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dibattito

 

 

Università, poche considerazioni

di Pasquale Belfiore

due considerazioni di prima approssimazionea sul decreto del governo per l'Università.


La prima. Parto dalla dichiarazione di Modica (PD) che ho conosciuto negli anni Novanta e con il quale ho lavorato nel Consiglio Nazionale per la valutazione del sistema universitario nella sua fase pioneristica. Ha detto che sul decreto Gelmini il parere del PD (Modica è responsabile per l'Università del PD) "è sospeso". Ottimo. Stimo molto Modica ma qui ritorna la totale incapacità della sinistra non solo a decidere politicamente ma anche a decidere di esprimere un semplice parere. Modica è stato sottosegretario di Mussi. Quest'ultimo sarà ricordato come il ministro per l'Università più parsimonioso - diciamo così - di provvedimenti per l'Università. L'Italia ricorda il suo fulmineo intervento per evitare che la figlia di Ligresti avesse una laurea honoris causa, noi della Seconda Università di Napoli ce lo ricordiamo per il suo incipit all'inaugurazione dell'Anno Accademico 2006-2007 quando tuonò con un "....basta l'Università sotto casa" (che è poi esattamente  il modello organizzativo della SUN, sparpagliata su cinque sedi tra le provincie di Napoli e Caserta. Non si trattava d'una polemica con noi ma di semplice disinformazione. Nessuno gli aveva detto come funzionava  la SUN). Ammesso che il Decreto giunga alla approvazione nella forma che conosciamo, nella  storia dell'Università italiana  si dovrà doverosamente scrivere che il primo tentativo di moralizzare il sistema di reclutamento della docenza è venuto dal governo Berlusconi. Credo che sia una delle ammissioni più imbarazzanti in assoluto che la sinistra dovrà fare.


La seconda. Non sono del tutto convinto che questa dei sorteggi sia la via più giusta. Credo che sia una soluzione provvisoria, che riguarderà solo questa tornata concorsuale, per poi andare a un sistema nazionale, così come più volte è stato detto e promesso. Nella proposta della Gelmini, visti i meccanismi di formazione delle commissioni, sarà frequente il caso di commissari eletti con pochissimi voti e sorteggiati. Costoro saranno magari estranei ai giochi interni alla sede che ha chiesto il posto, magari scompiglieranno accordi e cordate, ma non vengono da un altro mondo. Sono del nostro mondo (universitario), non sono anime belle perchè anch'essi "hanno famiglia" accademica (giovani allievi, colleghi da far progredire in carriera) e non si lasceranno sfuggire l'irripetibile situazione di vantaggio che il caso ha regalato. Decideranno perciò all'insegna del "....se non ora, quando?". Prepariamoci a esiti concorsuali densi di sorprese.

 

 

 

 

 

 

 

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