "non ho alcun interesse del parere di molti nostri colleghi";  "lo Zenga", che sarei io, non ha la sua stessa fama ma ha comunque un rispettabile parere sulla questione oggetto della discussione, peraltro largamente condiviso.
L'aria che tira non è buona e conviene tenere alta la guardia.
Non si sa mai...

"lo Zenga"

 

 

Gentile Adriano,
non credo sia il caso di fare una polemica per un evidente malinteso.
Da ciò che scrivi risulta una certa tua  diffidenza  nei confronti di una sinistra  attuale "ideologica" almeno quanto quella che caratterizzò gli anni '70, ( per la quale anch'io all'epoca provavo un certo fastidio, un senso di oppressione ).
La differenza con i tempi attuali, in cui non si può dire a mio parere che esista una vera libertà di pensiero e di espressione, è che allora la politica e la discussione erano una pratica quotidiana a cui ciascuno partecipava con passione essendone pienamente coinvolto, sentendosi soggetto attivo, partecipe, oggi invece la politica è uno "spettacolo".
Il pubblico assiste estasiato, anestetizzato, alle menzogne dell'uno e alle malefatte dell'altro, come in un reality show, accogliendo e assimilando cose sempre più inaccettabili da un punto di vista etico, morale, culturale, in attesa di eventi sempre più sconvolgenti, raccapriccianti, esaltanti, facendo il tifo ora per l'uno ora per l'altro ma senza una vera coscienza "politica", da spettatore e basta, in attesa del colpo ad effetto.
Questo, secondo il mio modestissimo parere, è il pericolo più grande che rischia di portarci tutti ( pubblico ed attori di ambo le parti ) in una situazione da cui difficilmente si potrà tornare indietro.
La questione non è ( solamente ) la repressione della libertà di pensiero ma quella fondamentale della fine stessa del pensiero come attività del cervello umano.
Giacomo ha ragione quando parla di "stupidità al potere...

Al nostro prossimo incontro, magari ne riparliamo.
Ciao,

Maurizio

   
Adriano Ghisetti

Gentile Maurizio,
sono pienamente d'accordo con te sulla mancanza di senso critico così diffusa al giorno d'oggi e sui pericoli che questo sta comportando, come l'atrofizzarsi (morte è un po' troppo) del pensiero.

Al di là di conseguenze già evidenti come la distanza dalla politica da parte dei giovani soprattutto. E forse il potere non è sempre così stupido da non approfittarne.
Ma forse non si deve nemmeno essere sempre pessimisti, dal buio si torna alla luce, prima o poi. Non possiamo sapere come e quando, ma i cambiamenti ci sono e ci saranno sempre.


Ti saluto cordialmente
                                                            Adriano

   
Maurizio Zenga

Ecco i pericolosi assassini di cui parlava Adriano, sono questi:

http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/napoli-esecuzione/napoli-esecuzione/napoli-esecuzione.html

"E forse non sai che, quando siedi in 
metropolitana o passi per strada alcuni di coloro che ti stanno 
intorno potrebbero essere pericolosi assassini tornati a piede libero".

...questo filmato terribile e l'articolo di cronaca ne sono una prova...

E provano anche ciò che dice Giacomo:

Sono preoccupato dall'assenza di
pensiero e l'assenza di pensiero critico, la mancanza di progetto, (il sonno
della ragione) genera mostri, le nere civette che girano sulla testa del
dormiente ebbro disegnato dalla feroce penna di Goya.

Di questa notizia di cronaca napoletana e di questo filmato non ho visto traccia nei telegiornali di Berlusconi ( Rai e Mediaset )

MI VERGOGNO COME FOSSI IO L'ASSASSINO DI QUESTO POVERACCIO.

