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dibattito

 

 

A proposito dell'Angelo ... sterminatore

 

di Pasquale Belfiore

Trovo molto gustosa la recensione fatta da Maurizio Zenga dell'Ospedale di Mestre, ma....C'è un ma che deriva proprio dal rimando al gruppo di progettazione fatto da Maurizio.

Leggo che il progetto è del gruppo Altieri, società di ingegneria, ma leggo soprattutto che tra i progettisti compare Emilio Ambasz, architetto che non si può liquidare sbrigativamente. Ad Ambasz credo si debba l'idea della grande serra che fascia il prospetto principale dell'Ospedale che Zenga non pubblica ma che, visto nel sito degli Altieri, non è per nulla malvagio. Certo, il risultato complessivo degli interni visto in foto e descritto da Zenga lascia perplessi, qualcosa non è andato nel verso giusto.

Se si legge sempre nel sito la scarna relazione di accompagnamento alla presentazione dell'Ospedale, balzano subito evidenti i temi e  il linguaggio tipici delle società di ingegneria. Si avverte la presenza di Ambasz solo in un passaggio nel quale si dice testualmente che:

"La nuova costruzione si propone come una sorta di barriera verde allo sviluppo urbano: lo slogan progettuale del nuovo Ospedale di Mestre potrebbe così essere:  “si restituisce al paesaggio il verde che gli viene tolto".

Si avverte la presenza, dicevo, ma non credo che sia prosa di Ambasz. Se lo fosse, mi sono sbagliato per eccesso di stima.

Due sole battute prima della conclusione.

Legge del contrappasso, si potrebbe dire di quest'Ospedale troppo assolato e aperto rispetto a quello proposto da L.C. con camerette di degenza aperte solo sul soffitto.

Angelo sterminatore dell'Apocalisse, si potrebbe dire della terrificante statua la cui terribilità tutta estetica ammonisce preventivamente i pazienti: "memento homo quia pulvis es et in pulverem reverteris".

Conclusione: buone intenzioni progettuali, risultato complessivamente sbagliato perché il progetto tradisce tutti gli equivoci di una società di ingegneria che si inventa una pulsione architettonica e di un bravo architetto che non riesce a fare emergere la propria presenza.

 

 

 

 

 

 

 

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