 

Giacomo Ricci

Lo spettacolare-orrido della realtà fa ammutolire la ragione e ogni possibile dialogo. Anche questo si temeva ed è, in qualche modo, contenuto tra le righe del dibattito che precede, un discorrere che appare immediatamente accademico, stravolto com'è dalla ferocia degli avvenimenti quotidiani. In particolare si rimane agghiacciati (come è capitato a Maurizio) nell' osservare il filmato collegato al link di sopra, a guardare la reazione degli altri di fronte alla morte sconvolgente, immediatamente vicina, inaspettata, improvvisa, assurda e assistere alla loro fuga, assolutamente priva di qualsiasi pietà verso quell'uomo che sta morendo in terra, a pochi centimetri di distanza. Ma che ci è successo? Che cosa ci stanno facendo? Dove sono andate a finire le nostre coscienze? Che cosa questo "progresso" ci ha tolto, questo nostro status di "cittadini moderni" ha finito per addormentare definitivamente?

Georg Simmel nel 1910 lo aveva scritto che la grande metropoli uccide lo "spirito" e accentua ogni forma di cinismo. Ma forse neanche lui si sarebbe aspettato reazioni di questo tipo. I miei cani si fanno in cerchio intorno ad uno di loro, quando guaisce per qualsiasi motivo, quando una spina gli è finita in una zampa. I loro occhi si incupiscono, sentono il dolore del loro simile, del loro compagno, si preoccupano.

Forse è per le buste di plastica che il suonatore ambulante si portava appresso, tutto il suo bagaglio, il suo essere già ai margini, la sua diversità? Questo ci autorizza a credere che la sua morte sia diversa dalla nostra? Può la paura giustificare la fuga, la paura di uno che muore, sotto lo sguardo nostro, anche se tutto accade con rapidità incontrollabile?

No, sto pensando a quanti hanno aiutato i loro simili nella seconda guerra mondiale, nascondendo gli ebrei braccati in soffitta, sotto i letti, in cantina, nelle grotte, rischiando di brutto in prima persona. No, dobbiamo controvoglia dire che noi, cittadini metropolitani supertecnologici, siamo diversi, a noi è successo qualcosa, di indecifrabile, di terribile. Tutti, nessuno escluso: da quelli che in moto camminano sparando all'impazzata tra la folla, chi-piglio-piglio, a quelli che di fronte alla morte scappano, si sottraggono anche dal dedicare uno sguardo di pietà a colui che muore.

   
Antonio Vitolo

Caro giacomo, grazie per il disegno di Zenga, che mi attrae e colpisce, anche perché dall'età di 10 anni suono, per aver ricevuto lezione, la fisarmonica (conservo una Scandalli 80 bassi polifonica, di colore nero). Ti invio una poesia, scritta il 19 per 'le isolesiaccendono'-solstizio-mimmo grasso. Grazie per le parole, ho detto quel che avevo 'studiato' e che sento. Arrivederci in amicizia,

Stizz’  in solstizio E stateve!

'U sole s'è fermato,
monta il cancro.
Miseno dileguato,
Monte di Procida
verso sublimazione.
Bacoli, Fusaro
se so' 'nturcenate,
il Serapeo infossato,
'na striscia nera
è addeventato l'Isolotto.
Spopola
'a vermenara
sul litorale, fino
a Ostia di Pasolini
massacrato
dai servizi segreti,
per le scoperte
sul petrolio-P2.
Indifferenti
'e lumbard
di Castelvolturno,
asciute pazze p'u' Boss !

E l' orrido sterminator Vesevo
aizann ' a capa somma
'e trenta metre,
ha 'itt bofonchiando :
" E ralla ! ".
Pure Sorrento e Amalfi
stupetiate
dal web, per le news :
Petru,
rumeno de Romania,
migrante mezzo rom ,
è stramazzato
muorto acciso,
dall'omertà, dai colpi,
dal vorace oblìo,
mentre altri umani,
napoletani,
notoriamente adusi
a pagare il biglietto
ru' tramme,
obliteravano il ticket,
primm'e fuji'.
La moviola conferma :
regista, protagonista,
esecutrice la camorra,
che rende ciechi e muti.
Solis statio , oremus,
fa' nott'  int'a stazione,
a monte santo.
                                                                      Antonio Vitolo

   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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